Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: repêchage e mansioni inferiori

27 Gennaio 2020 | di Cristina Pulvirenti

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo a causa della soppressione del posto cui era addetto il lavoratore, il datore ha l'onere di provare non solo che al momento del licenziamento non sussistesse alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l'espletamento di mansioni equivalenti, ma anche, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, di aver prospettato al dipendente, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale.

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La scelta della controparte nella contrattazione collettiva: i contrasti non sopiti sull'obbligo a trattare del datore

27 Gennaio 2020 | di Teresa Zappia

Tribunale Roma, sez. lav.

Relazioni sindacali

Non è rinvenibile nel nostro ordinamento un diritto dell'o.s. all'ammissione alle trattative per la stipulazione del contratto collettivo, operando il generale principio dell'autonomia negoziale e, dunque, il c.d. reciproco riconoscimento nella scelta della controparte contrattuale. Eventuali deroghe devono essere oggetto di una espressa previsione, legale o contrattuale, mediante la quale venga posto a carico delle parti un obbligo a contrarre. La scelta, in ogni caso, rappresenta una conseguenza di un dato fattuale, ossia dell'effettiva rappresentatività del sindacato rispetto ai lavoratori.

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Collaboratore coordinato e continuativo e applicazione del principio di automatismo

20 Gennaio 2020 | di Antonino Sgroi

Corte appello Trento, sez. lav.

CO.CO.CO.

La Corte di appello di Trento con la sentenza del 25 luglio 2019, n. 76 fa proprio l'orientamento prevalente della giurisprudenza di merito, in punto di applicazione del principio di automatismo delle prestazioni anche in favore dei collaboratori coordinati e continuativi.

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L'atto legittimo di recesso unilaterale da un accordo sindacale non costituisce condotta antisindacale

20 Gennaio 2020 | di Marta Filippi

Tribunale La Spezia, sez. lav.

Condotta antisindacale

Premesso che nell'interpretazione degli atti unilaterali occorre guardare all'intento di chi li pone in essere, non costituisce condotta antisindacale ai sensi dell'art. 28, l. n. 300 del 1970, il recesso unilaterale per fatti concludenti da un accordo sindacale in cui sono contenute specifiche prerogative sindacali laddove il recesso non risulti illegittimo in quanto posto in essere con fine ritorsivo determinante e connotato da abuso del diritto, dovendosi intendere tale fattispecie configurabile allorché il titolare di un diritto soggettivo lo azioni con modalità ultronee ed irrispettose del dovere di correttezza e buona fede, causando uno sproporzionato ed ingiustificato sacrificio della controparte contrattuale ed al fine di conseguire risultati diversi ed ulteriori rispetto a quelli per i quali quei poteri o facoltà sono attribuiti.

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Prova del repêchage e manifesta insussistenza del fatto

20 Gennaio 2020 | di Stefano Costantini

Tribunale Bari, sez. lav.,

Licenziamento economico

In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, incombono sul datore di lavoro gli oneri di allegazione e di prova dell'esistenza del giustificato motivo oggettivo, che include anche l'impossibilità del c.d. repechage, ossia dell'inesistenza di altri posti di lavoro in cui utilmente ricollocare il lavoratore...

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e onere del datore di lavoro di prospettare al dipendente il reimpiego in mansioni inferiori

13 Gennaio 2020 | di Luigi Santini

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

“In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, alla luce della nuova formulazione dell'art. 2103, c.c., come novellato dal d.lgs. n. 81 del 2015, è onere del datore di lavoro fornire la prova l'impossibilità del repêchage...

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La natura giuridica del contratto di assuntoria alla luce del criterio distintivo tra lavoro autonomo e lavoro subordinato

13 Gennaio 2020 | di Sabrina Apa

Tribunale Bari, ord.

Contratto di lavoro

Anche al contratto di assuntoria, previsto dalla l. n. 14 del 1965, si applicano i criteri distintivi tra lavoro autonomo e lavoro subordinato, rispetto ai quali la giurisprudenza di legittimità ha affermato il principio consolidato secondo cui, ai fini della qualificazione di un rapporto di lavoro come autonomo o subordinato...

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La disciplina dell'appalto di lavoro “genuino”, tra profili interpositori e questioni di rito

02 Gennaio 2020 | di Paolo Patrizio

Tribunale Bari, sez. lav.

Appalto

Con specifico riguardo agli appalti c.d. “endoaziendali”, si osserva che essi sono caratterizzati dall'affidamento ad un appaltatore esterno di attività strettamente attinenti al complessivo ciclo produttivo del committente; ebbene, il divieto d'intermediazione opera tutte le volte...

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Il principio di solidarietà applicato al recesso per superamento del periodo di comporto

16 Dicembre 2019 | di Jacopo Ierussi

Tribunale Santa Maria Capua Vetere, sez. lav.

Malattia

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con sentenza dell'11 agosto 2019, n. 20012, ha dichiarato la nullità del licenziamento per superamento del periodo di comporto comminato ad un lavoratore affetto da gravi patologie (meglio precisate nel proseguo) perché non aveva ricevuto alcuna comunicazione da parte della società datrice circa l'imminente superamento del periodo di comporto...

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La non genuinità dell'appalto alla luce dell'attuale contesto organizzativo-produttivo dell'attività d'impresa

12 Dicembre 2019 | di Teresa Zappia

Tribunale Bari, sez. lav.

Appalto

Nell'accertamento in ordine alla genuinità o meno del contratto di appalto assumono rilievo specifici indici sintomatici quale, particolarmente, il concreto assoggettamento dei lavoratori dell'appaltatore al potere direttivo del committente o di suoi dipendenti...

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