Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Licenziamento per condotta extralavorativa nelle imprese di servizio pubblico in regime privatistico

17 Marzo 2015 | di Amelia Torrice

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La condotta illecita estranea al rapporto di lavoro può avere rilievo disciplinare perchè il lavoratore è obbligato, anche in ambito extralavorativo, a preservare il rapporto fiduciario tenendo comportamenti idonei ad assicurare affidabilità nei confronti del datore di lavoro e dell’utenza.

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Ammissibilità del meccanismo della continenza nei procedimenti introdotti con Rito Fornero

13 Marzo 2015 | di Linda D’Ancona

Cass. civ. sez. VI

Rito Fornero (legge 92/2012)

In caso di due procedimenti introdotti con il rito speciale, previsto dalla legge n. 92 del 28 giugno 2012, innanzi a diversi giudici, ciascuno territorialmente competente in base ad uno dei fori alternativi di cui all’art. 413 cpc, è legittima la dichiarazione di continenza del giudice adìto successivamente, sebbene i due procedimenti si trovino in fasi diverse, l’una sommaria e l’altra di opposizione, del medesimo grado, essendo contemporaneamente sussistente l’interesse ad agire del lavoratore e del datore di lavoro, che abbia introdotto per primo il giudizio di accertamento della legittimità del licenziamento, in pendenza del termine di decadenza per l’impugnazione del recesso datoriale.

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La proporzionalità del licenziamento disciplinare tra vecchie incertezze e nuove riforme legislative

12 Marzo 2015 | di Andrea Melchiorri

Cass. civ. sez. IV
Appello Genova

Licenziamento disciplinare

La valutazione del requisito di proporzionalità del licenziamento disciplinare previsto dall’art. 2106 c.c. deve tenere conto di tutti gli elementi che caratterizzano la condotta oggetto del procedimento disciplinare e non limitarsi al solo accertamento del fatto materiale posto in essere dal lavoratore ed alla corrispondenza con le fattispecie per le quali il contratto collettivo nazionale applicabile prevede il licenziamento per giusta causa.

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Prove in appello e poteri ufficiosi: diniego della valenza probatoria della dichiarazione sostitutiva di notorietà

06 Marzo 2015 | di Mariangela Corbo

Cass. civ. sez. VI

Processo del lavoro - Ricorso per Cassazione

L’esercizio dei poteri istruttori d’ufficio in grado d’appello presuppone la ricorrenza di alcune circostanze: l’insussistenza di colpevole inerzia della parte interessata, con conseguente preclusione per inottemperanza ad oneri procedurali, l’opportunità di integrare un quadro probatorio tempestivamente delineato dalle parti, l’indispensabilità dell’iniziativa ufficiosa, volta a non superare gli effetti inerenti ad una tardiva richiesta istruttoria o a supplire ad una carenza probatoria totale sui fatti costitutivi della domanda, ma solo a colmare eventuali lacune delle risultanze di causa. Non ricorrono, pertanto, i suddetti presupposti, allorché la parte sia incorsa in decadenze per la costituzione in giudizio in primo grado e non sussista, quindi, alcun elemento, già acquisito al processo, tale da poter offrire lo spunto per integrare il quadro probatorio già tempestivamente delineato.

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Conversazione dipendente-superiori: la registrazione occulta non è illecita se effettuata a fini difensivi

03 Marzo 2015 | di Umberto Oliva

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La registrazione occulta di una conversazione tra un dipendente ed i suoi superiori, costituendo una potenziale prova utilmente spendibile in un processo civile ex art. 2712 c.c., non costituisce condotta illecita, neanche da un punto di vista disciplinare.

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Le condizioni per l’indennizzabilità dell’infortunio in itinere

27 Febbraio 2015 | di Antonello Di Rosa

Cass. sez. lav.

Infortuni sul lavoro

In materia di infortuni sul lavoro il D.Lgs. 38/2000 all’art. 12 ricomprende nell’assicurazione obbligatoria la fattispecie di infortunio in itinere, inserendola nella nozione di occasione di lavoro di cui all’art. 2 del D.P.R. 1124/1965, delimitandone però l’operatività della garanzia assicurativa. L’indennizzabilità dell’infortunio in itinere, è condizionata infatti alla sussistenza di un vincolo obiettivamente ed intrinsecamente apprezzabile con la prestazione dell’attività lavorativa e sempre che sussista una relazione tra attività lavorativa ed il rischio al quale è esposto il lavoratore tale da concretizzare quel rischio improprio o generico aggravato richiesto dalla ratio dello stesso art. 2 del D.P.R. 1124/1965.

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La consumazione del diritto ad impugnare e l’impugnativa del licenziamento collettivo per violazione dei criteri di scelta

25 Febbraio 2015 | di Gianpiero Belligoli

Cass. sez. lav.

Licenziamenti collettivi

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo ad un'unità produttiva o ad uno specifico settore dell'azienda, la platea dei lavoratori interessati può essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore solo sulla base di oggettive esigenze aziendali, in relazione al progetto di ristrutturazione aziendale

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Risarcimento danni ex art. 32 l. 183/2010 e diritto del lavoratore agli scatti di anzianità

19 Febbraio 2015 | di Giampaolo Perdonà

Cass. civ.

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di trasformazione, in unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di più contratti a termine succedutisi fra le stesse parti, per effetto dell'illegittimità dell'apposizione del termine, l'indennità risarcitoria, dovuta ai sensi della L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 5, ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprendendo tutti i danni - retributivi e contributivi - causati dalla perdita del lavoro a causa dell'illegittima apposizione del termine, con riferimento agli "intervalli non lavorati" fra l'uno e l'altro rapporto a termine.

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Libertà del datore di lavoro privato di aderire alla contrattazione collettiva del settore merceologico di appartenenza

18 Febbraio 2015 | di Elena Boghetich

Tar Brescia

CCNL

In assenza di un preciso obbligo di applicare uno specifico contratto collettivo, quanto di un conseguente auto-vincolo dell’aggiudicataria di una gara di appalto a garantire determinati livelli retributivi al personale utilizzato, il datore di lavoro può liberamente scegliere il CCNL da applicare ai propri dipendenti

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La c.d. maxisanzione per il lavoro nero (art. 36 bis, comma 7, lett. a) D.l. n. 223/2006)

18 Febbraio 2015 | di Giovanni Mimmo

Corte costituzionale

Contributi previdenziali

È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 3 Cost., l'art. 36 bis , comma 7, lett. a), del d.l. 4 luglio 2006, n. 223 (convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 2006, n. 248), nella parte in cui, modificando l'art. 3, comma 3, del d.l. n. 12 del 2002 (convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 73 del 2002), stabilisce che l'importo delle sanzioni civili connesse all'omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria non può essere inferiore a euro 3.000, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata.

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