Focus

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Tutela dei lavoratori nel “cambio di appalti”

16 Giugno 2015 | di Gianpaolo Furlan

Appalto

La tendenza sempre più frequente nel tessuto produttivo a ricorrere a processi di esternalizzazione dei servizi ha indotto il legislatore a numerosi interventi normativi tendenti a modernizzare l’ordinamento giuridico garantendo da un lato, la maggiore tutela dei lavoratori coinvolti in tali meccanismi, dall’altro, la flessibilità per le imprese nell’utilizzo di tali processi. Tuttavia, in tema di appalti, gli interventi normativi si sono incentrati per lo più sul regime di solidarietà retributiva tra appaltante, appaltatore e subappaltatore, lasciando in secondo piano la regolamentazione della fase relativa alla successione di appalti. Tale fenomeno presenta pertanto una serie di profili critici privi di una specifica normativa e lasciati alla contrattazione collettiva, che devono essere analizzati in accordo con l’interpretazione giurisprudenziale intervenuta sul punto sia a livello interno e che a livello comunitario.

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Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

08 Giugno 2015 | di Elisa Noto, Mariateresa Villani Miglietta

Jobs act

Le rilevanti novità che il D.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 ha apportato alla normativa sui licenziamenti avranno necessariamente delle ricadute sulla disciplina della prescrizione dei crediti retributivi del lavoratore, con particolare riferimento al momento della sua decorrenza. Il presente approfondimento si propone di ripercorrere brevemente il lungo percorso di razionalizzazione della materia in esame, partendo dall’analisi delle pronunce della Corte Costituzionale, confermate successivamente dalla giurisprudenza di legittimità, per illustrare, infine, alcune ipotesi interpretative in merito al momento delle decorrenza della prescrizione nel nuovo sistema delle tutele crescenti.

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Il contratto di ricollocazione

28 Maggio 2015 | di Lucia Valente

Contratto di lavoro

Disciplinato dall’art. 17 del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, il contratto di ricollocazione è una misura di politica attiva del lavoro finalizzata al riposizionamento della persona all’interno del mercato del lavoro con l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi di inserimento/reinserimento al lavoro dei soggetti espulsi dal mercato del lavoro. Viene posto al centro delle politiche attive del lavoro la persona, alla quale è riconosciuto il diritto soggettivo di percepire una somma da spendere presso un soggetto specializzato per i servizi per il lavoro, liberamente scelto tra quelli accreditati.

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Telelavoro e smartworking: un’evoluzione nel modo di lavorare

26 Maggio 2015 | di Emiliana Maria Dal Bon

Telelavoro

Chi ricerca una definizione giuridica o un inquadramento a livello legislativo del telelavoro non troverà grande soddisfazione. Sul tema si susseguono interessantissime interpretazioni di esperti in organizzazione del lavoro, studi approfonditi circa le modalità di svolgimento dello stesso che sposano dinamiche di natura esterofila e cercano di inserirle nel nostro sistema lavoro termini inglesi che, sebbene abbiano sempre un corrispondente in italiano, in inglese richiamano con immediatezza il concetto. Il telelavoro, ma ancora di più lo smartworking, non rappresentano fattispecie contrattuali ma modalità di espletamento della prestazione lavorativa, dei veri e propri modelli organizzativi attraverso i quali si rompono gli schemi ordinari e limitativi di “tempo” e “spazio”.

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Ambito di applicazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti

12 Maggio 2015 | di Ileana Fedele

Jobs act

La nuova normativa sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, concernente essenzialmente il regime di tutela in caso di licenziamento illegittimo, si applica ai lavoratori assunti a decorrere dal 7 marzo 2015. Per individuare l’ambito di applicazione della nuova disciplina è determinante identificare il concetto di assunzione, esteso a ricomprendere le ipotesi di conversione in rapporto a tempo indeterminato. Una peculiare declinazione è poi dettata per l’ipotesi in cui l’azienda superi il requisito dimensionale di cui all’art. 18 in epoca successiva al 7 marzo 2015 nonché per i piccoli imprenditori e le c.d. organizzazioni di tendenza. Esaurita l’analisi letterale, l’autore si soffermerà sull’interpretazione teleologica della disposizione normativa, onde valutarne la compatibilità con il pubblico impiego privatizzato e determinarne l’incidenza rispetto al patto di prova, alla costituzione del rapporto lavorativo con soggetto diverso dal formale datore di lavoro, al lavoro in cooperativa, sino ad interrogarsi sulla derogabilità della nuova disciplina ad opera della contrattazione individuale e collettiva.

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Le novità dell’accordo di rinnovo per i dirigenti dell’industria

12 Maggio 2015 | di Guido Musso

Dirigenti

Il nuovo accordo sottoscritto il 30/12/2014 tra Confindustria e Federmanager decorre dal 1° gennaio 2015 ed avrà validità fino al 31 dicembre 2018. È il risultato conclusivo di una trattativa lunga e difficile (il CCNL era scaduto a dicembre del 2013). Tra i principali interventi si segnalano: la modifica del Trattamento Minimo Complessivo di Garanzia, con l’eliminazione del secondo scaglione, il ridimensionamento dell’indennità supplementare in occasione dei licenziamenti illegittimi e gli interventi sul welfare contrattuale. L'Autore riepiloga le principali novità contenute.

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E-mail monitoring e tutela della privacy: un difficile bilanciamento di interessi

24 Aprile 2015 | di Federico Torzo, Elisabetta Rebagliati

Privacy

La possibilità di controllo delle e-mail dei dipendenti da parte del datore di lavoro è una questione di grande attualità stante l'evoluzione tecnologica e le esigenze organizzative sempre più stringenti delle imprese, da bilanciare però con il diritto primario alla dignità e alla tutela della riservatezza del lavoratore. Con questo Focus, gli Autori intendono offrire un aggiornamento sull’evoluzione normativa e giurisprudenziale italiana in tema di e-mail monitoring, alla ricerca di linee guida comuni a livello europeo.

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Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e utilizzo frazionato dei congedi parentali in prossimità di domenica, festività e sabato non lavorato

24 Aprile 2015 | di Gabriele Livi

Congedi parentali

L’utilizzo frazionato dei congedi parentali ha ingenerato varie problematiche applicative, oggetto anche di verifica giudiziale fra cui l’ipotesi in cui il ricorso all’uso frazionato da parte del titolare (limitato alle giornate lavorative) persegue l’obiettivo di non imputare a congedo parentale i sabati (quando non lavorativi) e le domeniche e le altre festività, i quali ricadono invece senz’altro nel computo del periodo di spettanza nel caso di utilizzo continuativo del congedo. L'Autore illustra la tematica proponendo il quadro normativo per soffermarsi poi sulla giurisprudenza.

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Le "tutele crescenti" in caso di accertamento della natura subordinata di un rapporto di lavoro

15 Aprile 2015 | di Luigi Di Paola

Jobs act

La nuova normativa sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti - introdotta dal D.Lgs. n. 23/2015 - concernente il regime di tutela in caso di licenziamento illegittimo, si applica ai lavoratori assunti a decorrere dalla data di entrata in vigore (i.e.: 7 marzo 2015) del D.Lgs. in questione. Diventa, pertanto, fondamentale, ai fini dell’applicabilità, o meno, del nuovo regime (o, invece, dell’art. 18 Stat. lav., per come modificato dalla cd. legge “Fornero” ), individuare la esatta data di assunzione del lavoratore. Si tratta, però, di considerare, accanto all’ipotesi di assunzione “formale”, quella connessa alla pronuncia giudiziale in esito alla quale è riconosciuta la sussistenza del requisito della subordinazione, conformemente all’istanza del lavoratore che faccia valere o la sussistenza di un rapporto di lavoro non regolarizzato o contesti la genuinità della collaborazione formalmente autonoma. L’Autore, dopo aver illustrato la disposizione di interesse introdotta dalla recente normativa, si sofferma sulle varie questioni problematiche correlate all’incidenza della pronuncia giudiziale sul momento di inizio del rapporto di lavoro, nonché sulla portata ed eventuale applicabilità dell’art. 1, comma 2, del testo normativo al contratto a progetto dichiarato illegittimo.

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La liquidazione mensile del TFR

09 Aprile 2015 | di Federica Aramini

Trattamento di fine rapporto

La legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015) introduce una novità: la Qu.i.r. (quota maturanda del trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione). Le norme di attuazione di tale modalità di liquidazione del Tfr sono stabilite nel DPCM 20 febbraio 2015, n. 29, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo 2015. Intento del presente contributo è descrivere gli aspetti principali del funzionamento di tale istituto e affrontare alcune delle relative problematiche ritenute di maggiore interesse.

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