Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il licenziamento con un SMS è efficace

21 Dicembre 2016 | di Marco Sartori

Appello Firenze

Intimazione del licenziamento

Il licenziamento intimato tramite SMS può essere assimilato, con riferimento allo strumento utilizzato per veicolare la dichiarazione di recesso dal datore di lavoro al lavoratore, al licenziamento intimato tramite telegramma cd. fonodettato (ovvero telegramma dettato attraverso l’apposito servizio telefonico), qualora risulti provata l’effettiva provenienza del messaggio dall’apparente autore della dichiarazione.

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Licenziamento per GMO: la legittimità della scelta datoriale ed i limiti costituzionali al sindacato giurisdizionale

16 Dicembre 2016 | di Gianpiero Belligoli

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Il controllo giurisdizionale del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per non sconfinare in valutazioni di merito che si sovrappongano a quelle dell'imprenditore (la cui autonomia è garantita ex art. 41 Cost., comma 1), deve limitarsi a verificare che il recesso sia dipeso da genuine scelte organizzative di natura tecnico-produttiva e non da pretestuose ragioni atte a nasconderne altre concernenti esclusivamente la persona del lavoratore licenziato.

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I controlli difensivi e le procedure garantiste dell'art. 4 St.Lav.

14 Dicembre 2016 | di Vittorio De Luca, Elena Cannone

Cass. civ., sez. I

Videosorveglianza

Il datore di lavoro non può liberamente utilizzare impianti e apparecchiature di controllo per qualsiasi finalità (di tutela dei beni aziendali, di accertamento e prevenzione dei comportamenti illeciti dei dipendenti ecc.), quando derivi anche solo “la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”, a prescindere dalle sue intenzioni. Ciò significa che l’attività di vigilanza a distanza, quando permette anche la mera possibilità di controllo dell’attività lavorativa fornita dal prestatore di lavoro, non è consentita se non a seguito del positivo esperimento delle procedure di garanzia di cui all’art. 4, comma 2 (vecchia formulazione) dello Statuto dei Lavoratori.

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Il calcolo del danno differenziale nel sistema bipolare di risarcimento del danno

06 Dicembre 2016 | di Andrea Rossi

Cass. sez. lav.

Danni nel rapporto di lavoro

Nel sistema bipolare di risarcimento del danno, la liquidazione del danno-conseguenza in favore della vittima dell’infortunio (in precedenza indennizzato dall’INAIL) deve avvenire per poste omogenee, senza poter detrarre dalle somme liquidate in ambito civilistico per il danno non patrimoniale quanto erogato dall’assicuratore sociale per le conseguenze patrimoniali.

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Giustificato rifiuto a svolgere le mansioni superiori: illegittimo il licenziamento

02 Dicembre 2016 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.

Ius variandi

È illegittimo il licenziamento comminato dal datore di lavoro a seguito del rifiuto del lavoratore a svolgere la prestazione lavorativa; prefigura, inoltre, gli estremi dell’eccezione di inadempimento, nel caso in cui tale rifiuto sia determinato dal mancato riconoscimento del superiore livello, maturato dal lavoratore a fronte dello stabile svolgimento delle nuove mansioni da oltre tre anni.

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Somministrazione irregolare: il licenziamento intimato dal somministratore va impugnato nei confronti dell’utilizzatore?

30 Novembre 2016 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Somministrazione di lavoro

Nei casi di costituzione d’un rapporto di lavoro direttamente in capo all’utilizzatore, ai sensi dell’art. 27 co. 1 del D.Lgs. n. 276/2003, gli atti di gestione del rapporto posti in essere dal somministratore producono nei confronti dell’utilizzatore tutti gli effetti negoziali anche modificativi del rapporto di lavoro, loro propri, ivi incluso il licenziamento, con conseguente onere del lavoratore di impugnare il licenziamento nei confronti di quest’ultimo ai sensi dell’art. 6 L. n. 604/1966.

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L’obbligo di repechage dopo il nuovo art. 2103 c.c.

25 Novembre 2016 | di Marco Proietti

Tribunale Torino

Licenziamento economico

Il nuovo testo dell’art. 2103 c.c. impone al datore di lavoro di valutare se è possibile l’affidamento del dipendente a mansioni inferiori, prima di procedere con il licenziamento per motivo oggettivo, con onere della prova interamente a carico del datore; lo stesso, infatti, è tenuto a verificare non solo la presenza di posizioni equivalenti ma anche escludere la possibilità dell’assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori.

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L’assenza di illiceità del fatto contestato e sanzione applicabile

23 Novembre 2016 | di Daniela Bracci

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

L’assenza di illiceità di un fatto materiale pur sussistente deve essere ricondotta all’ipotesi dell’insussistenza del fatto contestato per la quale l’art. 18, co. 4, L. n. 300/1970 prevede la reintegrazione nel posto di lavoro, mentre la minore o maggiore gravità o lievità del fatto contestato e ritenuto sussistente, implicando un giudizio di proporzionalità, non consente l’applicazione della tutela reintegratoria, ma esclusivamente quella indennitaria di cui al successivo comma quinto della norma citata.

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Recesso per giusta causa dell'agente e diritto al minimo provvigionale

18 Novembre 2016 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Agenti e rappresentanti

La condotta del preponente che renda più difficoltoso per l'agente l'esercizio dell' attività lavorativa costituisce una giusta causa di recesso dell'agente, in quanto gravemente lesiva del vincolo fiduciario, da essa desumendosi la volontà di arrecargli disagio nello svolgimento dell'attività lavorativa, tenuto conto dell'importanza del ruolo dell'agente, responsabile di una attività di coordinamento nella sua autonomia di programmazione e non soggetto a direttive vincolanti.

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Inefficacia del licenziamento per vizio di motivazione e sanzioni

16 Novembre 2016 | di Francesca Chietera

Cass. sez. lav.

Intimazione del licenziamento

Il licenziamento intimato senza l’indicazione dei motivi che lo hanno determinato, in violazione dell’art. 2, co. 2, L. n. 604/66, come novellato dall’art. 1, co. 37, L. n. 92/ 2012, è inefficace. L’inefficacia del licenziamento, nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti, non comporta l’obbligo di reintegrazione e di risarcimento del danno in misura pari alle retribuzioni maturate dalla data del recesso fino a quella dell’effettiva reintegra, ma solo la corresponsione di un importo compreso tra 2,5 e 6 mensilità, in applicazione di quanto previsto dall’art. 8 L. n. 604/66.

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