Focus

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L'irrisolto problema della "preesistenza" del ramo nel trasferimento di parti di azienda

16 Febbraio 2015 | di Gaetano Giannì

Contratto di lavoro

Secondo l’ultimo inciso del quinto comma dell’art. 2112 cod. civ. il ramo di azienda, definito una “articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata”, in caso di cessione può essere identificato “come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento".

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La nuova assicurazione sociale per l'impiego

10 Febbraio 2015 | di Domenico Mesiti

AspI

Con il decreto attuativo della delega contenuta nella legge 10 dicembre 2014 n. 183 in materia di disoccupazione involontaria, il Governo ha provveduto a riformare la regolamentazione delle provvidenze attribuibili ai lavoratori disoccupati rimodulando la disciplina delle prestazioni alla luce dei nuovi principi che la medesima legge delega ha indicato. La principale modifica attuata riguarda le prestazioni correlate alla perdita del posto di lavoro precedentemente tutelata attraverso l'attribuzione ai lavoratori interessati delle cc.dd. ASpI e mini ASpI.

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L'Assegno di disoccupazione

30 Gennaio 2015 | di Domenico Mesiti

Jobs act

L'art. 1 lett. b) n. 5 della legge 10 dicembre 2014 n. 183 (cd. Jobs act) ha assegnato al Governo la facoltà di introdurre, per un periodo successivo alla fruizione della NASpI, una nuova prestazione fruibile dai lavoratori in disoccupazione involontaria che presentano valori ridotti dell'indicatore della situazione economica equivalente (c.d. ISEE) e che adempiono agli obblighi di partecipazione alle iniziative di attivazione proposte dai servizi competenti.

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L'indennità di disoccupazione per co.co.co. e lavoratori a progetto: c.d. DIS-COLL

16 Gennaio 2015 | di Domenico Mesiti

CO.CO.CO.

Con la legge n. 183/2014 (cd. Jobs act), art. 1, nell'ambito degli strumenti di sostegno per i lavoratori involontariamente disoccupati è stata conferita delega al Governo per l’universalizzazione del campo di applicazione dell'ASpI comprendendovi anche i c.d. co.co.co. Il Governo, nel dare attuazione alla delega, ha istituito la nuova indennità di disoccupazione attribuendogli l'acronimo DIS-COLL.

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Sulla nuova disciplina del contratto di lavoro a tutele crescenti

12 Gennaio 2015 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Jobs act

Il Decreto Legislativo chiamato a dare attuazione ai principi e alle direttive della legge 10 dicembre 2014 n. 183 (il Jobs Act) sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti - presentato dal Governo il 24 dicembre 2014 - riscrive la disciplina sanzionatoria relativa ai licenziamenti di natura economica e di natura disciplinare, allargando il nuovo regime di tutela ai licenziamenti collettivi. Di seguito viene proposta in sintesi un'analisi della nuova disciplina.

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Trattamento di fine rapporto in busta paga? La scelta al lavoratore

08 Gennaio 2015 | di Massimiliano Gorgoni

Trattamento di fine rapporto

I lavoratori del settore privato hanno la possibilità di richiedere, per il periodo compreso tra marzo 2015 e giugno 2018, l’erogazione direttamente in busta paga delle somme che il datore di lavoro è tenuto a trattenere a titolo di trattamento di fine rapporto. Questa novità è stata introdotta con la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 - pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 (legge di stabilità per l’anno 2015). Si tratta di una disposizione sperimentale che, al momento, è prevista solo per il periodo indicato dalla norma. L’accesso al trattamento in busta paga può avvenire a domanda del lavoratore ed è irrevocabile per l’intero periodo interessato. Possono essere percepite solo le quote maturande del trattamento di fine rapporto, comprese quelle devolute alla previdenza complementare, nei termini che saranno stabiliti da un decreto che dovrà essere emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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La promettente ma "breve vita" della negoziazione assistita in materia lavoro

18 Dicembre 2014 | di Marco Giardetti

Rinunce, transazione e conciliazione

Il Decreto Legge n. 132/2014 (il cd. Salva Italia) “aveva” introdotto una misura che ai più appariva un valido meccanismo per deflazionare il contenzioso e alleggerire l'apparato burocratico di una delle procedure storiche quali la conciliazione in sede cd. protetta. L’Autore con il presente elaborato delinea il quadro della questione partendo dall’evoluzione storica della conciliazione in materia giuslavoristica - in sede sindacale, illustra la negoziazione assistita e conclude con la conversione in legge del decreto.

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Il Jobs Act e le tutele crescenti: reintegra e indennizzo alla luce dei criteri direttivi

04 Dicembre 2014 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Jobs act

Tra le disposizioni che più hanno fatto discutere, vi sono quelle che si riferiscono all’adozione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio. Lo strumento contrattuale previsto dal neo approvato Jobs Act si accompagna ad una apposita misura sanzionatoria da cui sarà assistito il lavoratore nel caso di successivo licenziamento dichiarato illegittimo, che consiste essenzialmente nel riconoscimento di un indennizzo risarcitorio graduato in relazione agli anni di anzianità aziendale. In tale rinnovato contesto, la tutela reintegratoria mantiene un valore assolutamente residuale, applicandosi solo nei casi di licenziamento nullo e discriminatorio, nonché in presenza di specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato.

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Il Jobs Act è legge: i pilastri della riforma per incentivare il mercato del lavoro

04 Dicembre 2014 | di Marco Sartori

Jobs act

Il Senato, all’esito della seduta del 3 dicembre 2014, ha approvato il disegno di legge 1428/2014, recante Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Al centro dell'attenzione i servizi del lavoro e le politiche attive, nonché la semplificazione e la razionalizzazione degli adempimenti relativi alla costituzione ed alla gestione dei rapporti come previsti dal Jobs Act.

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Part-time post-maternità nel settore Commercio

02 Dicembre 2014 | di Massimo T. Goffredo, Francesco Bedon

Congedi parentali

Pur in presenza di una molteplicità di dichiarazioni a favore della stipulazione e trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale, non esiste un diritto generale per i dipendenti a vedersi trasformato l’orario di lavoro in part-time, neppure a favore della madre lavoratrice. Il CCNL Commercio ha colmato il vuoto legislativo, prevedendo e disciplinando all’art. 90 l’istituto del Part-time post maternità, diritto che risulta condizionato alla sussistenza di requisiti numerici e di figure fungibili tra il personale.

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