Bussola

Assegno di ricollocazione

Sommario

Inquadramento | I criteri della Legge delega n. 183/2014 | L’assegno di ricollocazione: natura e beneficiari | L’attuazione della misura di politica attiva | La profilazione | Natura negoziale dell’assegno di ricollocazione | Oggetto dell’assegno di ricollocazione | La condizionalità e l’offerta congrua | Durata del servizio di assistenza alla ricollocazione | L’ammontare dell’assegno | L’incasso dell’assegno da parte dell’operatore accreditato | Il monitoraggio e la valutazione dei risultati | Il finanziamento | Riferimenti |

 

L’assegno di ricollocazione, disciplinato dall’art. 23, D.Lgs. n. 150/2015, è introdotto nel nostro ordinamento dopo un travagliato iter normativo iniziato nel 2013, quando, con l’art. 1, co. 215, L. n. 147/2013, il legislatore introduce nel nostro ordinamento, in via sperimentale, il contratto di ricollocazione (da qui in poi c.r.), come strumento di politica attiva del lavoro (da ora PAL) essenzialmente fondato sulla cooperazione e integrazione tra struttura pubblica e enti privati specializzati.   Il legislatore qui non definisce l’istituto, ma ne prevede la sperimentazione, richiamando implicitamente alcune specifiche esperienze straniere in questo capo. La disposizione affida la sperimentazione alle Regioni, sostenendola con una apposito fondo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, peraltro con risorse molto scarse: 55 milioni nel triennio 2014-2016.

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