Bussola

Giornalisti

Sommario

Inquadramento | L’attività giornalistica come presupposto | La subordinazione | I criteri distintivi tra autonomia e subordinazione | La prestazione giornalistica di fatto | I giornalisti praticanti | Il collaboratore fisso | Il corrispondente | Orientamenti a confronto | Riferimenti |

 

Scheda in fase di aggiornamento autorale di prossima pubblicazione   Le fonti di regolamentazione del lavoro giornalistico sono rappresentate dalla L. 3 febbraio 1963, n. 69 (da ora, L.P.) e dal Contratto Collettivo di Lavoro (da ora, CCNLG). La prestazione di lavoro giornalistico è di stampo prettamente intellettuale e può essere resa, come del resto qualsiasi attività, nelle forme del lavoro autonomo o subordinato (Cass. civ., sez. lav., 19-08-2013, n. 19199). Il legittimo svolgimento dell’attività giornalistica presuppone l’iscrizione al relativo albo professionale, il quale è suddiviso nel registro dei praticanti e negli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti (v. artt. 29, 33 e 34 L.P.). Ai sensi dell’art. 1, commi 2 e 3, L.P., “Sono professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista. Sono pubblicisti coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi”. A seconda dello status professionale posseduto, il CCNLG individua le qualifiche che possono essere ricoperte dal giornalista: il Redattore, ex artt. 1 e 5, deve essere in possesso dell’iscrizione nell’elenco dei giornalisti professionisti; il Collaboratore Fisso, ex art. 2, ed il Corrispondente, ex a...

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