Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Licenziamento individuale

Il nesso di causalità tra licenziamento per soppressione del posto di lavoro e ragione organizzativa: irrilevante la comparazione tra più lavoratori

15 Dicembre 2017 | di Elena Boghetich

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

Il licenziamento individuale per soppressione di un determinato posto (nella specie, di un determinato servizio legato alla cessazione di un appalto) richiede, ai fini della legittimità, la prova della sussistenza del nesso di causalità tra recesso del dipendente addetto al servizio soppresso e ragione organizzativa senza che sia necessaria né la comparazione tra tutti i dipendenti dell’azienda che svolgono mansioni fungibili né l’applicazione analogica dei criteri di scelta dettati dall’art. 5 della L. n. 223 del 1991.

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Gestione del rapporto di lavoro e nuove tecnologie: un binomio possibile?

20 Ottobre 2017 | di Fabrizio Daverio, Francesco Marasco

Trib. Catania,

Licenziamento individuale

È legittima l’intimazione del licenziamento tramite l’applicazione Whatsapp, allorquando dal testo del messaggio si evinca la chiara volontà del mittente di recedere dal rapporto di lavoro ed il messaggio sia riconducibile, con certezza, al datore di lavoro.

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Infondatezza del fatto posto a fondamento del licenziamento: scatta la reintegra senza potere di discrezionalità per il giudice

17 Ottobre 2017 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

La previsione contenuta nel novellato art. 18, comma 7, St. Lav., secondo cui il giudice può applicare la disciplina di cui al comma 4 del medesimo articolo, deve essere interpretata nel senso che, in caso di inesistenza del fatto posto alla base del licenziamento e considerati gli elementi del caso concreto, si applichi la reintegra. Al contrario, nel caso in cui sussista il fatto posto alla base del recesso, ma non sia tale da costituire un giustificato motivo di licenziamento, si dovrà applicare la sola tutela risarcitoria. L’inesistenza giuridica del fatto obiettivo presupposto, valutate altresì le circostanze del caso concreto, esclude che la scelta sia rimessa alla discrezionalità del giudice.

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Licenziamento per uso eccessivo della connessione Internet aziendale

22 Settembre 2017 | di Francesco d'Amora, Andrea Patrizi

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

È controllo a distanza, ai sensi della L. n. 300 del 1970, art. 4, l'attività che abbia ad oggetto la prestazione lavorativa e il suo esatto adempimento, restando esclusa dal campo di applicazione della norma quella che sia volta a individuare la realizzazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente, idonei a ledere il patrimonio aziendale sotto il profilo della sua integrità e del regolare funzionamento e della sicurezza degli impianti.

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Applicabilità dell’art. 18 al rapporto di lavoro con datore avente natura pubblica

21 Luglio 2017 | di Roberto Spagnuolo

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento illegittimo intimato dopo l’entrata in vigore della L .n. 92/2012, l’art. 18 della L. n. 300/70 riconosce la tutela reintegratoria in caso di insussistenza del fatto disciplinare contestato o di fatto cui le fonti collettive colleghino una sanzione solo conservativa; la sproporzione tra espulsione e fatto disciplinare rientra nelle “altre ipotesi” di non ricorrenza di giusta causa o giustificato motivo, cui l’art. 18 co. V accorda la mera tutela indennitaria.

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Il licenziamento per GMO non vale a sanzionare la scarsa produttività del lavoratore nel posto di lavoro assegnato

28 Giugno 2017 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

L’accertata riduzione delle vendite nella zona di competenza del lavoratore non ne giustifica il licenziamento per GMO, se la complessiva vicenda si risolve nella mera assegnazione del posto di lavoro ricoperto ad altro dipendente, senza alcuna forma di riorganizzazione che investa la posizione lavorativa interessata.

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Legittimo il licenziamento per riorganizzazione aziendale se i criteri di scelta sono ragionevoli

12 Aprile 2017 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Quando il giustificato motivo oggettivo si identifica nella soppressione di un posto di lavoro in presenza di più posizioni fungibili, il datore di lavoro deve improntare l’individuazione del soggetto da licenziare in base ai principi di correttezza e buona fede previsti ex artt. 1175 e 1375 c.c. In tale contesto - nonostante l’art. 5, Legge n. 223/1991 individui alcuni parametri idonei ad assicurare che la scelta sia legittima - non può escludersi la facoltà per il datore di lavoro di utilizzare altri criteri (non codificati), purché gli stessi non risultino arbitrari e siano comunque idonei a determinare una graduatoria fra i lavoratori coinvolti.

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Non viola l'obbligo di fedeltà il lavoratore che denuncia il datore di lavoro

05 Aprile 2017 | di Pasquale Staropoli

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Non integra giusta causa o giustificato motivo soggettivo di licenziamento la condotta del lavoratore che denunci all’autorità giudiziaria o all’autorità amministrativa competente fatti di reato o illeciti amministrativi commessi dal datore di lavoro, a meno che non risulti il carattere calunnioso della denuncia o la consapevolezza della insussistenza dell’illecito, e sempre che il lavoratore si sia astenuto da iniziative volte a dare pubblicità a quanto riportato a conoscenza delle autorità competenti.

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Abbandono del posto di lavoro o sospensione del lavoro senza giustificato motivo?

31 Marzo 2017 | di Barbara Fumai

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Il c.d. abbandono del posto di lavoro, secondo il suo significato letterale, individua il totale distacco dal bene da proteggere e non ricorre quando la persona sia fisicamente reperibile nel luogo ove la prestazione dev’essere svolta.

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Licenziamento per GMO: obbligo di comparazione con altre sedi aziendali

22 Marzo 2017 | di Stefania Billi

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Nelle ipotesi di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, in conseguenza della soppressione della posizione lavorativa presso una delle sedi aziendali, la legittimità del recesso è condizionata alla sola verifica della effettività della esigenza di riduzione del personale e del rapporto di causalità tra tale esigenza ed il licenziamento concretamente operato, sicché una questione di comparazione con altre sedi si pone nei soli casi in cui l’esigenza di riorganizzazione aziendale sia potenzialmente riferibile ad una pluralità di posizioni di lavoro e non anche, invece, su base territoriale.

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