Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Infortunio e occasione di lavoro: il sindaco è tutelato?

11 Novembre 2016 | di Aldo De Matteis

Tribunale Busto Arsizio

Infortuni sul lavoro

I lavoratori dipendenti, assicurati INAIL, conservano tale protezione durante l’espletamento della carica pubblica elettiva di sindaco.

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Tutele crescenti: licenziamento discriminatorio e reintegra

10 Novembre 2016 | di Enrico Zani

Tribunale Roma

Licenziamento discriminatorio

L’art. 2 D.Lgs. n. 23/2015, nel modificare l’art. 18 L. n. 300/1970, sanziona con la tutela reintegratoria "forte" il licenziamento nullo, intendendo per tale il recesso datoriale discriminatorio ai sensi dell’art.15 L. n. 300/1970, e, in modo distintivo e non sovrapponibile, quello riconducibile “agli altri casi di nullità espressamente previsti dalla legge”, da individuarsi alla stregua dell’art. 1418 c.c. nella nullità scaturente dalla illiceità del motivo ex art. 1345 c.c.

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Recesso per mancato superamento del periodo di prova in presenza di nullità del patto e tutela reintegratoria "attenuata"

03 Novembre 2016 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Patto di prova

La cessazione unilaterale del rapporto per mancato superamento della prova rientra nell’eccezionale fattispecie del recesso “ad nutum” di cui all’art. 2096 c.c., sottratto all’ordinaria disciplina di controllo delle ragioni del licenziamento, fermo restando, peraltro, che il richiamo al mancato superamento di un patto di prova non validamente apposto è inidoneo a costituire giusta causa o giustificato motivo di licenziamento e giustifica l’applicazione della tutela reintegratoria e risarcitoria, prevista dall’art. 18, comma 4, St. Lav., come modificato dalla l. n. 92 del 2012, applicabile “ratione temporis”.

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Licenziamento del pubblico dipendente gay che si prostituisce in rete: un caso di discriminazione?

27 Ottobre 2016 | di Andrea Ferrario

Cass. civ.

Licenziamento discriminatorio

Non può ritenersi connotato da intento discriminatorio il licenziamento per giusta causa del pubblico dipendente che offre prestazioni sessuali a pagamento su siti internet laddove risulti in modo inequivoco dalla ragione giustificativa addotta che il recesso dell'ente abbia sanzionato, non già l'orientamento sessuale e le scelte personali del dipendente, ma l'attività prostitutiva in sé.

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Mobilità nel pubblico impiego: le Sezioni Unite tornano sulla vexata quaestio del riparto di giurisdizione

25 Ottobre 2016 | di Paolo Patrizio

Cass. civ., sez. un.,

Lavoro pubblico

In tema di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinata attualmente dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del giudice amministrativo di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63, comma 4.

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Licenziamento intimato oltre il termine stabilito dalla contrattazione collettiva: quale sanzione?

17 Ottobre 2016 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

La violazione del termine per l’adozione del provvedimento conclusivo del procedimento disciplinare, stabilito dalla contrattazione collettiva (nella specie, dall’art. 8, comma 4, del ccnl Metalmeccanici), è idonea a integrare una violazione della procedura di cui all’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, tale da rendere operativa la tutela prevista dall’art. 18, comma 6, dello stesso Statuto, come modificato dalla l. n. 92 del 2012.

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Compatibilità del rito Fornero con la domanda di accertamento incidentale della codatorialità

13 Ottobre 2016 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Rito Fornero (legge 92/2012)

Il presupposto per l’applicabilità del rito di cui all’art. 1, commi 47 e seg., L. n. 92 del 2012 sussiste ogni qual volta la domanda abbia ad oggetto l’impugnativa di un licenziamento rientrante nelle ipotesi di cui all’art. 18 della L. n. 300 del 1970, anche quando devono essere risolte incidentalmente questioni relative alla individuazione del datore o dei datori di lavoro, comportanti l’accertamento della titolarità del rapporto in capo ad un soggetto diverso dal formale datore di lavoro.

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Termine decadenziale di 270 giorni e licenziamenti intimati prima del Collegato lavoro: ius superveniens

06 Ottobre 2016 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Prescrizione e decadenze

L'onere di far seguire nei 270 giorni all'impugnazione stragiudiziale il deposito del ricorso o la comunicazione della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, posto a pena di decadenza dal secondo comma dell'art. 6 della L. n. 604 del 1966, nel testo modificato dall'art. 32 della L. 183 del 2010, è applicabile ai recessi intimati anteriormente all'entrata in vigore del c.d. Collegato lavoro e per i quali l'impugnazione stragiudiziale sia stata proposta prima del 24 novembre 2010.

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Infortunio in itinere accaduto al lavoratore in permesso sindacale retribuito

28 Settembre 2016 | di Andrea Rossi

Cass. civ.

Infortuni sul lavoro

La partecipazione di un lavoratore, ancorché in qualità di sindacalista ed in permesso sindacale, ad una riunione che attiene all'attività dell'impresa, non è certamente estranea alle attività assicurate, ragion per cui l'infortunio occorso durante il tragitto per recarsi dal luogo di tale riunione al cantiere, ove egli alloggiava, deve ritenersi accaduto in occasione di lavoro.

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Il badge elettronico tra i vecchi e i nuovi limiti del controllo a distanza

27 Settembre 2016 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Videosorveglianza

Costituisce strumento di controllo a distanza e non mero rilevatore di presenza, il badge che consenta la rilevazione di dati relativi all'ingresso, all'uscita del dipendente e alla causale della timbratura (sospensioni, permessi, pause) che siano visibili ed utilizzabili anche in luoghi diversi dalla postazione di lavoro, risolvendosi in un controllo sul “quantum” della prestazione, ossia in un controllo costante circa l'osservanza dell'obbligo di diligenza sotto il profilo del rispetto dell'orario di lavoro. Conseguentemente, esso è installabile solo a seguito della procedura autorizzatoria di cui all'art. 4 comma 2 della L. n. 300 del 1970, senza la quale i dati acquisiti, posti a giustificazione del licenziamento, devono ritenersi inutilizzabili.

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