Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Illegittimità del licenziamento per patto di prova nullo e regime sanzionatorio per contratto a tutele crescenti

06 Febbraio 2018 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Trib. Roma,

Intimazione del licenziamento

Nell’ambito di un contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, il licenziamento irrogato sulla base del mancato superamento della prova, qualora il relativo patto sia affetto da nullità per assenza di previsione scritta, integra gli estremi del recesso datoriale privo di giustificazione e soggiace al regime indennitario di cui all’art. 3, co. 1, del D. Lgs. n. 23/2015, che stabilisce il diritto del lavoratore, in difetto di giusta causa o di giustificato motivo del licenziamento, ad un indennizzo risarcitorio predeterminato e parametrato all’anzianità di servizio.

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Fondi pensione a ripartizione a prestazioni definite e sussistenza di una posizione individuale dell’iscritto passibile di riscatto e trasferimento

01 Febbraio 2018 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.,

Previdenza complementare

Le riforme in materia di previdenza complementare degli anni 1992-1993 (legge 23 ottobre 1992 n. 421 e d.lgs. 28 aprile 1993 n. 124, poi oggetto di revisione con la legge 23 agosto 2004 n. 243 e il d.lgs. 5 agosto 2005 n. 252) - introducendo il principio della portabilità (trasferimento e riscatto) della posizione individuale in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione a fondo pensione - tenevano conto del fatto che la nuova disciplina avrebbe impattato anche sui fondi preesistenti a ripartizione e prestazioni definite, per cui, non prevedendo un regime apposito, autonomo e derogatorio per tali forme, hanno inteso riferire anche ad esse la enucleabilità di posizioni individuali e la conseguente loro portabilità, come già riconosciuto da Cassazione SU n. 477/2015 a superamento di precedenti contrasti interpretativi. Nei fondi pensione in parola la “posizione previdenziale” del singolo (in assenza di conti individuali, presenti invece nei nuovi fondi pensione a capitalizzazione e contribuzione definita) sebbene non determinata a priori, è determinabile in applicazione di regole, modelli e tecniche matematici/attuariali.

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La Corte Costituzionale estende la responsabilità solidale negli appalti alla subfornitura

31 Gennaio 2018 | di Ilario Alvino

Corte Cost.,

Appalto

La Corte dichiara non fondata, ai sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 36 della Costituzione, dalla Corte di Appello di Venezia, con l’ordinanza indicata in epigrafe.

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Licenziamento per scarso rendimento: i criteri di articolazione dell'onere probatorio

26 Gennaio 2018 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

In caso di licenziamento per scarso rendimento spetta al datore di lavoro fornire la prova rigorosa del comportamento colpevole e negligente del lavoratore, e la dimostrazione della sussistenza della sproporzione tra gli obbiettivi fissati e quanto effettivamente realizzato nei periodi di riferimento dal dipendente, ponendo a confronto i risultati globali dello stesso, con la media dell’attività dei lavoratori addetti alle medesime mansioni.

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Rito Fornero ed impugnativa del trasferimento del lavoratore

24 Gennaio 2018 | di Gianpiero Belligoli

Trib. Roma

Rito Fornero (legge 92/2012)

La ratio dell’art. 1, comma 48, della L. n. 92/2012 consente la proposizione di domande diverse da quelle relative all’impugnativa di licenziamento solo nell’ipotesi in cui esse trovino il loro fondamento nei medesimi fatti costitutivi, da intendersi quali presupposti di fatto.

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La posizione del dirigente pubblico successivamente alla riforma del pubblico impiego

22 Gennaio 2018 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.,

Dirigenti

La posizione di diritto soggettivo di cui è titolare il dirigente immesso nel ruolo in epoca anteriore alla riforma del pubblico impiego (D.Lgs n. 29 del 1993), non può permanere dopo l’entrata in vigore della predetta riforma, per evidente incompatibilità con la disciplina della dirigenza contenuta in tale riforma, caratterizzata dalla temporaneità degli incarichi e dalla esclusione della configurabilità di diritti soggettivi a conservare determinate tipologie di incarico dirigenziale.

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Quando la comunicazione telematica di Cancelleria del provvedimento fa decorrere il termine breve di impugnazione

17 Gennaio 2018 | di Andrea Ricuperati

Cass. sez. lav.,

Rito Fornero (legge 92/2012)

Nell'ambito dei procedimenti contenziosi regolati dal rito ex l. n. 92/2012, la comunicazione telematica di cancelleria di una sentenza, quando essa contenga il testo integrale del provvedimento privo di firma digitale del cancelliere, è idonea a far decorrere il termine “breve” per la proposizione del ricorso per cassazione?

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Controlli a distanza ex art. 4 St. Lav. e monitoraggio dell'uso di posta elettronica e di internet

11 Gennaio 2018 | di Roberto Spagnuolo

Cass., sez. lav.,

Videosorveglianza

L’attività di controllo del datore di lavoro non riguardante il corretto adempimento della prestazione lavorativa, non è soggetta alle garanzie procedurali di cui all’art. 4 St. L. quando è finalizzata ad accertare atti illeciti del lavoratore che non siano riconducibili al mero inadempimento dell’obbligazione lavorativa. Quando il controllo riguardi l’uso della posta elettronica e di internet, è sufficiente che il lavoratore sia a conoscenza della possibilità di tale controllo; che l’acquisizione dei dati avvenga con modalità non eccedenti le finalità della verifica, nell’osservanza dei criteri di proporzionalità, correttezza e pertinenza; che non siano utilizzabili misure e metodi meno invasivi.

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Trattenute sui trattamenti di quiescenza: salvati dalla Corte Costituzionale

03 Gennaio 2018 | di Marilena Masciadri

Corte Costituzionale

Pensioni

Dopo il contributo di solidarietà sulle “pensioni d'oro”, la Corte costituzionale salva anche le trattenute sui trattamenti di quiescenza degli ex dipendenti della Camera dei deputati.

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Transazione novativa, l’accordo raggiunto qualifica il rapporto tra datore e lavoratore

22 Dicembre 2017 | di Domenico Mesiti

Cass. sez. lav.,

Rinunce, transazione e conciliazione

In ipotesi di intervenuta transazione novativa tra datore di lavoro e lavoratore, l’accordo raggiunto vale a qualificare il rapporto sorto tra gli stessi ed impedisce di configurare l’esistenza di un obbligo contributivo. (Nella specie la somma riconosciuta in forza dell’atto di transazione è stata attribuita al prestatore per mero spirito di liberalità ed al solo fine di evitare un danno all’immagine senza alcuna relazione con quanto precedentemente richiesto e dedotto dal lavoratore).

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