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Focus su Jobs act

Jobs Act e modelli organizzativi aziendali: tra domicilio informatico e controlli a distanza

19 Aprile 2018 | di Nicola Antonio Nicoletti

Jobs act

L’approvazione, nel settembre 2016, dei Decreti attuativi del Jobs Act ha modificato in modo sostanziale il sistema dei controlli a distanza disciplinato dalla originaria formulazione dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Il fenomeno sempre più attuale del Cyber Crime coinvolge soprattutto piccole e medie imprese. Tra gli Autori degli “attacchi informatici”, oltre agli hacker, spesso vi sono anche gli stessi lavoratori che, venendo meno al vincolo fiduciario posto alla base del rapporto lavorativo, in alcuni casi possono essere legittimamente licenziati. Infatti, il datore, valutata la gravità della condotta, attraverso la preventiva comunicazione di regole sulle modalità di esecuzione della prestazione lavorativa e di fruizione degli strumenti di lavoro, adotterà gli adeguati provvedimenti.

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Le novità del correttivo Jobs act

30 Settembre 2016 | di Mario Cassaro

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Il 23 settembre 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive dei decreti emanati in attuazione della legge delega n. 183 del 2014. Nel presente focus saranno analizzate le modifiche apportate ai vari decreti e alle principali fattispecie da essi disciplinate.

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Le collaborazioni etero-organizzate nel Jobs Act

05 Agosto 2015 | di Marianna Russo

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Uno dei temi su cui il D.Lgs. n. 81/2015 è intervenuto in maniera più incisiva è sicuramente la disciplina delle collaborazioni. A partire dal superamento del contratto a progetto, proseguendo con l’esame dell’applicazione della disciplina del lavoro subordinato alle collaborazioni etero-organizzate e concludendo con l’analisi delle ipotesi di esclusione, il presente contributo propone alcuni spunti di riflessione sulle “nuove” collaborazioni.

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Il licenziamento di lavoratori dipendenti da organismi di tendenza

28 Luglio 2015 | di Massimo T. Goffredo, Vincenzo Meleca

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Il Decreto 4 marzo 2015, n. 23 ha apportato un’importante modifica alla precedente normativa in materia di licenziamenti di lavoratori dipendenti da organizzazioni di tendenza: dal 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del provvedimento, si applicano infatti anche alle organizzazioni di tendenza le norme generali in materia di licenziamento. Gli Autori per meglio comprendere la questione esaminano la normativa di riferimento, nonché gli orientamenti giurisprudenziali.

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Offerta di conciliazione - Semplificazione e disintermediazione

21 Luglio 2015 | di Massimo T. Goffredo

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Tra gli obiettivi del contratto di lavoro subordinato a tutele crescenti vi è anche la semplificazione delle procedure in materia di licenziamenti e loro impugnazioni. In particolare l’articolo 11 del D.Lgs. n. 23/2015 esclude la procedura di conciliazione, prevista dai commi da 46 a 68 dell’art. 1 legge n. 92/2012 per i licenziamenti nei confronti di lavoratori sottoposti al contratto tutte le crescenti. L'Autore pone particolare attenzione all’istituto dell’offerta di conciliazione, prevista all’art. 6 del D.Lgs. n. 23/2015, sostenendo che rappresenta un meccanismo agile di risoluzione delle controversie in materia di licenziamenti, ma segnalando che forse la nuova disciplina poteva compiere qualche sforzo in più in termini di semplificazione ma soprattutto di “sburocratizzazione”.

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Abolizione delle collaborazioni a progetto e dell'associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro

09 Luglio 2015 | di Massimo T. Goffredo

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Con altri due decreti attuativi della delega sulla Riforma del lavoro, i decreti 81 e 82 del 2015, il legislatore ha introdotto delle modifiche al diritto del lavoro ed in particolare, con il decreto 81 entrato in vigore il 25 giugno 2015, ha abrogato due istituti: la collaborazione coordinata e continuativa a progetto e l'associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro. L'Autore sviluppa sinteticamente alcune considerazioni sugli effetti di tali interventi legislativi sulle tipologie e modalità di rapporti che sarà consentito instaurare in base alle nuove discipline.

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Riordino delle tipologie contrattuali: il decreto attuativo punto per punto

29 Giugno 2015 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci, Marco Sartori

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Il 25 giugno 2015 è entrato in vigore il D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, recante Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, che sui mezzi di informazione è già stato ribattezzato come il Decreto sul “Codice dei Contratti”. Il Decreto Legislativo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2015, n. 144 si propone, tra l’altro, di riordinare la disciplina dei contratti di lavoro per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo, nell’ambito dei relativi principi fissati nella Legge Delega 10 dicembre 2014, n. 183 (il Jobs Act). Si illustrano di seguito le novità di maggiore rilievo introdotte dal Decreto.

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Contratto indeterminato a tutele crescenti e art. 18: cosa cambia

26 Giugno 2015 | di Ileana Fedele

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La nuova normativa sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti ha marginalizzato l’area della reintegrazione, restringendola essenzialmente alle ipotesi di licenziamento discriminatorio, nullo od orale, nonché ai casi di licenziamento disciplinare. Le espressioni del legislatore hanno indotto molti commentatori a chiedersi se le scelte effettuate possano influire a livello ermeneutico sull’applicazione della tutela contro i licenziamenti illegittimi anche nei confronti dei c.d. “vecchi” assunti, dividendosi il campo fra chi sostiene la tesi della “interpretazione autentica” e chi, all’opposto, utilizza l’argomento “a contrario”. L’Autore, dunque, si soffermerà a considerare gli argomenti offerti dai due “schieramenti” per giungere alla conclusione che le posizioni divergono sull’incidenza del giudizio di proporzionalità del licenziamento.

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Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

08 Giugno 2015 | di Elisa Noto, Mariateresa Villani Miglietta

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Le rilevanti novità che il D.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 ha apportato alla normativa sui licenziamenti avranno necessariamente delle ricadute sulla disciplina della prescrizione dei crediti retributivi del lavoratore, con particolare riferimento al momento della sua decorrenza. Il presente approfondimento si propone di ripercorrere brevemente il lungo percorso di razionalizzazione della materia in esame, partendo dall’analisi delle pronunce della Corte Costituzionale, confermate successivamente dalla giurisprudenza di legittimità, per illustrare, infine, alcune ipotesi interpretative in merito al momento delle decorrenza della prescrizione nel nuovo sistema delle tutele crescenti.

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Ambito di applicazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti

12 Maggio 2015 | di Ileana Fedele

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La nuova normativa sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, concernente essenzialmente il regime di tutela in caso di licenziamento illegittimo, si applica ai lavoratori assunti a decorrere dal 7 marzo 2015. Per individuare l’ambito di applicazione della nuova disciplina è determinante identificare il concetto di assunzione, esteso a ricomprendere le ipotesi di conversione in rapporto a tempo indeterminato. Una peculiare declinazione è poi dettata per l’ipotesi in cui l’azienda superi il requisito dimensionale di cui all’art. 18 in epoca successiva al 7 marzo 2015 nonché per i piccoli imprenditori e le c.d. organizzazioni di tendenza. Esaurita l’analisi letterale, l’autore si soffermerà sull’interpretazione teleologica della disposizione normativa, onde valutarne la compatibilità con il pubblico impiego privatizzato e determinarne l’incidenza rispetto al patto di prova, alla costituzione del rapporto lavorativo con soggetto diverso dal formale datore di lavoro, al lavoro in cooperativa, sino ad interrogarsi sulla derogabilità della nuova disciplina ad opera della contrattazione individuale e collettiva.

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