Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il sistema di tutele in materia di lavoro subordinato non viene meno per la fine della c.d. missione presso l'utilizzatore

17 Febbraio 2020 | di Teresa Zappia

Cass., sez. lav.

Somministrazione di lavoro

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato tra il lavoratore e l'agenzia di somministrazione non viene meno nei periodi di inattività del dipendente per mancanza di cd. missioni, permanendo a carico delle parti le rispettive obbligazioni. Alla fase estintiva di tale rapporto è applicabile l'apparato protettivo del lavoro subordinato (l. n. 604 del 1966), e dunque anche i presupposti per il legittimo esercizio del potere datoriale di recesso, risultando le tutele inderogabili ed indifferenti alle vicende del contratto commerciale tra l'agenzia e l'utilizzatore.

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Riders: per la Cassazione si applica la disciplina del lavoro subordinato ma il loro rapporto non costituisce un “tertium genus”

11 Febbraio 2020 | di Francesco Meiffret

Cass., sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

L'art. 2, d.lgs. n. 81 del 2015, è norma di disciplina che non crea una terza tipologia di rapporto di lavoro intermedia tra lavoro subordinato e lavoro autonomo. Essa svolge una funzione sia di prevenzione...

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Il licenziamento ingiustificato del dirigente non va impugnato a pena di decadenza

10 Febbraio 2020 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento dei dirigenti, i termini di decadenza ed inefficacia dell'impugnazione stabiliti dall'art. 6 della l. n. 604 del 1966, come modificato dall'art. 32 della l. n.183 del 2010, non si applicano alle ipotesi di ingiustificatezza convenzionale del recesso, cui consegue la tutela meramente risarcitoria dell'indennità supplementare, secondo un'interpretazione doverosamente restrittiva - trattandosi di norme in materia di decadenza - del concetto di “invalidità” di cui all'art. 32, comma 2, della l. n. 183 del 2010, da intendere quale vizio suscettibile di determinare la demolizione del negozio e dei suoi effetti solutori, come previsto per le ipotesi sanzionate dall'art. 18, comma 1, St. lav., novellato dalla l. n. 92 del 2012.

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Licenziamento ritorsivo: onere della prova e regime sanzionatorio. La Cassazione consolida il proprio orientamento

10 Febbraio 2020 | di Maria Teresa Crotti

Cass., sez. lav.

Licenziamento discriminatorio

Per accordare la tutela prevista per il licenziamento nullo perché adottato per motivo illecito determinante ex art. 1345, c.c., occorre che il provvedimento espulsivo sia stato determinato esclusivamente da esso, per cui la nullità deve essere esclusa se con lo stesso concorra un motivo lecito (giusta causa o giustificato motivo)...

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La Cassazione definisce il campo di applicazione del “contratto a tutele crescenti”

03 Febbraio 2020 | di Riccardo Maraga

Cass., sez. lav.

Jobs act

All’indomani dell’introduzione, ad opera del Jobs Act, del nuovo “contratto a tutele crescenti” i riflettori sono stati puntati sul campo di applicazione del decreto. Infatti, nella sua formulazione originaria, il nuovo “contratto a tutele crescenti” prevedeva un evidente indebolimento delle tutele offerte al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo. Tale marcata diversità di trattamento tra “vecchi” e “nuovi” assunti rendeva, senza dubbio, dirimente la determinazione del corretto ambito di applicazione del nuovo regime di tutela in caso di recesso datoriale illegittimo. La portata innovativa del nuovo “contratto a tutele crescenti” è stata, tuttavia, progressivamente affievolita..

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Assicurazione contro gli infortuni: nessun obbligo per le associazioni tra professionisti

03 Febbraio 2020 | di Andrea Rossi

Cass., sez. lav.

Infortuni sul lavoro - assicurazione

Rientra nella discrezionalità del legislatore la scelta in ordine alle categorie di lavoratori autonomi cui estendere la disciplina di tutela riservata ai prestatori di lavoro subordinati; pertanto, i liberi professionisti non rientrano tra le persone assicurate dall'INAIL...

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Demansionamento del dirigente ed onere probatorio del danno alla professionalità

03 Febbraio 2020 | di Sabrina Apa

Tribunale Milano, sez. lav.

Demansionamento

Con riferimento al demansionamento del dipendente inquadrato come dirigente, al fine di vagliare la configurabilità o meno di un illegittimo demansionamento, che ricade sotto la disciplina del nuovo testo dell'art. 2103, c.c., è necessario verificare non già e non tanto l'equivalenza dei compiti assegnati rispetto a quelli espletati in precedenza, ma l'effettività del carattere dirigenziale dell'attività svolta dal lavoratore, anche in relazione alla professionalità maturata.

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: repêchage e mansioni inferiori

27 Gennaio 2020 | di Cristina Pulvirenti

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo a causa della soppressione del posto cui era addetto il lavoratore, il datore ha l'onere di provare non solo che al momento del licenziamento non sussistesse alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l'espletamento di mansioni equivalenti, ma anche, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, di aver prospettato al dipendente, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale.

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La scelta della controparte nella contrattazione collettiva: i contrasti non sopiti sull'obbligo a trattare del datore

27 Gennaio 2020 | di Teresa Zappia

Tribunale Roma, sez. lav.

Le relazioni sindacali nel settore Pubblico

Non è rinvenibile nel nostro ordinamento un diritto dell'o.s. all'ammissione alle trattative per la stipulazione del contratto collettivo, operando il generale principio dell'autonomia negoziale e, dunque, il c.d. reciproco riconoscimento nella scelta della controparte contrattuale. Eventuali deroghe devono essere oggetto di una espressa previsione, legale o contrattuale, mediante la quale venga posto a carico delle parti un obbligo a contrarre. La scelta, in ogni caso, rappresenta una conseguenza di un dato fattuale, ossia dell'effettiva rappresentatività del sindacato rispetto ai lavoratori.

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Collaboratore coordinato e continuativo e applicazione del principio di automatismo

20 Gennaio 2020 | di Antonino Sgroi

Corte appello Trento, sez. lav.

CO.CO.CO.

La Corte di appello di Trento con la sentenza del 25 luglio 2019, n. 76 fa proprio l'orientamento prevalente della giurisprudenza di merito, in punto di applicazione del principio di automatismo delle prestazioni anche in favore dei collaboratori coordinati e continuativi.

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