Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Contributi datoriali a fondo pensione: esclusione dalla base utile al TFR anche per i periodi anteriori al 1993

14 Aprile 2015 | di Gabriele Livi

Cass. civ. sez. un.

Trattamento di fine rapporto

Con riferimento al periodo precedente la riforma introdotta dal D.lgs. n. 124/1993, i versamenti effettuati dal datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare hanno – a prescindere dalla natura del soggetto destinatario della contribuzione e, pertanto, sia nel caso in cui il fondo abbia personalità giuridica autonoma, sia in quello in cui esso consista in una gestione separata nell’ambito dello stesso soggetto datore di lavoro – natura previdenziale e non retributiva e non sussistono pertanto i presupposti per l’inserimento dei suddetti versamenti nella base di calcolo delle indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro.

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Sospensione della prescrizione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio sul lavoro e malattie professionali

10 Aprile 2015 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Infortuni sul lavoro

La sospensione della prescrizione triennale dell’azione per il riconoscimento delle prestazioni da infortunio sul lavoro e malattie professionali, di cui all’articolo 111, secondo comma, del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, opera limitatamente al decorso dei centocinquanta giorni previsti per la liquidazione amministrativa delle indennità dal terzo comma della stessa disposizione: la mancata pronuncia definitiva dell’INAIL entro il suddetto termine configura una ipotesi di «silenzio significativo» della reiezione dell’istanza dell’assicurato e comporta, quindi, l’esaurimento del procedimento amministrativo e, con esso, la cessazione della sospensione della prescrizione.

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Insussistenza di incompatibilità tra il giudice che ha emesso l’ordinanza all’esito della fase sommaria e quello competente a trattare la successiva fase di opposizione

03 Aprile 2015 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Rito Fornero (legge 92/2012)

La fase dell'opposizione ai sensi dell'art. 1, comma 51, L. n. 92 del 2012 non costituisce un grado diverso rispetto alla fase sommaria ex art. 1, comma 48, L. n. 92 del 2012, ma solo una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente. Conseguentemente non sussiste incompatibilità tra il giudice che aveva emesso l'ordinanza di cui all'art. 1, comma 49, L. n. 92 del 2012 e quello competente per la trattazione del successivo giudizio di opposizione.

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Liceità dell’uso, da parte del datore di lavoro, di registrazioni video per finalità “difensive”

31 Marzo 2015 | di Elena Boghetich

Cass. sez. lav.

Privacy

Il divieto previsto dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori di installare impianti audiovisivi od altre apparecchiature per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori non preclude al datore di lavoro, al fine di dimostrare l’illecito posto in essere dai propri dipendenti, di utilizzare le risultanze di registrazioni video operate fuori dall’azienda da un soggetto terzo, del tutto estraneo all’impresa, per esclusive finalità difensive del proprio ufficio e della documentazione custodita.

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Il “doppio licenziamento” per superamento del comporto

27 Marzo 2015 | di Barbara Fumai

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

A seguito dell’accertata nullità del primo licenziamento per superamento del periodo di comporto, è legittimo il secondo licenziamento intimato nuovamente per superamento del periodo di comporto, laddove si fondi su una situazione diversa e nuova rispetto alla precedente, ovvero sulla comunicazione di un ulteriore periodo di malattia del lavoratore che abbia determinato il definitivo superamento del periodo di comporto.

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Lavoro a termine e clausola di contingentamento: riproponibilità nel giudizio di rinvio della questione non esaminata in appello

25 Marzo 2015 | di Paolo Spaziani

Cass. civ. sez. VI

Processo del lavoro - Ricorso per Cassazione

In materia di contratti di lavoro a termine, la questione della violazione della clausola di contingentamento può essere riproposta davanti al giudice del rinvio anche qualora la sua deduzione in primo grado, ed il relativo omesso esame in appello per ritenuto assorbimento, siano prospettati in cassazione con controricorso contenente una carente descrizione della vicenda processuale, trattandosi di atto, con funzione meramente difensiva, che non necessita dell’esposizione sommaria dei fatti di causa.

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La portabilità a fondo pensione preesistente a ripartizione e a prestazioni definite

19 Marzo 2015 | di Gabriele Livi

Cass. civ. sez. un.

Previdenza complementare

Seppure non si possa negare che nei fondi pensione preesistenti non a capitalizzazione individuale la “posizione previdenziale” sia, almeno in talune ipotesi, di difficile enucleazione, nondimeno la stessa è in ogni caso determinabile sulla base di regole e metodi delle specializzazioni matematiche che si occupano dei problemi del settore assicurativo-previdenziale.

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Licenziamento per condotta extralavorativa nelle imprese di servizio pubblico in regime privatistico

17 Marzo 2015 | di Amelia Torrice

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La condotta illecita estranea al rapporto di lavoro può avere rilievo disciplinare perchè il lavoratore è obbligato, anche in ambito extralavorativo, a preservare il rapporto fiduciario tenendo comportamenti idonei ad assicurare affidabilità nei confronti del datore di lavoro e dell’utenza.

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Ammissibilità del meccanismo della continenza nei procedimenti introdotti con Rito Fornero

13 Marzo 2015 | di Linda D’Ancona

Cass. civ. sez. VI

Rito Fornero (legge 92/2012)

In caso di due procedimenti introdotti con il rito speciale, previsto dalla legge n. 92 del 28 giugno 2012, innanzi a diversi giudici, ciascuno territorialmente competente in base ad uno dei fori alternativi di cui all’art. 413 cpc, è legittima la dichiarazione di continenza del giudice adìto successivamente, sebbene i due procedimenti si trovino in fasi diverse, l’una sommaria e l’altra di opposizione, del medesimo grado, essendo contemporaneamente sussistente l’interesse ad agire del lavoratore e del datore di lavoro, che abbia introdotto per primo il giudizio di accertamento della legittimità del licenziamento, in pendenza del termine di decadenza per l’impugnazione del recesso datoriale.

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La proporzionalità del licenziamento disciplinare tra vecchie incertezze e nuove riforme legislative

12 Marzo 2015 | di Andrea Melchiorri

Cass. civ. sez. IV
Appello Genova

Licenziamento disciplinare

La valutazione del requisito di proporzionalità del licenziamento disciplinare previsto dall’art. 2106 c.c. deve tenere conto di tutti gli elementi che caratterizzano la condotta oggetto del procedimento disciplinare e non limitarsi al solo accertamento del fatto materiale posto in essere dal lavoratore ed alla corrispondenza con le fattispecie per le quali il contratto collettivo nazionale applicabile prevede il licenziamento per giusta causa.

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