Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Licenziamento per g.m.o.: mutamento dell’assetto organizzativo in assenza di crisi

28 Gennaio 2019 | di Marco Giardetti

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l'andamento economico negativo dell'azienda non costituisce un presupposto necessario del provvedimento. È invece sufficiente che le ragioni inerenti all'attività produttiva e all'organizzazione del lavoro, le quali devono essere evidentemente esplicitate come motivazione che giustifica il licenziamento, causalmente determinino un effettivo mutamento dell'assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa

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Licenziamento per g.m.o. di personale in posizione fungibile e relativo regime di tutela in caso di violazione dei criteri di correttezza e buona fede

28 Gennaio 2019 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In tema di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, il nuovo regime sanzionatorio introdotto dalla l. n. 92 del 2012 prevede di regola la corresponsione di un'indennità risarcitoria, compresa tra un minimo di dodici ed un massimo di ventiquattro mensilità, riservando la tutela reintegratoria...

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Rito Fornero: “riproposizione”, nella fase di opposizione, delle domande (o eccezioni) non accolte in fase sommaria

21 Gennaio 2019 | di Luigi Di Paola

Rito Fornero (legge 92/2012)

Nel rito cd. Fornero, in caso di soccombenza reciproca nella fase sommaria e di opposizione di una sola delle parti, l’altra parte può riproporre nella fase a cognizione piena, con la memoria difensiva, le domande e le eccezioni non accolte, anche dopo la scadenza del termine per presentare autonoma opposizione e senza necessità di formulare una domanda riconvenzionale con relativa istanza di fissazione di una nuova udienza ai sensi dell’art. 418, c.p.c., atteso che l’opposizione non ha natura impugnatoria, ma produce la riespansione del giudizio, chiamando il giudice di primo grado ad esaminare l’oggetto dell’originaria impugnativa di licenziamento nella pienezza della cognizione integrale.

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Licenziamento per mancato superamento del periodo di prova dell’impiegato e contrasto tra legge e contrattazione collettiva

21 Gennaio 2019 | di Francesca Chietera

Tribunale Trento, sez, lav.

Licenziamento individuale

Deve essere dichiarata la nullità, ex art. 1418, comma 1, c.c., della clausola del contratto collettivo che assoggetta, in violazione dell'art. 4, comma 4, r.d.l. n. 1825 del 1924, ad un periodo di prova della durata di sei mesi anche i rapporti di lavoro subordinato degli impiegati diversi da quelli degli impiegati di grado e funzioni equivalenti a quelli degli institori, procuratori, rappresentanti a stipendio fisso, direttori tecnici o amministrativi.

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Esonero dalla responsabilità civile e risarcimento del danno biologico differenziale

21 Gennaio 2019 | di Andrea Rossi

Malattie professionali

Il lavoratore tecno-patico ha diritto al risarcimento del danno biologico differenziale, qualora la malattia professionale sia la conseguenza della violazione dell'art. 2087, c.c., sufficiente per superare la regola del parziale esonero di cui all'art. 10, d.P.R. n. 1124 del 1965.

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La prova del danno non patrimoniale nel procedimento per la perdita di uno stretto congiunto

16 Gennaio 2019 | di Roberto Spagnuolo

Cass., sez. lav., ord.

Danni nel rapporto di lavoro

In tema di risarcimento del danno da perdita di uno stretto congiunto, la prova del danno, che grava sul danneggiato, può essere data anche per presunzioni. Nel procedimento presuntivo ex art. 2727, c.c., l'evento infausto costituisce fatto noto dal quale il giudice può desumere la circostanza che i familiari stretti dello scomparso, in quanto per sempre privati della presenza del congiunto e del rapporto interpersonale, abbiano patito una sofferenza interiore tale da alterare la loro vita di relazione...

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Giusta causa di licenziamento: svolgimento di altra attività durante il periodo di malattia o infortunio

14 Gennaio 2019 | di Francesca Ciavarella

Corte appello L'Aquila, sez. lav.

Assenza per malattia e attività incompatibili

In tema di licenziamento per giusta causa, il lavoratore è esonerato dall'onere di dimostrare la compatibilità dello svolgimento di altra attività con la natura della malattia o l'infortunio impeditivi della prestazione lavorativa contrattualmente prevista, nonché la sua inidoneità a pregiudicare il recupero delle normali energie psicofisiche, ovvero la pronta guarigione e il sollecito rientro in servizio, solo qualora abbia agito in ottemperanza di una prescrizione medica in tal senso.

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L'onere della prova nel licenziamento discriminatorio

10 Gennaio 2019 | di Francesco Meiffret

Trib. Milano, sez. lav.

Licenziamento discriminatorio

Il lavoratore che esercita la azione a tutela dalla discriminazione può limitarsi a fornire elementi di fatto - desunti anche da dati di carattere statistico (relativi alle assunzioni, ai regimi retributivi, all'assegnazione di mansioni e qualifiche, ai trasferimenti, alla progressione in carriera ed ai licenziamenti) - idonei a fondare, in termini precisi e concordanti, la presunzione dell'esistenza di atti o comportamenti discriminatori, spettando in tal caso al convenuto l'onere della prova sulla insussistenza della discriminazione.

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L'insussistenza del posto segnalato dal lavoratore licenziato costituisce elemento presuntivo dell'impossibilità del repêchage

09 Gennaio 2019 | di Luigi Santini

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, pur non essendo il lavoratore licenziato tenuto ad indicare altre posizioni lavorative disponibili esistenti in azienda al momento del recesso, laddove, in un contesto di accertata e grave crisi economica ed organizzativa dell'impresa, questi non di meno indichi le posizioni lavorative a suo avviso disponibili e queste risultino insussistenti, tale verifica ben può essere utilizzata, nel riferito contesto, dal giudice al fine di escludere la possibilità di repêchage.

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Reclutamento del personale nelle società a partecipazione pubblica: incovertibilità del contratto a termine nullo

09 Gennaio 2019 | di Teresa Zappia

Corte appello Roma, sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

In forza dell'art. 19, comma 2, d.lgs. n. 175 del 2016, le società a partecipazione pubblica sono tenute, nel reclutamento del personale, al rispetto dei principi di cui all'art. 35, comma 3, d.lgs. n.165 del 2001. Non può essere convertito in un rapporto a tempo indeterminato il contratto a termine stipulato senza osservare i vincoli procedurali di reclutamento, essendo la sua stessa esistenza contraria a norme imperative, con conseguente nullità ex art. 1418, c.c.

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