Homepage

Casi e sentenze di merito Casi e sentenze di merito

Le co.co.org.: tra rapporto di lavoro subordinato e collaborazione coordinata e continuativa

14 Giugno 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Roma, sez. lav.

Lavoro autonomo

Le co.co.org. non modificano, in senso espansivo, l'area della subordinazione ma restano nell'area del lavoro parasubordinato, assimilato, quanto alla disciplina del rapporto, al lavoro subordinato. Tale conclusione si ricava dalla considerazione che se fosse vero che le co.co.org. allargano la fattispecie del 2094 c.c...

Leggi dopo
La Bussola LA BUSSOLA

Previdenza complementare

14 Giugno 2019 | di Gabriele Livi

Il sistema pensionistico italiano - come la maggior parte dei sistemi in atto negli altri Paesi della CE - si articola in un “doppio pilastro”: la previdenza di base, attuata da Enti pubblici e obbligatoria sin dal momento di prima costituzione di un rapporto di lavoro, dal 1993 (D.Lgs. n. 124/1993) è stata affiancata da un secondo pilastro, della previdenza complementare, non obbligatorio, ma rimesso in ampia misura alle scelte effettuate a livello di autonomia privata, collettiva e individuale. Mentre la previdenza obbligatoria si caratterizza quale sistema a ripartizione basato su un patto di solidarietà intergenerazionale (i contributi dei lavoratori sono utilizzati per erogare i trattamenti ai pensionati), la previdenza complementare realizza, tipicamente, un sistema a capitalizzazione individuale: la prestazione finale del singolo è correlata ai contributi, dallo stesso, tempo per tempo versati e ai rendimenti prodotti a seguito di impiego in investimenti finanziari. Quanto a fonti normative della materia, la previdenza complementare – che trova un inquadramento costituzionale nell’art. 38 – è attualmente disciplinata dal D.Lgs. n. 252/2005 (in vigore dal 1° gennaio 2007) che rappresenta una sorta di Testo unico della materia, in quanto in esso trovano disciplina tutti i principali profili regolamentari: civilistici, giuslavoristici, previdenziali, fiscali, amministrativi e pubblicistici. Competenza legislativa concorrente è assegnata alle Regioni dall’art. 117 Cost. Notevole rilievo regolatorio rivestono le fonti normative secondarie: decreti ministeriali e determinazioni della Commissione di vigilanza sui Fondi pensione (Covip). Quest’ultima è l’Autorità preposta al Settore della previdenza complementare e svolge un importante ruolo di indirizzo, vigilanza e orientamento anche interpretativo/applicativo della normativa. Obiettivo della previdenza complementare è quello di concorrere con quella di base alla garanzia di un reddito adeguato, per i lavoratori, al momento della pensione; tale obiettivo era appannaggio del solo pilastro pensionistico pubblico sino alle riforme degli anni novanta, che hanno inciso significativamente sui livelli di copertura da questo assicurati. Invero i fondi pensione, oltre a quelle pensionistiche, erogano anche prestazioni differenti, quali le anticipazioni sul montante accumulato (collegate solo in parte a finalità di rilevanza sociale: così per le spese sanitarie o l’acquisto della prima casa di abitazione) e i riscatti della posizione che, ove cessino i requisiti di partecipazione al fondo, sono possibili a certe condizioni. La legislazione più recente ha inoltre introdotto la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA), inizialmente agganciata all’APE, successivamente resa autonoma e da considerare prestazione di previdenza complementare aggiuntiva rispetto a quelle già contemplate: si tratta della possibilità di ottenere in via anticipata (5 anni prima, ma in taluni casi anche 10 anni) la disponibilità del montante accumulato in maniera frazionata, sotto forma di rendita erogata direttamente dal fondo pensione. Con la RITA si viene a creare una sfasatura, almeno parziale, fra il momento in cui diventano esigibili la prestazione integrativa e quella di base, il che rimette, almeno in parte, in discussione il ruolo “integrativo” dei fondi pensione, ciò al fine di favorire l’accesso a un reddito pensionistico già prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di base (di vecchiaia), per la quale già dal 2019 sono richiesti 67 anni di età (si consideri che per le donne, sino ai primi anni novanta, l’età di vecchiaia era pari a 55 anni). Vanno altresì evidenziate quali novità della legislazione più recente in materia: i) la possibilità di aderire a fondo pensione senza un conferimento totale del TFR maturando (purché ciò sia previsto dalle fonti istitutive); ii) la soppressione (in via di attuazione) di Fondinps quale fonde residuale per il TFR conferito tacitamente da lavoratori non destinatari di un fondo pensione negoziale o assimilato; iii) maggiori spazi ai fondi regionali. Un ulteriore, rilevante intervento nella materia è stato attuato con il D.Lgs. n. 147 del 13 dicembre 2018, che recependo i contenuti della Direttiva c.d. IORP II (Direttiva Ue n. 2016/2341) ha apportato novità significative in ordine all’apparato organizzativo-funzionale, documentale e informativo dei Fondi pensione, in una prospettiva volta a recepire – e rendere egualmente applicabili presso le forme complementari attive nei Paesi della Comunità – presidi di tutela e garanzia, che sono peraltro “standard recepiti” per altri soggetti che operano sui mercati finanziari e assicurativi. In tal senso, è previsto che i fondi che trovano fonte nella contrattazione collettiva, anche preesistenti se soggetti di diritto, si dotino di un sistema di governo che significa anzitutto chiara individuazione e funzionale ripartizione di competenze e responsabilità fra le varie “componenti” del Fondo, oltre che creazione di un sistema di condivisione delle informazioni in senso circolare, nonché previsione di processi e procedure di gestione - efficienti e agili - dei dati anche contabili. L’architettura del modello di governo è previsto sia composta, fra l’altro, da sistemi di controllo diffuso ai diversi livelli, da un sistema di gestione dei rischi (risk management) e relativa funzione, nonché da una funzione di revisione interna (internal audit), funzioni queste che sono qualificate dal legislatore come funzioni fondamentali (quindi necessarie), assieme alla funzione attuariale per i fondi che direttamente coprono rischi biometrici, assicurano determinati rendimenti o livelli delle prestazioni. Tutte le attività e funzioni, anche fondamentali, sono esternalizzabili sussistendone i presupposti. Integra il sistema di governo anche un piano di emergenza, nel quale vengono descritti i meccanismi e processi per la gestione delle criticità e la cui funzione è quella di garantire, in simili contingenze, la continuità operativa del fondo. Sul piano soggettivo la struttura dei fondi pensione in parola si arricchisce inoltre della figura del Direttore generale che viene a sostituire il Responsabile (figura questa mantenuta in vita solo per i fondi aperti). Quanto detto trova un riscontro sul fronte degli adempimenti documentali, in quanto i Fondi in parola (ma ciò vale anche per i fondi aperti) devono dotarsi di apposita documentazione – da conservare e rendere disponibile all’occorrenza – sul sistema di governo e, secondo i chiarimenti Covip, sulle politiche di governance, da aggiornare tempo per tempo, che a sua volta ricomprende, fra l’altro, documenti sulle politiche attuate dalle singole funzioni, documenti su politiche di esternalizzazione, politiche di remunerazione, politiche di gestione dei conflitti di interessi e simili. Altro capitolo centrale della riforma “IORP II” attiene all’ampliamento degli obblighi di informativa che i fondi pensione devono attuare nei confronti dei destinatari della tutela pensionistica. Gli artt. da 13-bis a 13 sexies – i cui contenuti però, di massima, trovano già riscontro nella vigente normativa secondaria della materia – prevedono un dettagliato sistema di comunicazioni, articolato fra informazioni generali e informazioni rivolte a specifiche categorie, distinguendosi a tal fine fra potenziali aderenti, aderenti, aderenti prossimi alla pensione e beneficiari del trattamento.

Leggi dopo
Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Il caregiver familiare e il diritto alla scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere

10 Giugno 2019 | di Luisa Marchesini

Cass., sez. lav.

Disabili

Secondo quanto stabilito dall'art 33, comma 5, l. n. 104 del 1992, il diritto del cd. caregiver familiare a scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio del congiunto disabile può essere esercitato sia all'atto dell'assunzione, mediante la scelta della sede in cui viene svolta l'attività lavorativa, sia nel corso del rapporto, con una domanda di trasferimento, ove ciò sia possibile e purché sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi di cui all'art 33, comma 3, l. n. 104 del 1992. Invero la ratio della disposizione in oggetto è quella di agevolare coloro che si occupano dell'assistenza di un proprio parente non più autosufficiente, con il presupposto che il ruolo delle famiglie è fondamentale nella cura. Pertanto, è da ritenersi irrilevante se tale esigenza di assistenza sia sorta nel corso del rapporto di lavoro o sia presente già all'instaurazione dello stesso, poiché, la necessità di sostegno al congiunto disabile può essere fatta valere in ogni momento dal lavoratore

Leggi dopo
Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

L’eccezione di inadempimento del dipendente e gli obblighi di salute e sicurezza del datore di lavoro

10 Giugno 2019 | di Cristina Pulvirenti

Cass., sez. lav.

Diritti ed obblighi datore di lavoro

L'accertamento di un arretramento di tutela non integra di per sé un inadempimento ai sensi dell'art. 2087, c.c., per il quale non può prescindersi dall'individuazione delle misure innominate e delle regole di condotta in concreto non adottate per tutelare l'integrità fisica, la personalità del prestatore, né dalla dimostrazione della nocività dell'ambiente di lavoro sotto il profilo dell'inesatta esecuzione della prestazione di sicurezza...

Leggi dopo
Focus Focus

Il licenziamento ingiustificato nel regime delle tutele crescenti dopo la Corte cost. n. 194 del 2018

10 Giugno 2019 | di Pasquale Staropoli

Licenziamento individuale

La Corte costituzionale con la sentenza n. 194 del 2018 ha inciso profondamente sul regime delle c.d. “tutele crescenti”, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015, nella parte in cui individua in via esclusiva il criterio dell'anzianità di servizio – e con la rigidità del metodo aritmetico adottato – per la determinazione dell'indennità per il licenziamento ingiustificato

Leggi dopo
Quesiti Operativi Quesiti Operativi

Le prescrizioni presuntive non sono ammesse per il TFR

10 Giugno 2019 | di Teresa Zappia

Trattamento di fine rapporto

Per il trattamento di fine rapporto è ammissibile l'eccezione di prescrizione presuntiva? Il TFR è una retribuzione differita, strettamente connessa alla cessazione del rapporto di lavoro, non erogata o corrisposta periodicamente, ma riconosciuta annualmente nel suo importo progressivamente maturato. La prescrizione del diritto ad ottenere il pagamento del TFR decorre solo dal giorno in cui il rapporto ha avuto fine, non ammettendo la giurisprudenza la possibilità...

Leggi dopo
Quesiti Operativi Quesiti Operativi

"Concorso colposo" nell'eccedenza dell'orario di lavoro

10 Giugno 2019 | di Teresa Zappia

Orario di lavoro

Orario di lavoro eccedente i limiti contrattuali: il datore è comunque tenuto a risarcire il danno subito dal dipendente nonostante la disponibilità di quest'ultimo? Nel caso in cui la prestazione lavorativa risulti "eccedente" in misura rilevante i limiti temporali fissati in sede contrattuale e legale, e ciò si protragga per diversi anni, il danno da usura psico-fisica è presunto nell'an...

Leggi dopo
Casi e sentenze di merito Casi e sentenze di merito

Il risarcimento del lavoratore nel caso di conversione del contratto a tempo determinato

10 Giugno 2019 | di La Redazione

Corte appello Roma sez. lav.,

Lavoro a tempo determinato

L'indennità prevista dal comma 5 dell'art. 32, l. n. 183 del 2010 (nel significato chiarito dal comma 13 dell'art. 1, l. n. 92 del 2012) è applicabile a qualsiasi ipotesi di ricostituzione del rapporto di lavoro avente in origine un termine illegittimo e, dunque, anche nel caso di condanna del datore di lavoro...

Leggi dopo
Casi e sentenze di merito Casi e sentenze di merito

Decorrenza della prescrizione in materia di crediti da lavoro subordinato

10 Giugno 2019 | di Sabrina Apa

Corte appello Milano, sez. lav.

Prescrizione e decadenze

La decorrenza o meno della prescrizione nel corso del rapporto di lavoro va verificata con riguardo al concreto atteggiarsi del medesimo in relazione all'effettiva esistenza di una situazione psicologica di “metus” del lavoratore, e non già alla stregua della diversa normativa garantistica che...

Leggi dopo
Casi e sentenze di merito Casi e sentenze di merito

Conciliazione sindacale e relativa inoppugnabilità

06 Giugno 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Roma, sez. lav.

Diritti sindacali

La ratio dell'art. 412-ter, c.p.c., è quella di assicurare, anche attraverso l'individuazione della sede e delle modalità procedurali, la pienezza di tutela del lavoratore in considerazione dell'incidenza che ha la conciliazione sindacale sui suoi diritti inderogabili e dell'inoppugnabilità della stessa...

Leggi dopo

Pagine