Focus

Il giustificato motivo oggettivo di licenziamento: il prius, il posterius ed il nesso causale

Sommario

Introduzione | Disconoscimento del GMO come concetto elastico | Poteri del datore di lavoro e tecniche di bilanciamento: cenni generali | GMO: ragione organizzativa, motivazioni e nesso di causalità | Irrilevanza delle motivazioni delle decisioni organizzative | Causali e motivazioni nel licenziamento individuale e collettivo | Soppressione del posto di lavoro e decisioni organizzative: la necessità di distinguere | Soppressione del posto di lavoro, prosecuzione delle attività e sostituzione del dipendente nello stesso posto di lavoro | Guida all'Approfondimento |

 

Partendo dalla qualificazione del GMO come clausola generale o concetto elastico, l’Autore si sofferma sul compito dell’interprete ovvero l’accertamento dell’effettività della ragione produttiva o organizzativa specificata nell’atto di licenziamento, nonché la sua oggettiva attuazione, senza alcuno scrutinio in ordine all’opportunità o convenienza nel bilanciamento con la tutela della posizione del lavoratore. La verifica dovrà, piuttosto, riguardare il nesso di causalità che lega l’esecuzione delle scelte imprenditoriali alla soppressione del posto di lavoro e, quindi, al licenziamento. Tali segmenti possono essere accorpati in tre nuclei essenziali: a) quello centrale delle causali organizzative, cioè delle decisioni imprenditoriali relative “all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro ed al regolare funzionamento di essa”; b) quello che ne costituisce l’antecedente logico, cioè le motivazioni che inducono il datore di lavoro ad esercitare il potere organizzativo; c) l’ultimo, relativo al nesso che raccorda, secondo un rapporto di causa-effetto, l’attuazione della decisione organizzativa con il licenziamento del lavoratore, all’interno del quale sembra possibile collocare anche il cd. repechage. Questo primo contributo, cui seguirà altro, analizzerà i punti di cui...

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