Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

La falsa attestazione di orario di lavoro è giusta causa di licenziamento

22 Febbraio 2019 | di La Redazione

Tribunale Perugia, sez. lav.

Licenziamento individuale

Attestare falsamente e consapevolmente di aver svolto un orario di lavoro superiore rispetto a quello effettivo costituisce condotta fraudolenta, al di là dell'eventuale fondatezza dei motivi dai quali è stata ispirata e, pertanto, giusta causa di licenziamento, ai sensi dell'art. 55-quater, comma 1 lett. a), d.lgs. n. 165 del 2001, e ai sensi degli artt. 2106, c.c., e 2119, c.c., in quanto incide, in senso negativo ed in modo irreparabile, sul vincolo fiduciario che deve improntare ogni rapporto di lavoro...

Leggi dopo

Licenziamenti collettivi: rilevanza della comunicazione preventiva ai fini della validità del licenziamento

22 Febbraio 2019 | di La Redazione

Licenziamenti collettivi

In tema di licenziamenti collettivi, la finalità della comunicazione preventiva fa sì che non ogni inesattezza, omissione o carenza di informazione possa essere considerata rilevante ai fini della validità del licenziamento, ma solo quei vizi della comunicazione che possono assumere rilievo ai fini di una compiuta, trasparente e consapevole consultazione sindacale, tanto da compromettere il corretto svolgimento dell'esame congiunto.

Leggi dopo

Il datore di lavoro in quanto sostituto d’imposta ha diritto al recupero dei crediti al lordo delle ritenute fiscali

21 Febbraio 2019 | di La Redazione

Corte appello Roma, sez. lav.

Sostituto d'imposta

L’azione di ripetizione di somme pagate in esecuzione della sentenza d’appello successivamente cassata, ovvero della sentenza di primo grado provvisoriamente esecutiva riformata in appello, non si inquadra nell’istituto della conditio indebiti ex art. 2033, c.c...

Leggi dopo

Configurabilità delle fattispecie di molestie e ritorsioni

18 Febbraio 2019 | di Sabrina Apa

Mobbing

Con riferimento alla fattispecie delle molestie di cui all'art. 2, comma 3,d.lgs. n. 215 del 2003, il Collegio rileva che il legislatore accosta ed equipara alle ipotesi di discriminazione diretta ed indiretta previste al comma primo, “quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi di razza o di origine etnica, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante ed offensivo"...

Leggi dopo

Licenziamento illegittimo del dirigente e diritto alla riassegnazione dell'incarico

18 Febbraio 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Taranto, sez. lav., ord.

Lavoro pubblico

La Suprema Corte ha rimarcato che il dirigente illegittimamente rimosso va reintegrato nell'incarico per il tempo residuo di durata, addirittura senza che nemmeno rilevi l'eventuale indisponibilità del posto a seguito di riforma organizzativa dell'amministrazione sopravvenuta nelle more, dovendosi invero disapplicare gli atti di gestione del rapporto di lavoro determinativi della revoca dell'incarico dirigenziale...

Leggi dopo

Normativa applicabile al rapporto di lavoro dirigenziale negli enti locali

18 Febbraio 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Taranto, sez. lav.

Lavoro pubblico

In materia di pubblico impiego, al rapporto di lavoro dei dirigenti assunti dagli enti locali con contratto a tempo determinato si applicano - in forza del richiamo di cui all'art. 110 del testo unico degli enti locali e tenuto conto del divieto di trattamento differenziato del lavoratore a termine che non sia giustificato da obbiettive ragioni, di cui alla clausola 4 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, attuato con la direttiva 28 giugno 1999/70/CE - le garanzie previste, in favore dei dirigenti a tempo indeterminato, dalla contrattazione collettiva e dal d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165...

Leggi dopo

Applicabilità della disciplina delle procedure di assunzione di personale nelle società in house alla luce del principio “tempus regit actum”

11 Febbraio 2019 | di Sabrina Apa

Corte conti, sez. I giur. centr. app.

Lavoro pubblico

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno avuto modo di qualificare le società in house come articolazioni della pubblica amministrazione da cui promanano e non soggetti giuridici ad essa esterni o da essa autonomi, ma hanno altresì avuto cura di precisare che siffatta affermazione debba essere intesa ai limitati fini del riparto di giurisdizione. Inoltre, la stessa giurisprudenza giuslavoristica ha ripetutamente affermato che l'oggetto pubblico e le finalità pubbliche dell'attività esercitata mediante società di diritto privato a partecipazione pubblica (in house o meno) non fa mutare la natura giuridica privata della società per quanto attiene alla qualificazione dei rapporti di lavoro dalla stessa intrattenuti che è di diritto privato e alla conseguente disciplina previdenziale, assumendo rilievo nell'ordinamento nazionale comunitario solo riguardo al mercato ed alla tutela della concorrenza...

Leggi dopo

Criteri per il reclutamento del personale e per il conferimento di incarichi nelle società che gestiscono servizi pubblici a totale partecipazione pubblica

11 Febbraio 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Roma, sez. lav.

Lavoro pubblico

Il legislatore ha esteso espressamente alle società che gestiscono servizi pubblici a totale partecipazione pubblica (anche se non specificamente qualificabili come società “in house”) la necessaria applicazione, nel reclutamento del personale e nel conferimento di incarichi, dei medesimi criteri a cui sono soggette le pubbliche amministrazioni; le società interessate, quindi, sono tenute ad adottare provvedimenti con cui si autovincolano a rispettare i detti criteri generali che presiedono alla scelta del personale da parte delle amministrazioni soggette alla disciplina di cui al d.lgs. n. 165 del 2001...

Leggi dopo

La collaborazione autonoma etero-organizzata: tertium genus fra lavoro subordinato e collaborazione

08 Febbraio 2019 | di Sabrina Apa

Corte appello Torino, sez. lav.

Lavoro autonomo

L'art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015, individua un terzo genere, che si viene a porre tra il rapporto di lavoro subordinato di cui all’art. 2094, c.c., e la collaborazione come prevista dall’art. 409 n. 3, c.p.c., per garantire una maggiore tutela alle nuove fattispecie di lavoro che, a seguito della evoluzione e della relativa introduzione sempre più accelerata delle recenti tecnologie, si stanno sviluppando. Postula un concetto di etero-organizzazione in capo al committente...

Leggi dopo

Caratteristiche delle direttive impartite dal datore di lavoro ai fini della manifestazione della subordinazione

08 Febbraio 2019 | di La Redazione

Tribunale Bari

Lavoro dipendente e subordinazione

Affinché possano considerarsi manifestazione della subordinazione, le direttive impartite dal datore di lavoro devono essere reiterate, specifiche e intrinsecamente inerenti alla prestazione lavorativa, in modo da limitare l’autonomia del prestatore di lavoro. Ciò in quanto l’organizzazione del lavoro attraverso un’attività di coordinamento e di eterodirezione è propria di qualsiasi organizzazione aziendale e l’adozione di direttive generali non è di per sé incompatibile con altre forme di lavoro. Parimenti il controllo datoriale deve estrinsecarsi in una costante verifica dell’esattezza della prestazione lavorativa.

Leggi dopo

Pagine