Focus

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Rider: lavoratori a confine tra subordinazione e collaborazione autonoma

22 Marzo 2019 | di Gabriele Livi

CO.CO.CO.

L’approfondimento prende spunto dalla sentenza della Corte d’Appello di Torino dello scorso gennaio, che riveste un particolare interesse in quanto, per la prima volta, la riforma del Jobs Act (art. 2 D.lgs. n. 81/2015) viene intesa, a livello giudiziale, nel senso di aver introdotto una tipologia di rapporti di lavoro autonomo, cui trova (parziale) applicazione la disciplina del lavoro subordinato.

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Il calcolo del danno differenziale prima e dopo la legge di bilancio per il 2019

18 Marzo 2019 | di Andrea Rossi

Sicurezza sul lavoro

Nel diritto positivo non si rinviene una definizione di danno differenziale, che rappresenta notoriamente la differenza tra il risarcimento liquidato in favore della vittima e l'indennizzo erogato agli aventi diritto dall'INAIL. Tale nozione si ricava dall'art. 10, commi 6 e 7, d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, il cui testo, esclusa l'illegittimità costituzionale parziale del 1991, è rimasto immutato per oltre un cinquantennio. Ciò nonostante il calcolo del danno differenziale non è avvenuto sempre con le medesime modalità...

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Condotta colposa del lavoratore e responsabilità del datore di lavoro

05 Marzo 2019 | di Angelo Giuliani

Sicurezza sul lavoro

Rassegna ragionata su quando la condotta colposa del lavoratore assume rilievo in giudizio per la responsabilità del datore di lavoro e sui requisiti della delega di funzioni in tema di salute e sicurezza sul lavoro. L’autore analizza le principali sentenze della Corte della Cassazione emanate dal 6 novembre al 18 dicembre 2018.

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La decorrenza dei “nuovi” parametri indennitari (di cui al d.lgs. n. 23 del 2015): riflessioni sull'efficacia temporale dello ius superveniens

04 Marzo 2019 | di Nicola Morgese

Licenziamento individuale

Il problema dell'individuazione dell'ambito temporale di applicazione dell'art. 3, comma 1, d.l. n. 87 del 2018 (c.d. decreto dignità), convertito con modificazioni dalla l. n. 96 del 2018 e relativo alla soglia indennitaria prevista per le ipotesi dei licenziamenti illegittimi, non può essere risolto in base al semplice richiamo all'art. 11, disp. prel. c.c...

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La cassa integrazione straordinaria: sulla reintroduzione della causale per cessazione di attività

18 Febbraio 2019 | di Marta Filippi

Cassa Integrazione Guadagni

L'istituto della cassa integrazione straordinaria rientra nella categoria dei così detti ammortizzatori sociali, espressione con la quale il legislatore intende riferirsi ad una serie di misure e strumenti previdenziali finalizzati al sostegno del reddito del lavoratore, sotto forma di indennità, in situazioni di particolare difficoltà delle aziende che si vedono costrette a non poter erogare la retribuzione...

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Campo di applicazione del contratto a tutele crescenti: il Tribunale di Roma apre a nuovi scenari

11 Febbraio 2019 | di Riccardo Maraga

Tribunale Roma, sez. III lavoro

Licenziamento individuale

Il 7 marzo 2015 rappresenta una data di fondamentale importanza nel diritto del lavoro italiano. Tale data costituisce, infatti, nella determinazione delle tutele spettanti al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo, lo spartiacque che segna il passaggio dall'applicazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori (l. 20 maggio 1970, n. 300) all'applicazione del c.d. contratto a tutele crescenti, ovvero, alle disposizioni di cui al d.lgs. n. 23 del 2015. E' infatti noto che ai rapporti di lavoro sorti dopo il 7 marzo 2015 si applica il contratto a tutele crescenti. Il problema sorge con riferimento a quei rapporti di lavoro che sono sorti prima del 7 marzo 2015, sotto forma di contratto di lavoro a tempo determinato, e che sono stati “convertiti” in contratti a tempo indeterminato dopo tale data. Il d.lgs. n. 23 del 2015 prevede una esplicita norma che disciplina tale fattispecie ma la formulazione utilizzata dal legislatore ha dato adito a problemi interpretativi ancora oggi irrisolti. A gettare ulteriori ombre sulla nozione di “conversione” del contratto a tempo determinato è intervenuta, di recente, l'ordinanza 6 agosto 2018, n. 75870 del Tribunale di Roma che fornisce una interpretazione restrittiva di tale nozione tale da ricomprendervi solo i casi di conversione giudiziale del contratto.

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I limiti al diritto di recesso del datore di lavoro in caso di inidoneità sopravvenuta alla mansione

14 Gennaio 2019 | di Luisa Rocchi

Licenziamento individuale

Il potere di recesso del datore di lavoro in caso di sopravvenuta inidoneità della mansione del lavoratore incontra numerosi limiti elaborati a seguito di un lungo processo interpretativo. L'organizzazione aziendale, inizialmente considerata intangibile, è stata oggetto di una rivisitazione ad opera della Suprema Corte, dando attuazione a quanto previsto dalla normativa comunitaria e dagli arresti delle Corte di Giustizia, ispirati al rispetto del principio di uguaglianza sostanziale e di parità di trattamento...

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Lavoro agile: prime riflessioni

03 Dicembre 2018 | di Margherita Leone

Contratto di lavoro

La l. n. 81 del 2017 all'art. 18 prevede una particolare forma di lavoro subordinato rispondente a finalità di maggiore conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro: il lavoro agile. Gli elementi che maggiormente caratterizzano l'istituto sono l'accordo tra le parti, necessario per la scelta della modalità agile della prestazione, l'allontanamento dai criteri spazio/temporali che caratterizzano la subordinazione, la presenza ( quasi sempre) di strumenti tecnologici che consentano la prestazione “da remoto”...

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Il contratto a tempo determinato nel regime transitorio del "Decreto Dignità"

27 Novembre 2018 | di Vincenzo Fabrizio Giglio

Lavoro a tempo determinato

Il “Decreto Dignità” ha apportato significative modifiche alla disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. Come è noto, tuttavia, non tutte le nuove norme sono entrate in vigore subito a causa di una disposizione transitoria concessa soltanto in sede di conversione del decreto-legge. Ne è emerso un regime complesso e incerto nel quale non è sempre agevole districarsi. Nel corso della trattazione cercheremo di fornire una guida concreta alla disciplina applicabile nei diversi momenti di questa lunga attuazione che prende avvio alla metà di luglio 2018 e che è giunta a compimento soltanto il 1° novembre 2018. Anche dopo questa data, tuttavia, il regime transitorio risulterà tutt’altro che “superato” poiché la verifica della validità degli atti compiuti andrà affrontata sulla scorta dei principî che esamineremo di seguito.

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La disciplina sanzionatoria del licenziamento invalido, dalla legge 604 al Jobs Act, modificato dal decreto dignità, alla Corte cost. 8 novembre 2018, n. 194

20 Novembre 2018 | di Giovanni Mimmo

Licenziamento individuale

In materia di disciplina del licenziamento il d.l. 12 luglio 2018, n. 87 interviene sulla quantificazione dell'indennità prevista dall'art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015, elevando il limite minimo da quattro a sei mensilità e quello massimo da ventiquattro a trentasei mensilità. Si tratta dell'ennesimo intervento del legislatore in pochi anni sulla disciplina sanzionatoria in ipotesi di licenziamento illegittimo, disciplina che dopo l'introduzione dell'art. 18, l. n. 300 del 1970, era rimasta sostanzialmente inalterata per oltre 40 anni.

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