Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Impugnazione del licenziamento

Il sistema di tutele previsto dal Jobs Act sottoposto all'esame della Corte Costituzionale

26 Settembre 2017 | di Enrico Zani

Trib. Roma, sez. III lav.,

Impugnazione del licenziamento

Deve ritenersi non manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 7, lettera c) L. n. 183/2014 e degli artt. 2, 4 e 10 D.lgs. 23 del 2015 per contrasto con gli artt. 3, 4, 76 e 117, I comma Cost., letti autonomamente ed anche in correlazione tra loro. In relazione all'art. 3 Cost., in quanto l'importo dell'indennità risarcitoria disegnata dalle norme del c.d. "Jobs Act" non riveste carattere compensativo né dissuasivo ed ha conseguenze discriminatorie, ed inoltre in quanto l'eliminazione totale della discrezionalità valutativa del giudice finisce per disciplinare in modo uniforme casi molto dissimili fra loro; in merito all’art. 4 ed all'art. 35 Cost., in quanto al diritto al lavoro, valore fondante della Carta, viene attribuito un controvalore monetario irrisorio e fisso; infine per gli artt. 117 e 76 Cost., in quanto la sanzione per il licenziamento illegittimo appare inadeguata rispetto a quanto statuito da fonti sovranazionali come la Carta di Nizza e la Carta Sociale, mentre il rispetto della regolamentazione comunitaria e delle convenzioni sovranazionali costituiva un preciso criterio di delega, che è stato pertanto violato.

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Interruzione del termine di prescrizione dell’azione di impugnazione del licenziamento. Il mutamento d’indirizzo della Corte di Cassazione

01 Settembre 2017 | di Maddalena Ciccone

Cass. sez. lav.,

Impugnazione del licenziamento

Il termine di prescrizione dell’azione di annullamento del licenziamento è validamente interrotto dal solo deposito del ricorso introduttivo del giudizio nella cancelleria del giudice adito, senza che, a tali fini, sia necessaria anche la notificazione dell’atto al datore di lavoro.

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Rilevabilità officiosa della nullità del licenziamento: la Cassazione ci ripensa

19 Maggio 2017 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

La disciplina della invalidità del licenziamento è caratterizzata da specialità, rispetto a quella generale della invalidità negoziale, desumibile dalla previsione di un termine di decadenza per impugnare l’atto espulsivo e di termini perentori per il promovimento della successiva azione in giudizio, che resta circoscritta all’atto e non è idonea a estendere l’oggetto del processo al rapporto, non essendo equiparabile all’azione con la quale si fanno valere diritti autodeterminati. Ne consegue che il giudice non può rilevare di ufficio una ragione di nullità del licenziamento diversa da quella eccepita dalla parte, trovando tale conclusione riscontro nella previsione dell’articolo 18, comma 7, L. n. 300/1970, come modificato dalla L. n. 92/2012, e dell’art. 4, D.Lgs. n. 23/2015, nella parte in cui fanno riferimento alla applicazione delle tutele previste per il licenziamento discriminatorio, quindi affetto da nullità, “sulla base della domanda formulata dal lavoratore.

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Deroga al divieto dei licenziamenti nei trasferimenti d'azienda: ambito di operatività

13 Maggio 2016 | di Gianpiero Belligoli

Trib. Roma

Impugnazione del licenziamento

Le questioni all'esame del Tribunale riguardano l'applicabilità del rito Fornero al licenziamento irrogato in violazione dell'art. 2112 c.c., il regime decadenziale di impugnativa, la legittimazione passiva del cessionario d'azienda, nonché la deroga al divieto di licenziamenti in occasione del trasferimento d'azienda ai sensi del comma 4 bis dell'art. 47, L. n. 428/1990.

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Il termine per il deposito del ricorso decorre dalla data di invio dell’impugnazione stragiudiziale del licenziamento

26 Febbraio 2016 | di Vincenzo Fabrizio Giglio

Cass. sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

Il termine di decadenza per il deposito del ricorso al Giudice contro il licenziamento, previsto dall’art. 6, comma 2, L. 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall’art. 1, comma 38, L. 28 giugno 2012, n. 92 (cd. «Legge Fornero»), decorre dalla trasmissione dell’atto scritto di impugnazione stragiudiziale del licenziamento e non dalla data della sua ricezione da parte del datore di lavoro.

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Decorrenza del termine di decadenza per l’impugnativa giudiziale del licenziamento

10 Giugno 2015 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

L'art. 32, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183, modificato dall’art. 1, comma 38, della legge 28 giugno 2012, n. 92, nel prevedere l’inefficacia “dell'impugnazione” extragiudiziale non seguita da tempestiva azione giudiziale, comporta che il termine per proporre l’azione giudiziale decorre dal compimento della prima - da identificarsi, per esigenze di celerità e certezza, con il momento di spedizione dell’atto - e non dalla scadenza dei sessanta giorni concessi per l’impugnazione stragiudiziale. L'esigenza di celerità, intesa a tutelare l’interesse del datore di lavoro alla certezza del rapporto, indica ancora che il termine debba decorrere dalla spedizione e non dalla ricezione dell’atto.

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Ammissibilità (e limiti) del regolamento di competenza nella prima fase del procedimento di impugnativa di licenziamento

03 Febbraio 2015 | di Luigi Di Paola

Cass. civ. sez. un.

Impugnazione del licenziamento

“È ammissibile il regolamento di competenza con riguardo ad una pronuncia sulla litispendenza emessa nella fase sommaria del rito cosiddetto Fornero ex art. 1, commi 47 e ss, della legge 28 giugno 2012, n. 92, atteso il carattere solo eventuale della fase a cognizione piena e l'idoneità al passaggio in giudicato dell'ordinanza conclusiva della fase sommaria in caso di omessa opposizione, sicché è necessario che il giudice ammetta ed esamini la questione di rito”.

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La decadenza dall’impugnativa giudiziale ed il decreto Milleproroghe

28 Gennaio 2015 | di Marco Conti

Cass. sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

“L'art. 32, comma 1 bis, della legge 4 novembre 2010, n. 183, introdotto dal d.l. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, nel prevedere "in sede di prima applicazione" il differimento al 31 dicembre 2011 dell'entrata in vigore delle disposizioni relative al termine di sessanta giorni per l'impugnazione del licenziamento, riguarda tutti gli ambiti di novità di cui al novellato articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e dunque non solo l'estensione dell'onere di impugnativa stragiudiziale ad ipotesi in precedenza non contemplate, ma anche l'inefficacia di tale impugnativa

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