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Focus su Trattamento di fine rapporto

TFR: come calcolare la base imponibile spettante al coniuge divorziato

16 Gennaio 2018 | di Paola Silvia Colombo

Trattamento di fine rapporto

L'Autrice approfondisce le tematiche emerse a livello giurisprudenziale relative alle diverse tipologie indennitarie (es. incentivo all'esodo) che possono essere assimilate al TFR e, quindi, sussunte nella disciplina legislativa di cui all'art. 12-bis, l. n. 898/1970 e successive modificazioni.

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La liquidazione mensile del TFR

09 Aprile 2015 | di Federica Aramini

Trattamento di fine rapporto

La legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015) introduce una novità: la Qu.i.r. (quota maturanda del trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione). Le norme di attuazione di tale modalità di liquidazione del Tfr sono stabilite nel DPCM 20 febbraio 2015, n. 29, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo 2015. Intento del presente contributo è descrivere gli aspetti principali del funzionamento di tale istituto e affrontare alcune delle relative problematiche ritenute di maggiore interesse.

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Trattamento di fine rapporto in busta paga? La scelta al lavoratore

08 Gennaio 2015 | di Massimiliano Gorgoni

Trattamento di fine rapporto

I lavoratori del settore privato hanno la possibilità di richiedere, per il periodo compreso tra marzo 2015 e giugno 2018, l’erogazione direttamente in busta paga delle somme che il datore di lavoro è tenuto a trattenere a titolo di trattamento di fine rapporto. Questa novità è stata introdotta con la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 - pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 (legge di stabilità per l’anno 2015). Si tratta di una disposizione sperimentale che, al momento, è prevista solo per il periodo indicato dalla norma. L’accesso al trattamento in busta paga può avvenire a domanda del lavoratore ed è irrevocabile per l’intero periodo interessato. Possono essere percepite solo le quote maturande del trattamento di fine rapporto, comprese quelle devolute alla previdenza complementare, nei termini che saranno stabiliti da un decreto che dovrà essere emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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