Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La prescrizione dei crediti retributivi nell’ipotesi di collaborazione autonoma irregolare (riqualificata in rapporto di lavoro di natura subordinata)

16 Novembre 2017 | di Marco Sartori

Cass. sez. lav.,

Prescrizione e decadenze

In assenza di un regime di stabilità del rapporto di lavoro, la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La sussistenza di una situazione di effettivo “timore” delle conseguenze associate al recesso (quale circostanza idonea a posticipare il dies a quo della data di decorrenza della prescrizione) non deve essere valutata ex post in relazione alle tutele applicabili con riferimento al rapporto di lavoro “riqualificato” (scenario ipotetico), ma deve essere analizzata ex ante, con riferimento all’effettivo grado di stabilità che connota la collaborazione autonoma (quantunque non genuina).

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Indennizzabilità dell’infortunio al lavoratore in stato di inabilità temporanea assoluta

14 Novembre 2017 | di Andrea Rossi

Cass. sez. lav.,

Infortuni sul lavoro

L’infortunio accaduto durante il periodo in cui il lavoratore dovrebbe astenersi dal lavoro, essendo temporaneamente inabile, può essere indennizzato dall’INAIL se si verifichi in occasione di lavoro.

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Il controllo delle email del dipendente secondo la Corte europea

09 Novembre 2017 | di Marco Proietti, Francesco Sansone

CEDU,

Videosorveglianza

Il controllo sulle email del dipendente, valido ai fini disciplinari, è legittimo solo quando il lavoratore sia correttamente informato su: la portata delle attività di monitoraggio; la natura di dette attività da parte del datore; la possibilità che il datore di lavoro potesse accedere al contenuto effettivo dei messaggi del lavoratore. In caso contrario il licenziamento è illegittimo con le conseguenze relative per ogni ordinamento.

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La tempestività del procedimento disciplinare in ipotesi di condotte penalmente rilevanti

07 Novembre 2017 | di Paolo Patrizio

Trib. Milano,

Contestazioni disciplinari

In tema di licenziamento disciplinare, un fatto non tempestivamente contestato dal datore non può che essere considerato insussistente ai fini della tutela reintegratoria prevista dall’art. 18 St. Lav., come modificato dalla L. n. 92 del 2012, trattandosi di violazione radicale che impedisce al giudice di valutare la commissione effettiva dello stesso anche ai fini della scelta tra i vari regimi sanzionatori. La contestazione disciplinare preordinata al licenziamento è da ritenersi tempestiva quando, sebbene non sia immediata rispetto all'addebito, è comunicata a seguito della decisione di rinvio a giudizio o all'esito del procedimento penale che vede coinvolto il lavoratore indisciplinato.

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Superamento del periodo di comporto: licenziamento legittimo purché in un termine ragionevole

03 Novembre 2017 | di Pasquale Staropoli

Cass. sez. lav.,

Malattia

Nel caso in cui il datore di lavoro intimi un licenziamento per superamento del periodo di comporto dopo la ripresa dell'attività lavorativa da parte del dipendente, l'allegazione e la prova di circostanze che integrino una manifestazione tacita della volontà del datore di lavoro di rinunciare al diritto di recesso spetta al lavoratore in quanto fatto estintivo del potere di recesso.

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Strumenti di vigilanza del datore di lavoro, limiti dei controlli difensivi e riservatezza del dipendente

24 Ottobre 2017 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.,

Videosorveglianza

I controlli difensivi occulti sono tendenzialmente ammissibili, anche ad opera di personale estraneo all'organizzazione aziendale, in quanto diretti all'accertamento di comportamenti illeciti diversi dal mero inadempimento della prestazione lavorativa, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, ferma restando la necessaria esplicazione delle attività di accertamento mediante modalità non eccessivamente invasive e rispettose delle garanzie di libertà e dignità dei dipendenti, con le quali l'interesse del datore di lavoro al controllo ed alla difesa della organizzazione produttiva aziendale deve contemperarsi, e, in ogni caso, sempre secondo i canoni generali della correttezza e buona fede contrattuale. Non è soggetta alla disciplina dell'art. 4, comma 2, Statuto dei Lavoratori l'installazione di impianti e apparecchiature di controllo poste a tutela del patrimonio aziendale dalle quali non derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività lavorativa, né risulti in alcun modo compromessa la dignità e la riservatezza dei lavoratori.

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Gestione del rapporto di lavoro e nuove tecnologie: un binomio possibile?

20 Ottobre 2017 | di Fabrizio Daverio, Francesco Marasco

Trib. Catania,

Licenziamento individuale

È legittima l’intimazione del licenziamento tramite l’applicazione Whatsapp, allorquando dal testo del messaggio si evinca la chiara volontà del mittente di recedere dal rapporto di lavoro ed il messaggio sia riconducibile, con certezza, al datore di lavoro.

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Infondatezza del fatto posto a fondamento del licenziamento: scatta la reintegra senza potere di discrezionalità per il giudice

17 Ottobre 2017 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

La previsione contenuta nel novellato art. 18, comma 7, St. Lav., secondo cui il giudice può applicare la disciplina di cui al comma 4 del medesimo articolo, deve essere interpretata nel senso che, in caso di inesistenza del fatto posto alla base del licenziamento e considerati gli elementi del caso concreto, si applichi la reintegra. Al contrario, nel caso in cui sussista il fatto posto alla base del recesso, ma non sia tale da costituire un giustificato motivo di licenziamento, si dovrà applicare la sola tutela risarcitoria. L’inesistenza giuridica del fatto obiettivo presupposto, valutate altresì le circostanze del caso concreto, esclude che la scelta sia rimessa alla discrezionalità del giudice.

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Contratto a termine stipulato oralmente, al lavoratore spetta il risarcimento del danno di cui all'art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001

10 Ottobre 2017 | di Marta Filippi

Cass. sez. lav.,

Lavoro pubblico

Premesso che il lavoratore pubblico non può chiedere la conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato in caso di violazione di norme imperative, ostando a ciò il dettato dell’art. 36 del D.Lgs. n. 165/2001, ha, tuttavia, diritto al risarcimento del danno in caso di contratto in assenza di forma scritta. Tale assenza integra una violazione di norme imperative con conseguente applicazione della sanzione risarcitoria, la quale costituisce un indennizzo rispetto all’impossibilità della conversione in contratto a tempo indeterminato e non assorbe la tutela “minima” di cui all’art. 2126 c.c.

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Impresa familiare, obblighi di sicurezza e azione di regresso

03 Ottobre 2017 | di Aldo De Matteis

Cass. sez. lav.,

Impresa familiare

L’INAIL ha azione di regresso verso il titolare dell’impresa familiare per quanto erogato al partecipante per infortunio sul lavoro.

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