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Focus su Lavoro dipendente e subordinazione

La disciplina contrattuale delle collaborazioni per lo svolgimento delle attività di call center “outbound”

16 Ottobre 2017 | di Marco Rendina

Lavoro dipendente e subordinazione

A seguito dell’approvazione della L. n. 81 del 2017, ha ripreso interesse il dibattito sul tema del lavoro autonomo. A tale riguardo merita di essere segnalato l’Accordo firmato il 31 luglio 2017 da Asstel e le Organizzazioni Sindacali di categoria Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, nonché da Asscontact, con cui le Parti hanno realizzato il testo unico degli Accordi che dal 1° agosto 2013 disciplinano i rapporti di collaborazione per lo svolgimento delle attività di vendita, recupero crediti e ricerche di mercato svolte da call center in modalità outbound. Nell’articolo sono illustrati i principali contenuti dell’intesa che ha per oggetto la determinazione del corrispettivo, alcune previsioni normative e un capitolo sul welfare.

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Può un dipendente rifiutare di sottoporsi alla visita medica periodica, da parte del medico aziendale competente?

04 Maggio 2017 | di Francesco Bedon, Massimo T. Goffredo

Art. 41, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81

Lavoro dipendente e subordinazione

Le visite mediche di controllo previste dal D.Lgs. n. 81/2008 comportano numerosi obblighi in capo al datore di lavoro che deve ottemperare alla disciplina prevista dal Legislatore e finalizzata alla tutela dell’integrità fisica e psichica dei lavoratori, ma quali obblighi ha invece il lavoratore? Quali rimedi ha il datore di lavoro se il dipendente rifiuta di sottoporsi alla visita medica da parte del medico aziendale competente di cui all’art. 41, D.Lgs. n. 81/2008? L’articolo, dopo aver analizzato alcune questioni relative alle visite mediche di controllo sulle quali il Ministero del Lavoro ha fornito la propria interpretazione, si sofferma sulla questione se un dipendente ha la facoltà di non sottoporsi alla visita medica periodica e quali sono le eventuali conseguenze sanzionatorie previste dalla normativa e dalla giurisprudenza per tale condotta.

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Parasubordinazione e procedure concorsuali

31 Maggio 2016 | di Antonio Caiafa

Lavoro dipendente e subordinazione

La difficoltà di inquadramento della collaborazione coordinata e continuativa comporta il sorgere dell'interrogativo circa la possibilità di riconoscere, in sede di ammissione al passivo, la collocazione privilegiata del corrispettivo pattuito. L'Autore offre una risposta coerente alla questione procedendo dall'individuazione dei caratteri della parasubordinazione ed esaminando l'incidenza della durata e della discontinuità della prestazione lavorativa sulla collocazione del credito nell'ambito delle procedure concorsuali.

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Il mobbing ed il danno da demansionamento: oneri probatori nell’una e nell’altra fattispecie

24 Settembre 2014 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Lavoro dipendente e subordinazione

Con due recenti pronunzie della Sezione Lavoro (nn. 19782 e 19778 del 19 settembre 2014), la Corte di Cassazione ha ricordato gli oneri di allegazione e prova nelle ipotesi di domande risarcitorie promosse dai lavoratori. Il mobbing sussiste in presenza degli elementi di condotta persecutoria del datore di lavoro; di danno alla persona del lavoratore; di nesso eziologico tra condotta e danno; di intento persecutorio. Il danno da demansionamento non è in re ipsa, ma deve essere specificamente allegato e provato dal lavoratore, anche mediante presunzioni, come conseguenza di una comprovata assegnazione a mansioni inferiori rispetto alle precedenti.

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Clausola di durata minima nel contratto a tempo indeterminato e recesso del lavoratore

31 Luglio 2014 | di Marco Sartori

Lavoro dipendente e subordinazione

È valida e non contrasta con alcuna norma o principio dell’ordinamento giuridico la clausola con cui il lavoratore, disponendo liberamente della propria facoltà di recesso nell’ambito di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, pattuisce una garanzia di durata minima del medesimo, obbligandosi, nell’ipotesi di dimissioni anticipate non sorrette da una giusta causa, a risarcire il danno al datore di lavoro. Così si è espressa la Cassazione, Sezione Lavoro, nella recente pronuncia del 25 luglio 2014, n. 17010.

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Nozione di “lavoratore” ed indennità connesse al periodo di maternità secondo la giurisprudenza comunitaria

30 Giugno 2014 | di Elisa Mapelli

Lavoro dipendente e subordinazione

L’art. 45 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (“TFUE”) deve essere interpretato nel senso che una donna, che smetta di lavorare o di cercare un impiego a causa delle limitazioni fisiche collegate alle ultime fasi della gravidanza ed al periodo successivo al parto, conserva la qualità di “lavoratore” ai sensi di tale articolo, purché essa riprenda il suo lavoro o trovi un altro impiego entro un ragionevole periodo di tempo dopo la nascita di suo figlio.

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