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Doppia impugnazione stragiudiziale del licenziamento: per il decorso dei 180 giorni vale quella del lavoratore

Il caso. La Corte di cassazione affronta il caso della doppia impugnazione stragiudiziale del licenziamento, la prima effettuata dalla organizzazione sindacale all'insaputa del lavoratore e la seconda dallo stesso lavoratore e afferma che il decorso del termine di 180 giorni per il deposito del ricorso al giudice del lavoro scatta unicamente dopo l'atto di impugnazione formulato dal difensore del dipendente.

La sentenza ribalta la decisione del giudice di appello che aveva ritenuto che il deposito del ricorso da parte del lavoratore era avvenuto dopo i 180 giorni dalla comunicazione del sindacato ritenendo non rilevante che il dipendente non fosse a conoscenza della iniziativa sindacale e che lo stesso avesse inviato, tramite il proprio difensore, una successiva impugnazione stragiudiziale del licenziamento.

 

Termine di decadenza del ricorso in caso di doppia impugnazione stragiudiziale del licenziamento. La questione del termine di decadenza di 180 giorni per il deposito del ricorso, in presenza di una doppia impugnazione stragiudiziale del licenziamento – del sindacato e successivamente del lavoratore, ignaro della prima - trae fondamento dal nuovo regime della decadenza introdotto dall'art. 32, comma 1, l. n. 183 del 2010, che ha modificato l'art. 6, l. n. 604 del 1966, aggiungendo al termine di decadenza di 60 giorni per l'impugnazione stragiudiziale del licenziamento il successivo termine di 180 giorni per il deposito del ricorso. 

Secondo la Cassazione qualora, all'atto scritto di impugnazione stragiudiziale da parte del sindacato senza che il lavoratore ne fosse a conoscenza segua, nell'arco temporale di 60 giorni, la manifestazione scritta della volontà del lavoratore di opporsi al licenziamento, è a quest'ultimo che si deve far riferimento per valutare se sia stato rispettato il successivo termine di decadenza di deposito del ricorso nei 180 giorni.

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