Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Cambio di appalto, assunzione dei dipendenti da parte del nuovo appaltatore e condizioni per l’applicazione dell’art. 2112 c.c.

19 Gennaio 2017 | di Ilario Alvino

Cass. sez. lav.

Trasferimento d’azienda

Ai sensi dell’art. 29, 3 comma, D.Lgs. n. 276/2003, non costituisce trasferimento d’azienda ai sensi dell’art. 2112 c.c. la mera assunzione dei lavoratori in caso di cambio del soggetto appaltatore (in esecuzione d’una c.d. clausola sociale prevista dalla contrattazione collettiva o dalla legge), a meno che la stessa non si accompagni alla cessione dell’azienda o di un suo ramo autonomo intesa come passaggio di beni di non trascurabile entità, tali da rendere possibile lo svolgimento di una specifica impresa (fattispecie precedente alle modifiche apportate all’art. 29, D.Lgs. n. 276/2003 dall’art. 30, L.n. 122/2016)”.

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Art. 18 post riforma Fornero: i confini della reintegrazione nel licenziamento collettivo illegittimo

18 Gennaio 2017 | di Andrea Melchiorri

Cass. sez. lav.

Licenziamenti collettivi

L’incompletezza della comunicazione finale del procedimento di licenziamento collettivo di cui all’art. 4, comma 9, della Legge 23 luglio 1991, n. 223, costituisce una “violazione delle procedure” previste dalla Legge citata e, pertanto, dà luogo alla tutela dell’indennizzo economico prevista dal terzo periodo dell’art. 18, comma 7, della Legge 20 maggio 1970, n. 300 e non alla tutela della reintegrazione nel posto di lavoro prevista in caso violazione dei criteri di scelta.

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Il complesso meccanismo della modifica del CCNL applicabile: tra vincolo associativo, condotta antisindacale e contrattazione individuale

12 Gennaio 2017 | di Verzaro Matteo

Trib. Roma
Trib. Torino

CCNL

Costituisce condotta antisindacale la violazione dell’accordo, concluso per fatti concludenti a livello sia collettivo sia individuale, con il quale è stato recepito il CCNL da applicare ai lavoratori e, con esso, anche la clausola relativa all'efficacia temporale dello stesso contratto.

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Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo "organizzativo": la fattispecie

10 Gennaio 2017 | di Giuseppe Santoro-Passarelli

Cass. sez. lav.

Licenziamento economico

Ai fini della legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare ed il giudice accertare, essendo sufficiente dimostrare l’effettività del mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa, a meno che il datore di lavoro non abbia motivato il licenziamento richiamando l’esigenza di far fronte a situazioni economiche sfavorevoli.

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