Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Licenziamento per g.m.o. inefficace in assenza del parere del Comitato di Redazione

24 Settembre 2015 | di Francesco Alvaro

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Nell’ipotesi in cui, a seguito della cessazione di una Testata giornalistica, si intenda procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo dei giornalisti ivi impiegati, la preventiva comunicazione della scelta aziendale al Comitato di Redazione, ai sensi del combinato disposto dagli artt. 4 e 34 del CCNLG, assume la valenza di condizione di procedibilità del recesso, con la conseguenza che l’omessa comunicazione inficia la risoluzione del rapporto di lavoro e rende inefficace il licenziamento.

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Il regime transitorio delle situazioni giuridiche pendenti in caso d’introduzione di un nuovo termine di decadenza

18 Settembre 2015 | di Maddalena Ciccone

Cass. civ. sez. un.

Prescrizione e decadenze

L’introduzione di un termine di decadenza prima non previsto ha efficacia anche sulle situazioni soggettive pendenti, ma, in forza dell’art. 252 disp. att. c.c., il termine decorre dall'entrata in vigore della modifica legislativa. Nella specie, il termine triennale di decadenza introdotto dalla legge 25 luglio 1997, n. 238, è applicabile alle domande d’indennizzo per epatiti post trasfusionali contratte e accertate prima del 28 luglio 1997, data di entrata in vigore della nuova disciplina, ma con decorrenza da questa data.

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Trasferimento servizi di assistenza a terra ex art. 25 del CCNL Trasporto Aereo e comportamento antisindacale

11 Settembre 2015 | di Francesca Chietera

Trib. Bari

Condotta antisindacale

Nell’ambito del trasferimento di servizi di assistenza a terra, disciplinato dall’art. 25 del CCNL Trasporto Aereo, non costituisce comportamento antisindacale la condotta datoriale dell’azienda cedente che, in presenza di passaggio parziale di dipendenti in attuazione della cd. clausola sociale, sottoscriva contestualmente un accordo sindacale con sigle diverse da quelle ricorrenti, volto a definire la graduale stabilizzazione di un determinato numero di rapporti di lavoro a tempo determinato di personale già dipendente al momento del trasferimento.

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Lavoro domestico: il marito è datore di lavoro “apparente”

08 Settembre 2015 | di Paolo Laguzzi

Cass. sez. lav.

Colf e badanti

In tema di rapporti patrimoniali tra coniugi, non sussiste vincolo di solidarietà per le obbligazioni assunte da uno di essi per soddisfare i bisogni familiari pur in presenza di un regime di comunione legale, fatto salvo il principio di affidamento del creditore che abbia ragionevolmente confidato nell'apparente realtà giuridica, desumibile dallo stato di fatto, che il coniuge contraente agisse anche in nome e per conto dell'altro. Ne consegue che il credito vantato dalla collaboratrice domestica per le obbligazioni assunte dalla moglie, da cui promanavano le quotidiane direttive del servizio, rende coobbligato anche il marito, datore della provvista in danaro ordinariamente utilizzata per la corresponsione della retribuzione sì da ingenerare l'affidamento di esser l'effettivo datore di lavoro.

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Termine di decadenza ed erronea indicazione da parte dell’INPS nel provvedimento di rigetto

04 Settembre 2015 | di Domenico Mesiti

Cass. sez. lav.

Processo previdenziale

L'erronea indicazione da parte dell'INPS del termine per adire l'autorità giudiziaria, contenuta nel provvedimento di rigetto del ricorso amministrativo, non è idonea a determinare l'inoperatività della decadenza annuale.

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I requisiti di tempestività e di specificità nella contestazione disciplinare

24 Agosto 2015 | di Enrico Zani

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

In tema di licenziamento disciplinare, l'esigenza di specificità risulta soddisfatta laddove dal capo d'incolpazione risultino, con certezza, il fatto addebitato e l'indicazione della norma violata, potendo a tal fine bastare anche una descrizione precisa del fatto tale da ricondurlo ad una determinata regola giuridica.

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Licenziamento in caso di svolgimento di altra attività lavorativa durante la malattia

18 Agosto 2015 | di Elisabetta Rebagliati, Federico Torzo

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Deve essere confermato il licenziamento per giusta causa irrogato ad un lavoratore, assente per malattia dovuta ad infortunio sul lavoro, il quale era stato sorpreso a svolgere attività lavorativa, in qualità di addetto alle pulizie, per conto della società cooperativa di cui faceva parte la moglie”.

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Licenziamento: il requisito della forma scritta non può essere provato per testimoni

11 Agosto 2015 | di Vincenzo Fabrizio Giglio

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Non è dunque ammissibile la prova testimoniale della esistenza della lettera di licenziamento, considerato che l’art. 2725, comma 2, Cod. civ., norma di ordine pubblico, non consente la prova per testi di un contratto (o di un atto unilaterale ex art. 1324 Cod. civ.) per il quale la legge prevede la forma scritta a pena di nullità, ad eccezione del caso in cui il datore di lavoro dimostri di aver smarrito, senza colpa, il documento.

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L’abrogazione dell’indennità di anzianità aggiuntiva ha effetti retroattivi?

06 Agosto 2015 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici, di cui al D.P.C.M. 20 dicembre 1999, ha sostituito, a decorrere dalla sua entrata in vigore (30 maggio 2000), l'indennità di anzianità prevista in favore dei dipendenti regionali dalla L.R. Lombardia n. 38 del 1981, artt. da 16 a 18 avendo entrambi gli emolumenti natura retributiva (sia pure con funzione previdenziale), e dovendo escludersi - sulla base, oltre che del generale principio di irretroattività della legge, delle esigenze di omogeneizzazione del trattamento di previdenza del personale regionale perseguite dalla legge regionale disciplinatrice dell'indennità di anzianità, in attesa della modifica delle norme che regolano l'indennità di fine servizio, nonché della coerenza sistematica con il criterio del pro rata introdotto dalla nuova disciplina in relazione ai diversi trattamenti - l'efficacia retroattiva dell'abrogazione della normativa regionale; con la conseguenza che, per il periodo successivo alla data dalla quale opera l'effetto abrogativo, i dipendenti regionali non hanno più diritto al trattamento integrativo accordato dalla citata L.R. n. 38 del 1981, mentre mantengono il diritto maturato nel periodo precedente.

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L'ambito di applicabilità della Legge Fornero alla luce del principio di irretroattività

03 Agosto 2015 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Rito Fornero (legge 92/2012)

La circostanza che l'art. 1, comma 67, L. n. 92/2012 preveda l'applicabilità delle nuove norme processuali solo alle controversie instaurate dopo l'entrata in vigore della legge stessa non significa, a contrariis, che le nuove norme sostanziali in essa contenute siano applicabili ai licenziamenti anteriormente intimati, ma semplicemente che queste ultime seguono, in assenza di esplicita disposizione contraria, la regola dell'irretroattività sancita dall'art. 11 delle preleggi, regola a cui può derogarsi solo se ciò è espressamente previsto da apposita disposizione di diritto transitorio, che nel caso di specie manca. In assenza di un'espressa disposizione derogatoria, il principio dell'irretroattività della legge, previsto dall'art. 11 delle preleggi, fa sì che la nuova legge non possa essere applicata, oltre che ai rapporti giuridici esauritisi prima della sua entrata in vigore, anche a quelli sorti anteriormente e ancora in vita ove, in tal modo, si disconoscano gli effetti già verificatisi nel fatto passato o si venga a togliere efficacia, in tutto o in parte, alle conseguenze attuali o future di esso, come si verifica nell'ipotesi di un licenziamento giudicato illegittimo.

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