Bussola

Rinunce, transazione e conciliazione

14 Dicembre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Indisponibilità dei diritti | La conciliazione | Quietanze a saldo | Aspetti processuali | Orientamenti a confronto | Casistica | Riferimenti |

 

La norma che disciplina la materia delle rinunzie e transazioni nel diritto del lavoro è l’art. 2113 c.c. in virtù del quale sono invalide le rinunzie e le transazioni effettuate dal lavoratore in relazione a diritti derivanti da disposizioni inderogabili di legge, di contratto o CCNL.   In particolare l’art. 2113 c.c. dispone che: “Le rinunzie e le transazioni, che hanno per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge e dei contratti o accordi collettivi concernenti i rapporti di cui all'articolo 409 del codice di procedura civile, non sono valide. L'impugnazione deve essere proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto o dalla data della rinunzia o della transazione, se queste sono intervenute dopo la cessazione medesima. Le rinunzie e le transazioni di cui ai commi precedenti possono essere impugnate con qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale, del lavoratore idoneo a renderne nota la volontà. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alla conciliazione intervenuta ai sensi degli articoli 185, 410 e 411, 412-ter e 412-quater del codice di procedura civile”.   Anzitutto è opportuno fare una distinzione tra rinunzia e transazione. Ed infatti mentre la rinunzia è un atto con...

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