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Pre-pack e trasferimento di imprese: garantiti i diritti dei dipendenti

04 Luglio 2017 |

CGUE 22 giugno 2017, C-126/16

Operazioni straordinarie

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, decidendo la causa C-126/16 con sentenza del 22 giugno 2017, ha chiarito che i diritti dei lavoratori trasferiti nell’ambito di un’operazione di pre-pack - che rientra nella nozione di procedura fallimentare - devono essere salvaguardati ai sensi della Direttiva 2001/23/CE.

 

Difatti, spiega la Corte, il pre-pack è un’operazione volta a preparare la cessione dell’impresa nei minimi dettagli per permettere la rapida ripresa delle unità economicamente sostenibili dell’impresa dopo la pronuncia di fallimento, evitando così l’interruzione che risulterebbe dalla brusca cessazione delle attività alla pronuncia del fallimento, in modo da preservare il valore dell’impresa e l’occupazione. Il semplice fatto che miri a massimizzare la soddisfazione dei creditori, continua la CGUE, non esclude il suo obiettivo economico e sociale; di conseguenza, non è giustificato il fatto che, in caso di trasferimento totale o parziale, i lavoratori siano privati dei diritti riconosciuti dalla normativa europea.

 

Dichiara, quindi, la Corte:

“La Direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, e in particolare il suo articolo 5, paragrafo 1, deve essere interpretata nel senso che la tutela dei lavoratori garantita dagli articoli 3 e 4 di tale direttiva permane in una situazione, come quella di cui al procedimento principale, in cui un’impresa sia trasferita in seguito ad una dichiarazione di fallimento nell’ambito di un pre-pack, preparato anteriormente a detta dichiarazione e realizzato immediatamente dopo la pronuncia di fallimento, nell’ambito del quale, in particolare, un «curatore designato», nominato da un giudice, esamini le possibilità di un’eventuale prosecuzione delle attività dell’impresa ad opera di un terzo e prepari azioni da svolgere subito dopo la pronuncia di fallimento per realizzare tale prosecuzione, e inoltre che non è rilevante, a tal riguardo, che l’obbiettivo perseguito da tale operazione di pre-pack miri anche a massimizzare gli introiti della cessione per l’insieme dei creditori dell’impresa in oggetto.”

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