Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Licenziamento per mancato superamento del periodo di prova comunicato via mail

06 Marzo 2018 | di Francesca Chietera

Cass. sez. lav,

Licenziamento individuale

Per il licenziamento intimato durante il periodo di prova non è richiesto per legge l’atto scritto. In ogni caso, il requisito della comunicazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità, ivi compresa la comunicazione a mezzo mail.

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Efficacia generale soggettiva dell’accordo aziendale e inapplicabilità ai lavoratori dissenzienti o aderenti al sindacato non firmatario

01 Marzo 2018 | di Daniela Fargnoli

Cass. sez. lav.,

Condotta antisindacale

L’accordo aziendale firmato solamente da alcuni sindacati ha efficacia generale soggettiva nei confronti di tutti i lavoratori, eccenzion fatta per coloro che aderiscono al sindacato non firmatario di quell’accordo e per i lavoratori dissenzienti. Questi possono agire per farne accertare l’inefficacia nei loro confronti; mentre la legittimazione del relativo sindacato potrebbe riconoscersi nel caso in cui si accertasse il carattere plurioffensivo delle minacce, rivolte ai lavoratori, di irrogare nei loro confronti sanzioni disciplinari per mancato rispetto dell’accordo.

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Recidiva prevista dal CCNL come ipotesi di recesso: il giudice deve in ogni caso valutare la gravità del fatto contestato

26 Febbraio 2018 | di Alessandra Boati

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

La previsione da parte della contrattazione collettiva della recidiva, in relazione a precedenti mancanze, come ipotesi di licenziamento non esclude il potere/dovere del giudice di valutare in ogni caso la gravità dell’addebito ai fini della proporzionalità della sanzione espulsiva.

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e tutela reintegratoria nell’art. 18

22 Febbraio 2018 | di Nicola Morgese

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, il regime sanzionatorio introdotto dalla legge n.92 del 2012 riserva la c.d. tutela reintegratoria attenuata ad ipotesi residuali, limitando il ripristino del rapporto di lavoro, con un risarcimento fino ad un massimo di dodici mensilità, ai soli casi, che fungono da eccezione, in cui l'insussistenza del fatto posto a base del licenziamento sia connotata, ai sensi del comma 7 dell’art. 18 St. lav., da una particolare evidenza, qualificandosi come manifesta.

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La contribuzione figurativa durante l'astensione obbligatoria e raggiungimento dei 12 mesi di contribuzione

20 Febbraio 2018 | di Marta Filippi

Cass. sez. lav.,

Contributi previdenziali

I periodi corrispondenti a quelli per i quali sia prevista l'astensione obbligatoria dal lavoro in relazione all'evento maternità, ma che si collochino al di fuori del rapporto di lavoro, seppure riconosciuti come periodi contributivi attraverso la contribuzione figurativa, non sono utili ai fini del riconoscimento del diritto all'indennità di disoccupazione.

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Posizionamento delle telecamere e difensività come condizioni di liceità del controllo a distanza non autorizzato

15 Febbraio 2018 | di Francesco Pedroni

Corte app. Milano

Diritti ed obblighi datore di lavoro

In tema di controllo del lavoratore, non è soggetta alla disciplina dell’art. 4, co. 2, dello Statuto del Lavoratore l’installazione di impianti ed apparecchiature di controllo poste a tutela del patrimonio aziendale dalle quali non derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività lavorativa, né risulti in alcun modo compromessa la dignità e riservatezza dei lavoratori, atteso che non corrisponde ad alcun criterio logico-sistematico garantire al lavoratore, in presenza di condotte illecite sanzionabili penalmente o con sanzione espulsiva, una tutela maggiore di quella riconosciuta ai terzi estranei all’impresa.

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Anche gli aggravamenti di un infortunio successivi al decennio vanno riconosciuti

13 Febbraio 2018 | di Aldo De Matteis

Cass. sez. lav.,

Infortuni sul lavoro

Il termine per l’esercizio del diritto alla revisione della rendita Inail stabilito dall’art. 83 D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, si riferisce esclusivamente all’eventuale aggravamento ed alla consequenziale inabilità derivante dalla naturale evoluzione dell’originario stato morboso, mentre, allorché il maggior grado di inabilità dipenda da una concausa sopravvenuta, sempre necessariamente originata dalla lesione generata dallo stesso infortunio, deve trovare applicazione la disciplina dettata dall’art. 80 del citato decreto.

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Tutela del dipendente pubblico in caso di licenziamento illegittimo intimato dopo la Legge Fornero

08 Febbraio 2018 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.,

Licenziamento disciplinare

Le modifiche apportate dalla Legge Fornero (L. n. 92/2012) all'art. 18 dello Statuto del Lavoratore (L. n. 300/1970) non si applicano ai rapporti di pubblico impiego privatizzato, sicché la tutela del dipendente pubblico, in caso di licenziamento illegittimo intimato in data successiva alla sua entrata in vigore, resta quella prevista dall'art. 18 St. Lav. nel testo antecedente la riforma. A tal fine rileva l'inconciliabilità della nuova normativa, modulata sulle esigenze del lavoro privato, con le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 165/2001, neppure richiamate al co. 6 del nuovo art. 18. Inoltre, la natura fissa e non mobile del rinvio di cui all'art. 51, co. 2, del D.Lgs. n. 165/2001 mostra l'incompatibilità con un automatico recepimento di ogni modifica successiva che incida sulla natura del dipendente licenziato.

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Illegittimità del licenziamento per patto di prova nullo e regime sanzionatorio per contratto a tutele crescenti

06 Febbraio 2018 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Trib. Roma,

Intimazione del licenziamento

Nell’ambito di un contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, il licenziamento irrogato sulla base del mancato superamento della prova, qualora il relativo patto sia affetto da nullità per assenza di previsione scritta, integra gli estremi del recesso datoriale privo di giustificazione e soggiace al regime indennitario di cui all’art. 3, co. 1, del D. Lgs. n. 23/2015, che stabilisce il diritto del lavoratore, in difetto di giusta causa o di giustificato motivo del licenziamento, ad un indennizzo risarcitorio predeterminato e parametrato all’anzianità di servizio.

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Fondi pensione a ripartizione a prestazioni definite e sussistenza di una posizione individuale dell’iscritto passibile di riscatto e trasferimento

01 Febbraio 2018 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.,

Previdenza complementare

Le riforme in materia di previdenza complementare degli anni 1992-1993 (legge 23 ottobre 1992 n. 421 e d.lgs. 28 aprile 1993 n. 124, poi oggetto di revisione con la legge 23 agosto 2004 n. 243 e il d.lgs. 5 agosto 2005 n. 252) - introducendo il principio della portabilità (trasferimento e riscatto) della posizione individuale in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione a fondo pensione - tenevano conto del fatto che la nuova disciplina avrebbe impattato anche sui fondi preesistenti a ripartizione e prestazioni definite, per cui, non prevedendo un regime apposito, autonomo e derogatorio per tali forme, hanno inteso riferire anche ad esse la enucleabilità di posizioni individuali e la conseguente loro portabilità, come già riconosciuto da Cassazione SU n. 477/2015 a superamento di precedenti contrasti interpretativi. Nei fondi pensione in parola la “posizione previdenziale” del singolo (in assenza di conti individuali, presenti invece nei nuovi fondi pensione a capitalizzazione e contribuzione definita) sebbene non determinata a priori, è determinabile in applicazione di regole, modelli e tecniche matematici/attuariali.

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