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Utilizzabilità dei dati raccolti tramite l’uso di strumenti tecnologici da parte del dipendente: gli orientamenti della giurisprudenza

14 Novembre 2018 | di Riccardo Maraga

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L’evoluzione tecnologica e l’uso sempre più frequente da parte dei lavoratori di strumenti informatici sottopone i tradizionali concetti giuslavoristici ad una forte torsione. In particolare, il perimetro del potere di controllo del datore di lavoro può subire un’innegabile dilatazione attraverso l’utilizzo degli strumenti informatici da parte del personale dipendente. La riforma del 2015 dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori ha dato una prima risposta alla necessità di adeguare il quadro normativo relativo ai controlli del datore di lavoro al mutato contesto economico e tecnologico. La norma, così come modificata nel 2015, costituisce un vero e proprio punto di contatto tra il diritto del lavoro e la tutela dei dati personali e della riservatezza del lavoratore. Di recente, con l’ordinanza 13 giugno 2018, n. 57668, il Tribunale di Roma ha affermato un vero e proprio rapporto di propedeuticità tra il rispetto della normativa posta a tutela dei dati personali e l’utilizzabilità a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro delle informazioni raccolte attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici da parte del dipendente.

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Lo straordinario forfettizzato: disciplina e aspetti pratici

19 Ottobre 2018 | di Francesco Geria

Lavoro straordinario

Con l’obiettivo di semplificare la gestione dei rapporti di lavoro e con l’intento di ridurre i costi del personale, la forfetizzazione del lavoro straordinario, mediante il riconoscimento di somme aggiuntive rispetto alla retribuzione base, rappresenta una soluzione spesso adottata e utilizzata nelle dinamiche aziendali. In tema gli orientamenti secondo i quali un compenso forfettario pagato come controprestazione allo straordinario effettivamente svolto dal lavoratore deve essere sempre considerato quale parte della retribuzione fissa, risultano ormai consolidati. Vogliamo in questa sede ricostruire il quadro normativo complessivo in cui collocare l’istituto, nonché indicare, sulla scorta delle linee guida tracciate dalla giurisprudenza, con quali modalità dovrebbero essere gestite eventuali somme di retribuzione riconosciute a tale fine, affinché siano “ammissibili” come straordinario forfettizzato e non assimilabili a “superminimo”.

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Il delicato equilibrio tra diritto di critica del lavoratore e la violazione dei doveri di correttezza e buona fede

10 Ottobre 2018 | di Marta Filippi

Diritti ed obblighi lavoratore

Il diritto di espressione e più nello specifico il genus del diritto di critica nei luoghi di lavoro, sono riconosciuti come diritti fondamentali dell'uomo a livello comunitario dall'art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo ed a livello nazionale dall'art. 21, Cost. Proprio per l'importanza che il riconoscimento e l'affermazione di tali diritti costituiscono, la Corte europea dei diritti dell'uomo ne ha fornito un'interpretazione estensiva e liberale sostenendo come la libertà di espressione vada riconosciuta non soltanto in relazione alle idee considerate come inoffensive ed indifferenti ad un dato fatto, comportamento o pensiero, ma anche a quelle che comportano uno sconvolgimento o un disturbo in relazione al vivere comune...

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La disciplina del contratto a termine dopo il decreto dignità

09 Ottobre 2018 | di Francesco Baldi

Lavoro a tempo determinato

Il cd. Decreto dignità (d.l. 12 luglio 2018, n. 87, conv. in l. n. 96 del 2018) ha introdotto significative modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, già oggetto di correttivi da parte delle precedenti riforme (d.lgs. n. 81 del 2015). Orbene, attraverso le redivive causali giustificative e la riduzione del periodo massimo di durata del rapporto, il legislatore ha indubbiamente alterato la funzione dell'istituto, in nome della lotta alla precarietà e del rispetto della “dignità” del lavoratore (oggi, tuttavia, non garantite in misura maggiore dal contratto a tempo indeterminato)...

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Registrazioni effettuate dal dipendente sul luogo di lavoro: le ultime pronunce della Suprema Corte e i precedenti giurisprudenziali

05 Ottobre 2018 | di Alessandra Boati

Diritti ed obblighi lavoratore

Due recenti pronunce della Suprema Corte di cassazione hanno nuovamente posto l'attenzione sul tema delle registrazioni effettuate sul luogo di lavoro da un dipendente all'insaputa degli interlocutori, materia che da sempre è caratterizzata dall'estrema volatilità degli orientamenti giurisprudenziali. Anche le due sentenze in commento confermano questa tendenza, ribadendo una volta di più il necessario intervento delle Sezioni unite, al fine di dirimere la questione in modo definitivo.

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La Cassazione sul rifiuto del lavoratore ad eseguire la prestazione a seguito dell'inadempimento del datore di lavoro

28 Settembre 2018 | di Teresa Zappia

Trasferimento del lavoratore

Nel rapporto di lavoro l'eccezione di inadempimento, come strumento di autotutela privata, ha visto scontrarsi due orientamenti giurisprudenziali: l'uno tendente a ritenere che, a seguito di un inadempimento datoriale sostanziatosi nello straripamento dai limiti di legittimo esercizio dei propri poteri direttivi, sia giustificato il rifiuto del lavoratore allo svolgimento della propria prestazione; l'altro, invece, incline ad escludere la legittimità di un aprioristico rifiuto, focalizzandosi sul giudizio di proporzionalità della reazione, ex art. 1460, comma 2, c.c. Con la sentenza n. 11408 del 2018 la Corte di cassazione tenta di fornire una soluzione unica, affermando che l'eccezione, rectius il rifiuto, del lavoratore non è automaticamente giustificato dall'inadempimento del datore di lavoro, essendo impreteribile il vaglio della non contrarietà a buona fede dell'exceptio inadimpleti contractus.

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La nuova direttiva sul distacco transnazionale

19 Settembre 2018 | di Vincenzo Fabrizio Giglio

Distacco

La nuova direttiva europea in materia di distacco transazionale è in vigore dal 30 luglio 2018. In attesa del recepimento da parte del legislatore nazionale, esamineremo le novità della nuova disciplina e il loro possibile impatto sulla vigente normativa italiana.

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La responsabilità solidale per i crediti da lavoro nei casi di decentramento produttivo e di organizzazione estesa o condivisa del lavoro

17 Settembre 2018 | di Francesco Pedroni

Appalto

La mappatura delle principali fattispecie normative tipiche che prevedono la responsabilità solidale per crediti di lavoro nei fenomeni di decentramento produttivo (appalto, subvezione, somministrazione, subfornitura, etc.) o di organizzazione estesa o condivisa del lavoro (contratti di rete, distacchi, etc.), permette di individuare un meccanismo comune di ripartizione della protezione dei lavoratori dai rischi connessi al rapporto di lavoro con il proprio datore tra tutti gli operatori che intervengono nella filiera produttiva. Tale meccanismo, ancorché di carattere speciale, è oggetto, di fatto, di una interpretazione analogica, in chiave estensiva, da parte della giurisprudenza che sta introducendo un principio generale di solidarietà per crediti di lavoro comune a tutti i rapporti e risultati commerciali in cui operino lavoratori riconducibili a differenti soggetti coinvolti nell'esecuzione della prestazione complessiva finale.

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Il rapporto di lavoro alle dipendenze di società a partecipazione pubblica: quadro normativo e pronunce della Corte

10 Settembre 2018 | di Nicola Morgese

Lavoro pubblico

La natura dei rapporti di lavoro alle dipendenze di società partecipate dagli enti pubblici rappresenta, anche alla luce delle recenti modifiche legislative, un tema di rilevante impatto socio-economico, tornato al centro di un acceso dibattito all'esito delle ultime pronunce della Cassazione. Il contributo, ripercorrendo le tappe della normativa in materia di reclutamento del personale da parte delle società in esame e gli ultimi arresti della giurisprudenza di legittimità, intende fornire un quadro di sintesi della materia indicando, in attesa di un auspicabile intervento delle Sezioni unite, gli elementi di criticità delle pronunzie richiamate.

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La nuova vitalità della disciplina del licenziamento per inidoneità alla mansione, fra diritto interno e diritto dell'Unione

28 Agosto 2018 | di Giovanni Guarini

Licenziamento individuale

Il licenziamento per inidoneità fisica alla mansione è un istituto che ha tratto nuova linfa dalla recente evoluzione legislativa e giurisprudenziale: il Jobs Act ha ampliato le tutele previste e la platea dei lavoratori beneficiari di tali tutele; la giurisprudenza europea ne ha esteso la sindacabilità, ove siano possibili degli “accomodamenti ragionevoli”, affossando il dogma della totale libertà organizzativa-imprenditoriale del datore di lavoro.

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