Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

L'illecito disciplinare non è previamente constestato? Il fatto si considera insussistente

18 Febbraio 2019 | di Teresa Zappia

Tribunale Bari, sez. lav.

Contestazioni disciplinari

Il mancato avvio della procedura disciplinare per difetto della previa contestazione dell'illecito addebitato al lavoratore determina l'annullamento del licenziamento e la condanna della parte datoriale alla reintegrazione nel posto di lavoro, con i connessi obblighi risarcitori e contributivi, in applicazione dell'art. 18, comma 4, st. lav., modif. ex art. 1, comma 42, l. n. 92 del 2012. La tutela reale è giustificata dall'equiparabilità dell'ipotesi in cui un fatto contestato non sia individuabile e quella dell'accertata insussistenza dello stesso.

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Profili probatori della regolare assunzione di lavoratori e applicazione della “maxi sanzione” per lavoro in nero. Due tesi a confronto

11 Febbraio 2019 | di Nicola Antonio Nicoletti

Corte appello Caltanissetta, sez. lav.

Assunzioni

La ditta individuale veniva sanzionata per avere impiegato alle proprie dipendenze due lavoratori “non risultanti dalle scritture contabili o da altra documentazione obbligatoria”. Gli accertatori infatti, al momento dell'accesso ispettivo avevano ritenuto la documentazione loro fornita, non sufficiente a provare la regolarità degli adempimenti connessi alla instaurazione del rapporto di lavoro, così come posti in essere dal legale rappresentante la ditta.

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La tutela del lavoratore in caso di licenziamento disciplinare per giusta causa disposto in assoluta carenza della preventiva contestazione

11 Febbraio 2019 | di Luisa Marchesini

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento disciplinare

In caso di licenziamento disciplinare per giusta causa, la carenza assoluta di preventiva contestazione del fatto non può far ritenere in alcun modo sussistente il fatto stesso, infatti: il radicale difetto della preventiva contestazione dell'infrazione comporta un vizio genetico dell'atto di recesso a cui si applica la tutela reintegratoria attenuata.

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L'interpretazione dei requisiti di moralità ed attitudine richiesti per l'assunzione dei pubblici dipendenti

04 Febbraio 2019 | di Paolo Patrizio

Tribunale Bari, sez. lav.

Lavoro pubblico

È principio consolidato quello secondo cui l'agere pubblico deve essere modellato sui canoni della correttezza e della buona fede. Tanto vale anche nell'applicazione delle clausole dei bandi e degli avvisi di selezione ai fini dell'interpretazione dei requisiti di moralità richiesti per l'assunzione dei pubblici dipendenti...

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Transazione, rinuncia o mera dichiarazione di scienza? il testo della dichiarazione non è sufficiente

04 Febbraio 2019 | di Teresa Zappia

Cass., sez. lav.

Rinunce e transazione

Al fine di potere qualificare come transazione la dichiarazione liberatoria del lavoratore, contenuta nel verbale della conciliazione avvenuta in sede sindacale, è necessario non soltanto ravvisare nel testo, o aliunde, elementi che manifestino la chiara e piena consapevolezza del dichiarante di abdicare o transigere diritti determinati o oggettivamente determinabili, ma anche le reciproche concessioni tra le parti, escludendosi l'applicazione dell'art. 2113, comma 4, c.c. qualora, invece, si sia in presenza di una mera quietanza, recte dichiarazione di scienza.

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L’assemblea sindacale può essere indetta anche da un solo componente della r.s.u.

04 Febbraio 2019 | di Giovanni Fiaccavento

Cass., sez. lav.

RSA - RSU

Il diritto di indire assemblee, di cui all'art. 20, l. n. 300 del 1970, rientra, quale specifica agibilità sindacale, tra le prerogative attribuite non solo alla r.s.u. considerata collegialmente, ma anche a ciascun componente della r.s.u. stessa, purché questi sia stato eletto nelle liste di un sindacato che, nell'azienda di riferimento, sia, di fatto, dotato di rappresentatività, ai sensi dell'art. 19, l. n. 300 del 1970, quale risultante a seguito della sentenza della Corte cost. n. 231 del 2013.

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Mancato rinnovo dell'incarico apicale e demansionamento del dirigente pubblico: insussitenza in caso di assegnazione ad un ruolo inferiore

28 Gennaio 2019 | di Marta Filippi

Tribunale Roma, sez. lav.

Dirigenti

Essendo il pubblico impiego contrattualizzato retto dai principi privatistici in base ai quali la pubblica amministrazione nella scelta del conferimento di incarichi apicali assume piena discrezionalità nel limite del rispetto dei criteri generali di correttezza e buona fede, che obbligano la stessa a valutazioni comparative motivate e non a meri automatismi, non è riscontrabile in capo al dirigente un diritto soggettivo alla nuova assegnazione ad un incarico apicale, ma bensì un solo interesse legittimo di diritto privato, tutelabile ex art. 2907, c.c...

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Licenziamento per g.m.o.: mutamento dell’assetto organizzativo in assenza di crisi

28 Gennaio 2019 | di Marco Giardetti

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l'andamento economico negativo dell'azienda non costituisce un presupposto necessario del provvedimento. È invece sufficiente che le ragioni inerenti all'attività produttiva e all'organizzazione del lavoro, le quali devono essere evidentemente esplicitate come motivazione che giustifica il licenziamento, causalmente determinino un effettivo mutamento dell'assetto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa

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Licenziamento per g.m.o. di personale in posizione fungibile e relativo regime di tutela in caso di violazione dei criteri di correttezza e buona fede

28 Gennaio 2019 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In tema di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, il nuovo regime sanzionatorio introdotto dalla l. n. 92 del 2012 prevede di regola la corresponsione di un'indennità risarcitoria, compresa tra un minimo di dodici ed un massimo di ventiquattro mensilità, riservando la tutela reintegratoria...

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Rito Fornero: “riproposizione”, nella fase di opposizione, delle domande (o eccezioni) non accolte in fase sommaria

21 Gennaio 2019 | di Luigi Di Paola

Rito Fornero (legge 92/2012)

Nel rito cd. Fornero, in caso di soccombenza reciproca nella fase sommaria e di opposizione di una sola delle parti, l’altra parte può riproporre nella fase a cognizione piena, con la memoria difensiva, le domande e le eccezioni non accolte, anche dopo la scadenza del termine per presentare autonoma opposizione e senza necessità di formulare una domanda riconvenzionale con relativa istanza di fissazione di una nuova udienza ai sensi dell’art. 418, c.p.c., atteso che l’opposizione non ha natura impugnatoria, ma produce la riespansione del giudizio, chiamando il giudice di primo grado ad esaminare l’oggetto dell’originaria impugnativa di licenziamento nella pienezza della cognizione integrale.

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