Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Lavoro pubblico

La parabola del “posto fisso”: le conseguenze dell’assunzione clientelare

23 Novembre 2017 | di Stefano Costantini

Trib. Roma, sez. lav.,

Lavoro pubblico

Deve ritenersi nullo, per illiceità della causa o dell’oggetto, il contratto di lavoro posto in essere in violazione di specifiche norme di legge regolanti l’assunzione del lavoratore. La piena consapevolezza del lavoratore di essere stato assunto in virtù di una procedura del tutto irregolare, integra i requisiti della giusta causa di licenziamento.

Leggi dopo

Contratto a termine stipulato oralmente, al lavoratore spetta il risarcimento del danno di cui all'art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001

10 Ottobre 2017 | di Marta Filippi

Cass. sez. lav.,

Lavoro pubblico

Premesso che il lavoratore pubblico non può chiedere la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato in caso di violazione di norme imperative, ostando a ciò il dettato dell’art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001, ha, tuttavia, diritto al risarcimento del danno in caso di contratto in assenza di forma scritta. Tale assenza integra una violazione di norme imperative con conseguente applicazione della sanzione risarcitoria, la quale costituisce un indennizzo rispetto all’impossibilità della conversione in contratto a tempo indeterminato e non assorbe la tutela “minima” di cui all’art. 2126 c.c.

Leggi dopo

Enti privati in controllo pubblico: conseguenze sanzionatorie per accertata illegittimità dei contratti di lavoro flessibile

22 Giugno 2017 | di Angela Gambardella

Trib. Roma,

Lavoro pubblico

Dall’art. 18, D.L. n. 112 del 2008, si ricava che un’associazione riconosciuta, dotata di personalità giuridica, sottoposta al controllo e alla vigilanza della pubblica amministrazione è tenuta a rispettare il principio del concorso pubblico ed aperto, previsto dall’art. 97 Cost.

Leggi dopo

Lavoro autonomo in favore di una Amministrazione Pubblica: riqualificazione in rapporto dipendente e tutela sanzionatoria

26 Aprile 2017 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

La riqualificazione come subordinato di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con una Amministrazione Pubblica non determina l'acquisizione di un posto di ruolo alle dipendenze dell'Ente ma solo la possibilità di un ristoro pecuniario ex art. 2126 c.c. che deve essere oggetto di una apposita domanda.

Leggi dopo

Demansionamento del dirigente pubblico: illegittimità del provvedimento amministrativo e tutela ripristinatoria

24 Febbraio 2017 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Il dirigente pubblico che venga privato, in tutto o in parte, delle sue mansioni per effetto di un illegittimo provvedimento della P.A. datrice di lavoro, ha diritto al ripristino delle mansioni nella loro pienezza e a portare a termine i compiti conferitigli fino alla scadenza pattuita, con detrazione del periodo già trascorso dal conferimento all'illegittimo svuotamento delle mansioni.

Leggi dopo

Mobilità nel pubblico impiego: le Sezioni Unite tornano sulla vexata quaestio del riparto di giurisdizione

25 Ottobre 2016 | di Paolo Patrizio

Cass. civ., sez. un.,

Lavoro pubblico

In tema di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinata attualmente dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del giudice amministrativo di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63, comma 4.

Leggi dopo

Applicabilità dell'art. 18, come modificato dalla legge n. 92/2012 ai licenziamenti intimati dalla P.A.

08 Luglio 2016 | di Giovanni Mimmo

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Sino all'intervento normativo di armonizzazione della disciplina del pubblico impiego con le disposizioni previste per l'impiego privato dalla legge 28 giugno 2012 n. 92 contenuto nei commi 7 e 8 dell'art. 1 della medesima legge, non si estendono ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni le modifiche apportate all'art. 18 della legge 20 maggio 1970 n. 300 da parte della stessa legge n. 92 del 2012, con la conseguenza che la tutela da riconoscere a detti dipendenti in caso di licenziamento illegittimo resta quella assicurata dalla previgente formulazione della norma.

Leggi dopo

Retribuzione del personale universitario non docente in servizio presso strutture sanitarie

29 Giugno 2016 | di Elena Boghetich

Cass. civ., sez. un.

Lavoro pubblico

L'indennità di perequazione spettante al personale universitario non docente in servizio presso strutture sanitarie (“indennità De Maria”) per remunerare la prestazione assistenziale resa dal personale universitario non medico nelle cliniche e negli istituti di ricovero e cura convenzionati con gli enti ospedalieri o gestiti direttamente dalle Università, deve essere determinata senza includere automaticamente nel criterio di computo la retribuzione di posizione dei dirigenti del comparto Sanità, la quale può essere riconosciuta solo se collegata all'effettivo conferimento dell'incarico direttivo.

Leggi dopo

Applicabilità dell'art. 18, come modificato dalla L. 92/2012, ai rapporti di pubblico impiego

29 Aprile 2016 | di Francesco Baldi

Appello Bologna

Lavoro pubblico

Sono esclusi dal periodo di comporto i periodi di assenza dal lavoro dovuti alla necessità di far fronte alle complicazioni di un intervento chirurgico subito dal lavoratore. Nell'ambito dei rapporti di lavoro con la P.A., la L. 92/2012 costituisce solo un insieme di principi e criteri di regolamentazione, insuscettibili di applicazione diretta, salvo diversa ed espressa previsione di legge, ovvero che il legislatore emani disposizioni di armonizzazione alle peculiarità del settore.

Leggi dopo

Risarcimento del “danno comunitario” da abuso di contratti a termine nel pubblico al vaglio delle S.U.

13 Aprile 2016 | di Stefano Giubboni

Cass. civ., sez. un.

Lavoro pubblico

Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato, in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione, il dipendente che abbia subìto la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall'art. 36, comma 5, D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dall'onere probatorio nella misura e nei limiti di cui all'art. 32, comma 5, L. 4 novembre 2010, n. 183, e quindi nella misura pari ad un'indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell'art. 8, L. 15 luglio 1966, n. 604.

Leggi dopo

Pagine