Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Infortunio sul lavoro ed esonero dalla responsabilità civile del somministratore di manodopera

30 Luglio 2018 | di Andrea Rossi

Cass., sez. lav.

Sicurezza sul lavoro

Gli obblighi informativi e formativi in materia di sicurezza sul lavoro imposti in capo al somministratore possono delegarsi all'utilizzatore che, in caso di infortunio sul lavoro, ne diventa l'unico responsabile, sempre che dell'accordo intervenuto tra somministratore e utilizzatore sia fatta menzione nel contratto di lavoro.

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L'estensione del sindacato giudiziale in tema di giustificato motivo oggettivo di licenziamento

30 Luglio 2018 | di Enrico Zani

Tribunale Monza, ord.

Licenziamento individuale

La scelta dei profili professionali in esubero in caso di riorganizzazione aziendale non è sindacabile da parte del Giudice, ma quest'ultimo deve accertare che tale scelta risponda ad effettive esigenze organizzative, tecniche e/o produttive, altrimenti al lavoratore non è dato comprendere perché il suo profilo professionale venga considerato dall'azienda un esubero o meno.

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Lavoro autonomo, libertà di inizio e di svolgimento concreto della prestazione

20 Luglio 2018 | di Marco Giardetti

Tribunale Torino, sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

La non obbligatorietà della prestazione lavorativa esclude in radice la subordinazione perché la configurabilità della eterodirezione contrasta con l'assunto secondo cui la parte che deve rendere la prestazione può, a suo titolo, interrompere il tramite attraverso il quale si estrinseca il potere direttivo dell'imprenditore. Può esserci coordinamento senza subordinazione.

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La natura autonoma(?) del rapporto di lavoro dei riders di Foodora

20 Luglio 2018 | di Francesco Meiffret

Tribunale Torino, sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

La non obbligatorietà della prestazione lavorativa esclude in radice la subordinazione perché la configurabilità dell’eterodirezione contrasta con l’assunto secondo cui la parte che deve la prestazione può, a suo libito, interrompere il tramite attraverso il quale si estrinseca il potere direttivo dell’imprenditore. Affinché ai sensi dell’art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015, ad un rapporto di lavoro di collaborazione si possa applicare la disciplina del lavoro subordinato è necessario che il lavoratore sia sottoposto sempre al potere direttivo e organizzativo del datore di lavoro e non è sufficiente che tale potere si estrinsechi soltanto con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro perché deve al contrario riguardare anche i tempi e il luogo di lavoro

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L'attualità del danno da straining nella giurisprudenza ad oltre un decennio dalla formulazione della sua nozione giuridica

16 Luglio 2018 | di Jacopo Ierussi

Cass., sez. lav., ord.

Danni nel rapporto di lavoro

La Corte di cassazione, con l'ordinanza 29 marzo 2018, n. 7844, ha ribadito il consolidato orientamento in base al quale il datore di lavoro è “tenuto ad evitare situazioni "stressogene" che diano origine ad una condizione che, per caratteristiche, gravità, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto possa presuntivamente” comportare un danno alla salute per il lavoratore, e ciò “anche in caso di mancata prova di un preciso intento persecutorio”, in virtù della natura contrattuale della responsabilità del datore di lavoro per inadempimento dell'obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c., il quale impone al datore medesimo l'adozione di tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e morale dei propri dipendenti. In questo senso, il suddetto stress forzato può derivare “dalla costrizione della vittima a lavorare in un ambiente di lavoro ostile, per incuria e disinteresse nei confronti del suo benessere lavorativo”, integrando il fenomeno del cd. straining.

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Il licenziamento intimato per superamento del periodo di comporto prima della scadenza di questo è nullo (e non inefficace o ingiustificato)

13 Luglio 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. un.

Licenziamento individuale

Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110, comma 2, c.c.

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Licenziamento intimato prima della scadenza del periodo di comporto: vizi del recesso ed apparato sanzionatorio

12 Luglio 2018 | di Francesca Chietera

Cass., sez. un.

Licenziamento individuale

Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110, comma 2, c.c.

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Specificità della contestazione disciplinare e diritto di difesa del lavoratore

06 Luglio 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La previa contestazione dell'addebito, necessaria nei licenziamenti qualificabili come disciplinari, ha lo scopo di consentire al lavoratore l'immediata difesa e deve conseguentemente rivestire il carattere della specificità, che è integrato quando sono fornite le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti nei quali il datore di lavoro abbia ravvisato infrazioni disciplinari o comunque comportamenti in violazione dei doveri di cui agli artt. 2104 e 2105 c.c.; per ritenere integrata la violazione del principio di specificità è necessario che si sia verificata una concreta lesione del diritto di difesa del lavoratore e la difesa esercitata in sede di giustificazioni è un elemento concretamente valutabile per ritenere provata la non genericità della contestazione.

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Il rapporto di lavoro giornalistico tra subordinazione attenuata e lavoro autonomo

04 Luglio 2018 | di Marta Filippi

Cass., sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

Nel rapporto di lavoro giornalistico il carattere della subordinazione risulta attenuato posto che esso si caratterizza in base all'inventiva e all'autonomia del prestatore di lavoro nonché per la natura prettamente intellettuale dell'attività stessa. Per tanto ai fini del riconoscimento della natura subordinata del rapporto di lavoro in esame assumono particolare rilievo l'inserimento continuativo ed organico di tali prestazioni nell'organizzazione dell'impresa dell'editore, l'obbligo di essere sempre a disposizione e l'assunzione delle responsabilità del servizio. Per tali motivi la figura del collaboratore fisso si distingue da quella del collaboratore autonomo. La prima, infatti, ai sensi dell'art. 2 C.N.L.G, si caratterizza per un'attività giornalistica continuativa che si esplica in varie fasi tra cui: il controllo della notizia, la sua predisposizione e la stesura dell'articolo su un particolare tema, operazioni che non necessariamente devono essere espletate in redazione.

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Prime interpretazioni giurisprudenziali sulla disciplina delle collaborazioni “etero-organizzate” e libertà datoriale di scelta del tipo contrattuale

04 Luglio 2018 | di Massimo Lanotte

TAR Lazio

CO.CO.CO.

E' illegittima la previsione, ai fini dell'accreditamento regionale degli homecare service provider, di un obbligo di assunzione diretta con rapporto di lavoro subordinato del personale con la qualifica di infermiere, educatore professionale, fisioterapista, tecnico sanitario e operatore sociosanitario o figura equivalente o dedicata ai servizi alla persona. L'art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015, in presenza di concrete modalità di organizzazione del lavoro (prestazioni esclusivamente personali e continuative, con eterodirezione datoriale) impone anche alle collaborazioni l'applicazione della sola disciplina (e, dunque, non anche del nomen) del rapporto di lavoro subordinato.

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