Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Mancato gradimento del lavoratore da parte della società committente e legittimità del trasferimento

29 Luglio 2019 | di Cristina Pulvirenti

Tribunale Reggio Calabria, sez. lav.

Appalto

Il trasferimento di un dipendente dell'appaltatore disposto a seguito del corretto esercizio della clausola di gradimento da parte del committente costituisce valido motivo tecnico-organizzativo ai sensi dell'art. 2103, c.c.

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Impugnazione del verbale di conciliazione: quando l'assistenza sindacale può ritenersi effettiva?

22 Luglio 2019 | di Teresa Zappia

Tribunale Roma, sez. lav.

Rinunce e transazione

Perché trovi applicazione il regime dell'inoppugnabilità della conciliazione, di cui all'art. 2113, c.c., sono necessari due elementi: il primo, di carattere formale, attiene alla sede protetta presso la quale l'accordo deve essere concluso; il secondo, di ordine sostanziale, richiede che l'effettività dell' assistenza prestata dal rappresentante sindacale al lavoratore, di modo che il rinunciante sia stato posto nella condizione di avere piena e puntuale conoscenza della portata e degli effetti scaturenti dagli atti abdicativi.

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Il tribunale di Roma esclude l'applicabilità dell'art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015 ai collaboratori outbound

19 Luglio 2019 | di Francesco Meiffret

Tribunale Roma, sez. lav.

Lavoro autonomo

Ai sensi del comma 2 dell'art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015, le tutele previste nel rapporto di lavoro subordinato non si applicano ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa nonostante sussista il requisito dell'eterorganizzazione se il trattamento economico e normativo è già regolato da un accordo collettivo...

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Tutela reintegratoria da licenziamento illegittimo: è necessaria l'offerta della prestazione per il conseguimento della posta risarcitoria?

19 Luglio 2019 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

Nell'ipotesi di ordine di reintegrazione del lavoratore ai sensi dell'art. 18, st.lav., nel testo applicabile anteriormente alle modifiche apportate dalla l. n. 92 del 2012, il diritto al risarcimento del danno non è subordinato - diversamente da quanto accade nel caso di nullità del termine apposto al contratto a tempo determinato - alla messa in mora del datore di lavoro mediante l'offerta della prestazione lavorativa da parte del prestatore (nella specie, un lavoratore, dopo la sentenza di accertamento dell'illegittimità del licenziamento intimatogli dalla società poi fallita, con relative condanne reintegratoria e risarcitoria, si era visto escludere dallo stato passivo il credito avente per oggetto le retribuzioni maturate anche nel periodo successivo alla sentenza, sul presupposto, censurato dalla S.C., di non aver provato l'offerta della prestazione alla società datrice).

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Disdetta del contratto collettivo nei confronti dei lavoratori cessati: aspettative e diritti quesiti

11 Luglio 2019 | di Maria Teresa Crotti

CCNL

Non avendo mai trovato applicazione il regime di registrazione dei sindacati previsto dall'art. 39, Cost., le clausole collettive sono applicabili al singolo contratto di lavoro per relationem, cioè se e in quanto richiamate dal contratto individuale. I lavoratori cessati (e i loro superstiti) hanno acquisito in tal modo il diritto di godere della agevolazione in questione per il periodo successivo alla conclusione del rapporto lavorativo; mentre la revoca dell'Azienda è fondata su una disdetta unilaterale, poi trasfusa in accordo sindacale. Tale atto, tuttavia, è intervenuto in un momento in cui i ricorrenti erano già stati collocati a riposo e il loro contratto individuale di lavoro era venuto meno: in mancanza di una specifica adesione da parte degli interessati, quindi, l'accordo sindacale citato rimane res inter alios acta, inidoneo ad incidere negativamente sulla loro sfera giuridica.

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Revoca degli sgravi contributivi e violazione delle norme a tutela della salute dei lavoratori

11 Luglio 2019 | di Marta Filippi

Cass., sez. lav.

Sicurezza sul lavoro

Ai fini della revoca degli sgravi contributivi è sufficiente la violazione delle prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. Tali si identificano con tutte le misure preventive che garantiscono la sicurezza e la salute del lavoratore senza che vi sia la necessità di alcun giudizio in ordine alla gravità della violazione posta in essere dall'imprenditore. Ne consegue che rientra tra le violazioni sanzionabili con la revoca degli sgravi contributivi anche la mancata comunicazione all'Ispettorato del Lavoro del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (c.d. RSPP), posto che tale figura riveste un ruolo di garanzia dell'osservanza delle prescrizioni tecniche o di cautela generica della sicurezza sui luoghi di lavoro.

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Sull'interpretazione delle norme collettive in tema di illeciti disciplinari

08 Luglio 2019 | di Enrico Zani

Cass., sez. lav.

Contestazioni disciplinari

Non può dirsi consentito al Giudice, in presenza di una condotta accertata che non rientri in una di quelle descritte dai contratti collettivi ovvero dai codici disciplinari come punibili con sanzione conservativa, applicare la tutela reintegratoria operando una estensione non consentita al caso non previsto sul presupposto del ritenuto pari disvalore disciplinare...

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Il tempo-tuta “compensabile” con pause retribuite

01 Luglio 2019 | di Teresa Zappia

Retribuzione

Il tempo necessario ad indossare la divisa aziendale deve ritenersi incluso nell'orario di lavoro nel caso in cui esso sia assoggettato al potere di conformazione del datore. Tuttavia, è indispensabile procedere ad una valutazione globale della disciplina osservata in seno all'organizzazione aziendale...

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Licenziamento per giusta causa: legge 104 e assistenza parziale

01 Luglio 2019 | di Giovanni Guarini

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di abuso del diritto per utilizzo improprio del permesso di cui all'art. 33, l. n. 104 del 1992: “ove l'esercizio del diritto soggettivo non si ricolleghi alla attuazione di un potere assoluto e imprescindibile, ma presupponga un'autonomia comunque collegata alla cura di interessi, soprattutto ove si tratti - come nella specie - di interessi familiari tutelati nel contempo nell'ambito del rapporto privato e nell'ambito del rapporto con l'ente pubblico di previdenza, il non esercizio o l'esercizio secondo criteri diversi da quelli richiesti dalla natura della funzione può considerarsi abuso in ordine a quel potere pure riconosciuto dall'ordinamento...

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I vizi nelle rinunce e transazioni dei diritti dei lavoratori

24 Giugno 2019 | di Stefano Costantini

Rinunce e transazione

Le rinunce e transazioni aventi ad oggetto diritti del lavoratore, derivanti da disposizioni inderogabili di legge o di contratto collettivo, devono contenere, quali elementi essenziali, l'espressione della comune volontà delle parti di comporre una controversia in atto o prevista, l'indicazione della res dubia, nonché...

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