Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Prove in appello e poteri ufficiosi: diniego della valenza probatoria della dichiarazione sostitutiva di notorietà

06 Marzo 2015 | di Mariangela Corbo

Cass. civ. sez. VI

Processo del lavoro - Ricorso per Cassazione

L’esercizio dei poteri istruttori d’ufficio in grado d’appello presuppone la ricorrenza di alcune circostanze: l’insussistenza di colpevole inerzia della parte interessata, con conseguente preclusione per inottemperanza ad oneri procedurali, l’opportunità di integrare un quadro probatorio tempestivamente delineato dalle parti, l’indispensabilità dell’iniziativa ufficiosa, volta a non superare gli effetti inerenti ad una tardiva richiesta istruttoria o a supplire ad una carenza probatoria totale sui fatti costitutivi della domanda, ma solo a colmare eventuali lacune delle risultanze di causa. Non ricorrono, pertanto, i suddetti presupposti, allorché la parte sia incorsa in decadenze per la costituzione in giudizio in primo grado e non sussista, quindi, alcun elemento, già acquisito al processo, tale da poter offrire lo spunto per integrare il quadro probatorio già tempestivamente delineato.

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Conversazione dipendente-superiori: la registrazione occulta non è illecita se effettuata a fini difensivi

03 Marzo 2015 | di Umberto Oliva

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La registrazione occulta di una conversazione tra un dipendente ed i suoi superiori, costituendo una potenziale prova utilmente spendibile in un processo civile ex art. 2712 c.c., non costituisce condotta illecita, neanche da un punto di vista disciplinare.

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Le condizioni per l’indennizzabilità dell’infortunio in itinere

27 Febbraio 2015 | di Antonello Di Rosa

Cass. sez. lav.

Infortuni sul lavoro

In materia di infortuni sul lavoro il D.Lgs. 38/2000 all’art. 12 ricomprende nell’assicurazione obbligatoria la fattispecie di infortunio in itinere, inserendola nella nozione di occasione di lavoro di cui all’art. 2 del D.P.R. 1124/1965, delimitandone però l’operatività della garanzia assicurativa. L’indennizzabilità dell’infortunio in itinere, è condizionata infatti alla sussistenza di un vincolo obiettivamente ed intrinsecamente apprezzabile con la prestazione dell’attività lavorativa e sempre che sussista una relazione tra attività lavorativa ed il rischio al quale è esposto il lavoratore tale da concretizzare quel rischio improprio o generico aggravato richiesto dalla ratio dello stesso art. 2 del D.P.R. 1124/1965.

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La consumazione del diritto ad impugnare e l’impugnativa del licenziamento collettivo per violazione dei criteri di scelta

25 Febbraio 2015 | di Gianpiero Belligoli

Cass. sez. lav.

Licenziamenti collettivi

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo ad un'unità produttiva o ad uno specifico settore dell'azienda, la platea dei lavoratori interessati può essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore solo sulla base di oggettive esigenze aziendali, in relazione al progetto di ristrutturazione aziendale

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Risarcimento danni ex art. 32 l. 183/2010 e diritto del lavoratore agli scatti di anzianità

19 Febbraio 2015 | di Giampaolo Perdonà

Cass. civ.

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di trasformazione, in unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di più contratti a termine succedutisi fra le stesse parti, per effetto dell'illegittimità dell'apposizione del termine, l'indennità risarcitoria, dovuta ai sensi della L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 5, ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprendendo tutti i danni - retributivi e contributivi - causati dalla perdita del lavoro a causa dell'illegittima apposizione del termine, con riferimento agli "intervalli non lavorati" fra l'uno e l'altro rapporto a termine.

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Libertà del datore di lavoro privato di aderire alla contrattazione collettiva del settore merceologico di appartenenza

18 Febbraio 2015 | di Elena Boghetich

Tar Brescia

CCNL

In assenza di un preciso obbligo di applicare uno specifico contratto collettivo, quanto di un conseguente auto-vincolo dell’aggiudicataria di una gara di appalto a garantire determinati livelli retributivi al personale utilizzato, il datore di lavoro può liberamente scegliere il CCNL da applicare ai propri dipendenti

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La c.d. maxisanzione per il lavoro nero (art. 36 bis, comma 7, lett. a) D.l. n. 223/2006)

18 Febbraio 2015 | di Giovanni Mimmo

Corte costituzionale

Contributi previdenziali

È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 3 Cost., l'art. 36 bis , comma 7, lett. a), del d.l. 4 luglio 2006, n. 223 (convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 2006, n. 248), nella parte in cui, modificando l'art. 3, comma 3, del d.l. n. 12 del 2002 (convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 73 del 2002), stabilisce che l'importo delle sanzioni civili connesse all'omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria non può essere inferiore a euro 3.000, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata.

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Inapplicabilità della disciplina di cui all’art. 230 bis c.c. all’impresa gestita in forma societaria

17 Febbraio 2015 | di Barbara Mastrorilli

Cass. civ. sez. un.

Associazione in partecipazione

L'istituto dell'impresa familiare, di natura residuale rispetto ad ogni altro tipo di rapporto negoziale eventualmente configurabile, è incompatibile con la disciplina delle società di qualunque tipo. La relativa disciplina sussidiaria deve intendersi, dunque, recessiva, nel sistema delle tutele approntato, allorché non valga a riempire un vuoto normativo, stante la presenza di un rapporto tipizzato, dotato di regolamentazione compiuta ed autosufficiente.

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Ammissibilità del regolamento di giurisdizione proposto nella prima fase del procedimento di impugnativa di licenziamento, secondo il c.d. rito Fornero

17 Febbraio 2015 | di Luigi Di Paola

Cass. civ. sez. un.

Rito Fornero (legge 92/2012)

È ammissibile il regolamento di giurisdizione proposto nella prima fase del procedimento di impugnativa di licenziamento, di cui all'art. 1, commi 47 e segg., della legge 28 giugno 2012, n. 92, la quale, pur caratterizzata da sommarietà dell'istruttoria, ha natura semplificata e non cautelare in senso stretto, non riferendosi la sommarietà anche alla cognizione del giudice, né sussistendo un'instabilità dell'ordinanza conclusiva di tale fase, che è idonea al passaggio in giudicato in caso di omessa opposizione

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Le Sezioni Unite si pronunciano sugli effetti dell’opzione del lavoratore per l’indennità sostitutiva della reintegrazione

17 Febbraio 2015 | di Maria Luisa Vallauri

Cass. civ. sez. un.

Rito Fornero (legge 92/2012)

Ove il lavoratore illegittimamente licenziato in regime di tutela c.d. reale – quale è quello, nella specie applicabile ratione temporis, previsto dalla L. 20 maggio 1970, n. 300, art. 18, nel testo precedente le modifiche introdotte con la L. 28 giugno 2012, n. 92 – opti per l’indennità sostitutiva della reintegrazione, avvalendosi della facoltà prevista dall’art. 18 cit., comma 5, il rapporto di lavoro si estingue con la comunicazione al datore di lavoro di tale opzione senza che permanga, per il periodo successivo in cui la prestazione lavorativa non è dovuta dal lavoratore, né può essere pretesa dal datore di lavoro, alcun obbligo retributivo, con la conseguenza che l’obbligo avente ad oggetto il pagamento di tale indennità è soggetto alla disciplina della mora debendi in caso di inadempimento, o ritardo nell’adempimento, delle obbligazioni pecuniarie del datore di lavoro, quale prevista dall’art. 429 c.p.c., comma 3, salva la prova, di cui è onerato il lavoratore, di un danno ulteriore.

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