Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Ambito cognitorio del giudice del lavoro e del giudice fallimentare a fronte dell'accertamento dell'indennità risarcitoria ex art. 18, st. lav.

29 Marzo 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento individuale

Va rammentato che il discrimine tra la sfera di cognizione del giudice del lavoro e del giudice fallimentare risiede nell'individuazione delle rispettive speciali prerogative: del primo, quale giudice del rapporto e del secondo, quale giudice del concorso, cui è riservato l'accertamento, con la relativa qualificazione, dei diritti di credito dipendenti dal rapporto di lavoro, in funzione della partecipazione al concorso...

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Definizione di condotta antisindacale

25 Marzo 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Trento, sez. lav.

Relazioni sindacali

Secondo il consolidato orientamento della Suprema Corte la definizione della condotta antisindacale di cui all'art. 28, st. lav., non è analitica ma teleologica, poiché individua il comportamento illegittimo non in base a caratteristiche strutturali, bensì alla sua idoneità a ledere i beni protetti; ne consegue che il comportamento, che leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, integra gli estremi della condotta antisindacale...

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Licenziamento disciplinare e nozione di recidiva

19 Marzo 2019 | di La Redazione

Tribunale Latina, sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Il disvalore di una condotta recidivante non risiede nel fatto che sussistano una pluralità di episodi identici e ripetuti, bensì, nel contegno assunto dal lavoratore che, sebbene ammonito con una precedente sanzione disciplinare, abbia proseguito con il medesimo inadempimento facendo venire definitivamente meno la fiducia del datore di lavoro nella corretta esecuzione della prestazione.

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CIG e obbligo di comunicazione preventiva alle organizzazioni sindacali dei criteri di scelta dei lavoratori da sospendere

19 Marzo 2019 | di Sabrina Apa

Corte appello L'Aquila, sez. lav.

Cassa Integrazione Guadagni

La Corte d'appello richiama il principio generale affermato dalla Cassazione a Sezioni Unite secondo cui in caso di intervento straordinario di integrazione salariale per l'attuazione di un programma di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale che implichi una temporanea eccedenza di personale, il provvedimento di sospensione dall'attività lavorativa è illegittimo qualora il datore di lavoro, sia che intenda adottare il meccanismo della rotazione sia nel caso contrario, ometta di comunicare alle organizzazioni sindacali, ai fini dell'esame congiunto, gli specifici criteri, eventualmente diversi dalla rotazione, di individuazione dei lavoratori che debbono essere sospesi (in base al combinato disposto degli art. 1, comma 7, l. 23 luglio 1991, n. 223 e 5, commi 4 e 5, l. 20 maggio 1975, n. 164), tale illegittimità potendo essere fatta valere dai lavoratori interessati davanti al giudice ordinario, in via incidentale, per ottenere il pagamento della retribuzione piena e non integrata...

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Esercizio di fatto di attività giornalistica ed inapplicabilità del regime di tutele del licenziamento ingiustificato

15 Marzo 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Bari, sez. lav.

Giornalisti

La giurisprudenza di legittimità è consolidata sul punto, affermando che “In caso di esercizio di fatto di attività giornalistica da parte di soggetti non iscritti all'albo professionale, la nullità del rapporto di lavoro, non derivando dall'illiceità dell'oggetto o della causa ma dalla violazione della norma imperativa dettata dall'art. 43, l. 3 febbraio 1963, n. 69, non produce effetto nel periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione, secondo l'espresso disposto dell'art. 2126, c.c...

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Natura della conversione del rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto a tempo indeterminato

15 Marzo 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Parma, sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

L’art. 1, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015, stabilisce che la disciplina da esso posta si applichi ai lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati e quadri assunti dopo l’entrata in vigore del decreto medesimo. L’art. 1, d.lgs. n. 23 del 2015, al secondo comma, prevede che “[l]e disposizioni di cui al presente decreto si applicano anche nei casi di conversione, successiva all’entrata in vigore del presente decreto, di contratto a tempo determinato o di apprendistato in contratto a tempo indeterminato”...

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Illegittimità del termine apposto al contratto di somministrazione per inesistenza delle ragioni giustificative

11 Marzo 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Bari, sez. lav.

Somministrazione di lavoro

Il datore di lavoro che voglia assumere con contratto a termine, così come il datore che voglia avvalersi di lavoratori “somministrati” a tempo determinato, può farlo in presenza di ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive che giustifichino la apposizione del termine. Si deve trattare di ragioni oggettive che, in quanto tali, possono e devono essere dimostrabili e verificabili, e che devono essere indicate specificamente nell'atto scritto di assunzione...

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Criteri per la ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite

08 Marzo 2019 | di La Redazione

App. Perugia

Pensioni di reversibilità

La ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite, entrambi aventi i requisiti per la relativa pensione, va effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata dei matrimoni, ponderando ulteriori elementi correlati alla finalità solidaristica dell’istituto.

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I permessi ex legge 104 vanno esclusi dal computo delle ore lavorate

04 Marzo 2019 | di La Redazione

Tribunale Roma, sez. lav.

Permessi e aspettative

L'art. 33, comma 3, l. n. 104 del 1992, stabilisce che il lavoratore “ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa”. La norma garantisce quindi il diritto alla normale retribuzione e contribuzione e non a voci premiali liberamente concordate e legate all'effettiva presenza in servizio...

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Non è giustificato il licenziamento per superamento del periodo di comporto se la malattia è imputabile a responsabilità del datore di lavoro

28 Febbraio 2019 | di La Redazione

Tribunale Trieste, sez. lav.

Malattia

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, le assenze del lavoratore per malattia non giustificano il recesso del datore di lavoro ove l'infermità dipenda dalla nocività delle mansioni o dell'ambiente di lavoro che lo stesso datore di lavoro abbia omesso di prevenire o eliminare in violazione dell'obbligo di sicurezza (art. 2087, c.c.) o di specifiche norme. Peraltro, incombe sul lavoratore l'onere di provare il collegamento causale tra la malattia che ha determinato l'assenza e le mansioni espletate in mancanza del quale deve ritenersi legittimo il licenziamento.

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