Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Licenziamento disciplinare

Licenziamento per giusta causa e valutazione di fatti precedenti non contestati

19 Luglio 2017 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

I fatti non tempestivamente contestati possono esser considerati quali circostanze confermative della significatività di altri addebiti (tempestivamente contestati) ai fini della valutazione della complessiva gravità, delle inadempienze del dipendente e della proporzionalità o meno del correlativo provvedimento sanzionatorio dell'imprenditore, secondo un giudizio che deve essere riferito al concreto rapporto di lavoro e al grado di affidamento richiesto dalle specifiche mansioni. Pertanto, si deve ritenere possibile tener conto anche di precedenti disciplinari risalenti ad oltre due anni prima del licenziamento, non ostando a tale valutazione il principio di cui alla L. n. 300 del 1970, art. 7.

Leggi dopo

Difetto di tempestività della contestazione disciplinare: rimessa alle Sezioni Unite la questione concernente la natura del vizio

07 Giugno 2017 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

È rimessa al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite la questione di massima di particolare importanza inerente la natura del vizio del licenziamento intervenuto in forza di contestazione tardiva secondo il sistema dell’art. 18 legge n. 300 del 1970, così come innovato dalla legge n. 92 del 2012.

Leggi dopo

Onere della prova della “insussistenza” del fatto materiale

24 Maggio 2017 | di Maria Teresa Crotti

Trib. Lodi

Licenziamento disciplinare

L’onere della prova della legittimità del licenziamento disciplinare è integralmente in capo al datore di lavoro anche in regime di contratto di lavoro cd. a tutele crescenti.

Leggi dopo

L’onere della prova della lesione del vincolo fiduciario nel licenziamento disciplinare

03 Maggio 2017 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Sussiste violazione e falsa applicazione delle norme, di cui all'art. 116 c.p.c. e art. 2697 c.c., quando il giudice non costruisce il proprio convincimento sulla base delle risultanze istruttorie ma su circostanze non puntualmente prese in esame e, comunque, più volte contestate.

Leggi dopo

Fatto "insussistente": quale tutela?

13 Marzo 2017 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

In caso di licenziamento disciplinare, un fatto non tempestivamente contestato ex art. 7, L. n. 300/1970, non può che essere considerato come "insussistente", non possedendo l'idoneità ad essere verificato in giudizio, con conseguente applicabilità del regime di tutela reintegratoria attenuata di cui all’art. 18, comma 4, Legge n. 300/1970, come novellato dall’art. 1, comma 42, lett. b), Legge 28 giugno 2012, n. 92.

Leggi dopo

Diritto di critica e denuncia penale

10 Marzo 2017 | di Stefano Costantini

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Il diritto di critica deve rispettare i principi della continenza sostanziale e della continenza formale, intesa quest’ultima anche quale correttezza e civiltà del linguaggio utilizzato, temperata tuttavia dalla necessità di esprimere liberamente le proprie opinioni personali, anche con espressioni astrattamente offensive per il destinatario.

Leggi dopo

Licenziamento disciplinare: omessa contestazione dell’infrazione in violazione dell’art. 7 St. Lav. e tutela reintegratoria “attenuata”

01 Febbraio 2017 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Il radicale difetto di contestazione dell’infrazione, determinando l’inesistenza della procedura disciplinare e non solo la violazione delle norme che la regolano, comporta l’applicazione della tutela reintegratoria di cui all’art. 18, comma 4, St. Lav., prevista in caso di accertata insussistenza del fatto contestato e non semplicemente addebitato.

Leggi dopo

L’assenza di illiceità del fatto contestato e sanzione applicabile

23 Novembre 2016 | di Daniela Bracci

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

L’assenza di illiceità di un fatto materiale pur sussistente deve essere ricondotta all’ipotesi dell’insussistenza del fatto contestato per la quale l’art. 18, co. 4, L. n. 300/1970 prevede la reintegrazione nel posto di lavoro, mentre la minore o maggiore gravità o lievità del fatto contestato e ritenuto sussistente, implicando un giudizio di proporzionalità, non consente l’applicazione della tutela reintegratoria, ma esclusivamente quella indennitaria di cui al successivo comma quinto della norma citata.

Leggi dopo

Licenziamento intimato oltre il termine stabilito dalla contrattazione collettiva: quale sanzione?

17 Ottobre 2016 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La violazione del termine per l’adozione del provvedimento conclusivo del procedimento disciplinare, stabilito dalla contrattazione collettiva (nella specie, dall’art. 8, comma 4, del ccnl Metalmeccanici), è idonea a integrare una violazione della procedura di cui all’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, tale da rendere operativa la tutela prevista dall’art. 18, comma 6, dello stesso Statuto, come modificato dalla l. n. 92 del 2012.

Leggi dopo

Il principio di proporzionalità nell'accertamento giudiziale della legittimità del licenziamento disciplinare

10 Agosto 2016 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Ove sia in contestazione la legittimità di un licenziamento disciplinare, il giudice, dopo aver in primo luogo accertata la sussistenza del fatto addebitato, è tenuto a valutare, anche d'ufficio, la proporzionalità tra l'infrazione contestata e la sanzione espulsiva inflitta, posto che il giudizio di proporzionalità è inscindibile da quello relativo alla sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo soggettivo di licenziamento. Diversamente risulterebbe interrotta la sequenza logica: “fatto → norma → effetto giuridico” attraverso la quale si afferma l'esistenza di un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico.

Leggi dopo

Pagine