Bussola

Licenziamento disciplinare

12 Febbraio 2015 |

Sommario

Abstract | Il licenziamento di natura disciplinare | Parallelismi con il giustificato motivo oggettivo | La contestazione dell’addebito | Comunicazione scritta | Immodificabilità e proporzionalità | Immediatezza della contestazione | Illegittimità ed applicazione dell’articolo 18 | Riferimenti |

 

La risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato da parte del datore di lavoro, dopo l'originaria applicazione generalizzata dell'articolo 2118 c.c., che consente alle parti di risolvere il rapporto di lavoro con preavviso, vede limitata l'applicabilità della libera recedibilità ad ipotesi residuali. La regola, infatti, è che il licenziamento possa essere intimato esclusivamente in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. Nel primo caso, si applica l'articolo 2119 c.c., nel secondo, invece, l'articolo 3 della legge n. 604/1966. Per quanto concerne il licenziamento per cause imputabili al lavoratore,  ci troviamo nell'ambito dei licenziamenti disciplinari. Un'area fortemente influenzata dalle interpretazioni fornite dalla giurisprudenza ed  in ogni caso un quadro applicativo basato sulla impossibilità di procedere con immediatezza ad un licenziamento. L'atto espulsivo, in fatto prevede la necessità che il datore di lavoro proceda preliminarmente alla contestazione dell'addebito al lavoratore per consentirgli il diritto di difesa. Solo successivamente potrà assumere la decisione di recedere dal contratto di  lavoro.

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