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Il Tribunale di Bari anticipa il deposito della sentenza della Consulta sulla quantificazione della indennità per il licenziamento illegittimo

16 Ottobre 2018 | di La Redazione

Tribunale Bari, sez. lav.

Licenziamento individuale

Il Tribunale di Bari quantifica l'indennità spettante a un lavoratore illegittimamente licenziato interpretando in maniera "costituzionalmente orientata" l'art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015 (cd. Job Act). La Corte costituzionale il 26 settembre scorso ha infatti dichiarato l'illegittimità di detta disposizione nella parte in cui determina in modo rigido, sulla base della sola anzianità di servizio, l'indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Tale pronuncia della Consulta non risulta ancora depositata. Il giudice di Bari ha tuttavia ritenuto, pur nella consapevolezza – scrive – che "Le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione [...] e che tale pubblicazione nella specie non è ancora avvenuta" di dover interpretare in maniera "costituzionalmente orientata" l'art. 3, comma 1...

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Le differenze di trattamento tra i dipendenti pubblici nell'’Accordo quadro europeo sul lavoro a TD

15 Ottobre 2018 | di Sabrina Apa

Corte giustizia UE, sez. VI, 20 settembre 2018

Lavoro a tempo determinato

La clausola 4 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa non osta, in linea di principio, a una normativa nazionale come quella di cui al procedimento principale, la quale, ai fini dell'inquadramento di un lavoratore in una categoria retributiva al momento della sua assunzione in base ai titoli come dipendente pubblico di ruolo, tenga conto dei periodi di servizio prestati nell'ambito di contratti di lavoro a tempo determinato in misura integrale fino al quarto anno e poi, oltre tale limite, parzialmente, a concorrenza dei due terzi.

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Calcolo TFR: conta la retribuzione, non somme di altra natura

09 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav., 5 ottobre 2018, n. 24594.pdf

Cass., sez. lav., 5 ottobre 2018, n. 24594.pdf

Trattamento di fine rapporto

Ai fini del calcolo del TFR, qualora nel contratto di lavoro nulla di specifico si dice riguardo al trasferimento e il lavoratore percepisce delle somme a questo collegate senza stabilirne la natura, occorre fare riferimento a indici sintomatici che permettano di risalire ad essa in via induttiva.

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Il deposito telematico di copia del ricorso, notificato via pec, senza attestazione di conformità, non ne comporta l'improcedibilità

02 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. un., 24 settembre 2018, n. 22438

Processo telematico

Le Sezioni unite hanno affermato che il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo posta elettronica certificata, senza attestazione di conformità del difensore o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità sia nel caso in cui il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica di detto ricorso autenticata dal proprio difensore, sia in quello in cui, non ne abbia disconosciuto la conformità all'originale notificatogli.

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La Corte costituzionale dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Job Act

27 Settembre 2018 | di La Redazione

Jobs act

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Job Act (art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015), per il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte -non modificata dal successivo Decreto dignità (d.l. n. 87 del 2018) - che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato.

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Licenziamento collettivo e negozio in frode alla legge

25 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamenti collettivi

La scissione parziale realizzata da una società attraverso l'assegnazione a due società di nuova costruzione di altrettanti rami d'azienda, con redistribuzione della complessiva forza lavoro fra i tre soggetti giuridici, costituisce un negozio in frode alla legge se, nell'arco di successivi 120 giorni, vengono realizzati plurimi licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei confronti di una moltitudine di dipendenti. Sono pertanto nulli i licenziamenti se alla base vi è una scissione attuata in frode alla legge.

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Licenziamento: il termine di decadenza decorre dalla trasmissione dell’atto di impugnazione e non dalla sua ricezione da parte del datore di lavoro

24 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Impugnazione del licenziamento

In tema di impugnazione del licenziamento, il termine di decadenza previsto dall'art. 6 comma 2, l. n. 604 del 1966, decorre dalla trasmissione dell'atto scritto di impugnazione del licenziamento stabilito dal primo comma dell'articolo citato e non dal perfezionamento dell'impugnazione stessa per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro.

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Esclusa la subordinazione nel rapporto di lavoro del rider, libero di stabilire se e quando lavorare

20 Settembre 2018 | di La Redazione

Tribunale Milano,

Lavoro dipendente e subordinazione

Nel rapporto di lavoro tra una multinazionale del food delivery e il rider, il fatto che il lavoratore sia libero di decidere se e quando lavorare, esclude il vincolo della subordinazione. La libertà di stabilire la quantità e la collocazione temporale della prestazione lavorativa, i giorni di lavoro e quelli di riposo, e il loro numero, rappresenta infatti un fattore essenziale dell’autonomia organizzativa, incompatibile con la natura subordinata del rapporto (nel caso di specie, il rider non aveva vincoli di sorta, in fase di prenotazione degli slot, nella determinazione dell’an, del quando e del quantum della prestazione).

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Appello nel rito del lavoro, la costituzione della controparte sana la nullità della notifica che ha violato il termine a comparire

18 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. VI - L,

Processo del lavoro - secondo grado

Nel rito del lavoro, la violazione del termine non minore di venticinque giorni che, a norma dell'art. 435, comma 3, c.p.c., deve intercorrere tra la data di notifica dell'atto di appello e quella dell'udienza di discussione, non comporta l'improcedibilità dell'impugnazione, come nel caso di omessa o inesistente notificazione, bensì la nullità di quest'ultima, sanabile "ex tunc" per effetto di spontanea costituzione dell'appellato o di rinnovazione, disposta dal giudice ex art. 291 c.p.c.

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L’indennità di maternità della lavoratrice autonoma è cumulabile con i riposi usufruiti dal padre

17 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Maternità

Laddove la madre non sia una lavoratrice dipendente, il legislatore non ha previsto alcuna condizione di alternatività per il godimento da parte del padre dei permessi giornalieri di cui all’art. 40, d.lgs. n. 151 del 2001.

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