Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Soppressione del posto di lavoro, redistribuzione delle mansioni e violazione dell'obbligo di repechage in caso di nuova assunzione nelle medesime mansioni

05 Novembre 2018 | di Luisa Rocchi

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento individuale

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per ridistribuzione delle mansioni, l'assunzione di un lavoratore nelle medesime mansioni dopo tre mesi dalla cessazione del rapporto costituisce violazione dell'obbligo di repechage.

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Contestare l'alterazione delle timbrature non equivale a contestare il tentativo di ottenere compensi non dovuti

29 Ottobre 2018 | di Daniela Fargnoli

Contestazioni disciplinari

Nel caso in cui la norma collettiva ed il Codice disciplinare aziendale prevedano il licenziamento per alterazione del sistema di timbratura al fine di far risultare una fittizia presenza sul luogo di lavoro, deve ritenersi affetta da genericità la contestazione disciplinare nella quale, pur risultando dettagliata l'indicazione delle date e degli orari alterati, non risulti specificamente indicata la fittizietà e la fraudolenza delle timbrature alterate. Pertanto, ove il lavoratore non sia stato posto in grado di comprendere quali fossero le alterazioni da ricollegare ad un fraudolento occultamento dell'assenza dal luogo di lavoro, deve ritenersi parzialmente generica la relativa contestazione disciplinare...

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Le operazioni di mobilità professionale del personale docente verso i Licei musicali e coreutici

24 Ottobre 2018 | di Dario Calderara

Tribunale Bari, sez. lav.

Lavoro pubblico

Il Contratto collettivo nazionale integrativo (da ora CCNI) sulla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. della scuola, per l'a.s. 2018/2019, detta una particolare procedura per la mobilità professionale verso i “posti” dei licei musicali, leggermente diversa rispetto a quella prevista per tutte le altre classi di concorso, proprio in ragione delle peculiarità dei citati licei e dell'evoluzione normativa che ne ha caratterizzato lo sviluppo. L'art. 4, comma 9, lett. b), CCNI (a.s. 2017/2018) prevede che la mobilità in parola si realizzi con priorità in base al numero di anni di insegnamento nel Liceo musicale e nella specifica disciplina per la quale si richiede il passaggio. L'art. 6, comma. 3, CCNI stabilisce poi che le operazioni di mobilità professionale verso i Licei musicali precedono, entro i limiti indicati da detta norma, quelle di mobilità territoriale, in quanto detto articolo dispone espressamente che “la mobilità professionale prevale su quella territoriale nei soli passaggi di ruolo”.

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L’indennità “omnicomprensiva” per il caso di conversione del contratto a tempo determinato si applica anche al lavoro autonomo a termine

22 Ottobre 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

L'indennità prevista dall'art. 32, l. n. 183 del 2010, nel significato chiarito dall'art. 1, comma 13, l. n. 92 del 2012, si applica anche nel caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore a causa dell'illegittimità di un contratto di lavoro autonomo a termine, convertito in contratto a tempo indeterminato, poiché la predetta indennità consegue a qualsiasi ipotesi di riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in sostituzione di altra fattispecie contrattuale a tempo determinato.

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TD e termine per relationem: nessuna conversione ove permanga la causale dell'assenza del lavoratore sostituito, a prescindere dal mutare del titolo

12 Ottobre 2018 | di Martina Valentini

Cass., sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di assunzione a termine ai fini della sostituzione di un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è legittima la fissazione di un tempo determinato con riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito. La prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo dell'assenza indicato in contratto è legittima, e non determina la trasformazione del medesimo a tempo indeterminato, sempre che anche per la nuova causale sia consentita la stipulazione del contratto a termine.

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Trasferimento del lavoratore che assiste familiare disabile: la prova delle ragioni del diniego alla luce della normativa nazionale e sovranazionale

12 Ottobre 2018 | di Teresa Zappia

Tribunale Bari, ord. sez. lav., 26 giugno 2018

Trasferimento del lavoratore

La richiesta di trasferimento del lavoratore, che assista un proprio familiare disabile, ex art. 33, comma 5, l. n. 104 del 1992, non può essere negata salvo che il datore di lavoro dimostri, in modo puntuale, la sussistenza di effettive e verificabili ragioni tecniche, organizzative e produttive, insuscettibili di essere in altro modo soddisfatte, legittimanti il diniego. Ciò alla luce dell'impreteribile bilanciamento di interessi e diritti del lavoratore e del datore di lavoro, aventi copertura costituzionale, alla luce anche del diritto sovranazionale a tutela dei diritti della persona disabile.

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Licenziamento (reiterato) adottato in “carenza” di potere: quale sanzione?

04 Ottobre 2018 | di Luigi Di Paola

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento in regime di tutela reale, ove il datore di lavoro abbia intimato al lavoratore un licenziamento individuale, è ammissibile una successiva comunicazione di recesso dal rapporto da parte del datore medesimo, purché il nuovo licenziamento si fondi su una ragione o motivo diverso e sopravvenuto (nel senso di non noto in precedenza al datore di lavoro) e la sua efficacia resti condizionata all'eventuale declaratoria di illegittimità del primo (nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inefficace il licenziamento disciplinare irrogato al lavoratore in forza di condotte già note al datore all'epoca di intimazione del primo recesso).

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La motivazione per relationem nei contratti a tempo determinato stipulati per ragioni sostitutive

03 Ottobre 2018 | di Francesco Saverio Giordano

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di assunzioni a termine ai fini della sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è legittima la fissazione di un termine con riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito. È legittima, altresì, la prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo indicato originariamente nel contratto, sempre che, anche per la nuova causale, sia consentito la stipulazione di un contratto a termine.

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Il rifiuto del lavoratore ad eseguire la prestazione a seguito dell'illegittimo trasferimento

24 Settembre 2018 | di Giovanni Fiaccavento

Cass., sez. lav.

Trasferimento del lavoratore

In tema di trasferimento adottato in violazione dell'art. 2103, c.c., l'inadempimento datoriale non legittima in via automatica il rifiuto del lavoratore ad eseguire la prestazione lavorativa in quanto, vertendosi in ipotesi di contratto a prestazioni corrispettive, trova applicazione il disposto dell'art. 1460, comma 2, c.c., alla stregua del quale la parte adempiente può rifiutarsi di eseguire la prestazione a proprio carico solo ove tale rifiuto, avuto riguardo alle circostanze concrete, non risulti contrario alla buona fede.

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Ammissibilità e limiti del diritto di critica del lavoratore

20 Settembre 2018 | di Marta Filippi

Cass., sez. lav.

Diritti ed obblighi lavoratore

È legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al lavoratore che pur esercitando il proprio diritto di critica nei confronti del datore di lavoro, o superiore gerarchico, utilizza espressioni tali da superare i limiti della continenza sostanziale, intesa come la congruenza dei fatti alla verità, nonché di quella formale quale normalità delle modalità ammissibili nell'esposizione dei fatti. Detto comportamento, infatti, integrando una condotta lesiva del prestigio aziendale e pertanto una violazione dei doveri di correttezza, diligenza e buona fede ex art. 2105, c.c., risulta tale da ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario posto alla base del rapporto lavorativo. Per tale motivo il diritto di critica del lavoratore deve essere limitato alla difesa personale e non diretto ad oltraggiare l'operato o le decisioni datoriali.

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