Focus

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Il controllo sui lavoratori attraverso la geolocalizzazione e la localizzazione satellitare dei dipendenti

06 Giugno 2017 | di Alessandra Boati, Mario Gatti

Videosorveglianza

Il nuovo art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, tra le varie novità, stabilisce che per i c.d. strumenti di lavoro (attraverso cui il lavoratore svolge la propria prestazione) il datore non è tenuto a stipulare un accordo con le rappresentanze sindacali, né a richiedere l’autorizzazione alla DTL o al Ministero del Lavoro. La diffusione delle tecnologie nella vita lavorativa, tuttavia, rende sempre più difficile la distinzione tra dispositivi necessari al lavoratore per rendere la prestazione e strumenti “aggiuntivi” non direttamente connessi all’esecuzione delle mansioni. È il caso, ad esempio, dei sistemi di localizzazione satellitare, su cui si sono recentemente espressi l’Ispettorato del Lavoro e il Garante della Privacy, per definirne la “natura”.

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CCNL Metalmeccanici: analisi dell’accordo “innovativo”

01 Giugno 2017 | di Livio Lannutti

CCNL

L’Autore propone qualche riflessione sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Metalmeccanico che rappresenta, da sempre, il punto di riferimento più importante nel mondo manifatturiero sia per la dimensione quantitativa dei lavoratori interessati che per l’importanza strategica che l’industria metalmeccanica ha nell’ambito del sistema economico del nostro paese. Per meglio comprendere anche il risultato su cui le parti firmatarie (Federmeccanica, Assistal e FIM, FIOM e UILM) hanno, al fine, convenuto.

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Il fatto contestato tra interpretazioni rigide ed elastiche

25 Maggio 2017 | di Antonio Dibitonto

Licenziamento disciplinare

In tema di licenziamenti disciplinari, ai fini della tutela reintegratoria attenuata, l’art. 18 St. Lav. novellato, fa riferimento alla “insussistenza del fatto contestato” mentre l’art. 3, D.Lgs. n. 23/2015 parla di “insussistenza del fatto materiale contestato”. Lo sforzo esegetico su che cosa debba intendersi per “fatto” ha sviluppato diverse teorie: quelle più rigide, privilegiando il dato letterale, fanno riferimento al fatto valutato nella sua materialità; quelle più elastiche, invece, ritengono debba farsi riferimento al fatto sussistente ma privo del carattere di illiceità. Nelle tutele crescenti, poi, il tutto è complicato dal precetto per il quale l'insussistenza del fatto materiale contestato debba essere direttamente dimostrato in giudizio e dalla impossibilità in capo al giudice di ogni valutazione circa la sproporzione del licenziamento.

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Impugnazione del verbale di conciliazione sottoscritto in sede sindacale per violenza morale e dolo

18 Maggio 2017 | di Francesco Bedon

Rinunce, transazione e conciliazione

Nell’ambito dei rapporti di lavoro è sempre più consueto, anche in un’ottica deflattiva delle potenziali controverse giurisdizionali, che il dipendente ed il datore di lavoro convengano di stipulare accordi e pattuizioni con le quali il lavoratore, volontariamente, abdica alla facoltà di godere, o anche di rivendicare in sede giudiziale, alcuni diritti riconosciuti dalla legge o dal contratto collettivo, a fronte di concessioni, spesso di natura economica, da parte del datore di lavoro. Altrettanto frequenti sono però i casi in cui i lavoratori, all’esito di una conciliazione, decidono di impugnare la transazione stipulata, contestandone la validità e invocando la sussistenza di vizi sostanziali (vizi del consenso) o formali al momento della sottoscrizione dell’accordo. L’articolo, dopo un breve excursus sulla disciplina vigente in tema di conciliazioni e transazioni, analizza due recenti pronunce giurisprudenziali che hanno esaminato l’impugnazione da parte di lavoratori di due conciliazioni per un dedotto vizio del consenso, e in particolare in un caso per violenza morale e nell’altro per dolo.

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Licenziamento disciplinare per giusta causa e rapporto con il CCNL applicato

11 Maggio 2017 | di Gabriele Lipari

Licenziamento disciplinare

Due recenti sentenze della Suprema Corte con riguardo ai licenziamenti disciplinari consentono di esplorare più puntualmente il rapporto tra la nozione di giusta causa e la applicazione in ambito disciplinare del CCNL di categoria al rapporto di lavoro.

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Può un dipendente rifiutare di sottoporsi alla visita medica periodica, da parte del medico aziendale competente?

04 Maggio 2017 | di Francesco Bedon, Massimo T. Goffredo

Lavoro dipendente e subordinazione

Le visite mediche di controllo previste dal D.Lgs. n. 81/2008 comportano numerosi obblighi in capo al datore di lavoro che deve ottemperare alla disciplina prevista dal Legislatore e finalizzata alla tutela dell’integrità fisica e psichica dei lavoratori, ma quali obblighi ha invece il lavoratore? Quali rimedi ha il datore di lavoro se il dipendente rifiuta di sottoporsi alla visita medica da parte del medico aziendale competente di cui all’art. 41, D.Lgs. n. 81/2008? L’articolo, dopo aver analizzato alcune questioni relative alle visite mediche di controllo sulle quali il Ministero del Lavoro ha fornito la propria interpretazione, si sofferma sulla questione se un dipendente ha la facoltà di non sottoporsi alla visita medica periodica e quali sono le eventuali conseguenze sanzionatorie previste dalla normativa e dalla giurisprudenza per tale condotta.

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Le novità sui ricorsi amministrativi in materia di lavoro

28 Aprile 2017 | di Mario Cassaro

Agenzia ispettiva

Il Decreto Legislativo n. 149/2015, di attuazione del Jobs Act, ha istituito l'Ispettorato Nazionale del Lavoro dettandone la disciplina e riorganizzando il Ministero del Lavoro. La norma è intervenuta anche sul Decreto Legislativo n. 124/2004, modificando le precedenti disposizioni in materia di ricorsi avverso le ordinanze-ingiunzione e contro gli atti di accertamento in materia di lavoro e previdenziale. Nell'approfondimento si analizzano le procedure e le novità operative dal 1° gennaio 2017, anche con l'ausilio di tabelle di sintesi e di raffronto.

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Cronotachigrafi e obblighi di tenuta documentale

18 Aprile 2017 | di Iunio Valerio Romano

LUL

Con riguardo alle modalità di tenuta dei dischi cronotachigrafi in relazione agli obblighi di registrazione nel Libro Unico del Lavoro della prestazione oraria dei lavoratori mobili, l’INL ha precisato, con Lettera Circolare 9 febbraio 2017, n. 1, che tale registrazione, in caso di orario multiperiodale, deve essere compiuta entro 4 mesi dall’effettuazione della prestazione. La registrazione differita è consentita a patto che vengano conservati i documenti comprovanti l’effettivo orario di lavoro, tenuto conto che il LUL deve essere conservato per almeno 5 anni, mentre i dischi cronotachigrafi debbono essere conservati per un anno.

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Il whistleblowing in Italia tra profili lavoristici e privacy del dipendente

13 Aprile 2017 | di Francesco d'Amora

Privacy

Il whistleblowing, istituto di derivazione anglosassone e previsto per le società quotate americane dal Serbanes-Oxley Act del 2002, ha trovato nel tempo applicazione anche nel nostro ordinamento attraverso l’implementazione di procedure finalizzate ad accertare e sanzionare gli illeciti compiuti dai dipendenti. Il whistleblowing pone tuttavia dei problemi, sia dal punto di vista puramente giuslavoristico, che da quello della tutela della privacy. Solo per il lavoro pubblico, con la Legge anticorruzione n. 190/2012, il legislatore ha inteso normare questo istituto.

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Speciale "Giustificato Motivo Oggettivo"

12 Aprile 2017 | di La Redazione

Giuffrè editore

Una vasta eco anche sui media generalisti ha avuto la sentenza della Corte di Cassazione 7 dicembre 2016, n. 25201, che pare aver modificato i canoni in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La sentenza aderisce a quel filone giurisprudenziale (conosciuto) che denota un approccio rigoroso al dettato normativo del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

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