Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il bilanciamento tra obblighi di fedeltà ed obblighi di riservatezza nel diritto del lavoro

05 Luglio 2017 | di Fabrizio Daverio, Francesco Marasco

App. Torino, sez. lav.,

Diritti ed obblighi datore di lavoro

È illegittima la visualizzazione dei dati personali privati del dipendente senza aver reso una previa ed esaustiva informativa circa il loro trattamento, ancorché custoditi all’interno della strumentazione aziendale restituita al datore di lavoro all’atto della cessazione del rapporto di lavoro ed ancorché quei medesimi dati siano stati formattati.

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Il danno differenziale, prova della causa di servizio e conoscenza dello stato di salute del dipendente

04 Luglio 2017 | di Giovanni Guarini

Cass. sez. lav.,

Danni nel rapporto di lavoro

La responsabilità del datore di lavoro di cui all'art. 2087 c.c. è di natura contrattuale, perciò incombe sul lavoratore che lamenti di aver subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare l'esistenza di tale danno, come pure la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'uno e l'altro elemento, mentre grava sul datore di lavoro l'onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo.

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Il licenziamento per GMO non vale a sanzionare la scarsa produttività del lavoratore nel posto di lavoro assegnato

28 Giugno 2017 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

L’accertata riduzione delle vendite nella zona di competenza del lavoratore non ne giustifica il licenziamento per GMO, se la complessiva vicenda si risolve nella mera assegnazione del posto di lavoro ricoperto ad altro dipendente, senza alcuna forma di riorganizzazione che investa la posizione lavorativa interessata.

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Il principio di non discriminazione, la tutela dei lavoratori disabili e le ragioni dell’impresa

23 Giugno 2017 | di Elisabetta Tarquini

Disabili

Il diniego del datore di lavoro di assegnare a un dipendente affetto da una patologia degenerativa mansioni di tipo sedentario, per le quali era stato riconosciuto idoneo dalla competente commissione medica ASL, integra una violazione del principio di parità di trattamento dei lavoratori portatori di handicap ...

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Enti privati in controllo pubblico: conseguenze sanzionatorie per accertata illegittimità dei contratti di lavoro flessibile

22 Giugno 2017 | di Angela Gambardella

Lavoro pubblico

Dall’art. 18, D.L. n. 112 del 2008, si ricava che un’associazione riconosciuta, dotata di personalità giuridica, sottoposta al controllo e alla vigilanza della pubblica amministrazione è tenuta a rispettare il principio del concorso pubblico ed aperto, previsto dall’art. 97 Cost.

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Età pensionabile dei tersicorei e discriminazione di genere: la parola alla Corte di Giustizia

15 Giugno 2017 | di Marianna Russo

Cass. sez. lav.,

Atti discriminatori

L’art. 3, comma 7, D.L. n. 64/2010, conv. dalla L. n. 100/2010, sull’età pensionabile dei tersicorei, stante lo specifico e caratterizzante riferimento al sesso e all’età, potrebbe porsi in contrasto con il principio di non discriminazione sancito dagli artt. 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, nonché con l’art. 157 TFUE e con la Direttiva 2006/54/CE. Alla luce di ciò è opportuno il rinvio pregiudiziale della questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

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Il bilanciamento tra l’identità religiosa del lavoratore e le ragioni di neutralità dell’impresa

09 Giugno 2017 | di Sabrina Apa

Corte di Giustizia U.E.

Atti discriminatori

L’art. 2, par. 2, lett. a), della Direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, deve essere interpretato nel senso che il divieto di indossare un velo islamico, derivante da una norma interna di un’impresa privata che vieta di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso sul luogo di lavoro, non costituisce una discriminazione diretta fondata sulla religione o sulle convinzioni personali ai sensi di tale Direttiva. Siffatta norma interna di un’impresa privata può invece costituire una discriminazione indiretta ai sensi dell’art. 2, par. 2, lett. b), della Direttiva 2000/78/CE, qualora venga dimostrato che l’obbligo apparentemente neutro da essa previsto comporta, di fatto, un particolare svantaggio per le persone che aderiscono ad una determinata religione o ideologia, a meno che esso sia oggettivamente giustificato da una finalità legittima, come il perseguimento, da parte del datore di lavoro, di una politica di neutralità filosofica e religiosa nei rapporti con i clienti, e che i mezzi impiegati per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari, circostanza, questa, che spetta al giudice del rinvio verificare

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Difetto di tempestività della contestazione disciplinare: rimessa alle Sezioni Unite la questione concernente la natura del vizio

07 Giugno 2017 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

È rimessa al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite la questione di massima di particolare importanza inerente la natura del vizio del licenziamento intervenuto in forza di contestazione tardiva secondo il sistema dell’art. 18 legge n. 300 del 1970, così come innovato dalla legge n. 92 del 2012.

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La rendita ai superstiti non indennizza la lesione all’integrità psico-fisica riportata in vita dal lavoratore infortunato

01 Giugno 2017 | di Andrea Rossi

Cass. sez. lav.,

Malattie professionali

Anche dopo la socializzazione del danno biologico, il calcolo della rendita ai superstiti erogata dall’INAIL si effettua senza tener conto della quota di rendita per la lesione all’integrità psico-fisica in sé e per sé considerata percepita in vita dal lavoratore deceduto.

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Contrattazione collettiva e qualificazione dei diritti di partecipazione sindacale: distinzione degli obblighi e modalità di espletamento

31 Maggio 2017 | di Verzaro Matteo

Cass. sez. lav.

Diritti sindacali

In tema di contrattazione collettiva, laddove una previsione contrattuale esiga entrambi gli adempimenti della informazione e della consultazione, stante il diverso livello di partecipazione insito in ciascuna di tali fasi, più pregnante nella seconda, deve ritenersi che quella dell’informativa debba precedere la fase della vera e propria consultazione e non possa con essa identificarsi, sicché l’assolvimento del primo obbligo non può valere anche per il secondo.

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