Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Licenziamento individuale

Licenziamento (reiterato) adottato in “carenza” di potere: quale sanzione?

04 Ottobre 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento in regime di tutela reale, ove il datore di lavoro abbia intimato al lavoratore un licenziamento individuale, è ammissibile una successiva comunicazione di recesso dal rapporto da parte del datore medesimo, purché il nuovo licenziamento si fondi su una ragione o motivo diverso e sopravvenuto (nel senso di non noto in precedenza al datore di lavoro) e la sua efficacia resti condizionata all'eventuale declaratoria di illegittimità del primo (nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inefficace il licenziamento disciplinare irrogato al lavoratore in forza di condotte già note al datore all'epoca di intimazione del primo recesso).

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L'estensione del sindacato giudiziale in tema di giustificato motivo oggettivo di licenziamento

30 Luglio 2018 | di Enrico Zani

Tribunale Monza, ord.

Licenziamento individuale

La scelta dei profili professionali in esubero in caso di riorganizzazione aziendale non è sindacabile da parte del Giudice, ma quest'ultimo deve accertare che tale scelta risponda ad effettive esigenze organizzative, tecniche e/o produttive, altrimenti al lavoratore non è dato comprendere perché il suo profilo professionale venga considerato dall'azienda un esubero o meno.

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Il licenziamento intimato per superamento del periodo di comporto prima della scadenza di questo è nullo (e non inefficace o ingiustificato)

13 Luglio 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. un.

Licenziamento individuale

Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110, comma 2, c.c.

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Licenziamento intimato prima della scadenza del periodo di comporto: vizi del recesso ed apparato sanzionatorio

12 Luglio 2018 | di Francesca Chietera

Cass., sez. un.

Licenziamento individuale

Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110, comma 2, c.c.

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Tutela in caso di licenziamento illegittimo per mancato repechage e discrezionalità del giudice nell’applicare la tutela reale attenuata

14 Giugno 2018 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

La verifica del requisito della "manifesta insussistenza del fatto posto alla base del licenziamento" concerne entrambi i presupposti di legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo e, quindi, sia le ragioni inerenti l'attività produttiva, l'organizzazione del lavoro e il regolare funzionamento di essa, sia l'impossibilità di ricollocare altrove il lavoratore. Pertanto la "manifesta insussistenza" va riferita ad una evidente assenza di detti presupposti, a fronte della quale il giudice può applicare la disciplina di cui all'art 18, comma 4.

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e violazione dell'obbligo di repechage: i regimi di tutela applicabili

22 Maggio 2018 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nel regime di cui al novellato art. 18 St. Lav., la verifica del requisito della “manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento” concerne entrambi i presupposti di legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo e, quindi, sia le ragioni inerenti all’attività produttiva, l’organizzazione del lavoro ed il regolare funzionamento di essa, sia l’impossibilità di collocare altrove il lavoratore.

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L‘insussistenza del giustificato motivo oggettivo di licenziamento e la prova del motivo illecito ex art. 1345 c.c.

29 Marzo 2018 | di Marco Ferraresi

App. Firenze,

Licenziamento individuale

L’irrogazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, manifestamente insussistente, in occasione della ripresa dell’attività lavorativa dopo lungo periodo di sospensione per malattia del prestatore, fa presumere l’esistenza di un motivo illecito del recesso ex art. 1345 c.c.

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Licenziamento per mancato superamento del periodo di prova comunicato via mail

06 Marzo 2018 | di Francesca Chietera

Cass. sez. lav,

Licenziamento individuale

Per il licenziamento intimato durante il periodo di prova non è richiesto per legge l’atto scritto. In ogni caso, il requisito della comunicazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità, ivi compresa la comunicazione a mezzo mail.

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e tutela reintegratoria nell’art. 18

22 Febbraio 2018 | di Nicola Morgese

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, il regime sanzionatorio introdotto dalla legge n.92 del 2012 riserva la c.d. tutela reintegratoria attenuata ad ipotesi residuali, limitando il ripristino del rapporto di lavoro, con un risarcimento fino ad un massimo di dodici mensilità, ai soli casi, che fungono da eccezione, in cui l'insussistenza del fatto posto a base del licenziamento sia connotata, ai sensi del comma 7 dell’art. 18 St. lav., da una particolare evidenza, qualificandosi come manifesta.

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Il nesso di causalità tra licenziamento per soppressione del posto di lavoro e ragione organizzativa: irrilevante la comparazione tra più lavoratori

15 Dicembre 2017 | di Elena Boghetich

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

Il licenziamento individuale per soppressione di un determinato posto (nella specie, di un determinato servizio legato alla cessazione di un appalto) richiede, ai fini della legittimità, la prova della sussistenza del nesso di causalità tra recesso del dipendente addetto al servizio soppresso e ragione organizzativa senza che sia necessaria né la comparazione tra tutti i dipendenti dell’azienda che svolgono mansioni fungibili né l’applicazione analogica dei criteri di scelta dettati dall’art. 5 della L. n. 223 del 1991.

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