Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Lavoro a tempo determinato

TD e termine per relationem: nessuna conversione ove permanga la causale dell'assenza del lavoratore sostituito, a prescindere dal mutare del titolo

12 Ottobre 2018 | di Martina Valentini

Cass., sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di assunzione a termine ai fini della sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è legittima la fissazione di un tempo determinato con riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito. La prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo dell'assenza indicato in contratto è legittima, e non determina la trasformazione del medesimo a tempo indeterminato, sempre che anche per la nuova causale sia consentita la stipulazione del contratto a termine.

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La motivazione per relationem nei contratti a tempo determinato stipulati per ragioni sostitutive

03 Ottobre 2018 | di Francesco Saverio Giordano

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di assunzioni a termine ai fini della sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è legittima la fissazione di un termine con riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito. È legittima, altresì, la prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo indicato originariamente nel contratto, sempre che, anche per la nuova causale, sia consentito la stipulazione di un contratto a termine.

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Il reclutamento del personale nelle società a totale partecipazione pubblica

12 Giugno 2018 | di Alessia Giunta

Cass. sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

Una volta affermato che per le società a partecipazione pubblica l'esperimento delle procedure concorsuali condiziona la validità del contratto di lavoro, non può che operare il principio secondo cui la regola della concorsualità impedisce la conversione in rapporto a tempo indeterminato del contratto a termine affetto da nullità.

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I contratti acausali di Poste: le Sezioni Unite

25 Agosto 2016 | di Roberta Cosio

Cass. civ., sez. un.

Lavoro a tempo determinato

Le assunzioni a tempo determinato effettuate da imprese concessionarie di servizi nel settore poste, che presentino i requisiti specificati dal comma 1-bis dell'art. 2 del decreto legislativo n. 368 del 2001, non necessitano anche dell'indicazione delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo ai sensi del primo comma dell'art. 1 del medesimo decreto legislativo.

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Apposizione del termine per previsione contrattuale collettiva svincolata dalla legge

25 Maggio 2016 | di Francesco Baldi

Cass. sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

È legittima la stipulazione di un contratto a termine che, ex art. 23 della l. n. 56/1987, indicava le causali giustificative in base alla previsione dei contratti collettivi in maniera del tutto svincolata rispetto al disposto della legge n. 230/62 e con l'unico limite rappresentato dall'indicazione percentuale dei lavoratori da assumere a termine rispetto a quelli assunti a tempo indeterminato?

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Illegittima apposizione del termine e accertamento della risoluzione per mutuo consenso

13 Novembre 2015 | di Elisa Mapelli

Cass. sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

Nel giudizio instaurato ai fini del riconoscimento della sussistenza di un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, sul presupposto dell'illegittima apposizione al contratto di un termine finale ormai scaduto, affinché possa configurarsi una risoluzione del rapporto per mutuo consenso, è necessario che sia accertata una chiara e certa comune volontà delle parti medesime di porre definitivamente fine ad ogni rapporto lavorativo.

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Onere della prova sul superamento del limite massimo di contratti a termine stipulabili

13 Luglio 2015 | di Maria Luisa Vallauri

Cass. sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

L’onere della prova dell’osservanza del rapporto percentuale tra lavoratori stabili e lavoratori assunti con un contratto a tempo determinato, fissato dalla contrattazione collettiva, è a carico del datore di lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 3 l. 18 aprile 1962, n. 230 applicabile ratione temporis.

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Risarcimento danni ex art. 32 l. 183/2010 e diritto del lavoratore agli scatti di anzianità

19 Febbraio 2015 | di Giampaolo Perdonà

Cass. civ.

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di trasformazione, in unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di più contratti a termine succedutisi fra le stesse parti, per effetto dell'illegittimità dell'apposizione del termine, l'indennità risarcitoria, dovuta ai sensi della L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 5, ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprendendo tutti i danni - retributivi e contributivi - causati dalla perdita del lavoro a causa dell'illegittima apposizione del termine, con riferimento agli "intervalli non lavorati" fra l'uno e l'altro rapporto a termine.

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