Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Definizione di “trasfertismo”

16 Settembre 2019 | di La Redazione

Tribunale Milano, sez. lav.

Trasferimento del lavoratore

La definizione di “trasfertismo” va ricavata avendo riguardo non alla natura della prestazione (in movimento o meno) ma al fatto che il trasfertista sia obbligato in base al contratto a lavorare in luoghi sempre variabili (ancorché fissi e non in movimento), senza avere una sede fissa; mentre il lavoratore in trasferta è solo quello che si muove dalla propria sede fissa...

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Distinzione tra rapporto di lavoro subordinato ed autonomo

16 Settembre 2019 | di La Redazione

Tribunale Roma sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

In tema di distinzione tra rapporto di lavoro subordinato ed autonomo, l'organizzazione del lavoro attraverso disposizioni o direttive - ove le stesse non siano assolutamente pregnanti ed assidue, traducendosi in un'attività di direzione costante e cogente atta a privare il lavoratore di qualsiasi autonomia - costituisce una modalità di coordinamento e di eterodirezione propria di qualsiasi organizzazione aziendale...

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: presupposti di legittimità e onere probatorio

16 Settembre 2019 | di La Redazione

Tribunale Teramo, sez. lav.

Licenziamento economico

Non può invocarsi la sussistenza di un giustificato motivo oggettivo di recesso per esigenze di carattere soggettivo di un mero incremento del profitto imprenditoriale, essendo invece necessaria la prova, gravante sul datore di lavoro, di una sopravvenuta e sfavorevole situazione congiunturale non contingente, che influisca in modo decisivo sulla normale attività e imponga un'effettiva esigenza di riduzione dei costi.

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Dipendenti ferrovie: ipotesi di sanzioni disciplinari

04 Settembre 2019 | di La Redazione

Corte appello Venezia, sez. lav.

Contestazioni disciplinari

In tema di lavoro nella Trenitalia, il codice disciplinare sanziona con provvedimenti conservativi la negligenza/inosservanza di leggi-regolamenti-obblighi di servizio con pregiudizio agli interessi dell'azienda o vantaggio per sé o per terzi e la massima sanzione conservativa riguarda il caso in cui ciò sia stato commesso deliberatamente dal dipendente. Al contrario, il licenziamento riguarda la inosservanza delle fonti normative che abbia arrecato pregiudizio alla sicurezza dell'esercizio con danni gravi al materiale o alla persona , ovvero gravissime violazioni dolose che facciano venir meno il vincolo fiduciario tra le parti.

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L’irrealizzabilità dell’opera, per erroneità o inadeguatezza del progetto affidato, dà luogo ad un inadempimento dell’incarico

04 Settembre 2019 | di La Redazione

Tribunale Torino, sez. IV

Lavoro autonomo

In tema di responsabilità per prestazione d’opera consistente in elaborazione progettuale, l’architetto, l’ ingegnere o il geometra, nell’espletamento dell’attività professionale consistente nell’obbligazione di redigere un progetto, è debitore di un risultato, essendo il professionista tenuto alla prestazione di un progetto concretamente utilizzabile; con la conseguenza che l’irrealizzabilità dell’opera, per erroneità o inadeguatezza del progetto affidatogli, dà luogo ad un inadempimento dell’incarico ed abilita il committente a rifiutare di corrispondere il compenso, avvalendosi dell’eccezione di inadempimento.

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Lavoro a progetto: in assenza di progetto specifico si procede ad automatica conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato

04 Settembre 2019 | di La Redazione

Corte appello Roma, sez. lav.

CO.CO.PRO.

In tema di lavoro a progetto, l'art. 69, comma 1, del d.lgs n. 276 del 2003 ("ratione temporis" applicabile, nella versione antecedente le modifiche di cui alla l. n. 92 del 2012), si interpreta nel senso che, quando un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sia instaurato senza l'individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, non si fa luogo ad accertamenti volti a verificare se il rapporto si sia esplicato secondo i canoni dell'autonomia o della subordinazione, ma ad automatica conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione dello stesso.

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Tutela previdenziale dei collaboratori coordinati continuativi

21 Agosto 2019 | di Sabrina Apa

Corte d'appello Trento, sez. lav.

Contributi previdenziali

La posizione del collaboratore coordinato continuativo, il cui unico obbligo è l'iscrizione alla gestione separata ex art. 2, comma 27, l. n. 335 del 1995, non differisce sotto alcun profilo da quella del lavoratore subordinato per gli aspetti che vengono in rilievo nella definizione della “ratio” dell'art. 2116, c.c.: l'obbligo di versamento dei contributi grava unicamente sul datore di lavoro/committente anche per il terzo a carico del lavoratore (artt. 1 e 5, d.m. 2 maggio 1996, n. 281), il collaboratore non può provvedere in sostituzione e, spirato il termine di prescrizione, i contributi non sono più accreditabili..

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Presupposti per l'iscrizione previdenziale alla gestione assicurativa commercianti

14 Agosto 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Arezzo, sez. lav.

Contributi previdenziali

In presenza di una società a responsabilità limitata con due soci, esclusivamente il “titolare” deve risultare iscritto alla gestione commercianti affinché possa godere della agevolazione contributiva. In particolare, il Tribunale di Lodi ha affermato che: “Presupposto della iscrizione alla Gestione Commercianti è dunque costituito dalla partecipazione del socio al lavoro aziendale con abitualità e prevalenza. Una volta delineato il quadro normativo di riferimento, occorre interpretare la legge laddove è detto che la aliquota contributiva agevolata è riservata ai “datori di lavoro” iscritti ai fini IVS alla gestione commercianti. Il datore di lavoro, infatti nel caso in esame è una società di capitali, il cui amministratore e socio è iscritto alla gestione commercianti”...

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L’Inps condannato al risarcimento del danno per violazione del dovere di informare

13 Agosto 2019 | di Domenico Mesiti

Corte appello Trento, sez. lav.

AspI

Nell'ipotesi in cui l'INPS, a causa del mancato inserimento di dati corretti nei suoi sistemi informatici, abbia fornito verbalmente all'assicurato notizie errate circa il diritto dello stesso a continuare a percepire una determinata prestazione, è tenuto a risarcire il danno sofferto dall'interessato per il mancato conseguimento del diritto alla prestazione previdenziale effettivamente dovuta.

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Prova della durata del rapporto di lavoro

13 Agosto 2019 | di La Redazione

Corte appello Roma, sez. lav.

Contratto di lavoro

La durata del rapporto di lavoro può essere provata con ogni mezzo, ma soltanto se il documento comprova l'avvenuta costituzione di un rapporto a partire dalla medesima epoca, sicché solo da tale momento è consentita la prova, con ogni mezzo, della relativa durata e della retribuzione; nel contempo si è precisato che deve escludersi che la prova testimoniale “alternativa”, di cui è onerato il datore di lavoro (o il lavoratore, nell'ipotesi di cui all'art. 1, quinto comma, della legge n. 1338 del 1962), possa investire anche i fatti da cui desumere la qualificazione del rapporto e l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato, in contrasto con la regola della prova scritta dell'esistenza del rapporto di lavoro.

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