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Il contratto a tempo determinato nel regime transitorio del "Decreto Dignità"

Sommario

Le fonti del diritto | Una precisazione terminologica preliminare: “contratto”, “proroga”, “rinnovo” | Le novità | I contratti stagionali e le start-up innovative | La norma transitoria nella formulazione originaria del decreto-legge e in quella rinnovata della legge di conversione | I quattro regimi del “Decreto Dignità” | 1. (Segue) Contratti, proroghe e rinnovi stipulati fino al 13 luglio 2018 | 2. (Segue) Contratti, proroghe e rinnovi stipulati nel primo periodo transitorio: 14 luglio – 11 agosto 2018 | 3. (Segue) Contratti, proroghe e rinnovi stipulati nel secondo periodo transitorio: 12 agosto – 31 ottobre 2018 | 4. (Segue) Contratti, proroghe e rinnovi stipulati a partire dal 1° novembre 2018 | 5. (Segue) La maggiorazione contributiva per i rinnovi | 6. (Segue) La clausola di contingentamento cumulativo | 7. (Segue) L’impugnazione del termine da parte del lavoratore | Conclusioni |

 

Il “Decreto Dignità” ha apportato significative modifiche alla disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. Come è noto, tuttavia, non tutte le nuove norme sono entrate in vigore subito a causa di una disposizione transitoria concessa soltanto in sede di conversione del decreto-legge. Ne è emerso un regime complesso e incerto nel quale non è sempre agevole districarsi. Nel corso della trattazione cercheremo di fornire una guida concreta alla disciplina applicabile nei diversi momenti di questa lunga attuazione che prende avvio alla metà di luglio 2018 e che è giunta a compimento soltanto il 1° novembre 2018. Anche dopo questa data, tuttavia, il regime transitorio risulterà tutt’altro che “superato” poiché la verifica della validità degli atti compiuti andrà affrontata sulla scorta dei principî che esamineremo di seguito.

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