Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il complesso meccanismo della modifica del CCNL applicabile: tra vincolo associativo, condotta antisindacale e contrattazione individuale

12 Gennaio 2017 | di Matteo Verzaro

Trib. Roma
Trib. Torino

CCNL

Costituisce condotta antisindacale la violazione dell’accordo, concluso per fatti concludenti a livello sia collettivo sia individuale, con il quale è stato recepito il CCNL da applicare ai lavoratori e, con esso, anche la clausola relativa all'efficacia temporale dello stesso contratto.

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Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo "organizzativo": la fattispecie

10 Gennaio 2017 | di Giuseppe Santoro-Passarelli

Cass. sez. lav.

Licenziamento economico

Ai fini della legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare ed il giudice accertare, essendo sufficiente dimostrare l’effettività del mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa, a meno che il datore di lavoro non abbia motivato il licenziamento richiamando l’esigenza di far fronte a situazioni economiche sfavorevoli.

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Fondo pensione chiuso preesistente e modifiche statutarie introdotte con successivi accordi collettivi incidenti sul diritto pensionistico in via di maturazione

04 Gennaio 2017 | di Gabriele Livi

Cass. sez. lav.

Pensioni

Le disposizioni dei contratti collettivi non si incorporano nel contenuto dei contratti individuali, dando luogo a diritti quesiti sottratti al potere dispositivo delle organizzazioni sindacali, ma operano dall’esterno come fonte eteronoma del regolamento (concorrente con la fonte individuale). Nell’ipotesi di successione di contratti collettivi, le precedenti disposizioni non sono suscettibili di essere conservate secondo il criterio del trattamento più favorevole - che riguarda il rapporto fra contratto collettivo e individuale, secondo cui il divieto di deroga in pejus posto dall’art. 2077 c.c. è relativo solo alle disposizioni contenute nel contratto individuale di lavoro in relazione alle disposizioni del contratto collettivo e non viceversa -, mentre i rapporti di successione temporale tra contratti sono regolati dal principio della libera volontà delle parti stipulanti. Cosicché, nell’ipotesi di successione tra contratti collettivi, le precedenti disposizioni possono essere modificate da quelle successive anche se in seguito sfavorevoli al lavoratore, con il solo limite dei diritti quesiti (nel caso di specie la suprema Corte ha giudicato infondata la pretesa del lavoratore a non subire le modifiche apportate allo statuto del Fondo pensione da successivi accordi collettivi e a conservare il diritto pensionistico nella configurazione originaria, correlata alla organizzazione del fondo quale regime a prestazione definita).

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Il nesso causale nelle malattie multifattoriali

29 Dicembre 2016 | di Aldo De Matteis

Cass. sez. lav.

Malattie professionali

Le presunzioni legali della tabella delle malattie professionali si applicano anche alle malattie multifattoriali in essa previste.

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Codatorialità nei licenziamenti delle imprese di gruppo: identificazione del datore di lavoro e rito Fornero

23 Dicembre 2016 | di Sabrina Apa

Cass. sez. lav.

Rito Fornero (legge 92/2012)

Il rito Fornero, di cui all’art. 1, commi 47 e ss., L. n. 92/2012, è applicabile anche alle impugnazioni di licenziamento in cui si controverta dell’esatta identificazione del datore di lavoro. Invero, il comma 47 dell’art. 1, L. n. 92/2012 individua l’ambito di applicazione del rito specifico con il richiamo alle controversie aventi ad oggetto l’impugnativa dei licenziamenti nelle ipotesi regolate dall’art. 18, L. n. 300/1970 e successive modificazioni, anche quando devono essere risolte questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro.

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Il licenziamento con un SMS è efficace

21 Dicembre 2016 | di Marco Sartori

Appello Firenze

Intimazione del licenziamento

Il licenziamento intimato tramite SMS può essere assimilato, con riferimento allo strumento utilizzato per veicolare la dichiarazione di recesso dal datore di lavoro al lavoratore, al licenziamento intimato tramite telegramma cd. fonodettato (ovvero telegramma dettato attraverso l’apposito servizio telefonico), qualora risulti provata l’effettiva provenienza del messaggio dall’apparente autore della dichiarazione.

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Licenziamento per GMO: la legittimità della scelta datoriale ed i limiti costituzionali al sindacato giurisdizionale

16 Dicembre 2016 | di Gianpiero Belligoli

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

Il controllo giurisdizionale del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per non sconfinare in valutazioni di merito che si sovrappongano a quelle dell'imprenditore (la cui autonomia è garantita ex art. 41 Cost., comma 1), deve limitarsi a verificare che il recesso sia dipeso da genuine scelte organizzative di natura tecnico-produttiva e non da pretestuose ragioni atte a nasconderne altre concernenti esclusivamente la persona del lavoratore licenziato.

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I controlli difensivi e le procedure garantiste dell'art. 4 St.Lav.

14 Dicembre 2016 | di Vittorio De Luca, Elena Cannone

Cass. civ., sez. I

Videosorveglianza

Il datore di lavoro non può liberamente utilizzare impianti e apparecchiature di controllo per qualsiasi finalità (di tutela dei beni aziendali, di accertamento e prevenzione dei comportamenti illeciti dei dipendenti ecc.), quando derivi anche solo “la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”, a prescindere dalle sue intenzioni. Ciò significa che l’attività di vigilanza a distanza, quando permette anche la mera possibilità di controllo dell’attività lavorativa fornita dal prestatore di lavoro, non è consentita se non a seguito del positivo esperimento delle procedure di garanzia di cui all’art. 4, comma 2 (vecchia formulazione) dello Statuto dei Lavoratori.

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Il calcolo del danno differenziale nel sistema bipolare di risarcimento del danno

06 Dicembre 2016 | di Andrea Rossi

Cass. sez. lav.

Danni nel rapporto di lavoro

Nel sistema bipolare di risarcimento del danno, la liquidazione del danno-conseguenza in favore della vittima dell’infortunio (in precedenza indennizzato dall’INAIL) deve avvenire per poste omogenee, senza poter detrarre dalle somme liquidate in ambito civilistico per il danno non patrimoniale quanto erogato dall’assicuratore sociale per le conseguenze patrimoniali.

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Giustificato rifiuto a svolgere le mansioni superiori: illegittimo il licenziamento

02 Dicembre 2016 | di Mario Gatti

Cass. sez. lav.

Ius variandi

È illegittimo il licenziamento comminato dal datore di lavoro a seguito del rifiuto del lavoratore a svolgere la prestazione lavorativa; prefigura, inoltre, gli estremi dell’eccezione di inadempimento, nel caso in cui tale rifiuto sia determinato dal mancato riconoscimento del superiore livello, maturato dal lavoratore a fronte dello stabile svolgimento delle nuove mansioni da oltre tre anni.

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