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Focus su Licenziamento disciplinare

Il fatto contestato tra interpretazioni rigide ed elastiche

25 Maggio 2017 | di Antonio Dibitonto

Licenziamento disciplinare

In tema di licenziamenti disciplinari, ai fini della tutela reintegratoria attenuata, l’art. 18 St. Lav. novellato, fa riferimento alla “insussistenza del fatto contestato” mentre l’art. 3, D.Lgs. n. 23/2015 parla di “insussistenza del fatto materiale contestato”. Lo sforzo esegetico su che cosa debba intendersi per “fatto” ha sviluppato diverse teorie: quelle più rigide, privilegiando il dato letterale, fanno riferimento al fatto valutato nella sua materialità; quelle più elastiche, invece, ritengono debba farsi riferimento al fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità. Nelle tutele crescenti, poi, il tutto è complicato dal precetto per il quale l'insussistenza del fatto materiale contestato debba essere direttamente dimostrato in giudizio e dalla impossibilità in capo al giudice di ogni valutazione circa la sproporzione del licenziamento.

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Licenziamento disciplinare per giusta causa e rapporto con il CCNL applicato

11 Maggio 2017 | di Gabriele Lipari

Art. 2119 c.c.

Licenziamento disciplinare

Due recenti sentenze della Suprema Corte con riguardo ai licenziamenti disciplinari consentono di esplorare più puntualmente il rapporto tra la nozione di giusta causa e la applicazione in ambito disciplinare del CCNL di categoria al rapporto di lavoro.

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Insussistenza addebito disciplinare e sottile confine tra fatto giuridico e materiale: la conservazione del posto di lavoro al vaglio di giudici e legislatore

02 Agosto 2016 | di Pasquale Staropoli

Licenziamento disciplinare

La riforma “Fornero” (l.n. 92/2012) ha modificato profondamente la disciplina delle tutele in caso di licenziamento illegittimo, intervenendo sull'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, prevedendo una gradazione di tutele, che riconosce il diritto alla conservazione del posto di lavoro solo come ipotesi speciale, in caso il licenziamento si riveli orale, nullo, discriminatorio o ritorsivo o quando, nel licenziamento disciplinare, il fatto addebitato non sussista.

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Il fatto materiale nei licenziamenti tra legge Fornero e Jobs act

12 Febbraio 2016 | di Francesca Chietera

Licenziamento disciplinare

A distanza di poco meno di due anni dall’emanazione della legge Fornero, l’apparato sanzionatorio in materia di licenziamento disciplinare ha trovato una nuova regolamentazione con il decreto legislativo n. 23 del 4 marzo 2015, applicabile ai dipendenti assunti dopo il 7 marzo 2015. Le modifiche normative introdotte a distanza di così poco tempo, che aggiungono una nuova disciplina rispetto a quella già prevista dalla legge Fornero ed applicabile ai dipendenti assunti prima del 7 marzo 2015, sembrano riecheggiare il dibattito giurisprudenziale, che tuttavia non si è affatto sopito all’esito dell’entrata in vigore delle nuove norme.

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Scarso rendimento e eccessiva morbilità: gli ultimi approdi giurisprudenziali

12 Novembre 2015 | di Valerio Berti

Licenziamento disciplinare

Il presente focus prova a fare chiarezza sulle tematiche dello scarso rendimento e dell’eccessiva morbilità, dando conto degli ultimi orientamenti giurisprudenziali e delle possibili evoluzioni in materia. La confusione che circonda la tematica dello scarso rendimento trova la sua origine e fine nella disputa circa la sua natura disciplinare (che quindi si fondi sulla colpa del lavoratore) ovvero oggettiva (legata quindi a disfunzioni dell’attività produttiva e dell’organizzazione del lavoro). Il rischio di soccombenza nelle cause di licenziamento per scarso rendimento è ancora oggi molto elevato, sia per la difficoltà di una prova a supporto dei fatti su cui il recesso si fonda, sia anche per il rischio di scontrarsi con Giudici che ritengono il licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo per scarso rendimento di natura “ontologicamente disciplinare” e, come tale, invalido in quanto privo della preventiva contestazione degli addebiti nei confronti del lavoratore.

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