Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Limiti all'utilizzo dei dati acquisti mediante controlli c.d. difensivi: quando si applica l'art. 4, st. lav.?

14 Novembre 2018 | di Teresa Zappia

Videosorveglianza

Il nuovo art. 4, l. n. 300 del 1970, consente l'installazione di impianti dai quali possa derivare il controllo a distanza dei lavoratori ma a determinate condizioni e al solo fine di difendere il patrimonio aziendale. Qualora dagli strumenti impiegati per rendere la prestazione lavorativa possa derivare anche un controllo, questo dovrà essere conforme al Codice della privacy, recte art. 11, d.lgs. n. 196 del 2003, ed il lavoratore dovrà esserne previamente informato.

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La Corte costituzionale e l'indennità da licenziamento illegittimo nel sistema del “Jobs Act”

14 Novembre 2018 | di Luigi Di Paola

Corte cost.

Jobs act

E' costituzionalmente illegittimo l'art. 3, comma 1, d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 (cd. Jobs Act) – sia nel testo originario sia nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, d.l. 12 luglio 2018, n. 87, conv., con modif., nella l. 9 agosto 2018, n. 96 (cd. Decreto Dignità), – limitatamente alle parole "di importo pari a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, ”.

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La Corte costituzionale e l'indennità da licenziamento illegittimo nel sistema del “Jobs Act”

14 Novembre 2018 | di Luigi Di Paola

Jobs act

E' costituzionalmente illegittimo l'art. 3, comma 1, d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 (cd. Jobs Act) – sia nel testo originario sia nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, d.l. 12 luglio 2018, n. 87, conv., con modificazioni, nella l. 9 agosto 2018, n. 96 – limitatamente alle parole «di importo pari a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio,»”.

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Sulla rilevabilità d'ufficio delle cause di nullità del licenziamento

08 Novembre 2018 | di Andrea Mussino

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

La disciplina della invalidità del licenziamento è caratterizzata da specialità, rispetto a quella generale della invalidità negoziale, desumibile dalla previsione di un termine di decadenza per impugnarlo e di termini perentori per il promovimento della successiva azione di impugnativa, che resta circoscritta all'atto e non è idonea a estendere l'oggetto del processo al rapporto, non essendo equiparabile all'azione con la quale si fanno valere diritti autodeterminati. Conseguentemente, l'eventuale nullità del licenziamento non può essere rilevata d'ufficio, dovendo la pronuncia rimanere circoscritta alle ragioni di illegittimità ritualmente dedotte dalla parte.

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Gli accordi traslativi in deroga, ex art. 47, comma 5, l. n. 428 del 1990

05 Novembre 2018 | di Paolo Patrizio

Corte d'appello Venezia

Trasferimento d’azienda

L’accordo sindacale di cui all'art. 47, comma 5, l. 29 dicembre 1990, n. 428, realizza un effetto dispositivo dei diritti individuali, autorizzato dalla legge, che abilita l’autonomia collettiva a rimuovere un quadro legale altrimenti inderogabile. Si è di fronte ad un contratto collettivo cui la legge consente di produrre l’effetto legale di rendere disapplicabile l’art. 2112, c.c. Come riconosciuto dalla Cassazione la norma introduce una deroga alla generale operatività dell'art. 2112, c.c., stabilendo che, nel caso in cui la continuazione dell'attività imprenditoriale non sia continuata o sia cessata, nel corso degli accordi conclusi nell'ambito delle consultazioni sindacali, previste dalla l. n. 428 del 1990, art. 47, primi tre commi, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro continua con l'acquirente non si applica l'art. 2112 c.c., a meno che non sia l'accordo stesso a prevedere condizioni di miglior favore. Ciò significa che le assunzioni da parte dell'impresa subentrante possono avvenire ex novo, senza conservazione dell'anzianità pregressa, senza applicazione del principio di cui all'art. 2103 c.c. e così via. Il legislatore ha previsto ampia possibilità per l'impresa subentrante di concordare condizioni contrattuali per l'assunzione ex novo dei lavoratori, in deroga a quanto prevede l'art. 2112, c.c., ed ha altreì previsto la possibilità di escludere parte del personale eccedentario dal passaggio.

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Soppressione del posto di lavoro, redistribuzione delle mansioni e violazione dell'obbligo di repechage in caso di nuova assunzione nelle medesime mansioni

05 Novembre 2018 | di Luisa Rocchi

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per ridistribuzione delle mansioni, l'assunzione di un lavoratore nelle medesime mansioni dopo tre mesi dalla cessazione del rapporto costituisce violazione dell'obbligo di repechage.

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Contestare l'alterazione delle timbrature non equivale a contestare il tentativo di ottenere compensi non dovuti

29 Ottobre 2018 | di Daniela Fargnoli

Contestazioni disciplinari

Nel caso in cui la norma collettiva ed il Codice disciplinare aziendale prevedano il licenziamento per alterazione del sistema di timbratura al fine di far risultare una fittizia presenza sul luogo di lavoro, deve ritenersi affetta da genericità la contestazione disciplinare nella quale, pur risultando dettagliata l'indicazione delle date e degli orari alterati, non risulti specificamente indicata la fittizietà e la fraudolenza delle timbrature alterate. Pertanto, ove il lavoratore non sia stato posto in grado di comprendere quali fossero le alterazioni da ricollegare ad un fraudolento occultamento dell'assenza dal luogo di lavoro, deve ritenersi parzialmente generica la relativa contestazione disciplinare...

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Le operazioni di mobilità professionale del personale docente verso i Licei musicali e coreutici

24 Ottobre 2018 | di Dario Calderara

Tribunale Bari, sez. lav.

Lavoro pubblico

Il Contratto collettivo nazionale integrativo (da ora CCNI) sulla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. della scuola, per l'a.s. 2018/2019, detta una particolare procedura per la mobilità professionale verso i “posti” dei licei musicali, leggermente diversa rispetto a quella prevista per tutte le altre classi di concorso, proprio in ragione delle peculiarità dei citati licei e dell'evoluzione normativa che ne ha caratterizzato lo sviluppo. L'art. 4, comma 9, lett. b), CCNI (a.s. 2017/2018) prevede che la mobilità in parola si realizzi con priorità in base al numero di anni di insegnamento nel Liceo musicale e nella specifica disciplina per la quale si richiede il passaggio. L'art. 6, comma. 3, CCNI stabilisce poi che le operazioni di mobilità professionale verso i Licei musicali precedono, entro i limiti indicati da detta norma, quelle di mobilità territoriale, in quanto detto articolo dispone espressamente che “la mobilità professionale prevale su quella territoriale nei soli passaggi di ruolo”.

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L’indennità “omnicomprensiva” per il caso di conversione del contratto a tempo determinato si applica anche al lavoro autonomo a termine

22 Ottobre 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

L'indennità prevista dall'art. 32, l. n. 183 del 2010, nel significato chiarito dall'art. 1, comma 13, l. n. 92 del 2012, si applica anche nel caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore a causa dell'illegittimità di un contratto di lavoro autonomo a termine, convertito in contratto a tempo indeterminato, poiché la predetta indennità consegue a qualsiasi ipotesi di riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in sostituzione di altra fattispecie contrattuale a tempo determinato.

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TD e termine per relationem: nessuna conversione ove permanga la causale dell'assenza del lavoratore sostituito, a prescindere dal mutare del titolo

12 Ottobre 2018 | di Martina Valentini

Cass., sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di assunzione a termine ai fini della sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è legittima la fissazione di un tempo determinato con riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito. La prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo dell'assenza indicato in contratto è legittima, e non determina la trasformazione del medesimo a tempo indeterminato, sempre che anche per la nuova causale sia consentita la stipulazione del contratto a termine.

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