Focus

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La giurisprudenza della Corte di giustizia in tema di compatibilità comunitaria della normativa sui contratti a termine

02 Settembre 2016 | di Vincenzo Di Cerbo

Lavoro a tempo determinato

Con la direttiva 1999/70/Ce si è data attuazione all’accordo quadro sul contratto a tempo determinato concluso dalle organizzazioni intercategoriali a carattere generale. Con il presente contributo, insieme ad un altro che seguirà, l’Autore, partendo dai termini essenziali dell’accordo quadro, analiticamente descritti insieme alle interpretazioni giurisprudenziali della Corte di Giustizia, analizza la normativa italiana del contratto a termine. Dall'esame del D.Lgs n. 368/2001, attuativo della citata direttiva europea, all'ultimo decreto del 2015 che ha dettato una nuova disciplina dell'istituto.

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Il nuovo art. 4 dello Statuto dei lavoratori: alcuni profili problematici nella prima applicazione della nuova disposizione

23 Agosto 2016 | di Ilario Alvino

Diritti ed obblighi datore di lavoro

Il contributo esamina le principali novità della nuova formulazione dell'art. 4 l. n. 300/1970, come modificato dall'art. 23 d.lgs. n. 150/2015, soffermandosi su alcune problematiche emerse nella prima applicazione della nuova disposizione. Il ragionamento è condotto prendendo in considerazione: un provvedimento del Garante della privacy adottato antecedentemente alla entrata in vigore della nuova disposizione su una fattispecie toccata dalle nuove regole; un parere della Direzione Interregionale del Lavoro di Milano e un provvedimento di autorizzazione della DTL di Latina in materia di installazione del GPS su autovetture aziendali.

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Legge Cirinnà e unioni civili: l'impatto sul diritto del lavoro

18 Agosto 2016 | di Enzo Summa

Congedi parentali

La legge 76 del 20 maggio 2016, cosiddetta Legge Cirinnà recante modifiche ed integrazioni sulle unioni civili, impatta fortemente sulle norme del diritto del lavoro e sulle modifiche che, di fatto, ne deriveranno nella corretta gestione del rapporto di lavoro. La norma, come sappiamo, istituisce l'unione civile tra persone dello stesso mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale distato civile ed alla presenza di due testimoni. Questo comporta, quindi, la registrazione degli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell'archivio dello stato civile formando, di fatto e di norma, una famiglia a tutti gli effetti. E per il diritto del lavoro, cosi come richiamato anche dalla norma sui riflessi degli articoli del codice civile, la famiglia di persone dello stesso sesso gode delle identiche tutele, e trattamento, della famiglia cd. tradizionale, ovvero come siamo stati abituati a comprenderla fino ad oggi.

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Fondo di solidarietà lavoratori del settore marittimo e lavoratori portuali in un'ottica di ulteriore sviluppo dei fondi autofinanziati

11 Agosto 2016 | di Piero Righetti

Fondi di solidarietà

In applicazione della legge n. 92/2012 e del D.Lgs. n. 148/2015 sono stati via via istituiti numerosi Fondi di solidarietà bilaterali per i settori e i sottosettori produttivi esclusi dalle disposizioni di legge in materia di cassa integrazione guadagni. Ultimi in ordine di tempo sono il Fondo di solidarietà in favore dei lavoratori del settore marittimo e il Fondo di solidarietà in favore dei lavoratori del settore portuale - ormeggiatori e barcaioli.

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La risposta sanzionatoria contro le false attestazioni della presenza in servizio

04 Agosto 2016 | di Enrico De Luca, Luciano Vella

Lavoro pubblico

Il D.lgs. n. 116 del 2016 ha apportato modifiche all’articolo 55-quater del D.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, in tema di responsabilità disciplinare dei dipendenti pubblici. Frutto della c.d. riforma Madia, il D.lgs. si insinua all’interno di un contesto socio-giuridico che ha fatto discutere in punto di tutela del dipendente di una pubblica amministrazione, apprestando una risposta efficace e pervasiva contro le condotte illecite perpetrate all’interno dei comparti pubblici, mediante l’introduzione dei commi 1-bis, 3-bis, 3-ter, 3-quater e 3-quinquies all’art. 55-quater di cui sopra che, di certo, hanno contribuito a dare credibilità all’apparato sanzionatorio oggetto d’esame.

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Insussistenza addebito disciplinare e sottile confine tra fatto giuridico e materiale: la conservazione del posto di lavoro al vaglio di giudici e legislatore

02 Agosto 2016 | di Pasquale Staropoli

Licenziamento disciplinare

La riforma “Fornero” (l.n. 92/2012) ha modificato profondamente la disciplina delle tutele in caso di licenziamento illegittimo, intervenendo sull'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, prevedendo una gradazione di tutele, che riconosce il diritto alla conservazione del posto di lavoro solo come ipotesi speciale, in caso il licenziamento si riveli orale, nullo, discriminatorio o ritorsivo o quando, nel licenziamento disciplinare, il fatto addebitato non sussista.

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I licenziamenti collettivi nelle sentenze della Corte di giustizia

28 Luglio 2016 | di Roberto Cosio

Licenziamenti collettivi

La CGUE, nelle sentenze prese in esame, affronta una serie di questioni: il problema del c.d. licenziamento indiretto e l'esatta portata della nozione di “stabilimento” di cui all'art. 1, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 98/59 per stabilire se abbiano avuto luogo licenziamenti collettivi, ancora esamina se i lavoratori assunti, soltanto a tempo determinato, debbano essere parimenti ricompresi nel conteggio volto a stabilire se sia stata raggiunta la soglia, che determina l'applicazione della direttiva 98/59. Nel focus in oggetto sono analizzati gli effetti delle sentenze sull'ordinamento interno.

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Ispettorato nazionale del lavoro: l'organizzazione delle risorse umane e strumentali

22 Luglio 2016 | di Iunio Valerio Romano

Ispezioni

Come disposto dall'art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 149/2015, istitutivo dell'Ispettorato nazionale del lavoro, l'organizzazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dello stesso sono demandate ad un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il cui schema è stato registrato alla Corte dei Conti il 9/06/2016. Tale decreto, strutturato in sei titoli e composto da 26 articoli, dispone in ordine alle funzioni e alla struttura organizzativa del nuovo ente, nonché al coordinamento con il personale dell'Arma dei carabinieri, dell'Inps e dell'Inail, prevedendo, altresì, una sorta di moratoria con riguardo agli effettivi tempi di avvio dell'Ispettorato, che consenta l'epocale passaggio di funzioni, con relativo apparato burocratico, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a quest'ultimo.

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Criteri per l'esame delle domande di concessione dell'integrazione guadagni ordinaria CIGO ex DM 95442/2016

21 Luglio 2016 | di Livio Lannutti

Cassa Integrazione Guadagni

Tra i vari strumenti predisposti dal nostro ordinamento giuridico al fine di attenuare la conflittualità sociale derivante da processi di riduzione o sospensione dal lavoro nonché di costituire un sostegno al reddito dei lavoratori - che vanno sotto il nome di “ammortizzatori sociali” -, come già illustrato nel Focus "Programmi di CIGS ex D.Lgs. n. 148/2015: criteri per l’approvazione", la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) è stato l'istituto di utilizzo più comune e, nel contempo, più “antico”, in quanto risalente al 1941, per far fronte alle difficoltà produttive conseguenti allo stato di guerra e per offrire un sostegno economico ai lavoratori che, a causa di un fatto estraneo alla loro volontà ed a quella delle imprese, erano costretti a lavorare ad orario ridotto o a sospendere l'attività per periodi più o meno lunghi nella certezza, comunque, di poterla riprendere.

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Il problema delle ferie maturate e non godute

14 Luglio 2016 | di Massimo T. Goffredo, Vincenzo Meleca

Ferie e riposi

La legislazione italiana prevede che ogni lavoratore abbia diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane (di calendario, cioè in genere a 20 giornate lavorative). A questo periodo di riposo annuale, in base alle norme derivanti dalla contrattazione collettiva, si aggiungono due tipi di permessi retribuiti, che vengono sostanzialmente gestiti come ferie, e cioè quelli per riduzione dell'orario di lavoro e quelli sostitutivi delle festività soppresse. In taluni casi questi permessi ammontano a 104 ore annue, pari ad ulteriori 13 giornate lavorative. Inoltre, molti contratti collettivi di lavoro prevedono che il lavoro straordinario eventualmente prestato anziché essere remunerato possa essere convertito in permessi retribuiti, da godere con modalità simili a quelle previste per le ferie e gli altri tipi di permessi retribuiti.

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