Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Somministrazione irregolare: il licenziamento intimato dal somministratore va impugnato nei confronti dell’utilizzatore?

30 Novembre 2016 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Somministrazione di lavoro

Nei casi di costituzione d’un rapporto di lavoro direttamente in capo all’utilizzatore, ai sensi dell’art. 27 co. 1 del D.Lgs. n. 276/2003, gli atti di gestione del rapporto posti in essere dal somministratore producono nei confronti dell’utilizzatore tutti gli effetti negoziali anche modificativi del rapporto di lavoro, loro propri, ivi incluso il licenziamento, con conseguente onere del lavoratore di impugnare il licenziamento nei confronti di quest’ultimo ai sensi dell’art. 6 L. n. 604/1966.

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L’obbligo di repechage dopo il nuovo art. 2103 c.c.

25 Novembre 2016 | di Marco Proietti

Tribunale Torino

Licenziamento economico

Il nuovo testo dell’art. 2103 c.c. impone al datore di lavoro di valutare se è possibile l’affidamento del dipendente a mansioni inferiori, prima di procedere con il licenziamento per motivo oggettivo, con onere della prova interamente a carico del datore; lo stesso, infatti, è tenuto a verificare non solo la presenza di posizioni equivalenti ma anche escludere la possibilità dell’assegnazione del lavoratore a mansioni inferiori.

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L’assenza di illiceità del fatto contestato e sanzione applicabile

23 Novembre 2016 | di Daniela Bracci

Cass. sez. lav.

Licenziamento disciplinare

L’assenza di illiceità di un fatto materiale pur sussistente deve essere ricondotta all’ipotesi dell’insussistenza del fatto contestato per la quale l’art. 18, co. 4, L. n. 300/1970 prevede la reintegrazione nel posto di lavoro, mentre la minore o maggiore gravità o lievità del fatto contestato e ritenuto sussistente, implicando un giudizio di proporzionalità, non consente l’applicazione della tutela reintegratoria, ma esclusivamente quella indennitaria di cui al successivo comma quinto della norma citata.

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Recesso per giusta causa dell'agente e diritto al minimo provvigionale

18 Novembre 2016 | di Elvira Sessa

Cass. sez. lav.

Agenti e rappresentanti

La condotta del preponente che renda più difficoltoso per l'agente l'esercizio dell' attività lavorativa costituisce una giusta causa di recesso dell'agente, in quanto gravemente lesiva del vincolo fiduciario, da essa desumendosi la volontà di arrecargli disagio nello svolgimento dell'attività lavorativa, tenuto conto dell'importanza del ruolo dell'agente, responsabile di una attività di coordinamento nella sua autonomia di programmazione e non soggetto a direttive vincolanti.

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Inefficacia del licenziamento per vizio di motivazione e sanzioni

16 Novembre 2016 | di Francesca Chietera

Cass. sez. lav.

Intimazione del licenziamento

Il licenziamento intimato senza l’indicazione dei motivi che lo hanno determinato, in violazione dell’art. 2, co. 2, L. n. 604/66, come novellato dall’art. 1, co. 37, L. n. 92/ 2012, è inefficace. L’inefficacia del licenziamento, nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti, non comporta l’obbligo di reintegrazione e di risarcimento del danno in misura pari alle retribuzioni maturate dalla data del recesso fino a quella dell’effettiva reintegra, ma solo la corresponsione di un importo compreso tra 2,5 e 6 mensilità, in applicazione di quanto previsto dall’art. 8 L. n. 604/66.

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Infortunio e occasione di lavoro: il sindaco è tutelato?

11 Novembre 2016 | di Aldo De Matteis

Tribunale Busto Arsizio

Infortuni sul lavoro

I lavoratori dipendenti, assicurati INAIL, conservano tale protezione durante l’espletamento della carica pubblica elettiva di sindaco.

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Tutele crescenti: licenziamento discriminatorio e reintegra

10 Novembre 2016 | di Enrico Zani

Tribunale Roma

Licenziamento discriminatorio

L’art. 2 D.Lgs. n. 23/2015, nel modificare l’art. 18 L. n. 300/1970, sanziona con la tutela reintegratoria "forte" il licenziamento nullo, intendendo per tale il recesso datoriale discriminatorio ai sensi dell’art.15 L. n. 300/1970, e, in modo distintivo e non sovrapponibile, quello riconducibile “agli altri casi di nullità espressamente previsti dalla legge”, da individuarsi alla stregua dell’art. 1418 c.c. nella nullità scaturente dalla illiceità del motivo ex art. 1345 c.c.

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Recesso per mancato superamento del periodo di prova in presenza di nullità del patto e tutela reintegratoria "attenuata"

03 Novembre 2016 | di Luigi Di Paola

Cass. sez. lav.

Patto di prova

La cessazione unilaterale del rapporto per mancato superamento della prova rientra nell’eccezionale fattispecie del recesso “ad nutum” di cui all’art. 2096 c.c., sottratto all’ordinaria disciplina di controllo delle ragioni del licenziamento, fermo restando, peraltro, che il richiamo al mancato superamento di un patto di prova non validamente apposto è inidoneo a costituire giusta causa o giustificato motivo di licenziamento e giustifica l’applicazione della tutela reintegratoria e risarcitoria, prevista dall’art. 18, comma 4, St. Lav., come modificato dalla l. n. 92 del 2012, applicabile “ratione temporis”.

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Licenziamento del pubblico dipendente gay che si prostituisce in rete: un caso di discriminazione?

27 Ottobre 2016 | di Andrea Ferrario

Cass. civ.

Licenziamento discriminatorio

Non può ritenersi connotato da intento discriminatorio il licenziamento per giusta causa del pubblico dipendente che offre prestazioni sessuali a pagamento su siti internet laddove risulti in modo inequivoco dalla ragione giustificativa addotta che il recesso dell'ente abbia sanzionato, non già l'orientamento sessuale e le scelte personali del dipendente, ma l'attività prostitutiva in sé.

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Mobilità nel pubblico impiego: le Sezioni Unite tornano sulla vexata quaestio del riparto di giurisdizione

25 Ottobre 2016 | di Paolo Patrizio

Cass. civ., sez. un.,

Lavoro pubblico

In tema di mobilità per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, disciplinata attualmente dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, integrando siffatta procedura una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro con il consenso di tutte le parti e, quindi, una cessione del contratto, la giurisdizione sulla controversia ad essa relativa spetta al giudice ordinario, non venendo in rilievo la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo a seguito di procedura selettiva concorsuale e, dunque, la residuale area di giurisdizione del giudice amministrativo di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 63, comma 4.

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