Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Lavoro pubblico

Le operazioni di mobilità professionale del personale docente verso i Licei musicali e coreutici

24 Ottobre 2018 | di Dario Calderara

Tribunale Bari, sez. lav.

Lavoro pubblico

Il Contratto collettivo nazionale integrativo (da ora CCNI) sulla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. della scuola, per l'a.s. 2018/2019, detta una particolare procedura per la mobilità professionale verso i “posti” dei licei musicali, leggermente diversa rispetto a quella prevista per tutte le altre classi di concorso, proprio in ragione delle peculiarità dei citati licei e dell'evoluzione normativa che ne ha caratterizzato lo sviluppo. L'art. 4, comma 9, lett. b), CCNI (a.s. 2017/2018) prevede che la mobilità in parola si realizzi con priorità in base al numero di anni di insegnamento nel Liceo musicale e nella specifica disciplina per la quale si richiede il passaggio. L'art. 6, comma. 3, CCNI stabilisce poi che le operazioni di mobilità professionale verso i Licei musicali precedono, entro i limiti indicati da detta norma, quelle di mobilità territoriale, in quanto detto articolo dispone espressamente che “la mobilità professionale prevale su quella territoriale nei soli passaggi di ruolo”.

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Contratti a termine nella scuola: equiparazione del personale non di ruolo a quello di ruolo per il riconoscimento dell' anzianità di servizio

27 Giugno 2018 | di Giuliana Gianna

Cass., sez. lav.

Lavoro pubblico

Nel settore scolastico, la clausola 4 dell'Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere l'anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicché vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato. In tema di retribuzione del personale scolastico, l'art. 53 I. n. 312 del 1980, che prevedeva scatti biennali di anzianità per il personale non di ruolo, non è applicabile ai contratti a tempo determinato del personale del comparto scuola ed è stato richiamato, ex artt. 69, comma 1, e 71, d.lgs. n. 165 del 2001, dal c.c.n.l. 4 agosto 1995 e dai contratti collettivi successivi, per affermarne la perdurante vigenza limitatamente ai soli insegnanti di religione.

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Contratto a termine nella PA e contrattazione collettiva: sulla durata del rapporto di lavoro prevale la volontà della seconda

24 Maggio 2018 | di Marta Filippi

Trib. Isernia.,

Lavoro pubblico

In base al principio per cui lex specialis derogat generali, valevole anche nel rapporto con le disposizioni di natura collettiva, laddove l'autonomia privata individui nel contratto a termine un tetto massimo temporale, tra proroghe e rinnovi, differente da quello previsto dalla disciplina legale, la prima prevale sulla volontà normativa.

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La parabola del “posto fisso”: le conseguenze dell’assunzione clientelare

23 Novembre 2017 | di Stefano Costantini

Trib. Roma, sez. lav.,

Lavoro pubblico

Deve ritenersi nullo, per illiceità della causa o dell’oggetto, il contratto di lavoro posto in essere in violazione di specifiche norme di legge regolanti l’assunzione del lavoratore. La piena consapevolezza del lavoratore di essere stato assunto in virtù di una procedura del tutto irregolare, integra i requisiti della giusta causa di licenziamento.

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Contratto a termine stipulato oralmente, al lavoratore spetta il risarcimento del danno di cui all'art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001

10 Ottobre 2017 | di Marta Filippi

Cass. sez. lav.,

Lavoro pubblico

Premesso che il lavoratore pubblico non può chiedere la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato in caso di violazione di norme imperative, ostando a ciò il dettato dell’art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001, ha, tuttavia, diritto al risarcimento del danno in caso di contratto in assenza di forma scritta. Tale assenza integra una violazione di norme imperative con conseguente applicazione della sanzione risarcitoria, la quale costituisce un indennizzo rispetto all’impossibilità della conversione in contratto a tempo indeterminato e non assorbe la tutela “minima” di cui all’art. 2126 c.c.

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Enti privati in controllo pubblico: conseguenze sanzionatorie per accertata illegittimità dei contratti di lavoro flessibile

22 Giugno 2017 | di Angela Gambardella

Trib. Roma,

Lavoro pubblico

Dall’art. 18, D.L. n. 112 del 2008, si ricava che un’associazione riconosciuta, dotata di personalità giuridica, sottoposta al controllo e alla vigilanza della pubblica amministrazione è tenuta a rispettare il principio del concorso pubblico ed aperto, previsto dall’art. 97 Cost.

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Lavoro autonomo in favore di una Amministrazione Pubblica: riqualificazione in rapporto dipendente e tutela sanzionatoria

26 Aprile 2017 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

La riqualificazione come subordinato di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con una Amministrazione Pubblica non determina l'acquisizione di un posto di ruolo alle dipendenze dell'Ente ma solo la possibilità di un ristoro pecuniario ex art. 2126 c.c. che deve essere oggetto di una apposita domanda.

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Demansionamento del dirigente pubblico: illegittimità del provvedimento amministrativo e tutela ripristinatoria

24 Febbraio 2017 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Il dirigente pubblico che venga privato, in tutto o in parte, delle sue mansioni per effetto di un illegittimo provvedimento della P.A. datrice di lavoro, ha diritto al ripristino delle mansioni nella loro pienezza e a portare a termine i compiti conferitigli fino alla scadenza pattuita, con detrazione del periodo già trascorso dal conferimento all'illegittimo svuotamento delle mansioni.

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Mobilità nel pubblico impiego: le Sezioni Unite tornano sulla vexata quaestio del riparto di giurisdizione

25 Ottobre 2016 | di Paolo Patrizio

Cass. civ., sez. un.,

Lavoro pubblico

In tema di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinata attualmente dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del giudice amministrativo di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63, comma 4.

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Applicabilità dell'art. 18, come modificato dalla legge n. 92/2012 ai licenziamenti intimati dalla P.A.

08 Luglio 2016 | di Giovanni Mimmo

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Sino all'intervento normativo di armonizzazione della disciplina del pubblico impiego con le disposizioni previste per l'impiego privato dalla legge 28 giugno 2012 n. 92 contenuto nei commi 7 e 8 dell'art. 1 della medesima legge, non si estendono ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni le modifiche apportate all'art. 18 della legge 20 maggio 1970 n. 300 da parte della stessa legge n. 92 del 2012, con la conseguenza che la tutela da riconoscere a detti dipendenti in caso di licenziamento illegittimo resta quella assicurata dalla previgente formulazione della norma.

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