Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Trattamento dati personali e diritto di accesso a dati valutativi

25 Marzo 2019 | di Gabriele Lipari

Cass., sez. lav.

Privacy

Il diritto di accesso ai dati personali del dipendente è completo e deve considerarsi esteso anche alle valutazioni che il datore di lavoro opera sui detti dati personali

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L’appello di Torino sul caso dei riders di Foodora: la terza via tra autonomia e subordinazione

19 Marzo 2019 | di Francesco Meiffret

Corte appello Torino, sez. lav.

Lavoro dipendente e subordinazione

L'art. 2 del d.lgs. n. 81 del 2015, individua un terzo genere di rapporto di lavoro che si inserisce tra il lavoro subordinato disciplinato dall'art. 2094, c.c., e la collaborazione come prevista dall'art. 409, comma 3, c.p.c. L’elemento che distingue la collaborazione autonoma etero organizzata dal rapporto di lavoro subordinato e dalla collaborazione autonoma è l'etero organizzazione. Questa è ravvisabile ogni qual volta sussiste un'effettiva integrazione funzionale del lavoratore nella organizzazione produttiva del committente che determina le modalità di esecuzione della prestazione senza tuttavia esercitare il potere gerarchico tipico della subordinazione.

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La restituzione dei crediti di lavoro e le ritenute fiscali: al netto o al lordo? Brevi note a Corte d'appello di Roma n. 357 del 2019

18 Marzo 2019 | di Francesco Pedroni

Corte appello Roma, sez. lav.

Sostituto d'imposta

Il diritto alla restituzione delle somme pagate dal datore di lavoro al lavoratore sorge direttamente in conseguenza della riforma della decisione eseguita che, facendo venire meno ex tunc e definitivamente il diritto ai pagamenti in base alla prima decisione, impone di porre la controparte nella medesima situazione in cui si trovava in precedenza. Conseguentemente, se il datore di lavoro è il vincitore finale della lite giudiziaria, rimetterlo nella situazione precedente l'attribuzione patrimoniale, privata ex art. 336, c.p.c., di titolo, significa che il lavoratore dovrà restituire al datore medesimo anche quanto da quest'ultimo pagato al fisco. Sarà poi il lavoratore a poter recuperare dal fisco.

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Successione di contratti a tempo determinato (anche) in somministrazione e decorrenza del termine di decadenza per l'impugnativa stragiudiziale

18 Marzo 2019 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Somministrazione di lavoro

In tema di successione di contratti di lavoro a termine in somministrazione, l'impugnazione stragiudiziale dell'ultimo contratto della serie non si estende ai contratti precedenti, neppure ove tra un contratto e l'altro sia decorso un termine inferiore a quello di sessanta giorni utile per l'impugnativa, poiché l'inesistenza di un unico continuativo rapporto di lavoro - il quale potrà determinarsi solo “ex post”, a seguito dell'eventuale accertamento della illegittimità del termine apposto - comporta la necessaria conseguenza che a ciascuno dei predetti contratti si applichino le regole inerenti la loro impugnabilità...

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È legittimo il criterio dell'alta specializzazione se valutato in relazione al contesto produttivo aziendale

11 Marzo 2019 | di Daniela Fargnoli

Licenziamenti collettivi

Laddove la realtà produttiva aziendale sia caratterizzata da una particolare (e delicata) specializzazione (nel settore tecnico produttivo – nella fattispecie bonifica bellica, ambientale e relativo monitoraggio), il criterio dell'alta specializzazione non può ritenersi generico o arbitrario, dovendo essere valutato, conformemente a quanto stabilito nell'accordo collettivo stipulato in applicazione dell'art. 5, comma 1, l. 23 luglio 1991, n. 223, nel peculiare contesto produttivo nel quale è chiamato ad operare.

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Estensione dei termini di decadenza di cui all'art. 32, l. n. 183 del 2010, un contrasto non ancora sopito

04 Marzo 2019 | di Teresa Zappia

Tribunale Torino, sez. lav.

Prescrizione e decadenze

Nell'ambito di un trasferimento di azienda ex art. 2112, c.c., in ragione della medesimezza dell'oggetto della questione, l'art. 32, comma 4, lett. c), l. n. 183 del 2010, troverà applicazione non soltanto qualora il lavoratore contesti la cessione aziendale e, dunque, domandi l'imputazione del rapporto in capo al cedente, ma anche nell'ipotesi inversa nella quale ne venga rivendicata la continuazione presso il cessionario. Ne consegue la dichiarazione di decadenza dal diritto di impugnazione qualora non vengano rispettati i termini fissati ex lege.

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È ammissibile la domanda di accertamento della legittimità del licenziamento da parte del datore di lavoro

04 Marzo 2019 | di Alessandra Boati

Cass., sez. lav.

Rito Fornero (legge 92/2012)

Le controversie introdotte dal datore di lavoro per l'accertamento della legittimità del licenziamento comminato al dipendente ricadono nell'ambito di tutela dell'art. 18, l. n. 300 del 1970, in quanto, essendo tale rito funzionale alla certezza - in tempi ragionevolmente brevi - dei rapporti giuridici di lavoro, va riconosciuta la medesima tutela giurisdizionale ad entrambe le parti del rapporto sostanziale...

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Agenzia e lavoro subordinato: elementi distintivi e gravità dell'inadempimento in caso di riqualificazione

25 Febbraio 2019 | di Alberto Venezia

Cass., sez. lav.

Agenti e rappresentanti

L'elemento distintivo tra il rapporto di agenzia e il lavoro subordinato va individuato nella circostanza che il primo ha per oggetto lo svolgimento a favore del preponente di un'attività economica esercitata in forma imprenditoriale, con organizzazione di mezzi e assunzione del rischio da parte dell'agente che si manifesta nell'autonomia nella scelta dei tempi e modi della stessa, nel rispetto delle istruzioni del preponente, mentre oggetto del secondo è la prestazione, in regime di subordinazione, di energie lavorative, il cui risultato rientra esclusivamente nella sfera dell'imprenditore, che sopporta il rischio dell'attività svolta...

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Lavoratori autonomi e forme anomale di astensione: il “dovere di dissociarsi” delle associazioni di categoria

25 Febbraio 2019 | di Andrea Marziale

Cass., sez. lav.

Sciopero

Costituisce comportamento valutabile dalla Commissione di garanzia, ed eventualmente da questa sanzionabile, la violazione, da parte delle associazioni di categoria dei lavoratori autonomi, del dovere di dissociarsi pubblicamente ed in maniera inequivocabile da forme di protesta esercitate, da singoli associati o da gruppi di questi, senza il rispetto dei precetti a tutela degli utenti dei servizi pubblici essenziali.

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Limiti soggettivi al diritto di indire l'assemblea

18 Febbraio 2019 | di Stefano Costantini

Tribunale Torino, sez. lav., decreto

Tribunale Torino, sez. lav., decr. rigetto 15 dicembre 2018, n. 22234.pdf

RSA - RSU

L'art. 20, st. lav., attribuisce il diritto di indire l'assemblea anche al singolo componente della R.S.U., purché questi appartenga ad un sindacato dotato di rappresentatività ai sensi dell'art. 19, st. lav., quale risultante a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013. Non costituisce condotta antisindacale il diniego datoriale alla indizione dell'assemblea ed alla partecipazione di dirigenti sindacali esterni allorché l'assemblea medesima sia richiesta da singoli componenti della R.S.U. privi di legittimazione ai sensi dell'art. 20, st. lav.

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