Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Procedibilità del ricorso per cassazione notificato via p.e.c.: parziale revirement della Suprema Corte

06 Dicembre 2018 | di Mariagrazia Bruzzone

Cass., sez. un.

Processo telematico

Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo posta elettronica certificata, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1-bis e 1-ter, o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità ai sensi dell'art. 369, c.p.c., sia nel caso in cui il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica di detto ricorso autenticata dal proprio difensore, sia in quello in cui, ai sensi dell'art. 23, comma 2, d.lgs. n. 82 del 2005, non ne abbia disconosciuto la conformità all'originale notificatogli...

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Licenziamento per riduzione di personale in presenza di lavoratori con mansioni fungibili

03 Dicembre 2018 | di Francesco Meiffret

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo basato sulla necessità di riduzione del numero di dipendenti in presenza di personale che svolge prestazioni fungibili, ove sia impossibile adibire il lavoratore ad altre mansioni, la scelta del datore di quali prestatori di lavoro licenziare non deve essere solamente esente da motivazioni discriminatorie, ma, in virtù dei principi di correttezza e buona fede, deve essere basata su criteri oggettivi. Detta condizione è rispettata qualora siano applicati i criteri previsti dall'art. 5, l. n. 223 del 1991, o altri parametri oggettivi

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La Corte di cassazione ritorna sulla definizione dei limiti delle tutele riconosciute al lavoratore disabile

26 Novembre 2018 | di Enrico Zani

Cass., sez. lav.

Disabili

Il diritto del lavoratore disabile all'adozione di accorgimenti che consentano l'espletamento della prestazione lavorativa trova un limite nell'organizzazione interna dell'impresa e, in particolare, nel mantenimento degli equilibri finanziari dell'impresa stessa, nonché nel diritto degli altri lavoratori alla conservazione delle mansioni assegnate e, in ogni caso, di mansioni che ne valorizzino l'esperienza e la professionalità acquisita.

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Differenza di trattamento tra lavoratori precari e di ruolo nell'accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato

26 Novembre 2018 | di Marta Filippi

Corte giustizia UE, sez. VI

Lavoro a tempo determinato

La previsione della clausola 4 dell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato non osta ad una differenziazione di trattamento tra lavoratori precari e lavoratori di ruolo sulla base di concreti e precisi elementi di diversità qualificabili come ragioni oggettive. Non contrasta pertanto con essa la normativa nazionale, in materia di ricostruzione della carriera scolastica, in base alla quale si tiene conto dei periodi di servizio di pre-ruolo in misura integrale fino al quarto anno e dei restanti parzialmente ovvero fino ai dei due terzi ai fini giuridici ed di un terzo a fini economici, laddove essa fonda tale diversità di trattamento su criteri obbiettivi quali l'aver prestato esclusivamente sostituzioni temporanee e brevi nell'insegnamento di diverse e svariate materie

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Licenziamento per giusta causa e termine previsto dalla contrattazione collettiva

22 Novembre 2018 | di Alice Magliano

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

Il licenziamento per giusta causa comminato oltre il termine stabilito dalla previsione collettiva che, altresì, attribuisce al decorso dello stesso il significato di accoglimento delle giustificazioni rese dal lavoratore, deve considerarsi illegittimo per l'insussistenza del fatto contestato con conseguente applicazione della tutela reintegratoria attenuata (art. 18, comma 4, l. n. 300 del 1970), per aver il datore di lavoro implicitamente accolto le giustificazioni a discolpa del dipendente e dunque per la totale mancanza di un elemento essenziale della giusta causa.

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Limiti all'utilizzo dei dati acquisti mediante controlli c.d. difensivi: quando si applica l'art. 4, st. lav.?

14 Novembre 2018 | di Teresa Zappia

Videosorveglianza

Il nuovo art. 4, l. n. 300 del 1970, consente l'installazione di impianti dai quali possa derivare il controllo a distanza dei lavoratori ma a determinate condizioni e al solo fine di difendere il patrimonio aziendale. Qualora dagli strumenti impiegati per rendere la prestazione lavorativa possa derivare anche un controllo, questo dovrà essere conforme al Codice della privacy, recte art. 11, d.lgs. n. 196 del 2003, ed il lavoratore dovrà esserne previamente informato.

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La Corte costituzionale e l'indennità da licenziamento illegittimo nel sistema del “Jobs Act”

14 Novembre 2018 | di Luigi Di Paola

Corte cost.

Jobs act

E' costituzionalmente illegittimo l'art. 3, comma 1, d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 (cd. Jobs Act) – sia nel testo originario sia nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, d.l. 12 luglio 2018, n. 87, conv., con modif., nella l. 9 agosto 2018, n. 96 (cd. Decreto Dignità), – limitatamente alle parole "di importo pari a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, ”.

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La Corte costituzionale e l'indennità da licenziamento illegittimo nel sistema del “Jobs Act”

14 Novembre 2018 | di Luigi Di Paola

Corte cost.

Jobs act

E' costituzionalmente illegittimo l'art. 3, comma 1, d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23 (cd. Jobs Act) – sia nel testo originario sia nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, d.l. 12 luglio 2018, n. 87, conv., con modificazioni, nella l. 9 agosto 2018, n. 96 – limitatamente alle parole «di importo pari a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio,»”.

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Sulla rilevabilità d'ufficio delle cause di nullità del licenziamento

08 Novembre 2018 | di Andrea Mussino

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

La disciplina della invalidità del licenziamento è caratterizzata da specialità, rispetto a quella generale della invalidità negoziale, desumibile dalla previsione di un termine di decadenza per impugnarlo e di termini perentori per il promovimento della successiva azione di impugnativa, che resta circoscritta all'atto e non è idonea a estendere l'oggetto del processo al rapporto, non essendo equiparabile all'azione con la quale si fanno valere diritti autodeterminati. Conseguentemente, l'eventuale nullità del licenziamento non può essere rilevata d'ufficio, dovendo la pronuncia rimanere circoscritta alle ragioni di illegittimità ritualmente dedotte dalla parte.

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Gli accordi traslativi in deroga, ex art. 47, comma 5, l. n. 428 del 1990

05 Novembre 2018 | di Paolo Patrizio

Corte d'appello Venezia

Trasferimento d’azienda

L’accordo sindacale di cui all'art. 47, comma 5, l. 29 dicembre 1990, n. 428, realizza un effetto dispositivo dei diritti individuali, autorizzato dalla legge, che abilita l’autonomia collettiva a rimuovere un quadro legale altrimenti inderogabile. Si è di fronte ad un contratto collettivo cui la legge consente di produrre l’effetto legale di rendere disapplicabile l’art. 2112, c.c. Come riconosciuto dalla Cassazione la norma introduce una deroga alla generale operatività dell'art. 2112, c.c., stabilendo che, nel caso in cui la continuazione dell'attività imprenditoriale non sia continuata o sia cessata, nel corso degli accordi conclusi nell'ambito delle consultazioni sindacali, previste dalla l. n. 428 del 1990, art. 47, primi tre commi, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro continua con l'acquirente non si applica l'art. 2112 c.c., a meno che non sia l'accordo stesso a prevedere condizioni di miglior favore. Ciò significa che le assunzioni da parte dell'impresa subentrante possono avvenire ex novo, senza conservazione dell'anzianità pregressa, senza applicazione del principio di cui all'art. 2103 c.c. e così via. Il legislatore ha previsto ampia possibilità per l'impresa subentrante di concordare condizioni contrattuali per l'assunzione ex novo dei lavoratori, in deroga a quanto prevede l'art. 2112, c.c., ed ha altreì previsto la possibilità di escludere parte del personale eccedentario dal passaggio.

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