Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Raggiungimento dei requisiti pensionistici: recesso ad nutum o licenziamento?

19 Giugno 2015 | di Valerio Berti

Cass. sez. lav.

Pensioni

La risoluzione datoriale del rapporto di lavoro a causa del raggiungimento dei limiti massimi d'anzianità lavorativa, effettuata prima del compimento dei sessantacinque anni del dipendente, ma destinata ad operare al momento di tale evento e non seguita da allontanamento del lavoratore dal posto di lavoro, non costituisce licenziamento bensì un semplice atto risolutivo non sottoposto alla medesima normativa del licenziamento, sicché non si configura il diritto del lavoratore all'indennità di preavviso laddove il preavviso è lavorato.

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Procedura di stabilizzazione e accesso privilegiato: discriminazione tra precari

16 Giugno 2015 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Nel regime precedente la riforma dell'ente Croce Rossa Italiana e la conseguente nuova disciplina del personale, i dipendenti dell'ente con contratto di lavoro a tempo determinato avevano diritto ad accedere, a domanda, alla procedura di stabilizzazione dei lavoratori precari di cui alla legge finanziaria per il 2007 e quindi avevano diritto ad essere assunti a tempo indeterminato ricorrendo le condizioni contemplate da tale disposizione, senza che alcuna priorità fosse possibile in favore del personale con contratto di lavoro temporaneo che avesse prestato servizio presso l'ente stesso rispetto al personale, parimenti con contratto di lavoro temporaneo, ma che avesse prestato servizio presso altri enti e segnatamente in posizione di distacco presso le Aziende Sanitarie Locali, essendo tale differenziazione, presente nel bando dell'ente del 15 novembre 2007, contraria al principio di eguaglianza e di non discriminazione nel rapporto di lavoro.

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Mancato adempimento dell’obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c. e legittimo rifiuto di eseguire la prestazione lavorativa

12 Giugno 2015 | di Angelo Giuliani

Cass. sez. lav.

Sicurezza sul lavoro

Ai sensi dell’art. 2087 c.c. il datore di lavoro è obbligato ad assicurare condizioni di lavoro idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni ed è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. La violazione di tale obbligo legittima i lavoratori a non eseguire la prestazione, eccependo l'inadempimento altrui, senza che da ciò possano derivare conseguenze sfavorevoli in ragione della condotta inadempiente del datore di lavoro.

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Decorrenza del termine di decadenza per l’impugnativa giudiziale del licenziamento

10 Giugno 2015 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

L'art. 32, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183, modificato dall’art. 1, comma 38, della legge 28 giugno 2012, n. 92, nel prevedere l’inefficacia “dell'impugnazione” extragiudiziale non seguita da tempestiva azione giudiziale, comporta che il termine per proporre l’azione giudiziale decorre dal compimento della prima - da identificarsi, per esigenze di celerità e certezza, con il momento di spedizione dell’atto - e non dalla scadenza dei sessanta giorni concessi per l’impugnazione stragiudiziale. L'esigenza di celerità, intesa a tutelare l’interesse del datore di lavoro alla certezza del rapporto, indica ancora che il termine debba decorrere dalla spedizione e non dalla ricezione dell’atto.

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Nessuna responsabilità solidale del cessionario se il rapporto di lavoro è già cessato e non vi è continuità nell’attività aziendale

04 Giugno 2015 | di Paolo Laguzzi

Cass. sez. lav.

Trasferimento d’azienda

La disciplina dell’art. 2112, comma 2 c.c., che prevede la solidarietà tra cedente e cessionario per i crediti vantati dal lavoratore al momento del trasferimento d’azienda, non trova applicazione nel caso in cui manchi la prosecuzione in continuità dell’attività aziendale e, all’atto di tale trasferimento, il rapporto di lavoro risulti esaurito in conseguenza di precedente licenziamento.

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Illegittimità costituzionale della sospensione della perequazione automatica 2012-13: sentenza n. 70/2015 e sua attuazione d.l. 65/2015

26 Maggio 2015 | di Gabriele Livi

Corte Costituzionale

Pensioni

In riferimento agli artt. 3, 36, primo comma, e 38, secondo comma, Cost., è costituzionalmente illegittimo l’art. 24, comma 25, D.L. n. 201/2011, convertito in L. n. 214/2011, nella parte in cui, in considerazione della contingente situazione finanziaria, ha integralmente sospeso, per gli anni 2012 e 2013, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS.

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Associazione in partecipazione: autonomia e subordinazione, requisiti

21 Maggio 2015 | di Antonio Simonetti

Cass., sez. lav.

Associazione in partecipazione

Per la qualificazione di un rapporto contrattuale, quale associazione in partecipazione con apporto di prestazione lavorativa da parte dell’associato ovvero quale lavoro subordinato, occorre accertare quali elementi dell’una o dell’altra tipologia contrattuale prevalgano nel concreto atteggiarsi del rapporto dedotto.

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Produzione in giudizio di documenti aziendali riservati e diritto di difesa del lavoratore

13 Maggio 2015 | di Antonio Salvati

Diritti ed obblighi lavoratore

Il lavoratore che produce in una controversia di lavoro copia di atti aziendali riguardanti direttamente la propria posizione lavorativa non viene meno ai doveri di fedeltà di cui all’art. 2105 c.c..

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L’esclusione del socio da una società cooperativa determina l'automatica estinzione del rapporto di lavoro senza la necessità di un formale licenziamento

08 Maggio 2015 | di Antonio Dibitonto

Cass. sez. lav.

Socio lavoratore

La delibera di esclusione del socio da una società cooperativa è sufficiente a determinare l'automatica estinzione del rapporto di lavoro, senza che sia necessario uno specifico atto di licenziamento, trovando la posizione del socio lavoratore adeguata tutela nel disposto dell'art. 2533 c.c., che gli riconosce la facoltà di proporre opposizione al tribunale contro la delibera degli amministratori o, se previsto dall'atto costitutivo, dell'assemblea.

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Il potere di regolamentazione delle Casse di Previdenza private in relazione ai criteri di calcolo dei trattamenti pensionistici

05 Maggio 2015 | di Domenico Mesiti

Cass. sez. lav.

Pensioni

In tema di liquidazione dei trattamenti pensionistici da parte delle Casse di Previdenza private il rispetto del c.d. principio del pro rata costituisce limite minimo indefettibile che le Casse medesime devono obbligatoriamente considerare.

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