Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Illegittimità del termine apposto al contratto di somministrazione per inesistenza delle ragioni giustificative

11 Marzo 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Bari, sez. lav.

Somministrazione di lavoro

Il datore di lavoro che voglia assumere con contratto a termine, così come il datore che voglia avvalersi di lavoratori “somministrati” a tempo determinato, può farlo in presenza di ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive che giustifichino la apposizione del termine. Si deve trattare di ragioni oggettive che, in quanto tali, possono e devono essere dimostrabili e verificabili, e che devono essere indicate specificamente nell'atto scritto di assunzione...

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Criteri per la ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite

08 Marzo 2019 | di La Redazione

App. Perugia

Pensioni di reversibilità

La ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite, entrambi aventi i requisiti per la relativa pensione, va effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata dei matrimoni, ponderando ulteriori elementi correlati alla finalità solidaristica dell’istituto.

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I permessi ex legge 104 vanno esclusi dal computo delle ore lavorate

04 Marzo 2019 | di La Redazione

Tribunale Roma, sez. lav.

Permessi e aspettative

L'art. 33, comma 3, l. n. 104 del 1992, stabilisce che il lavoratore “ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa”. La norma garantisce quindi il diritto alla normale retribuzione e contribuzione e non a voci premiali liberamente concordate e legate all'effettiva presenza in servizio...

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Non è giustificato il licenziamento per superamento del periodo di comporto se la malattia è imputabile a responsabilità del datore di lavoro

28 Febbraio 2019 | di La Redazione

Tribunale Trieste, sez. lav.

Malattia

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, le assenze del lavoratore per malattia non giustificano il recesso del datore di lavoro ove l'infermità dipenda dalla nocività delle mansioni o dell'ambiente di lavoro che lo stesso datore di lavoro abbia omesso di prevenire o eliminare in violazione dell'obbligo di sicurezza (art. 2087, c.c.) o di specifiche norme. Peraltro, incombe sul lavoratore l'onere di provare il collegamento causale tra la malattia che ha determinato l'assenza e le mansioni espletate in mancanza del quale deve ritenersi legittimo il licenziamento.

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Elementi sintomatici e sussidiari del vincolo di subordinazione

28 Febbraio 2019 | di La Redazione

Lavoro dipendente e subordinazione

L’eterodeterminazione, unitamente all’inserimento del lavoratore nell’organizzazione del datore di lavoro e nel coordinamento con quest’ultimo (nel cui ambito si possono di volta in volta ricostruire i tratti sintomatici della subordinazione di una determinata prestazione lavorativa), viene a costituire per l’interprete quella “cornice” nel cui ambito si possono di volta in volta ricostruire i tratti sintomatici della subordinazione di una determinata prestazione lavorativa...

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Obbligazione retributiva e valutazione dell'inadempimento nei contratti con prestazioni corrispettive

25 Febbraio 2019 | di Sabrina Apa

Tribunale Roma, sez. lav.

Retribuzione

Il Tribunale di Roma ha ribadito l'assunto espresso dalla Suprema Corte secondo cui “nei contratti con prestazioni corrispettive, qualora una delle parti adduca, a giustificazione della propria inadempienza, l'inadempimento dell'altra, il giudice deve procedere alla valutazione comparativa dei comportamenti, tenendo conto non solo dell'elemento cronologico, ma anche dei rapporti di causalità e proporzionalità esistenti tra le prestazioni inadempiute rispetto alla funzione economico-sociale del contratto...

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L'identità tra titolare dell'ufficio procedimenti disciplinari e quello della struttura del dipendente incolpato non rende nullo il provvedimento sanzionatorio

22 Febbraio 2019 | di La Redazione

Tribunale Perugia, sez. lav.

Contestazioni disciplinari

In tema di procedimento disciplinare, l'art. 55-bis, comma 4, d.lgs. n. 165 del 2001, deve essere interpretato nel senso che sia necessario ma anche sufficiente che il procedimento relativo a fatti sanzionati in modo più grave rispetto alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per più di dieci giorni sia condotto da un ufficio specifico che risulti, sotto il profilo organizzativo, distinto rispetto agli altri uffici dell'amministrazione...

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La falsa attestazione di orario di lavoro è giusta causa di licenziamento

22 Febbraio 2019 | di La Redazione

Tribunale Perugia, sez. lav.

Licenziamento individuale

Attestare falsamente e consapevolmente di aver svolto un orario di lavoro superiore rispetto a quello effettivo costituisce condotta fraudolenta, al di là dell'eventuale fondatezza dei motivi dai quali è stata ispirata e, pertanto, giusta causa di licenziamento, ai sensi dell'art. 55-quater, comma 1 lett. a), d.lgs. n. 165 del 2001, e ai sensi degli artt. 2106, c.c., e 2119, c.c., in quanto incide, in senso negativo ed in modo irreparabile, sul vincolo fiduciario che deve improntare ogni rapporto di lavoro...

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Licenziamenti collettivi: rilevanza della comunicazione preventiva ai fini della validità del licenziamento

22 Febbraio 2019 | di La Redazione

Licenziamenti collettivi

In tema di licenziamenti collettivi, la finalità della comunicazione preventiva fa sì che non ogni inesattezza, omissione o carenza di informazione possa essere considerata rilevante ai fini della validità del licenziamento, ma solo quei vizi della comunicazione che possono assumere rilievo ai fini di una compiuta, trasparente e consapevole consultazione sindacale, tanto da compromettere il corretto svolgimento dell'esame congiunto.

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Il datore di lavoro in quanto sostituto d’imposta ha diritto al recupero dei crediti al lordo delle ritenute fiscali

21 Febbraio 2019 | di La Redazione

Corte appello Roma, sez. lav.

Sostituto d'imposta

L’azione di ripetizione di somme pagate in esecuzione della sentenza d’appello successivamente cassata, ovvero della sentenza di primo grado provvisoriamente esecutiva riformata in appello, non si inquadra nell’istituto della conditio indebiti ex art. 2033, c.c...

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