Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Gestione del rapporto di lavoro e nuove tecnologie: un binomio possibile?

20 Ottobre 2017 | di Fabrizio Daverio, Francesco Marasco

Trib. Catania,

Licenziamento individuale

È legittima l’intimazione del licenziamento tramite l’applicazione Whatsapp, allorquando dal testo del messaggio si evinca la chiara volontà del mittente di recedere dal rapporto di lavoro ed il messaggio sia riconducibile, con certezza, al datore di lavoro.

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Infondatezza del fatto posto a fondamento del licenziamento: scatta la reintegra senza potere di discrezionalità per il giudice

17 Ottobre 2017 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

La previsione contenuta nel novellato art. 18, comma 7, St. Lav., secondo cui il giudice può applicare la disciplina di cui al comma 4 del medesimo articolo, deve essere interpretata nel senso che, in caso di inesistenza del fatto posto alla base del licenziamento e considerati gli elementi del caso concreto, si applichi la reintegra. Al contrario, nel caso in cui sussista il fatto posto alla base del recesso, ma non sia tale da costituire un giustificato motivo di licenziamento, si dovrà applicare la sola tutela risarcitoria. L’inesistenza giuridica del fatto obiettivo presupposto, valutate altresì le circostanze del caso concreto, esclude che la scelta sia rimessa alla discrezionalità del giudice.

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Contratto a termine stipulato oralmente, al lavoratore spetta il risarcimento del danno di cui all'art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001

10 Ottobre 2017 | di Marta Filippi

Cass. sez. lav.,

Lavoro pubblico

Premesso che il lavoratore pubblico non può chiedere la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato in caso di violazione di norme imperative, ostando a ciò il dettato dell’art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001, ha, tuttavia, diritto al risarcimento del danno in caso di contratto in assenza di forma scritta. Tale assenza integra una violazione di norme imperative con conseguente applicazione della sanzione risarcitoria, la quale costituisce un indennizzo rispetto all’impossibilità della conversione in contratto a tempo indeterminato e non assorbe la tutela “minima” di cui all’art. 2126 c.c.

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Impresa familiare, obblighi di sicurezza e azione di regresso

03 Ottobre 2017 | di Aldo De Matteis

Cass. sez. lav.,

Impresa familiare

L’INAIL ha azione di regresso verso il titolare dell’impresa familiare per quanto erogato al partecipante per infortunio sul lavoro.

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Badge e controlli a distanza: quando è necessario il preventivo accordo sindacale

29 Settembre 2017 | di Francesco Meiffret

Cass. sez. lav.,

Videosorveglianza

Costituisce un controllo a distanza che necessita un preventivo accordo sindacale o l’autorizzazione da parte della DTL ai sensi dell'art. 4 St. Lav. il badge che, oltre a verificare l'entrata e l'uscita dal luogo di lavoro del prestatore, sia in grado di controllare gli spostamenti di quest'ultimo, accertare le tempistiche nello svolgimento delle mansioni assegnate e le pause effettuate.

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Il sistema di tutele previsto dal Jobs Act sottoposto all'esame della Corte Costituzionale

26 Settembre 2017 | di Enrico Zani

Trib. Roma, sez. III lav.,

Impugnazione del licenziamento

Deve ritenersi non manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 7, lettera c) L. n. 183/2014 e degli artt. 2, 4 e 10 D.lgs. 23 del 2015 per contrasto con gli artt. 3, 4, 76 e 117, I comma Cost., letti autonomamente ed anche in correlazione tra loro. In relazione all'art. 3 Cost., in quanto l'importo dell'indennità risarcitoria disegnata dalle norme del c.d. "Jobs Act" non riveste carattere compensativo né dissuasivo ed ha conseguenze discriminatorie, ed inoltre in quanto l'eliminazione totale della discrezionalità valutativa del giudice finisce per disciplinare in modo uniforme casi molto dissimili fra loro; in merito all’art. 4 ed all'art. 35 Cost., in quanto al diritto al lavoro, valore fondante della Carta, viene attribuito un controvalore monetario irrisorio e fisso; infine per gli artt. 117 e 76 Cost., in quanto la sanzione per il licenziamento illegittimo appare inadeguata rispetto a quanto statuito da fonti sovranazionali come la Carta di Nizza e la Carta Sociale, mentre il rispetto della regolamentazione comunitaria e delle convenzioni sovranazionali costituiva un preciso criterio di delega, che è stato pertanto violato.

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Licenziamento per uso eccessivo della connessione Internet aziendale

22 Settembre 2017 | di Francesco d'Amora, Andrea Patrizi

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

È controllo a distanza, ai sensi della L. n. 300 del 1970, art. 4, l'attività che abbia ad oggetto la prestazione lavorativa e il suo esatto adempimento, restando esclusa dal campo di applicazione della norma quella che sia volta a individuare la realizzazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente, idonei a ledere il patrimonio aziendale sotto il profilo della sua integrità e del regolare funzionamento e della sicurezza degli impianti.

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Collegamento economico-funzionale fra imprenditori societari: imputazione del rapporto di lavoro tra uno di essi e un lavoratore anche dell’altro

19 Settembre 2017 | di Stefania Billi

Cass. sez. lav.,

Lavoro dipendente e subordinazione

ll collegamento economico-funzionale tra imprese gestite da società del medesimo gruppo non è di per sé solo sufficiente a far ritenere che gli obblighi inerenti ad un rapporto di lavoro subordinato, formalmente intercorso fra un lavoratore ed una di esse, si debbano estendere anche all'altra, a meno che non sussista una situazione che consenta di ravvisare, anche all'eventuale fine della valutazione di sussistenza del requisito numerico per l'applicabilità della cosiddetta tutela reale del lavoratore licenziato, un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro.

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Inapplicabilità della disciplina sulla sorveglianza ai controlli effettuati dal datore tramite un’agenzia investigativa

15 Settembre 2017 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.,

Videosorveglianza

L’attività investigativa svolta da un’agenzia privata e connessa a una specifica indagine su pretese violazioni di un dipendente in relazione a compiti esterni fuori sede ricade nella figura del “controllo difensivo” del datore di lavoro, in una sfera eccedente i luoghi di lavoro, per cui non trovano applicazione gli artt. 3, 4, 8 St. Lav. In caso di contestazione unica, frazionata in una pluralità di condotte, l'infondatezza di una singola condotta non può comportare, quale effetto sostanziale, la reintegra del lavoratore per insussistenza del fatto materiale (ex art. 18, c. 4 L. n. 300/1970), ma semmai, qualora risultino comunque sussistenti i fatti considerati nella loro globalità, dare luogo alla tutela indennitaria ex art. 18, c. 5 L. n. 300/1970.

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Contratto di lavoro intermittente vietato: trasformazione del rapporto o nullità del contratto?

12 Settembre 2017 | di Matteo Verzaro

Trib. Milano, sez. lav.,

Job on call

Il contratto di lavoro intermittente stipulato in assenza dei requisiti soggettivi richiesti dalla legge dà luogo comunque alla sanzione della conversione del relativo rapporto in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, poiché l’assenza della valutazione dei rischi forma oggetto di un preciso divieto alla conclusione di contratti di lavoro intermittente.

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