Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il tribunale di Roma esclude l'applicabilità dell'art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015 ai collaboratori outbound

19 Luglio 2019 | di Francesco Meiffret

Tribunale Roma, sez. lav.

Lavoro autonomo

Ai sensi del comma 2 dell'art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015, le tutele previste nel rapporto di lavoro subordinato non si applicano ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa nonostante sussista il requisito dell'eterorganizzazione se il trattamento economico e normativo è già regolato da un accordo collettivo...

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Tutela reintegratoria da licenziamento illegittimo: è necessaria l'offerta della prestazione per il conseguimento della posta risarcitoria?

19 Luglio 2019 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

Nell'ipotesi di ordine di reintegrazione del lavoratore ai sensi dell'art. 18, st.lav., nel testo applicabile anteriormente alle modifiche apportate dalla l. n. 92 del 2012, il diritto al risarcimento del danno non è subordinato - diversamente da quanto accade nel caso di nullità del termine apposto al contratto a tempo determinato - alla messa in mora del datore di lavoro mediante l'offerta della prestazione lavorativa da parte del prestatore (nella specie, un lavoratore, dopo la sentenza di accertamento dell'illegittimità del licenziamento intimatogli dalla società poi fallita, con relative condanne reintegratoria e risarcitoria, si era visto escludere dallo stato passivo il credito avente per oggetto le retribuzioni maturate anche nel periodo successivo alla sentenza, sul presupposto, censurato dalla S.C., di non aver provato l'offerta della prestazione alla società datrice).

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Disdetta del contratto collettivo nei confronti dei lavoratori cessati: aspettative e diritti quesiti

11 Luglio 2019 | di Maria Teresa Crotti

CCNL

Non avendo mai trovato applicazione il regime di registrazione dei sindacati previsto dall'art. 39, Cost., le clausole collettive sono applicabili al singolo contratto di lavoro per relationem, cioè se e in quanto richiamate dal contratto individuale. I lavoratori cessati (e i loro superstiti) hanno acquisito in tal modo il diritto di godere della agevolazione in questione per il periodo successivo alla conclusione del rapporto lavorativo; mentre la revoca dell'Azienda è fondata su una disdetta unilaterale, poi trasfusa in accordo sindacale. Tale atto, tuttavia, è intervenuto in un momento in cui i ricorrenti erano già stati collocati a riposo e il loro contratto individuale di lavoro era venuto meno: in mancanza di una specifica adesione da parte degli interessati, quindi, l'accordo sindacale citato rimane res inter alios acta, inidoneo ad incidere negativamente sulla loro sfera giuridica.

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Revoca degli sgravi contributivi e violazione delle norme a tutela della salute dei lavoratori

11 Luglio 2019 | di Marta Filippi

Cass., sez. lav.

Sicurezza sul lavoro

Ai fini della revoca degli sgravi contributivi è sufficiente la violazione delle prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. Tali si identificano con tutte le misure preventive che garantiscono la sicurezza e la salute del lavoratore senza che vi sia la necessità di alcun giudizio in ordine alla gravità della violazione posta in essere dall'imprenditore. Ne consegue che rientra tra le violazioni sanzionabili con la revoca degli sgravi contributivi anche la mancata comunicazione all'Ispettorato del Lavoro del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (c.d. RSPP), posto che tale figura riveste un ruolo di garanzia dell'osservanza delle prescrizioni tecniche o di cautela generica della sicurezza sui luoghi di lavoro.

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Sull'interpretazione delle norme collettive in tema di illeciti disciplinari

08 Luglio 2019 | di Enrico Zani

Cass., sez. lav.

Contestazioni disciplinari

Non può dirsi consentito al Giudice, in presenza di una condotta accertata che non rientri in una di quelle descritte dai contratti collettivi ovvero dai codici disciplinari come punibili con sanzione conservativa, applicare la tutela reintegratoria operando una estensione non consentita al caso non previsto sul presupposto del ritenuto pari disvalore disciplinare...

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Il tempo-tuta “compensabile” con pause retribuite

01 Luglio 2019 | di Teresa Zappia

Retribuzione

Il tempo necessario ad indossare la divisa aziendale deve ritenersi incluso nell'orario di lavoro nel caso in cui esso sia assoggettato al potere di conformazione del datore. Tuttavia, è indispensabile procedere ad una valutazione globale della disciplina osservata in seno all'organizzazione aziendale...

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Licenziamento per giusta causa: legge 104 e assistenza parziale

01 Luglio 2019 | di Giovanni Guarini

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di abuso del diritto per utilizzo improprio del permesso di cui all'art. 33, l. n. 104 del 1992: “ove l'esercizio del diritto soggettivo non si ricolleghi alla attuazione di un potere assoluto e imprescindibile, ma presupponga un'autonomia comunque collegata alla cura di interessi, soprattutto ove si tratti - come nella specie - di interessi familiari tutelati nel contempo nell'ambito del rapporto privato e nell'ambito del rapporto con l'ente pubblico di previdenza, il non esercizio o l'esercizio secondo criteri diversi da quelli richiesti dalla natura della funzione può considerarsi abuso in ordine a quel potere pure riconosciuto dall'ordinamento...

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I vizi nelle rinunce e transazioni dei diritti dei lavoratori

24 Giugno 2019 | di Stefano Costantini

Rinunce e transazione

Le rinunce e transazioni aventi ad oggetto diritti del lavoratore, derivanti da disposizioni inderogabili di legge o di contratto collettivo, devono contenere, quali elementi essenziali, l'espressione della comune volontà delle parti di comporre una controversia in atto o prevista, l'indicazione della res dubia, nonché...

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Sul principio di immodificabilità della motivazione del licenziamento

24 Giugno 2019 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Intimazione del licenziamento

Il datore di lavoro non può addurre in giudizio, a giustificazione del licenziamento, fatti diversi da quelli già indicati nella motivazione enunciata al momento dell'intimazione del recesso, ma soltanto dedurre mere circostanze confermative o integrative che non mutino la oggettiva consistenza storica dei fatti anzidetti; il principio di contestualità ed immodificabilità della motivazione ha natura imperativa e la sua violazione è sanzionata con l'inefficacia del licenziamento.

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Orario di lavoro e tempo occorrente a raggiungere la postazione dopo la timbratura: se non c'è potere direttivo al lavoratore non spetta la retribuzione

24 Giugno 2019 | di Enrico Maria D’Onofrio

Tribunale Napoli, sez. lav.

Orario di lavoro

Il tempo necessario per raggiungere il luogo di svolgimento della prestazione è parte dell'orario lavorativo qualora si verifichino due condizioni: 1) deve esservi un nesso funzionale tra lo spostamento e l'attività lavorativa, nel senso che...

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