Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Abbandono del posto di lavoro o sospensione del lavoro senza giustificato motivo?

31 Marzo 2017 | di Barbara Fumai

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Il c.d. abbandono del posto di lavoro, secondo il suo significato letterale, individua il totale distacco dal bene da proteggere e non ricorre quando la persona sia fisicamente reperibile nel luogo ove la prestazione dev’essere svolta.

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L’omessa audizione dell’incolpato configura un vizio procedurale sanzionato dall’art. 18, comma 6, Legge n. 300/1970

28 Marzo 2017 | di Daniela Bracci

Cass. sez. lav.

Contestazioni disciplinari

L’omessa audizione dell’incolpato, violando la disposizione di cui all’art. 7, comma 2, Legge n. 300/1970, comporta non già la nullità del licenziamento, ma la sua inefficacia ed integra un vizio procedurale con conseguente applicazione dell’indennità risarcitoria attenuata di importo compreso tra un minimo di sei e un massimo di dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto ai sensi dell’art. 18, comma 6, Legge n. 300/1970.

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Indebito previdenziale, liquidazione provvisoria e affidamento del pensionato

24 Marzo 2017 | di Giovanni Guarini

Corte App. Trento

Pensioni

L’erogazione espressamente definita e comunicata a titolo provvisorio dovrebbe essere sufficiente per non ingenerare l'affidamento del pensionato. Tuttavia, la mancata previsione di un termine entro il quale il provvedimento definitivo deve intervenire, può vanificare gli scopi perseguiti con l’art. 52, L. 9 marzo 1989, n. 88. Di talché, in ragione dei principi affermati dalla Corte Costituzionale e per rispetto alla ratio dell’art. 52 cit., appare chiaro che all'errore debba essere equiparato il ritardo patologico nella riliquidazione e rettifica di un provvedimento originariamente definito come provvisorio, quando l'istituto medesimo sia in possesso di tutti i dati necessari e rilevanti, atteso che il ritardo “patologico” lede l'affidamento del pensionato che è oggetto della tutela della disciplina in esame.

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Licenziamento per GMO: obbligo di comparazione con altre sedi aziendali

22 Marzo 2017 | di Stefania Billi

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Nelle ipotesi di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, in conseguenza della soppressione della posizione lavorativa presso una delle sedi aziendali, la legittimità del recesso è condizionata alla sola verifica della effettività della esigenza di riduzione del personale e del rapporto di causalità tra tale esigenza ed il licenziamento concretamente operato, sicché una questione di comparazione con altre sedi si pone nei soli casi in cui l’esigenza di riorganizzazione aziendale sia potenzialmente riferibile ad una pluralità di posizioni di lavoro e non anche, invece, su base territoriale.

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Il licenziamento per giusta causa e la proporzionalità della sanzione

16 Marzo 2017 | di Marco Proietti

Licenziamento individuale

Dopo la Riforma Fornero si è aperto un lungo confronto nella giurisprudenza di merito per definire il concetto di insussistenza del fatto posto a fondamento del licenziamento disciplinare – da cui ne deriva l’applicazione della tutela reale – rispetto a quello della semplice mancanza di proporzionalità della sanzione; in ogni caso, viene offerta materia di riflessione sul riparto degli oneri probatori e la valutazione del caso concreto rispetto all’incidenza sul danno alla produttività aziendale e l’impossibilità alla prosecuzione – neppure provvisoria – del rapporto di lavoro.

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Fatto "insussistente": quale tutela?

13 Marzo 2017 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

In caso di licenziamento disciplinare, un fatto non tempestivamente contestato ex art. 7, L. n. 300/1970, non può che essere considerato come "insussistente", non possedendo l'idoneità ad essere verificato in giudizio, con conseguente applicabilità del regime di tutela reintegratoria attenuata di cui all’art. 18, comma 4, Legge n. 300/1970, come novellato dall’art. 1, comma 42, lett. b), Legge 28 giugno 2012, n. 92.

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Diritto di critica e denuncia penale

10 Marzo 2017 | di Stefano Costantini

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

Il diritto di critica deve rispettare i principi della continenza sostanziale e della continenza formale, intesa quest’ultima anche quale correttezza e civiltà del linguaggio utilizzato, temperata tuttavia dalla necessità di esprimere liberamente le proprie opinioni personali, anche con espressioni astrattamente offensive per il destinatario.

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Ammissibilità del quesito referendario sulla disciplina degli appalti

08 Marzo 2017 | di Alessandra Fabbri

Corte Cost.

Appalto

Va dichiarata ammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione dell’art. 29, comma 2, D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, limitatamente alle parole «Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti» e alle parole «Il committente imprenditore o datore di lavoro è convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all’appaltatore e con gli eventuali ulteriori subappaltatori. Il committente imprenditore o datore di lavoro può eccepire, nella prima difesa, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore medesimo e degli eventuali subappaltatori. In tal caso, il giudice accerta la responsabilità solidale di tutti gli obbligati, ma l’azione esecutiva può essere intentata nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori».

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Mancata reperibilità in malattia. Quando l'assenza del lavoratore alla visita fiscale giustifica il licenziamento?

03 Marzo 2017 | di Paolo Patrizio

Cass. sez. lav.

Visita medica di controllo

Mediante la previsione di cui alla L. n. 638/1983, articolo 5, si è imposto al lavoratore un comportamento (e cioè la reperibilità nel domicilio durante prestabilite ore della giornata) che è, ad un tempo, un onere all’interno del rapporto assicurativo ed un obbligo accessorio alla prestazione principale del rapporto di lavoro, ma il cui contenuto resta, in ogni caso, la “reperibilità” in sè. Con la conseguenza che l’irrogazione della sanzione può essere evitata soltanto con la prova, il cui onere grava sul lavoratore, di un ragionevole impedimento all’osservanza del comportamento dovuto e non anche con quella della effettività della malattia, la quale resta irrilevante rispetto allo scopo (che la legge ha inteso concretamente assicurare) dell’assolvimento tempestivo ed efficace dei controlli della stessa da parte delle strutture pubbliche competenti, siano esse attivate dall’ente di previdenza ovvero dal datore di lavoro ai sensi della L. 20 maggio 1970, n. 300, articolo 5.

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Il frazionamento dei crediti da lavoro: le Sezioni Unite

01 Marzo 2017 | di Luca Scarpantoni

Cass. S.U.

Retribuzione

Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, anche se relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi.

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