Focus

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Reclutamento e progressione di carriera nella P.A.: le posizioni di Corte Costituzionale e Cassazione

15 Luglio 2015 | di Antonio Dibitonto

Lavoro pubblico

Con il D.Lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni, si è assistito, fatta eccezione solo per alcune fattispecie tassativamente indicate, alla c.d. privatizzazione, recte, contrattualizzazione, del Pubblico impiego. La Corte Costituzionale ha negato e nega la legittimità di reclutamento del personale e la progressione professionale che non si realizzino attraverso il concorso pubblico. E il D.Lgs. n. 165/2001 ha recepito e normato tale metodo così, diversificando, sotto questo profilo, il lavoro privato da quello pubblico. Il dualismo pubblico/privato ha generato questioni interpretative circa la ripartizione della giurisdizione (amministrativa e ordinaria) nelle controversie. Per risolverle sono intervenute le Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

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Abolizione delle collaborazioni a progetto e dell'associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro

09 Luglio 2015 | di Massimo T. Goffredo

Jobs act

Con altri due decreti attuativi della delega sulla Riforma del lavoro, i decreti 81 e 82 del 2015, il legislatore ha introdotto delle modifiche al diritto del lavoro ed in particolare, con il decreto 81 entrato in vigore il 25 giugno 2015, ha abrogato due istituti: la collaborazione coordinata e continuativa a progetto e l'associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro. L'Autore sviluppa sinteticamente alcune considerazioni sugli effetti di tali interventi legislativi sulle tipologie e modalità di rapporti che sarà consentito instaurare in base alle nuove discipline.

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La rappresentatività sindacale in azienda a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 231/2013

03 Luglio 2015 | di Emanuele Petrilli

RSA - RSU

La sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio 2013, n. 231 riconosce la giusta preminenza del requisito sostanziale della partecipazione alle trattative sul requisito meramente formale della firma del contratto, giudicando la capacità di essere riconosciuti al tavolo delle trattative come il reale indice per misurare la forza impositiva del sindacato nell’unità produttiva e, quindi, la sua effettiva rappresentatività all’interno della stessa.

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Riordino delle tipologie contrattuali: il decreto attuativo punto per punto

29 Giugno 2015 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci, Marco Sartori

Jobs act

Il 25 giugno 2015 è entrato in vigore il D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, recante Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, che sui mezzi di informazione è già stato ribattezzato come il Decreto sul “Codice dei Contratti”. Il Decreto Legislativo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2015, n. 144 si propone, tra l’altro, di riordinare la disciplina dei contratti di lavoro per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo, nell’ambito dei relativi principi fissati nella Legge Delega 10 dicembre 2014, n. 183 (il Jobs Act). Si illustrano di seguito le novità di maggiore rilievo introdotte dal Decreto.

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Contratto indeterminato a tutele crescenti e art. 18: cosa cambia

26 Giugno 2015 | di Ileana Fedele

Jobs act

La nuova normativa sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti ha marginalizzato l’area della reintegrazione, restringendola essenzialmente alle ipotesi di licenziamento discriminatorio, nullo od orale, nonché ai casi di licenziamento disciplinare. Le espressioni del legislatore hanno indotto molti commentatori a chiedersi se le scelte effettuate possano influire a livello ermeneutico sull’applicazione della tutela contro i licenziamenti illegittimi anche nei confronti dei c.d. “vecchi” assunti, dividendosi il campo fra chi sostiene la tesi della “interpretazione autentica” e chi, all’opposto, utilizza l’argomento “a contrario”. L’Autore, dunque, si soffermerà a considerare gli argomenti offerti dai due “schieramenti” per giungere alla conclusione che le posizioni divergono sull’incidenza del giudizio di proporzionalità del licenziamento.

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Tutela dei lavoratori nel “cambio di appalti”

16 Giugno 2015 | di Gianpaolo Furlan

Appalto

La tendenza sempre più frequente nel tessuto produttivo a ricorrere a processi di esternalizzazione dei servizi ha indotto il legislatore a numerosi interventi normativi tendenti a modernizzare l’ordinamento giuridico garantendo da un lato, la maggiore tutela dei lavoratori coinvolti in tali meccanismi, dall’altro, la flessibilità per le imprese nell’utilizzo di tali processi. Tuttavia, in tema di appalti, gli interventi normativi si sono incentrati per lo più sul regime di solidarietà retributiva tra appaltante, appaltatore e subappaltatore, lasciando in secondo piano la regolamentazione della fase relativa alla successione di appalti. Tale fenomeno presenta pertanto una serie di profili critici privi di una specifica normativa e lasciati alla contrattazione collettiva, che devono essere analizzati in accordo con l’interpretazione giurisprudenziale intervenuta sul punto sia a livello interno e che a livello comunitario.

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Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

08 Giugno 2015 | di Elisa Noto, Mariateresa Villani Miglietta

Jobs act

Le rilevanti novità che il D.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 ha apportato alla normativa sui licenziamenti avranno necessariamente delle ricadute sulla disciplina della prescrizione dei crediti retributivi del lavoratore, con particolare riferimento al momento della sua decorrenza. Il presente approfondimento si propone di ripercorrere brevemente il lungo percorso di razionalizzazione della materia in esame, partendo dall’analisi delle pronunce della Corte Costituzionale, confermate successivamente dalla giurisprudenza di legittimità, per illustrare, infine, alcune ipotesi interpretative in merito al momento delle decorrenza della prescrizione nel nuovo sistema delle tutele crescenti.

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Il contratto di ricollocazione

28 Maggio 2015 | di Lucia Valente

Contratto di lavoro

Disciplinato dall’art. 17 del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, il contratto di ricollocazione è una misura di politica attiva del lavoro finalizzata al riposizionamento della persona all’interno del mercato del lavoro con l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi di inserimento/reinserimento al lavoro dei soggetti espulsi dal mercato del lavoro. Viene posto al centro delle politiche attive del lavoro la persona, alla quale è riconosciuto il diritto soggettivo di percepire una somma da spendere presso un soggetto specializzato per i servizi per il lavoro, liberamente scelto tra quelli accreditati.

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Telelavoro e smartworking: un’evoluzione nel modo di lavorare

26 Maggio 2015 | di Emiliana Maria Dal Bon

Telelavoro

Chi ricerca una definizione giuridica o un inquadramento a livello legislativo del telelavoro non troverà grande soddisfazione. Sul tema si susseguono interessantissime interpretazioni di esperti in organizzazione del lavoro, studi approfonditi circa le modalità di svolgimento dello stesso che sposano dinamiche di natura esterofila e cercano di inserirle nel nostro sistema lavoro termini inglesi che, sebbene abbiano sempre un corrispondente in italiano, in inglese richiamano con immediatezza il concetto. Il telelavoro, ma ancora di più lo smartworking, non rappresentano fattispecie contrattuali ma modalità di espletamento della prestazione lavorativa, dei veri e propri modelli organizzativi attraverso i quali si rompono gli schemi ordinari e limitativi di “tempo” e “spazio”.

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Ambito di applicazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti

12 Maggio 2015 | di Ileana Fedele

Jobs act

La nuova normativa sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, concernente essenzialmente il regime di tutela in caso di licenziamento illegittimo, si applica ai lavoratori assunti a decorrere dal 7 marzo 2015. Per individuare l’ambito di applicazione della nuova disciplina è determinante identificare il concetto di assunzione, esteso a ricomprendere le ipotesi di conversione in rapporto a tempo indeterminato. Una peculiare declinazione è poi dettata per l’ipotesi in cui l’azienda superi il requisito dimensionale di cui all’art. 18 in epoca successiva al 7 marzo 2015 nonché per i piccoli imprenditori e le c.d. organizzazioni di tendenza. Esaurita l’analisi letterale, l’autore si soffermerà sull’interpretazione teleologica della disposizione normativa, onde valutarne la compatibilità con il pubblico impiego privatizzato e determinarne l’incidenza rispetto al patto di prova, alla costituzione del rapporto lavorativo con soggetto diverso dal formale datore di lavoro, al lavoro in cooperativa, sino ad interrogarsi sulla derogabilità della nuova disciplina ad opera della contrattazione individuale e collettiva.

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