Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il rifiuto del lavoratore ad eseguire la prestazione a seguito dell'illegittimo trasferimento

24 Settembre 2018 | di Giovanni Fiaccavento

Cass., sez. lav.

Trasferimento del lavoratore

In tema di trasferimento adottato in violazione dell'art. 2103, c.c., l'inadempimento datoriale non legittima in via automatica il rifiuto del lavoratore ad eseguire la prestazione lavorativa in quanto, vertendosi in ipotesi di contratto a prestazioni corrispettive, trova applicazione il disposto dell'art. 1460, comma 2, c.c., alla stregua del quale la parte adempiente può rifiutarsi di eseguire la prestazione a proprio carico solo ove tale rifiuto, avuto riguardo alle circostanze concrete, non risulti contrario alla buona fede.

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Ammissibilità e limiti del diritto di critica del lavoratore

20 Settembre 2018 | di Marta Filippi

Cass., sez. lav.

Diritti ed obblighi lavoratore

È legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al lavoratore che pur esercitando il proprio diritto di critica nei confronti del datore di lavoro, o superiore gerarchico, utilizza espressioni tali da superare i limiti della continenza sostanziale, intesa come la congruenza dei fatti alla verità, nonché di quella formale quale normalità delle modalità ammissibili nell'esposizione dei fatti. Detto comportamento, infatti, integrando una condotta lesiva del prestigio aziendale e pertanto una violazione dei doveri di correttezza, diligenza e buona fede ex art. 2105, c.c., risulta tale da ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario posto alla base del rapporto lavorativo. Per tale motivo il diritto di critica del lavoratore deve essere limitato alla difesa personale e non diretto ad oltraggiare l'operato o le decisioni datoriali.

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L'indennità di preavviso non rientra nella responsabilità solidale del committente

13 Settembre 2018 | di Nicola Antonio Nicoletti

Corte appello Caltanissetta, sez. lav.

Appalto

In caso di appalto di opere o di servizi il committente è obbligato in solido con l'appaltatore ai sensi dell'art. 29, d.lgs. n. 276 del 2003, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e contributivi. Nell'ipotesi di condanna della committente, quale responsabile solidale, da quanto dovuto dovranno essere detratti gli importi che non costituiscono elementi retributivi ma spettanze accidentali o risarcitorie e indennitarie. A tal fine, l'indennità di mancato preavviso non presenta natura retributiva ma risarcitoria, poiché viene corrisposta in seguito ad un inadempimento.

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: individuazione dei criteri di scelta e tutela applicabile

11 Settembre 2018 | di Luisa Rocchi

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ravvisato nella soppressione di un posto di lavoro in presenza di più posizioni fungibili perché occupate da lavoratori con professionalità sostanzialmente omogenee, il datore di lavoro deve individuare il soggetto da licenziare secondo i principi di correttezza e buona fede e, in questo contesto la l. n. 223 del 1991, art. 5, offre uno "standard" idoneo ad assicurare una scelta conforme a tale canone. La violazione di tali criteri comporta la tutela indennitaria di cui all'art. 18 comma 5, St. lav. (minimo 12, massimo 24 mensilità).

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La regola dell'assorbimento del cd. superminimo e le sue eccezioni

05 Settembre 2018 | di Francesco Meiffret

Tribunale Torino, sez. lav.

Retribuzione

La somma versata al lavoratore a titolo di superminimo (consistente nell'eccedenza della retribuzione rispetto ai minimi tabellari che sia stata individualmente pattuita tra datore di lavoro e lavoratore) viene progressivamente assorbita dagli aumenti della retribuzione minima stabiliti dalla contrattazione collettiva o dall'inquadramento della prestazione lavorativa in un livello superiore. Il superminimo non viene assorbito dagli aumenti di retribuzione previsti nei rinnovi del contratto collettivo qualora il superminimo sia pattuito per le particolari capacità del lavoratore, sia prevista una disposizione in tal senso nella contrattazione collettiva o nel contratto di lavoro individuale, sia stato integralmente mantenuto anche a seguito dell'aumento della retribuzione minima derivante dal rinnovo del contratto collettivo. In questi casi spetta al lavoratore dimostrare il titolo in base al quale il superminimo non deve essere assorbito, ma sommato alla retribuzione minima stabilita dalla contrattazione collettiva.

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Cessione di ramo d'azienda illegittima e natura delle erogazioni patrimoniali dovute dal cedente

28 Agosto 2018 | di Francesca De Michiel

Cass., sez. VI

Trasferimento d’azienda

Nell'ipotesi di illegittima cessione di ramo d'azienda, le erogazioni patrimoniali dovute dal datore cedente, che non ripristini il rapporto, hanno natura retributiva. Data l'unicità della prestazione lavorativa, il pagamento della retribuzione da parte del cessionario costituisce adempimento del terzo ex art. 1180, comma 1, c.c., con conseguente detraibilità dell'aliunde perceptum, fatte salve le differenze retributive rispetto a quanto avrebbe percepito alle dipendenze del cedente

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Infortunio sul lavoro ed esonero dalla responsabilità civile del somministratore di manodopera

30 Luglio 2018 | di Andrea Rossi

Cass., sez. lav.

Sicurezza sul lavoro

Gli obblighi informativi e formativi in materia di sicurezza sul lavoro imposti in capo al somministratore possono delegarsi all'utilizzatore che, in caso di infortunio sul lavoro, ne diventa l'unico responsabile, sempre che dell'accordo intervenuto tra somministratore e utilizzatore sia fatta menzione nel contratto di lavoro.

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L'estensione del sindacato giudiziale in tema di giustificato motivo oggettivo di licenziamento

30 Luglio 2018 | di Enrico Zani

Tribunale Monza, ord.

Licenziamento individuale

La scelta dei profili professionali in esubero in caso di riorganizzazione aziendale non è sindacabile da parte del Giudice, ma quest'ultimo deve accertare che tale scelta risponda ad effettive esigenze organizzative, tecniche e/o produttive, altrimenti al lavoratore non è dato comprendere perché il suo profilo professionale venga considerato dall'azienda un esubero o meno.

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Lavoro autonomo, libertà di inizio e di svolgimento concreto della prestazione

20 Luglio 2018 | di Marco Giardetti

Tribunale Torino, sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

La non obbligatorietà della prestazione lavorativa esclude in radice la subordinazione perché la configurabilità della eterodirezione contrasta con l'assunto secondo cui la parte che deve rendere la prestazione può, a suo titolo, interrompere il tramite attraverso il quale si estrinseca il potere direttivo dell'imprenditore. Può esserci coordinamento senza subordinazione.

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La natura autonoma (?) del rapporto di lavoro dei riders di Foodora

20 Luglio 2018 | di Francesco Meiffret

Tribunale Torino, sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

La non obbligatorietà della prestazione lavorativa esclude in radice la subordinazione perché la configurabilità dell’eterodirezione contrasta con l’assunto secondo cui la parte che deve la prestazione può, a suo libito, interrompere il tramite attraverso il quale si estrinseca il potere direttivo dell’imprenditore. Affinché ai sensi dell’art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015, ad un rapporto di lavoro di collaborazione si possa applicare la disciplina del lavoro subordinato è necessario che il lavoratore sia sottoposto sempre al potere direttivo e organizzativo del datore di lavoro e non è sufficiente che tale potere si estrinsechi soltanto con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro perché deve al contrario riguardare anche i tempi e il luogo di lavoro

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