Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Carenza della valutazione dei rischi e illegittimità dei contratti di somministrazione

03 Febbraio 2017 | di Gianpiero Belligoli

Cass. sez. lav.

Somministrazione di lavoro

Qualora sia applicabile, ratione temporis, il disposto di cui all’art. 20, comma 5, del D.Lgs. n. 276/2003, è vietato per le imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 stipulare contratti di somministrazione.

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Licenziamento disciplinare: omessa contestazione dell’infrazione in violazione dell’art. 7 St. Lav. e tutela reintegratoria “attenuata”

01 Febbraio 2017 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Il radicale difetto di contestazione dell’infrazione, determinando l’inesistenza della procedura disciplinare e non solo la violazione delle norme che la regolano, comporta l’applicazione della tutela reintegratoria di cui all’art. 18, comma 4, St. Lav., prevista in caso di accertata insussistenza del fatto contestato e non semplicemente addebitato.

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Obbligo di repêchage per mansioni inferiori?

27 Gennaio 2017 | di Roberto Spagnuolo

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’obbligo di repêchage a carico del datore di lavoro deve estendersi alla verifica della possibilità di adibizione del lavoratore a mansioni inferiori a quelle precedentemente svolte, con il consenso del medesimo.

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Eccessiva morbilità del lavoratore: illegittimità del licenziamento per giusta causa

25 Gennaio 2017 | di Maria Chiara Costabile

Trib. Milano

Malattia

Va disposta la reintegrazione del lavoratore, assoggettato alla disciplina del contratto a tutele crescenti, licenziato per giusta causa ex art. 2119 c.c. in relazione all'asserita interruzione del rapporto fiduciario conseguente il protratto periodo di malattia in caso di mancata costituzione di parte datoriale, comportante il mancato assolvimento dell’onere probatorio.

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Cambio di appalto, assunzione dei dipendenti da parte del nuovo appaltatore e condizioni per l’applicazione dell’art. 2112 c.c.

19 Gennaio 2017 | di Ilario Alvino

Cass. sez. lav.

Trasferimento d’azienda

Ai sensi dell’art. 29, 3 comma, D.Lgs. n. 276/2003, non costituisce trasferimento d’azienda ai sensi dell’art. 2112 c.c. la mera assunzione dei lavoratori in caso di cambio del soggetto appaltatore (in esecuzione d’una c.d. clausola sociale prevista dalla contrattazione collettiva o dalla legge), a meno che la stessa non si accompagni alla cessione dell’azienda o di un suo ramo autonomo intesa come passaggio di beni di non trascurabile entità, tali da rendere possibile lo svolgimento di una specifica impresa (fattispecie precedente alle modifiche apportate all’art. 29, D.Lgs. n. 276/2003 dall’art. 30, L.n. 122/2016)”.

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Art. 18 post riforma Fornero: i confini della reintegrazione nel licenziamento collettivo illegittimo

18 Gennaio 2017 | di Andrea Melchiorri

Cass. sez. lav.

Licenziamenti collettivi

L’incompletezza della comunicazione finale del procedimento di licenziamento collettivo di cui all’art. 4, comma 9, della Legge 23 luglio 1991, n. 223, costituisce una “violazione delle procedure” previste dalla Legge citata e, pertanto, dà luogo alla tutela dell’indennizzo economico prevista dal terzo periodo dell’art. 18, comma 7, della Legge 20 maggio 1970, n. 300 e non alla tutela della reintegrazione nel posto di lavoro prevista in caso violazione dei criteri di scelta.

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Il complesso meccanismo della modifica del CCNL applicabile: tra vincolo associativo, condotta antisindacale e contrattazione individuale

12 Gennaio 2017 | di Verzaro Matteo

Trib. Roma
Trib. Torino

CCNL

Costituisce condotta antisindacale la violazione dell’accordo, concluso per fatti concludenti a livello sia collettivo sia individuale, con il quale è stato recepito il CCNL da applicare ai lavoratori e, con esso, anche la clausola relativa all'efficacia temporale dello stesso contratto.

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Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo "organizzativo": la fattispecie

10 Gennaio 2017 | di Giuseppe Santoro-Passarelli

Cass. sez. lav.

Licenziamento economico

Ai fini della legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare ed il giudice accertare, essendo sufficiente dimostrare l’effettività del mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa, a meno che il datore di lavoro non abbia motivato il licenziamento richiamando l’esigenza di far fronte a situazioni economiche sfavorevoli.

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Fondo pensione chiuso preesistente e modifiche statutarie introdotte con successivi accordi collettivi incidenti sul diritto pensionistico in via di maturazione

04 Gennaio 2017 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.

Pensioni

Le disposizioni dei contratti collettivi non si incorporano nel contenuto dei contratti individuali, dando luogo a diritti quesiti sottratti al potere dispositivo delle organizzazioni sindacali, ma operano dall’esterno come fonte eteronoma del regolamento (concorrente con la fonte individuale). Nell’ipotesi di successione di contratti collettivi, le precedenti disposizioni non sono suscettibili di essere conservate secondo il criterio del trattamento più favorevole - che riguarda il rapporto fra contratto collettivo e individuale, secondo cui il divieto di deroga in pejus posto dall’art. 2077 c.c. è relativo solo alle disposizioni contenute nel contratto individuale di lavoro in relazione alle disposizioni del contratto collettivo e non viceversa -, mentre i rapporti di successione temporale tra contratti sono regolati dal principio della libera volontà delle parti stipulanti. Cosicché, nell’ipotesi di successione tra contratti collettivi, le precedenti disposizioni possono essere modificate da quelle successive anche se in seguito sfavorevoli al lavoratore, con il solo limite dei diritti quesiti (nel caso di specie la suprema Corte ha giudicato infondata la pretesa del lavoratore a non subire le modifiche apportate allo statuto del Fondo pensione da successivi accordi collettivi e a conservare il diritto pensionistico nella configurazione originaria, correlata alla organizzazione del fondo quale regime a prestazione definita).

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Il nesso causale nelle malattie multifattoriali

29 Dicembre 2016 | di Aldo De Matteis

Cass. sez. lav.

Malattie professionali

Le presunzioni legali della tabella delle malattie professionali si applicano anche alle malattie multifattoriali in essa previste.

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