Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Licenziamento individuale

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e violazione dell'obbligo di repechage: i regimi di tutela applicabili

22 Maggio 2018 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nel regime di cui al novellato art. 18 St. Lav., la verifica del requisito della “manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento” concerne entrambi i presupposti di legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo e, quindi, sia le ragioni inerenti all’attività produttiva, l’organizzazione del lavoro ed il regolare funzionamento di essa, sia l’impossibilità di collocare altrove il lavoratore.

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L‘insussistenza del giustificato motivo oggettivo di licenziamento e la prova del motivo illecito ex art. 1345 c.c.

29 Marzo 2018 | di Marco Ferraresi

App. Firenze,

Licenziamento individuale

L’irrogazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, manifestamente insussistente, in occasione della ripresa dell’attività lavorativa dopo lungo periodo di sospensione per malattia del prestatore, fa presumere l’esistenza di un motivo illecito del recesso ex art. 1345 c.c.

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Licenziamento per mancato superamento del periodo di prova comunicato via mail

06 Marzo 2018 | di Francesca Chietera

Cass. sez. lav,

Licenziamento individuale

Per il licenziamento intimato durante il periodo di prova non è richiesto per legge l’atto scritto. In ogni caso, il requisito della comunicazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità, ivi compresa la comunicazione a mezzo mail.

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e tutela reintegratoria nell’art. 18

22 Febbraio 2018 | di Nicola Morgese

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, il regime sanzionatorio introdotto dalla legge n.92 del 2012 riserva la c.d. tutela reintegratoria attenuata ad ipotesi residuali, limitando il ripristino del rapporto di lavoro, con un risarcimento fino ad un massimo di dodici mensilità, ai soli casi, che fungono da eccezione, in cui l'insussistenza del fatto posto a base del licenziamento sia connotata, ai sensi del comma 7 dell’art. 18 St. lav., da una particolare evidenza, qualificandosi come manifesta.

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Il nesso di causalità tra licenziamento per soppressione del posto di lavoro e ragione organizzativa: irrilevante la comparazione tra più lavoratori

15 Dicembre 2017 | di Elena Boghetich

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

Il licenziamento individuale per soppressione di un determinato posto (nella specie, di un determinato servizio legato alla cessazione di un appalto) richiede, ai fini della legittimità, la prova della sussistenza del nesso di causalità tra recesso del dipendente addetto al servizio soppresso e ragione organizzativa senza che sia necessaria né la comparazione tra tutti i dipendenti dell’azienda che svolgono mansioni fungibili né l’applicazione analogica dei criteri di scelta dettati dall’art. 5 della L. n. 223 del 1991.

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Gestione del rapporto di lavoro e nuove tecnologie: un binomio possibile?

20 Ottobre 2017 | di Fabrizio Daverio, Francesco Marasco

Trib. Catania,

Licenziamento individuale

È legittima l’intimazione del licenziamento tramite l’applicazione Whatsapp, allorquando dal testo del messaggio si evinca la chiara volontà del mittente di recedere dal rapporto di lavoro ed il messaggio sia riconducibile, con certezza, al datore di lavoro.

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Infondatezza del fatto posto a fondamento del licenziamento: scatta la reintegra senza potere di discrezionalità per il giudice

17 Ottobre 2017 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

La previsione contenuta nel novellato art. 18, comma 7, St. Lav., secondo cui il giudice può applicare la disciplina di cui al comma 4 del medesimo articolo, deve essere interpretata nel senso che, in caso di inesistenza del fatto posto alla base del licenziamento e considerati gli elementi del caso concreto, si applichi la reintegra. Al contrario, nel caso in cui sussista il fatto posto alla base del recesso, ma non sia tale da costituire un giustificato motivo di licenziamento, si dovrà applicare la sola tutela risarcitoria. L’inesistenza giuridica del fatto obiettivo presupposto, valutate altresì le circostanze del caso concreto, esclude che la scelta sia rimessa alla discrezionalità del giudice.

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Licenziamento per uso eccessivo della connessione Internet aziendale

22 Settembre 2017 | di Francesco d'Amora, Andrea Patrizi

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

È controllo a distanza, ai sensi della L. n. 300 del 1970, art. 4, l'attività che abbia ad oggetto la prestazione lavorativa e il suo esatto adempimento, restando esclusa dal campo di applicazione della norma quella che sia volta a individuare la realizzazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente, idonei a ledere il patrimonio aziendale sotto il profilo della sua integrità e del regolare funzionamento e della sicurezza degli impianti.

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Applicabilità dell’art. 18 al rapporto di lavoro con datore avente natura pubblica

21 Luglio 2017 | di Roberto Spagnuolo

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento illegittimo intimato dopo l’entrata in vigore della L .n. 92/2012, l’art. 18 della L. n. 300/70 riconosce la tutela reintegratoria in caso di insussistenza del fatto disciplinare contestato o di fatto cui le fonti collettive colleghino una sanzione solo conservativa; la sproporzione tra espulsione e fatto disciplinare rientra nelle “altre ipotesi” di non ricorrenza di giusta causa o giustificato motivo, cui l’art. 18 co. V accorda la mera tutela indennitaria.

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Il licenziamento per GMO non vale a sanzionare la scarsa produttività del lavoratore nel posto di lavoro assegnato

28 Giugno 2017 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

L’accertata riduzione delle vendite nella zona di competenza del lavoratore non ne giustifica il licenziamento per GMO, se la complessiva vicenda si risolve nella mera assegnazione del posto di lavoro ricoperto ad altro dipendente, senza alcuna forma di riorganizzazione che investa la posizione lavorativa interessata.

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