Giurisprudenza commentata

Sul principio di immodificabilità della motivazione del licenziamento

Sommario

Massime | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni |

 

Il datore di lavoro non può addurre in giudizio, a giustificazione del licenziamento, fatti diversi da quelli già indicati nella motivazione enunciata al momento dell'intimazione del recesso, ma soltanto dedurre mere circostanze confermative o integrative che non mutino la oggettiva consistenza storica dei fatti anzidetti; il principio di contestualità ed immodificabilità della motivazione ha natura imperativa e la sua violazione è sanzionata con l'inefficacia del licenziamento.

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