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Licenziamento discriminatorio tra art. 18 Statuto dei Lavoratori e Jobs Act

Sommario

Premessa | L'art. 3 legge n. 108/1990 | Il licenziamento ritorsivo | L'onere della prova | Le tutele | In conclusione | Guida all'Approfondimento |

 

Il licenziamento discriminatorio ancora oggi non ha una definizione stringente. Dibattuta, inoltre, è la assimilazione al licenziamento discriminatorio del licenziamento ritorsivo ai fini della estensione, a quest'ultimo, delle tutele previste per il primo. L'onere probatorio, poi, nell'ambito del processo incide in maniera differenziata tra le parti: mentre sul lavoratore incombe l'onere di provare, anche attraverso presunzioni, l'animus discriminandi, sul datore di lavoro grava la prova della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo. Per quanto concerne le tutele, il D.Lgs. n. 23/2015 ne ha introdotta una nuova senza, però, abrogare la precedente contenuta nell'art. 18 L. n. 300/1970, cosicché oggi coesistono due tipi di tutele concorrenti. Le due norme, quella del Jobs Act e quella statutaria, però, pur simili nell'impianto non sono sovrapponibili avendo ognuna peculiarità proprie.

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