Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il potere di regolamentazione delle Casse di Previdenza private in relazione ai criteri di calcolo dei trattamenti pensionistici

05 Maggio 2015 | di Domenico Mesiti

Cass. sez. lav.

Pensioni

In tema di liquidazione dei trattamenti pensionistici da parte delle Casse di Previdenza private il rispetto del c.d. principio del pro rata costituisce limite minimo indefettibile che le Casse medesime devono obbligatoriamente considerare.

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La violazione delle norme del codice della strada quale ipotesi di rischio elettivo nell’infortunio in itinere

30 Aprile 2015 | di Antonio De Simone

Cass. civ., sez. VI

Infortuni sul lavoro

In tema di infortunio in itinere, il rischio elettivo che ne esclude la indennizzabilità deve essere valutato con maggior rigore che nell'attività lavorativa diretta, comprendendo comportamenti di per sé non abnormi, secondo il comune sentire, ma semplicemente contrari a norme di legge o di comune prudenza. Ne consegue che la violazione di norme fondamentali del codice della strada può integrare il rischio elettivo che esclude il nesso di causalità tra attività protetta ed evento.

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Risarcimento del danno da demansionamento e riforma del settore delle telecomunicazioni

29 Aprile 2015 | di Gianpiero Belligoli

Cass. sez. lav.

Qualifica, mansioni e categorie professionali

Le tabelle di equiparazione predisposte dalla contrattazione collettiva in funzione della conservazione della posizione giuridica ed economica del lavoratore nel passaggio del servizio di telefonia dal settore pubblico a quello privato (L. 29 gennaio 1992 n. 58) possono essere disapplicate dal giudice ogniqualvolta ne ravvisi la parziale nullità per la non corrispondenza ai criteri imposti dalla legge in ragione della salvaguardia della professionalità dei lavoratori.

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Il diritto di indire l’assemblea sindacale alla luce del nuovo T.U. sulla rappresentanza Confindustria-Cgil, Cisl e Uil

24 Aprile 2015 | di Emanuele Petrilli

Trib. Torino
Trib. Torino
Trib. Nola

RSA - RSU

In tema di rappresentanza sindacale, dalla lettura coordinata della legge 20 maggio 1970, n. 300, art. 19 e art. 20, si desume che il combinato disposto degli artt. 4 e 5 dell’Accordo interconfederale del 1993 (istitutivo delle RSU) deve essere interpretato nel senso che il diritto di indire assemblee rientra tra le prerogative attribuite non solo alla RSU considerata collegialmente, ma anche a ciascun componente della RSU stessa, purché questi sia stato eletto nelle liste di un sindacato che, nell’azienda di riferimento, sia, di fatto, dotato di rappresentatività ai sensi dell’art. 19 cit., quale risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013.

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Regolamento di competenza tra giudizio cautelare e giudizio sommario

20 Aprile 2015 | di Maria Teresa Belmonte

Cass. civ.

Rito Fornero (legge 92/2012)

E’ ammissibile il regolamento di competenza in relazione ad una ordinanza (che ha dichiarato – nel caso de quo – l’incompetenza) emessa nella fase sommaria del Rito Fornero.

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Termine di prescrizione dell’azione di regresso: decorrenza in caso di mancato inizio dell’azione penale

16 Aprile 2015 | di Aldo De Matteis

Cass. civ. sez. un.

Infortuni sul lavoro

In tema di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, l'azione di regresso dell'INAIL nei confronti del datore di lavoro può essere esercitata nel termine triennale di prescrizione, che, ove non sia stato iniziato alcun procedimento penale, decorre dal momento di liquidazione dell'indennizzo al danneggiato, ovvero, in caso di rendita, dalla data di costituzione della stessa.

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Contributi datoriali a fondo pensione: esclusione dalla base utile al TFR anche per i periodi anteriori al 1993

14 Aprile 2015 | di Gabriele Livi

Cass. civ. sez. un.

Trattamento di fine rapporto

Con riferimento al periodo precedente la riforma introdotta dal D.lgs. n. 124/1993, i versamenti effettuati dal datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare hanno – a prescindere dalla natura del soggetto destinatario della contribuzione e, pertanto, sia nel caso in cui il fondo abbia personalità giuridica autonoma, sia in quello in cui esso consista in una gestione separata nell’ambito dello stesso soggetto datore di lavoro – natura previdenziale e non retributiva e non sussistono pertanto i presupposti per l’inserimento dei suddetti versamenti nella base di calcolo delle indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro.

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Sospensione della prescrizione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio sul lavoro e malattie professionali

10 Aprile 2015 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Infortuni sul lavoro

La sospensione della prescrizione triennale dell’azione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio sul lavoro e malattie professionali, di cui all’articolo 111, secondo comma, del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, opera limitatamente al decorso dei centocinquanta giorni previsti per la liquidazione amministrativa delle indennità dal terzo comma della stessa disposizione: la mancata pronuncia definitiva dell’INAIL entro il suddetto termine configura una ipotesi di «silenzio significativo» della reiezione dell’istanza dell’assicurato e comporta, quindi, l’esaurimento del procedimento amministrativo e, con esso, la cessazione della sospensione della prescrizione.

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Insussistenza di incompatibilità tra il giudice che ha emesso l’ordinanza all’esito della fase sommaria e quello competente a trattare la successiva fase di opposizione

03 Aprile 2015 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Rito Fornero (legge 92/2012)

La fase dell'opposizione ai sensi dell'art. 1, comma 51, L. n. 92 del 2012 non costituisce un grado diverso rispetto alla fase sommaria ex art. 1, comma 48, L. n. 92 del 2012, ma solo una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente. Conseguentemente non sussiste incompatibilità tra il giudice che aveva emesso l'ordinanza di cui all'art. 1, comma 49, L. n. 92 del 2012 e quello competente per la trattazione del successivo giudizio di opposizione.

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Liceità dell’uso, da parte del datore di lavoro, di registrazioni video per finalità “difensive”

31 Marzo 2015 | di Elena Boghetich

Cass. sez. lav.

Privacy

Il divieto previsto dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori di installare impianti audiovisivi od altre apparecchiature per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori non preclude al datore di lavoro, al fine di dimostrare l’illecito posto in essere dai propri dipendenti, di utilizzare le risultanze di registrazioni video operate fuori dall’azienda da un soggetto terzo, del tutto estraneo all’impresa, per esclusive finalità difensive del proprio ufficio e della documentazione custodita.

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