Bussola

A.T.P.

Sommario

Inquadramento | Introduzione | Il procedimento: aspetti generali | L’esperimento dell’ATPO e la procedibilità dell’eventuale successiva domanda giudiziaria | L’oggetto dell’ATPO | Gli effetti dell’incardinazione del procedimento | La rappresentanza in giudizio dell’ente previdenziale e la posizione della difesa tecnica | Il ruolo del giudice nell’ATPO | Il consulente medico-legale | Il procedimento dopo il deposito della consulenza tecnica d’ufficio e la sua conclusione | I mezzi di tutela avverso la sentenza | Riferimenti | Bibliografia essenziale |

 

Il legislatore, con l’art. 38, comma 1, D.L. n. 98/2011, conv.to con modif.ni dalla L. n. 111/2011, ha inserito nel codice di rito un nuovo istituto, l’accertamento tecnico preventivo obbligatorio (d’ora in poi ATPO) “al fine di realizzare una maggiore economicità dell’azione amministrativa e favorire la piena operatività e trasparenza dei pagamenti, nonché deflazionare il contenzioso in materia previdenziale, di contenere la durata dei processi in materia previdenziale nei termini di durata ragionevole dei processi, previsti ai sensi della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà d’espressione.”  Alla luce di tale obiettivo e utilizzando, come prospettato dalla dottrina processualistica, il canone della “semplicità” nell’interpretazione delle leggi processuali, da considerare come il “canone principale della tecnica ermeneutica in materia processuale”, si procederà alla ricostruzione dell’istituto, alla luce, fra l’altro, della sentenza n. 243/2014 della Corte costituzionale e delle pronunce nn. 8533/2015, 8878/2015 e 8932/2015 della Corte di Cassazione.

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