Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Inapplicabilità della disciplina sulla sorveglianza ai controlli effettuati dal datore tramite un’agenzia investigativa

15 Settembre 2017 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.,

Videosorveglianza

L’attività investigativa svolta da un’agenzia privata e connessa a una specifica indagine su pretese violazioni di un dipendente in relazione a compiti esterni fuori sede ricade nella figura del “controllo difensivo” del datore di lavoro, in una sfera eccedente i luoghi di lavoro, per cui non trovano applicazione gli artt. 3, 4, 8 St. Lav. In caso di contestazione unica, frazionata in una pluralità di condotte, l'infondatezza di una singola condotta non può comportare, quale effetto sostanziale, la reintegra del lavoratore per insussistenza del fatto materiale (ex art. 18, c. 4 L. n. 300/1970), ma semmai, qualora risultino comunque sussistenti i fatti considerati nella loro globalità, dare luogo alla tutela indennitaria ex art. 18, c. 5 L. n. 300/1970.

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Contratto di lavoro intermittente vietato: trasformazione del rapporto o nullità del contratto?

12 Settembre 2017 | di Matteo Verzaro

Trib. Milano, sez. lav.,

Job on call

Il contratto di lavoro intermittente stipulato in assenza dei requisiti soggettivi richiesti dalla legge dà luogo comunque alla sanzione della conversione del relativo rapporto in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, poiché l’assenza della valutazione dei rischi forma oggetto di un preciso divieto alla conclusione di contratti di lavoro intermittente.

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Il diritto dell’agente alla provvigione: le “circostanze imputabili al preponente” e le “circostanze attribuibili al preponente”

08 Settembre 2017 | di Alberto Venezia

CGUE,

Provvigioni

La clausola contrattuale che preveda il rimborso parziale della provvigione percepita in caso di parziale mancata esecuzione del contratto è in linea con le previsioni dell’art. 11, paragrafi 2 e 3, della Direttiva 86/653, a condizione che la quota di provvigione oggetto dell’obbligazione di rimborso sia proporzionata alla portata della mancata esecuzione del contratto e che la stessa non sia dovuta a circostanze attribuibili al preponente". La nozione di “circostanze attribuibili al preponente” di cui all’art. 11, paragrafo 1, secondo trattino della Direttiva 86/653, si riferisce non soltanto alle cause giuridiche che hanno determinato l’estinzione del contratto stipulato tra il preponente e il terzo, ma riguarda tutte le circostanze di diritto e di fatto comunque imputabili al preponente che sono all’origine della mancata esecuzione del contratto”.

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Conseguenze della nullità del contratto a chiamata

05 Settembre 2017 | di Stefano Costantini

Trib. Milano, sez. lav.,

Job on call

L’art. 14 D.Lgs. n. 81/15 fa espresso divieto di concludere contratti di lavoro intermittente per i datori di lavoro che non abbiano provveduto alla valutazione dei rischi, con la conseguenza che, ove il datore non vi abbia ottemperato, il contratto concluso dovrà ritenersi nullo per contrarietà a norme imperative: sanzione per la nullità del contratto di lavoro intermittente è la conversione in ordinario rapporto di lavoro subordinato.

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Interruzione del termine di prescrizione dell’azione di impugnazione del licenziamento. Il mutamento d’indirizzo della Corte di Cassazione

01 Settembre 2017 | di Maddalena Ciccone

Cass. sez. lav.,

Impugnazione del licenziamento

Il termine di prescrizione dell’azione di annullamento del licenziamento è validamente interrotto dal solo deposito del ricorso introduttivo del giudizio nella cancelleria del giudice adito, senza che, a tali fini, sia necessaria anche la notificazione dell’atto al datore di lavoro.

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Licenziamento illegittimo dell’apprendista nel periodo formativo e applicabilità delle tutele per i lavoratori subordinati a tempo indeterminato

29 Agosto 2017 | di Marcella de Trizio

Cass. sez. lav.,

Apprendistato

Il contratto di apprendistato, pur nel regime normativo di cui alla L. n. 25/1955, è un rapporto di lavoro a tempo indeterminato bi-fasico, nel quale la prima fase è contraddistinta da una causa mista (al normale scambio tra prestazione di lavoro e retribuzione si aggiunge, con funzione specializzante, lo scambio tra attività lavorativa e formazione professionale) mentre la seconda fase (soltanto eventuale, perché condizionata al mancato recesso ex art. 2118 c.c.) rientra nell'ordinario assetto del rapporto di lavoro subordinato: da ciò deriva la inapplicabilità al contratto di apprendistato, in caso di licenziamento intervenuto in pendenza del periodo di formazione, della disciplina relativa al licenziamento ante tempus nel rapporto di lavoro a termine.

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Congedo straordinario per assistenza disabile e abuso del diritto

22 Agosto 2017 | di Giovanni Guarini

Trib. Bari

Permessi e aspettative

In tema di tutela della disabilità l’uso del diritto non conforme alla sua funzione configura un abuso del diritto e sussiste, nei confronti dell’Ente di previdenza erogatore del trattamento economico, un’indebita percezione dell’indennità ed uno sviamento dell’intervento assistenziale.

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Responsabilità dell’appaltatore per omessa informazione sui rischi specifici nei confronti del subappaltatore

16 Agosto 2017 | di Aldo De Matteis

Cass. pen.,

Appalto

L’appaltatore, che non abbia svolto ingerenza nell’opera del subappaltatore, non è tenuto a fornirgli informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente di lavoro.

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Obbligo di repêchage nell’ambito del “gruppo” d’impresa e capacità professionale specifica del lavoratore

09 Agosto 2017 | di Maria Teresa Crotti

Cass. sez. lav.,

Licenziamento economico

Non assolve all’obbligo del repêchage il datore di lavoro che offra al lavoratore licenziando un trasferimento presso una sede di un’altra società del “gruppo”, in quanto quest’ultimo è rilevante sotto il profilo economico ma non sotto il profilo giuridico, salvo che si accerti l’esistenza di un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro.

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Tempestività della contestazione disciplinare

02 Agosto 2017 | di Daniela Bracci

Cass. sez. lav.,

Contestazioni disciplinari

Non è tardiva la contestazione disciplinare di presunti comportamenti illeciti del lavoratore risalenti a mesi prima, se avvenuta sulla base di una verifica casuale che l’azienda dimostri di non aver avuto motivo di compiere prima.

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