Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

L'ambito di applicabilità della Legge Fornero alla luce del principio di irretroattività

03 Agosto 2015 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Rito Fornero (legge 92/2012)

La circostanza che l'art. 1, comma 67, L. n. 92/2012 preveda l'applicabilità delle nuove norme processuali solo alle controversie instaurate dopo l'entrata in vigore della legge stessa non significa, a contrariis, che le nuove norme sostanziali in essa contenute siano applicabili ai licenziamenti anteriormente intimati, ma semplicemente che queste ultime seguono, in assenza di esplicita disposizione contraria, la regola dell'irretroattività sancita dall'art. 11 delle preleggi, regola a cui può derogarsi solo se ciò è espressamente previsto da apposita disposizione di diritto transitorio, che nel caso di specie manca. In assenza di un'espressa disposizione derogatoria, il principio dell'irretroattività della legge, previsto dall'art. 11 delle preleggi, fa sì che la nuova legge non possa essere applicata, oltre che ai rapporti giuridici esauritisi prima della sua entrata in vigore, anche a quelli sorti anteriormente e ancora in vita ove, in tal modo, si disconoscano gli effetti già verificatisi nel fatto passato o si venga a togliere efficacia, in tutto o in parte, alle conseguenze attuali o future di esso, come si verifica nell'ipotesi di un licenziamento giudicato illegittimo.

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I criteri per l’individuazione della fattispecie di mobbing da demansionamento

28 Luglio 2015 | di Gustavo Danise

Cass. sez. lav.

Mobbing

La fattispecie del mobbing è integrata in presenza di sette parametri tassativi, che sono: l'ambiente, la durata, la frequenza, il tipo di azioni ostili, il dislivello tra gli antagonisti, l'andamento secondo fasi successive, l'intento persecutorio.

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Il principio della territorialità dell’obbligo contributivo

24 Luglio 2015 | di Emanuele Petrilli

Cass. sez. lav.

Contributi previdenziali

In materia di contribuzione previdenziale, l'impresa straniera che operi in Italia è tenuta, in forza del principio della territorialità delle assicurazioni sociali, al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per i lavoratori impiegati nel territorio, ancorché essi siano cittadini dello Stato di provenienza dell'impresa, salva solo l'esistenza di eventuali deroghe previste in accordi internazionali.

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Nullità della cessione di ramo di azienda e risarcimento del danno da mancato ripristino del rapporto di lavoro

14 Luglio 2015 | di Francesca Chietera

Cass. sez. lav.

Trasferimento d’azienda

La nullità della cessione di ramo d’azienda produce il diritto al risarcimento del danno a favore del lavoratore che, nonostante la dichiarazione giudiziale di nullità, non sia stato ammesso a riprendere il lavoro nell’impresa cedente. Questo diritto tuttavia non sussiste qualora lo stesso lavoratore abbia accettato l’estinzione dell’unico rapporto di lavoro, di fatto proseguito con l’impresa cessionaria, sottoscrivendo insieme a quest’ultima un verbale di messa in mobilità.

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Onere della prova sul superamento del limite massimo di contratti a termine stipulabili

13 Luglio 2015 | di Maria Luisa Vallauri

Cass. sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

L’onere della prova dell’osservanza del rapporto percentuale tra lavoratori stabili e lavoratori assunti con un contratto a tempo determinato, fissato dalla contrattazione collettiva, è a carico del datore di lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 3 l. 18 aprile 1962, n. 230 applicabile ratione temporis.

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Sull’eccezione di inadempimento nel rapporto di lavoro

08 Luglio 2015 | di Corinna Papetti

Cass. sez. lav.

Diritti ed obblighi lavoratore

In tema di eccezione "inadimplenti non est adimplendum", è contrario a buona fede e, quindi, illegittimo, ai sensi dell'art. 1460, secondo comma, cod. civ., il rifiuto del lavoratore di accettare la nuova sede di lavoro a fronte dell'inadempimento del datore, il quale abbia omesso di erogargli una somma a titolo di risarcimento del danno derivante della declaratoria di nullità del termine apposto al contratto, giacché l'inadempimento in questione, non riguardando il corrispettivo della prestazione, non inerisce direttamente al sinallagma fra le obbligazioni facenti capo alle parti del rapporto di lavoro.

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Preavviso per dimissioni: valido il patto di estensione in deroga al CCNL

25 Giugno 2015 | di Vincenzo Fabrizio Giglio

Cass. sez. lav.

Dimissioni

Nel rapporto di lavoro subordinato, il preavviso non può essere preventivamente escluso dalla volontà delle parti né essere limitato nella sua durata rispetto a quello fissato dalla contrattazione collettiva; è lecito invece, mediante accordo individuale, pattuirne una maggior durata giacché tale pattuizione può giovare al datore di lavoro ed è sicuramente favorevole al lavoratore.

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Raggiungimento dei requisiti pensionistici: recesso ad nutum o licenziamento?

19 Giugno 2015 | di Valerio Berti

Cass. sez. lav.

Pensioni

La risoluzione datoriale del rapporto di lavoro a causa del raggiungimento dei limiti massimi d'anzianità lavorativa, effettuata prima del compimento dei sessantacinque anni del dipendente, ma destinata ad operare al momento di tale evento e non seguita da allontanamento del lavoratore dal posto di lavoro, non costituisce licenziamento bensì un semplice atto risolutivo non sottoposto alla medesima normativa del licenziamento, sicché non si configura il diritto del lavoratore all'indennità di preavviso laddove il preavviso è lavorato.

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Procedura di stabilizzazione e accesso privilegiato: discriminazione tra precari

16 Giugno 2015 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Nel regime precedente la riforma dell'ente Croce Rossa Italiana e la conseguente nuova disciplina del personale, i dipendenti dell'ente con contratto di lavoro a tempo determinato avevano diritto ad accedere, a domanda, alla procedura di stabilizzazione dei lavoratori precari di cui alla legge finanziaria per il 2007 e quindi avevano diritto ad essere assunti a tempo indeterminato ricorrendo le condizioni contemplate da tale disposizione, senza che alcuna priorità fosse possibile in favore del personale con contratto di lavoro temporaneo che avesse prestato servizio presso l'ente stesso rispetto al personale, parimenti con contratto di lavoro temporaneo, ma che avesse prestato servizio presso altri enti e segnatamente in posizione di distacco presso le Aziende Sanitarie Locali, essendo tale differenziazione, presente nel bando dell'ente del 15 novembre 2007, contraria al principio di eguaglianza e di non discriminazione nel rapporto di lavoro.

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Mancato adempimento dell’obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c. e legittimo rifiuto di eseguire la prestazione lavorativa

12 Giugno 2015 | di Angelo Giuliani

Cass. sez. lav.

Sicurezza sul lavoro

Ai sensi dell’art. 2087 c.c. il datore di lavoro è obbligato ad assicurare condizioni di lavoro idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni ed è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. La violazione di tale obbligo legittima i lavoratori a non eseguire la prestazione, eccependo l'inadempimento altrui, senza che da ciò possano derivare conseguenze sfavorevoli in ragione della condotta inadempiente del datore di lavoro.

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