Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

L’onere della prova della lesione del vincolo fiduciario nel licenziamento disciplinare

03 Maggio 2017 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Sussiste violazione e falsa applicazione delle norme, di cui all'art. 116 c.p.c. e art. 2697 c.c., quando il giudice non costruisce il proprio convincimento sulla base delle risultanze istruttorie ma su circostanze non puntualmente prese in esame e, comunque, più volte contestate.

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Lavoro autonomo in favore di una Amministrazione Pubblica: riqualificazione in rapporto dipendente e tutela sanzionatoria

26 Aprile 2017 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Lavoro pubblico

La riqualificazione come subordinato di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con una Amministrazione Pubblica non determina l'acquisizione di un posto di ruolo alle dipendenze dell'Ente ma solo la possibilità di un ristoro pecuniario ex art. 2126 c.c. che deve essere oggetto di una apposita domanda.

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Procedimento disciplinare: il diritto all’audizione del lavoratore incolpato

21 Aprile 2017 | di Enrico Zani

Cass. sez. lav.

Contestazioni disciplinari

Il datore di lavoro che intenda adottare una sanzione disciplinare nei confronti del dipendente non può omettere l’audizione del lavoratore incolpato che ne abbia fatto espressa ed inequivocabile richiesta contestualmente alla comunicazione – nel termine di cui all'art. 7, comma 5, L. 20 maggio 1970, n. 300 – di giustificazioni scritte, anche se queste appaiano già di per sè ampie ed esaustive. Una volta che l’espressa richiesta sia stata formulata dal lavoratore, deve reputarsi che la sua previa audizione costituisca in ogni caso indefettibile presupposto procedurale che legittima l’adozione della sanzione disciplinare, anche nell’ipotesi in cui il lavoratore, contestualmente alla richiesta di audizione a difesa, abbia comunicato al datore di lavoro giustificazioni scritte. Queste ultime, infatti, per il solo fatto che si accompagnino alla richiesta di audizione, sono ritenute dal lavoratore stesso non esaustive e destinate ad integrarsi con le giustificazioni ulteriori che lo stesso fornisca in sede di audizione.

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Il potere di accertamento dello svolgimento della professione da parte della Cassa Previdenza dei Dottori Commercialisti

19 Aprile 2017 | di Domenico Mesiti

Cass. S.U.

Lavoro autonomo

La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti è titolare del potere di accertare, sia all'atto dell'iscrizione ad essa, sia periodicamente, e comunque prima dell'erogazione di qualsiasi trattamento previdenziale, ed a tale limitato fine, che l'esercizio della corrispondente professione non sia stato svolto nelle situazioni di incompatibilità di cui all'art. 3, D.P.R. n. 1067/1953 (ora art. 4, D.Lgs. n. 139/2005), ancorché quest'ultima non sia stata accertata dal Consiglio dell'Ordine competente. In particolare, detto autonomo potere di accertamento sussiste nel momento della verifica dei presupposti per l’erogazione del trattamento previdenziale, al quale si associa naturalmente la cessazione dell’iscrizione all’Ordine, non potendosi ravvisare ostacolo alcuno nella carenza di una procedura specifica per l’esercizio di esso, risultando le garanzie procedimentali suscettibili di essere in ogni caso assicurate dall’osservanza delle norme generali di cui alla L. n. 241/1990.

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La copertura assicurativa dell’infortunio sul lavoro accaduto nell’esercizio di un’attività connessa a quella agricola principale

14 Aprile 2017 | di Andrea Rossi

Cass. sez. lav.

Infortuni sul lavoro

Al fine del riconoscimento della tutela assicurativa di un infortunio sul lavoro, l’evento lesivo accaduto al lavoratore agricolo deve verificarsi nell’esercizio di mansioni rientranti in operazioni di uso corrente che non esprimano una valutazione ed una scelta di carattere organizzativo imprenditoriale.

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Legittimo il licenziamento per riorganizzazione aziendale se i criteri di scelta sono ragionevoli

12 Aprile 2017 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Quando il giustificato motivo oggettivo si identifica nella soppressione di un posto di lavoro in presenza di più posizioni fungibili, il datore di lavoro deve improntare l’individuazione del soggetto da licenziare in base ai principi di correttezza e buona fede previsti ex artt. 1175 e 1375 c.c. In tale contesto - nonostante l’art. 5, Legge n. 223/1991 individui alcuni parametri idonei ad assicurare che la scelta sia legittima - non può escludersi la facoltà per il datore di lavoro di utilizzare altri criteri (non codificati), purché gli stessi non risultino arbitrari e siano comunque idonei a determinare una graduatoria fra i lavoratori coinvolti.

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Rapporto tra società e amministratori: esclusa la parasubordinazione e inapplicabili i limiti all’impignorabilità degli stipendi

07 Aprile 2017 | di Elena Boghetich

Cass. S.U.

Dirigenti

L’amministratore unico o il consigliere d’amministrazione di una società per azioni sono legati da un rapporto di tipo societario che, in considerazione dell’immedesimazione organica che si verifica tra persona fisica ed ente e dell’assenza del requisito della coordinazione, non è compreso in quelli previsti dal n. 3 dell’art. 409 c.p.c. Ne deriva che i compensi spettanti ai predetti soggetti per le funzioni svolte in ambito societario sono pignorabili senza i limiti previsti dal quarto comma dell’art. 545 c.p.c.

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Non viola l'obbligo di fedeltà il lavoratore che denuncia il datore di lavoro

05 Aprile 2017 | di Pasquale Staropoli

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Non integra giusta causa o giustificato motivo soggettivo di licenziamento la condotta del lavoratore che denunci all’autorità giudiziaria o all’autorità amministrativa competente fatti di reato o illeciti amministrativi commessi dal datore di lavoro, a meno che non risulti il carattere calunnioso della denuncia o la consapevolezza della insussistenza dell’illecito, e sempre che il lavoratore si sia astenuto da iniziative volte a dare pubblicità a quanto riportato a conoscenza delle autorità competenti.

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Abbandono del posto di lavoro o sospensione del lavoro senza giustificato motivo?

31 Marzo 2017 | di Barbara Fumai

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Il c.d. abbandono del posto di lavoro, secondo il suo significato letterale, individua il totale distacco dal bene da proteggere e non ricorre quando la persona sia fisicamente reperibile nel luogo ove la prestazione dev’essere svolta.

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L’omessa audizione dell’incolpato configura un vizio procedurale sanzionato dall’art. 18, comma 6, Legge n. 300/1970

28 Marzo 2017 | di Daniela Bracci

Cass. sez. lav.

Contestazioni disciplinari

L’omessa audizione dell’incolpato, violando la disposizione di cui all’art. 7, comma 2, Legge n. 300/1970, comporta non già la nullità del licenziamento, ma la sua inefficacia ed integra un vizio procedurale con conseguente applicazione dell’indennità risarcitoria attenuata di importo compreso tra un minimo di sei e un massimo di dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto ai sensi dell’art. 18, comma 6, Legge n. 300/1970.

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