Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Diritto di critica e denuncia penale

10 Marzo 2017 | di Stefano Costantini

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Il diritto di critica deve rispettare i principi della continenza sostanziale e della continenza formale, intesa quest’ultima anche quale correttezza e civiltà del linguaggio utilizzato, temperata tuttavia dalla necessità di esprimere liberamente le proprie opinioni personali, anche con espressioni astrattamente offensive per il destinatario.

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Ammissibilità del quesito referendario sulla disciplina degli appalti

08 Marzo 2017 | di Alessandra Fabbri

Corte Cost.

Appalto

Va dichiarata ammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione dell’art. 29, comma 2, D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, limitatamente alle parole «Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti» e alle parole «Il committente imprenditore o datore di lavoro è convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all’appaltatore e con gli eventuali ulteriori subappaltatori. Il committente imprenditore o datore di lavoro può eccepire, nella prima difesa, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore medesimo e degli eventuali subappaltatori. In tal caso, il giudice accerta la responsabilità solidale di tutti gli obbligati, ma l’azione esecutiva può essere intentata nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori».

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Mancata reperibilità in malattia. Quando l'assenza del lavoratore alla visita fiscale giustifica il licenziamento?

03 Marzo 2017 | di Paolo Patrizio

Cass. sez. lav.

Visita medica di controllo

Mediante la previsione di cui alla L. n. 638/1983, articolo 5, si è imposto al lavoratore un comportamento (e cioè la reperibilità nel domicilio durante prestabilite ore della giornata) che è, ad un tempo, un onere all’interno del rapporto assicurativo ed un obbligo accessorio alla prestazione principale del rapporto di lavoro, ma il cui contenuto resta, in ogni caso, la “reperibilità” in sè. Con la conseguenza che l’irrogazione della sanzione può essere evitata soltanto con la prova, il cui onere grava sul lavoratore, di un ragionevole impedimento all’osservanza del comportamento dovuto e non anche con quella della effettività della malattia, la quale resta irrilevante rispetto allo scopo (che la legge ha inteso concretamente assicurare) dell’assolvimento tempestivo ed efficace dei controlli della stessa da parte delle strutture pubbliche competenti, siano esse attivate dall’ente di previdenza ovvero dal datore di lavoro ai sensi della L. 20 maggio 1970, n. 300, articolo 5.

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Il frazionamento dei crediti da lavoro: le Sezioni Unite

01 Marzo 2017 | di Luca Scarpantoni

Cass. S.U.

Retribuzione

Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, anche se relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi.

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Demansionamento del dirigente pubblico: illegittimità del provvedimento amministrativo e tutela ripristinatoria

24 Febbraio 2017 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

Il dirigente pubblico che venga privato, in tutto o in parte, delle sue mansioni per effetto di un illegittimo provvedimento della P.A. datrice di lavoro, ha diritto al ripristino delle mansioni nella loro pienezza e a portare a termine i compiti conferitigli fino alla scadenza pattuita, con detrazione del periodo già trascorso dal conferimento all'illegittimo svuotamento delle mansioni.

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I controlli difensivi dopo il Jobs Act

22 Febbraio 2017 | di Marianna Russo

Trib. Roma

Videosorveglianza

Le garanzie procedurali previste dall’art. 4 St. Lav. si applicano anche ai controlli c.d. difensivi, ossia a quei controlli diretti ad accertare comportamenti illeciti dei lavoratori, dovendo escludersi che l’insopprimibile esigenza di evitare condotte illecite da parte dei dipendenti possa assumere portata tale da giustificare un sostanziale annullamento di ogni forma di garanzia della dignità e riservatezza del lavoratore.

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Riconoscimento in Cassazione dello ius superveniens retroattivo: il via libera delle Sezioni Unite

17 Febbraio 2017 | di Maddalena Ciccone

Cass. S.U.

Processo del lavoro - Ricorso per Cassazione

È ammissibile il ricorso per Cassazione per violazione di legge sopravvenuta dotata di efficacia retroattiva. Il ricorso incontra, tuttavia, il limite del giudicato, salvo che la sentenza si componga di più parti, connesse tra loro in modo che l’accoglimento dell’impugnazione della parte principale determini la caducazione anche della parte dipendente, pur in assenza d’impugnazione specifica di quest’ultima.

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Determinazione della base retributiva imponibile ai fini contributivo-previdenziali per i lavoratori impiegati all’estero

15 Febbraio 2017 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.

Lavoratori all'estero

Ai fini dell’individuazione della base imponibile per la determinazione dei contributi previdenziali dovuti in relazione alla posizione di lavoratori italiani che prestano attività lavorativa all’estero in Paesi Convenzionati, deve aversi riguardo alla retribuzione effettivamente corrisposta e non alle retribuzioni convenzionali individuate con i D.M. richiamati dall’art. 4, comma 1, D.L. n. 317/1987 (L. n. 398/1987), non essendo applicabile il comma 8-bis dell’art. 48, DPR n. 917/1986 (attualmente art. 51), introdotto dall’art. 36, comma 1, L. n. 342/ 2000, che opera esclusivamente a fini fiscali e non incide sulla determinazione della retribuzione imponibile a fini contributivi.

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Usura psicofisica da lavoro prestato oltre il sesto giorno: considerazioni in tema di trattamento economico

10 Febbraio 2017 | di Davide Rizzuti

Cass. sez. lav.

Ferie e riposi

In tema di lavoro prestato oltre il sesto giorno consecutivo, occorre tenere distinto il danno da usura psicofisica, conseguente alla mancata fruizione del riposo dopo sei giorni di lavoro, dall'eventuale ulteriore danno biologico, che invece si concretizza in un'infermità determinata da una continua attività lavorativa non seguita da riposi settimanali. Nella prima evenienza, il danno può essere presunto sull'an; il relativo quantum è indennizzabile mediante ricorso a maggiorazioni o compensi previsti dal contratto collettivo o individuale per altre voci retributive.

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Il giustificato motivo oggettivo sussiste anche quando le mansioni vengono ripartite fra il personale in servizio

08 Febbraio 2017 | di Barbara Fumai

Cass. sez. lav.

Licenziamento economico

Può costituire giustificato motivo oggettivo di licenziamento ai sensi della L. n. 604/1966, articolo 3, anche soltanto una diversa ripartizione di date mansioni fra il personale in servizio, attuata a fini di più economica ed efficiente gestione aziendale, nel senso che, invece di essere assegnate ad un solo dipendente, certe mansioni possono essere suddivise fra più lavoratori, ognuno dei quali se le vedrà aggiungere a quelle già espletate: il risultato finale fa emergere come in esubero la posizione lavorativa di quel dipendente che vi era addetto in modo esclusivo o prevalente. In tale ultima evenienza, il diritto del datore di lavoro di ripartire diversamente determinate mansioni fra più dipendenti non deve far perdere di vista la necessità di verificare il rapporto di congruità causale fra la scelta imprenditoriale e il licenziamento, nel senso che non basta che i compiti un tempo espletati dal lavoratore licenziato risultino essere stati distribuiti ad altri, ma è necessario che tale riassetto sia all’origine del licenziamento anziché costituirne mero effetto di risulta.

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