Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Licenziamento individuale

Licenziamento per mancato superamento del periodo di prova dell’impiegato e contrasto tra legge e contrattazione collettiva

21 Gennaio 2019 | di Francesca Chietera

Tribunale Trento, sez, lav.

Licenziamento individuale

Deve essere dichiarata la nullità, ex art. 1418, comma 1, c.c., della clausola del contratto collettivo che assoggetta, in violazione dell'art. 4, comma 4, r.d.l. n. 1825 del 1924, ad un periodo di prova della durata di sei mesi anche i rapporti di lavoro subordinato degli impiegati diversi da quelli degli impiegati di grado e funzioni equivalenti a quelli degli institori, procuratori, rappresentanti a stipendio fisso, direttori tecnici o amministrativi.

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L'insussistenza del posto segnalato dal lavoratore licenziato costituisce elemento presuntivo dell'impossibilità del repêchage

09 Gennaio 2019 | di Luigi Santini

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, pur non essendo il lavoratore licenziato tenuto ad indicare altre posizioni lavorative disponibili esistenti in azienda al momento del recesso, laddove, in un contesto di accertata e grave crisi economica ed organizzativa dell'impresa, questi non di meno indichi le posizioni lavorative a suo avviso disponibili e queste risultino insussistenti, tale verifica ben può essere utilizzata, nel riferito contesto, dal giudice al fine di escludere la possibilità di repêchage.

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L’obbligo di repêchage nel caso di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica o psichica del lavoratore e la tutela reintegratoria

07 Dicembre 2018 | di Isabella Anna Carla de Cesare

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo consistente sulla inidoneità del lavoratore deve ritenersi illegittimo qualora non sia stato rispettato l'obbligo datoriale di adibire lo stesso a mansioni compatibili con lo stato sopravvenuto di salute, con la conseguente applicabilità della tutela reintegratoria nella sua forma attenuata, come prevista dall'art. 18 comma 4, l. n. 300 del 1970.

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Licenziamento per giusta causa e termine previsto dalla contrattazione collettiva

22 Novembre 2018 | di Alice Magliano

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

Il licenziamento per giusta causa comminato oltre il termine stabilito dalla previsione collettiva che, altresì, attribuisce al decorso dello stesso il significato di accoglimento delle giustificazioni rese dal lavoratore, deve considerarsi illegittimo per l'insussistenza del fatto contestato con conseguente applicazione della tutela reintegratoria attenuata (art. 18, comma 4, l. n. 300 del 1970), per aver il datore di lavoro implicitamente accolto le giustificazioni a discolpa del dipendente e dunque per la totale mancanza di un elemento essenziale della giusta causa.

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Sulla rilevabilità d'ufficio delle cause di nullità del licenziamento

08 Novembre 2018 | di Andrea Mussino

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

La disciplina della invalidità del licenziamento è caratterizzata da specialità, rispetto a quella generale della invalidità negoziale, desumibile dalla previsione di un termine di decadenza per impugnarlo e di termini perentori per il promovimento della successiva azione di impugnativa, che resta circoscritta all'atto e non è idonea a estendere l'oggetto del processo al rapporto, non essendo equiparabile all'azione con la quale si fanno valere diritti autodeterminati. Conseguentemente, l'eventuale nullità del licenziamento non può essere rilevata d'ufficio, dovendo la pronuncia rimanere circoscritta alle ragioni di illegittimità ritualmente dedotte dalla parte.

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Soppressione del posto di lavoro, redistribuzione delle mansioni e violazione dell'obbligo di repechage in caso di nuova assunzione nelle medesime mansioni

05 Novembre 2018 | di Luisa Rocchi

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per ridistribuzione delle mansioni, l'assunzione di un lavoratore nelle medesime mansioni dopo tre mesi dalla cessazione del rapporto costituisce violazione dell'obbligo di repechage.

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Licenziamento (reiterato) adottato in “carenza” di potere: quale sanzione?

04 Ottobre 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento in regime di tutela reale, ove il datore di lavoro abbia intimato al lavoratore un licenziamento individuale, è ammissibile una successiva comunicazione di recesso dal rapporto da parte del datore medesimo, purché il nuovo licenziamento si fondi su una ragione o motivo diverso e sopravvenuto (nel senso di non noto in precedenza al datore di lavoro) e la sua efficacia resti condizionata all'eventuale declaratoria di illegittimità del primo (nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inefficace il licenziamento disciplinare irrogato al lavoratore in forza di condotte già note al datore all'epoca di intimazione del primo recesso).

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L'estensione del sindacato giudiziale in tema di giustificato motivo oggettivo di licenziamento

30 Luglio 2018 | di Enrico Zani

Tribunale Monza, ord.

Licenziamento individuale

La scelta dei profili professionali in esubero in caso di riorganizzazione aziendale non è sindacabile da parte del Giudice, ma quest'ultimo deve accertare che tale scelta risponda ad effettive esigenze organizzative, tecniche e/o produttive, altrimenti al lavoratore non è dato comprendere perché il suo profilo professionale venga considerato dall'azienda un esubero o meno.

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Il licenziamento intimato per superamento del periodo di comporto prima della scadenza di questo è nullo (e non inefficace o ingiustificato)

13 Luglio 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. un.

Licenziamento individuale

Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110, comma 2, c.c.

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Licenziamento intimato prima della scadenza del periodo di comporto: vizi del recesso ed apparato sanzionatorio

12 Luglio 2018 | di Francesca Chietera

Cass., sez. un.

Licenziamento individuale

Il licenziamento intimato per il perdurare delle assenze per malattia od infortunio del lavoratore, ma prima del superamento del periodo massimo di comporto fissato dalla contrattazione collettiva o, in difetto, dagli usi o secondo equità, è nullo per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2110, comma 2, c.c.

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