Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Licenziamento disciplinare

Licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata: la mancata richiesta del congedo familiare non prevale sul principio di proporzionalità

10 Aprile 2018 | di Paolo Patrizio

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

In merito alla sussistenza della giusta causa di licenziamento, non può attribuirsi rilievo esclusivo all’inosservanza delle forme previste per conseguire l’autorizzazione alla fruizione del congedo, prescindendo del tutto dalla considerazione dell’effettività e dell’urgenza delle ragioni dell’assenza destinate, viceversa, ad incidere sulla valutazione della consistenza oggettiva e della qualificazione soggettiva della condotta inadempiente.

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Sanzioni disciplinari e Corte EDU: rapporto tra procedimento disciplinare e penale e limiti applicativi del ne bis in idem

13 Marzo 2018 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Avuto riguardo ai criteri indicati dalla Corte di Strasburgo, richiamati anche nelle pronunce della Corte Costituzionale, deve escludersi che le sanzioni disciplinari inflitte dal datore di lavoro abbiano natura penale ai fini dell’applicazione dell’art. 4 del Protocollo 7 perché il potere disciplinare non è espressione della pretesa punitiva dell’autorità pubblica e, nei rapporti disciplinati dal D.Lgs. n. 165/2001, ha natura privatistica-contrattuale. La sanzione disciplinare, infatti, è strettamente correlata al potere direttivo del datore di lavoro, inteso come potere di conformazione della prestazione alle esigenze organizzative dell’impresa o dell’ente, potere che comprende in sé quello di reagire alle condotte del lavoratore che integrano inadempimento contrattuale. La previsione della sanzione disciplinare non è posta a presidio di interessi primari della collettività, tutelabili erga omnes, né assolve alla funzione preventiva propria della pena, sicché l’interesse che attraverso la sanzione disciplinare si persegue, anche qualora i fatti commessi integrino illecito penale, è sempre quello del datore di lavoro al corretto adempimento delle obbligazioni che scaturiscono dal rapporto.

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Recidiva prevista dal CCNL come ipotesi di recesso: il giudice deve in ogni caso valutare la gravità del fatto contestato

26 Febbraio 2018 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

La previsione da parte della contrattazione collettiva della recidiva, in relazione a precedenti mancanze, come ipotesi di licenziamento non esclude il potere/dovere del giudice di valutare in ogni caso la gravità dell’addebito ai fini della proporzionalità della sanzione espulsiva.

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Tutela del dipendente pubblico in caso di licenziamento illegittimo intimato dopo la Legge Fornero

08 Febbraio 2018 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

Le modifiche apportate dalla Legge Fornero (L. n. 92/2012) all'art. 18 dello Statuto del Lavoratore (L. n. 300/1970) non si applicano ai rapporti di pubblico impiego privatizzato, sicché la tutela del dipendente pubblico, in caso di licenziamento illegittimo intimato in data successiva alla sua entrata in vigore, resta quella prevista dall'art. 18 St. Lav. nel testo antecedente la riforma. A tal fine rileva l'inconciliabilità della nuova normativa, modulata sulle esigenze del lavoro privato, con le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 165/2001, neppure richiamate al co. 6 del nuovo art. 18. Inoltre, la natura fissa e non mobile del rinvio di cui all'art. 51, co. 2, del D.Lgs. n. 165/2001 mostra l'incompatibilità con un automatico recepimento di ogni modifica successiva che incida sulla natura del dipendente licenziato.

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Licenziamento per scarso rendimento: i criteri di articolazione dell'onere probatorio

26 Gennaio 2018 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

In caso di licenziamento per scarso rendimento spetta al datore di lavoro fornire la prova rigorosa del comportamento colpevole e negligente del lavoratore, e la dimostrazione della sussistenza della sproporzione tra gli obbiettivi fissati e quanto effettivamente realizzato nei periodi di riferimento dal dipendente, ponendo a confronto i risultati globali dello stesso, con la media dell’attività dei lavoratori addetti alle medesime mansioni.

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Insubordinazione o alterco: il diverso regime giuridico alla luce del principio di proporzionalità tra fatto addebitato e sanzione

12 Dicembre 2017 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

Non costituisce giusta causa di licenziamento la condotta che il contratto collettivo punisce con una sanzione conservativa: nel caso di specie è stato dichiarato illegittimo il licenziamento del dipendente che abbia avuto un diverbio (con ingiuria) con il superiore prima di prendere servizio.

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Licenziamento per giusta causa e valutazione di fatti precedenti non contestati

19 Luglio 2017 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

I fatti non tempestivamente contestati possono esser considerati quali circostanze confermative della significatività di altri addebiti (tempestivamente contestati) ai fini della valutazione della complessiva gravità, delle inadempienze del dipendente e della proporzionalità o meno del correlativo provvedimento sanzionatorio dell'imprenditore, secondo un giudizio che deve essere riferito al concreto rapporto di lavoro e al grado di affidamento richiesto dalle specifiche mansioni. Pertanto, si deve ritenere possibile tener conto anche di precedenti disciplinari risalenti ad oltre due anni prima del licenziamento, non ostando a tale valutazione il principio di cui alla L. n. 300 del 1970, art. 7.

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Difetto di tempestività della contestazione disciplinare: rimessa alle Sezioni Unite la questione concernente la natura del vizio

07 Giugno 2017 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

È rimessa al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite la questione di massima di particolare importanza inerente la natura del vizio del licenziamento intervenuto in forza di contestazione tardiva secondo il sistema dell’art. 18 legge n. 300 del 1970, così come innovato dalla legge n. 92 del 2012.

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Onere della prova della “insussistenza” del fatto materiale

24 Maggio 2017 | di Maria Teresa Crotti

Trib. Lodi

Licenziamento disciplinare

L’onere della prova della legittimità del licenziamento disciplinare è integralmente in capo al datore di lavoro anche in regime di contratto di lavoro cd. a tutele crescenti.

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L’onere della prova della lesione del vincolo fiduciario nel licenziamento disciplinare

03 Maggio 2017 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Sussiste violazione e falsa applicazione delle norme, di cui all'art. 116 c.p.c. e art. 2697 c.c., quando il giudice non costruisce il proprio convincimento sulla base delle risultanze istruttorie ma su circostanze non puntualmente prese in esame e, comunque, più volte contestate.

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