Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Licenziamento ritorsivo con le “tutele crescenti”: tutela reintegratoria

23 Settembre 2016 | di Marco Sartori

Trib. Roma, sez. lav.,

Licenziamento discriminatorio

In caso di licenziamento ritorsivo intimato a prestatore di lavoro sottoposto al regime cd. a tutele crescenti, il Giudice dichiara la nullità del licenziamento ed applica la tutela reintegratoria di cui all’art. 2, D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23.

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Illegittimità del licenziamento irrogato al rientro dall’assenza per congedo di maternità

22 Settembre 2016 | di Marco Proietti

Cass. sez. lav.,

Licenziamento discriminatorio

È illegittimo il licenziamento intimato alla dipendente la quale – al termine del periodo di assenza obbligatoria per gravidanza previsto dall’art. 56, comma 1 e 3, D.lgs. 26.3.2001, n. 151 – si rifiuti di prendere servizio presso una sede di lavoro diversa da quella occupata al momento dell’inizio della gravidanza in quanto, stante la normativa sulla tutela della maternità e della paternità, la lavoratrice ha diritto a conservare il posto di lavoro e la medesima sede (salvo rinuncia scritta) così che non possa configurarsi assenza ingiustificata – quindi giusta causa di recesso – il rifiuto al mutamento di sede.

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I contratti a progetto non riconducibili a specifici programmi di lavoro si convertono in rapporti di lavoro subordinato

16 Settembre 2016 | di Maria Chiara Costabile

Cass. sez. lav.

CO.CO.PRO.

In tema di contratto di lavoro a progetto, il regime sanzionatorio articolato dall'art. 69 del D.Lgs. n. 276 del 2003 (nel testo vigente all’epoca dei fatti, anteriormente all’interpretazione autentica fornita dalla cd. legge Fornero), pur imponendo in ogni caso l'applicazione della disciplina del rapporto di lavoro subordinato, contempla due distinte e strutturalmente differenti ipotesi, atteso che, al comma 1, sanziona il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa instaurato senza l'individuazione di uno specifico progetto, realizzando un caso di cd. conversione del rapporto "ope legis", restando priva di rilievo l'appurata natura autonoma dei rapporti in esito all'istruttoria, mentre al comma 2 disciplina l'ipotesi in cui, pur in presenza di uno specifico progetto, sia giudizialmente accertata, attraverso la valutazione del comportamento delle parti posteriore alla stipulazione del contratto, la trasformazione in un rapporto di lavoro subordinato in corrispondenza alla tipologia negoziale di fatto realizzata tra le parti.

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Licenziamento per GMO e obbligo di repechage: la Cassazione ritorna sugli oneri di allegazione e prova

15 Settembre 2016 | di Ilaria Pagni

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l'allegazione e la prova dell'impossibilità di repechage del lavoratore licenziato, in quanto requisito del giustificato motivo di licenziamento, con esclusione di un onere di allegazione al riguardo in capo al secondo, essendo contraria agli ordinari principi processuali una divaricazione tra i due suddetti oneri, entrambi spettanti alla parte deducente.

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Ius resistentiae: la linea di demarcazione tra i doveri di diligenza e obbedienza contrattuale

09 Settembre 2016 | di Francesco Baldi

Cass. sez. lav.

Diritti ed obblighi lavoratore

L’impiegato che esegua prestazioni di lavoro, ben sapendo che le stesse sono orientate ad arrecare pregiudizio al proprio datore di lavoro, senza l'osservanza del prescritto obbligo di fedeltà, può essere licenziato per giusta causa, stante il fatto che il licenziamento disciplinare è giustificato nei casi in cui i fatti attribuiti al prestatore di lavoro rivestano il carattere di grave violazione degli obblighi del rapporto di lavoro, tale da ledere irrimediabilmente l’elemento fiduciario.

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Per una teoria unitaria sulla decorrenza della prescrizione civile nei diritti nascenti in situazioni lungolatenti

08 Settembre 2016 | di Aldo De Matteis

Cass. civ. sez. III

Prescrizione e decadenze

Il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto patologie causate da HBV, HCV o HIV per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale, che decorre, a norma dell'art. 2935 c.c. e art. 2947 c.c., comma 1, non dal giorno in cui l'evento determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche.

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La tutela dei lavoratori in caso di cessione di ramo d'azienda e contratto d'appalto

02 Settembre 2016 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Appalto

Configura elemento costitutivo della cessione di ramo d'azienda prevista dall'art. 2112 c.c., anche nel testo modificato dall'art. 32, D.Lgs. n. 276 del 2003, l'autonomia funzionale del ramo ceduto, ovvero la capacità di questo, già al momento dello scorporo dal complesso cedente, di provvedere ad uno scopo produttivo con i propri mezzi, funzionali ed organizzativi e quindi di svolgere - autonomamente dal cedente e senza integrazioni di rilievo da parte del cessionario - il servizio o la funzione cui risultava finalizzato nell'ambito dell'impresa cedente al momento della cessione, indipendentemente dal coevo contratto di fornitura di servizi che venga contestualmente stipulato tra le parti. Incombe su chi intende avvalersi degli effetti previsti dall'art. 2112 c.c., che costituiscono eccezione al principio del necessario consenso del contraente ceduto stabilito dall'art. 1406 c.c., fornire la prova dell'esistenza di tutti i requisiti che ne condizionano l'operatività.

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Licenziamento individuale di personale omogeneo e fungibile e conformità dei criteri di scelta ex L. 223/91

01 Settembre 2016 | di Luigi Santini

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, in caso di personale omogeneo e fungibile, al fine della individuazione in concreto di criteri obiettivi che consentano di ritenere la scelta del lavoratore da licenziare conforme ai dettami di correttezza e buona fede, può farsi riferimento, pur nella diversità dei rispettivi regimi, ai criteri che la L. n. 223 del 1991, art. 5, ha dettato per i licenziamenti collettivi per l'ipotesi in cui l'accordo sindacale ivi previsto non abbia indicato criteri di scelta diversi e, conseguentemente, prendere in considerazione i criteri dei carichi di famiglia e dell'anzianità (non assumendo, invece, rilievo le esigenze tecnico produttive e organizzative data la indicata situazione di totale fungibilità tra i dipendenti). In tal caso, tuttavia, non può ritenersi sussistente una ipotesi di manifesta insussistenza del fatto posto a fondamento del recesso, bensì quella di portata generale per la quale è sufficiente che "non ricorrano gli estremi del predetto giustificato motivo" oggettivo, con conseguente applicabilità della sola tutela indennitaria di cui dell'art. 18, comma 5, della Legge 300/1970.

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I contratti acausali di Poste: le Sezioni Unite

25 Agosto 2016 | di Roberta Cosio

Cass. civ., sez. un.

Lavoro a tempo determinato

Le assunzioni a tempo determinato effettuate da imprese concessionarie di servizi nel settore poste, che presentino i requisiti specificati dal comma 1-bis dell'art. 2 del decreto legislativo n. 368 del 2001, non necessitano anche dell'indicazione delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo ai sensi del primo comma dell'art. 1 del medesimo decreto legislativo.

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Lavorazione principale, complementare e sussidiaria nella tariffa dei premi INAIL

17 Agosto 2016 | di Andrea Rossi

Cass. sez. lav.

Infortuni sul lavoro

Ai fini della determinazione dei premi dovuti dalle imprese all'INAIL e della classificazione delle lavorazioni, ove un'impresa svolga più lavorazioni, il Giudice del merito deve in concreto accertare, tra le lavorazioni svolte, quale assuma la connotazione di lavorazione principale e, quindi, se le ulteriori attività si pongano in correlazione non solo tecnica ma anche funzionale con la lavorazione principale, nel senso che deve trattarsi di lavorazioni tali da consentire una più agevole, completa e rapida realizzazione delle finalità aziendali, realizzando beni e servizi nella misura strettamente necessaria ed imposta dalla lavorazione principale e, solo all'esito positivo della predetta indagine, attribuire alle ulteriori attività la voce tariffaria corrispondente alla lavorazione principale.

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