Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Licenziamento disciplinare

Licenziamento per condotta extralavorativa nelle imprese di servizio pubblico in regime privatistico

17 Marzo 2015 | di Amelia Torrice

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La condotta illecita estranea al rapporto di lavoro può avere rilievo disciplinare perchè il lavoratore è obbligato, anche in ambito extralavorativo, a preservare il rapporto fiduciario tenendo comportamenti idonei ad assicurare affidabilità nei confronti del datore di lavoro e dell’utenza.

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La proporzionalità del licenziamento disciplinare tra vecchie incertezze e nuove riforme legislative

12 Marzo 2015 | di Andrea Melchiorri

Cass. civ. sez. IV
Appello Genova

Licenziamento disciplinare

La valutazione del requisito di proporzionalità del licenziamento disciplinare previsto dall’art. 2106 c.c. deve tenere conto di tutti gli elementi che caratterizzano la condotta oggetto del procedimento disciplinare e non limitarsi al solo accertamento del fatto materiale posto in essere dal lavoratore ed alla corrispondenza con le fattispecie per le quali il contratto collettivo nazionale applicabile prevede il licenziamento per giusta causa.

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Conversazione dipendente-superiori: la registrazione occulta non è illecita se effettuata a fini difensivi

03 Marzo 2015 | di Umberto Oliva

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La registrazione occulta di una conversazione tra un dipendente ed i suoi superiori, costituendo una potenziale prova utilmente spendibile in un processo civile ex art. 2712 c.c., non costituisce condotta illecita, neanche da un punto di vista disciplinare.

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Licenziamento disciplinare del lavoratore per espressioni non vere contenute in uno scritto difensivo

16 Febbraio 2015 | di Franco Raimondo Boccia

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Non costituisce illecito disciplinare né fattispecie determinativa di danno ingiusto - grazie alla scriminante di cui all'art. 598 c.p., comma 1, avente valenza generale nell'ordinamento – attribuire al proprio datore di lavoro in uno scritto difensivo atti o fatti, pur non rispondenti al vero, concernenti in modo diretto ed immediato l'oggetto della controversia, ancorché tale scritto contenga, in ipotesi, espressioni sconvenienti od offensive (soggette solo alla disciplina prevista dall'art. 89 c.p.c.)

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Inidoneità di affermazioni rese dalla parte nel processo a costituire giusta causa di licenziamento. scriminante ex art. 51 c.p.

13 Febbraio 2015 | di Marco Giardetti

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Non costituisce illecito disciplinare né fattispecie determinativa di danno ingiusto - grazie alla scriminante di cui all'art. 598 comma 1 c.p., avente valenza generale nell'ordinamento - attribuire al proprio datore di lavoro in uno scritto difensivo atti o fatti, pur non rispondenti al vero, concernenti in modo diretto ed immediato l'oggetto della controversia, ancorché tale scritto contenga, in ipotesi, espressioni sconvenienti od offensive, soggette solo alla disciplina prevista dall'art. 89 c.p.c. (nella specie, un dipendente, difendendosi in un giudizio contro un terzo, riferiva espressioni offensive al proprio datore di lavoro, il quale non era parte in causa; la Corte ha escluso la legittimità del licenziamento intimato al lavoratore)

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Il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo in presenza di una mera svista del lavoratore

12 Febbraio 2015 | di Antonio Dibitonto

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Non costituisce giusta causa o giustificato motivo di licenziamento una mera svista commessa dal lavoratore nell'espletamento delle proprie mansioni e priva di conseguenze dannose per il datore di lavoro e/o per terzi.

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