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Il termine perentorio di conclusione dell’azione disciplinare decorre dalla notizia di infrazione

10 Dicembre 2018 | di David Satta Mazzone

Contestazioni disciplinari

La notizia di infrazione è tale solo se consente al datore di lavoro l’avvio della procedura disciplinare completa. Infatti, in tema di procedimento disciplinare nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato, ai sensi dell’art. 55-bis, comma 4, d.lgs. n. 165 del 2001, ai fini della decadenza dell’azione disciplinare occorre avere riguardo alla data in cui l’amministrazione datrice di lavoro esprime la propria valutazione in ordine alla rilevanza e consistenza disciplinare della notizia dei fatti rilevanti disciplinarmente...

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Licenziamento del dirigente per ragioni organizzative e onere della prova

07 Dicembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Licenziamento economico

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo ricondotto a ragioni tecniche, organizzative e produttive, al giudice compete il controllo in ordine alla effettiva sussistenza del motivo addotto dal datore di lavoro, il quale ha l’onere di provarlo anche mediante elementi presuntivi ed indiziari (nella fattispecie, il riferimento all’esigenza di riduzione dei costi e diminuzione del fatturato non sono state ritenute provate, soprattutto in relazione allo stato della società risultata, per contro, florida).

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Nel giudizio di risarcimento del danno non patrimoniale per la morte del prossimo congiunto incombe sul danneggiante dimostrare l'inesistenza del pregiudizio

03 Dicembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav., 19 novembre 2018, n. 29784

Danni nel rapporto di lavoro

Nel giudizio di risarcimento del relativo danno non patrimoniale per la morte di uno stretto congiunto incombe sul danneggiante dimostrare l'inesistenza di tale pregiudizio. Tale prova non può, evidentemente, consistere, nel caso di legame parentale stretto, nella mera mancanza di convivenza, atteso che il pregiudizio presunto, proprio per tale legame e le indubbie sofferenze patite dai parenti, prescinde già, in sé, dalla convivenza.

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L’impugnativa dell'ultimo contratto non impedisce la decadenza anche in relazione ai contratti precedenti

29 Novembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav., 21 novembre 2018, n. 30134.pdf

Cass., sez. lav., 21 novembre 2018, n. 30134.pdf

Somministrazione di lavoro

L'art. 32, comma 1-bis, l. n. 183 del 2010, introdotto dal d.l. n. 225 del 2010, conv. con mod. dalla l. n. 10 del 2011, nel prevedere “in sede di prima applicazione” il differimento al 31 dicembre 2011 dell’entrata in vigore delle disposizioni relative al termine di sessanta giorni per l’impugnazione del licenziamento, si applica a tutti i contratti ai quali tale regime risulta esteso e riguarda tutti gli ambiti di novità di cui al novellato art. 6, l. n. 604 del 1966. Sicché con riguardo ai contratti a termine nonché ai contratti a termine in somministrazione...

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e configurabilità del repêchage

27 Novembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav., 22 novembre 2018, n. 30259.pdf

Cass., sez. lav., 22 novembre 2018, n. 30259.pdf

Licenziamento economico

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo è sufficiente che le addotte ragioni inerenti all'attività produttiva ed all'organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino causalmente un effettivo mutamento dell'assetto organizzativo attraverso la soppressione di un'individuata posizione lavorativa...

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Da annullare per incapacità di intendere e volere le dimissioni rassegnate dal lavoratore in un momento di forte stress

27 Novembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav., 21 novembre 2018, n. 30126

Dimissioni

Ai fini della sussistenza di una situazione di incapacità di intendere e di volere (quale prevista dall'art. 428, c.c.) costituente causa di annullamento del negozio, non occorre la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, essendo sufficiente un turbamento psichico tale da impedire la formazione di una volontà cosciente, facendo così venire meno la capacità di autodeterminazione del soggetto e la consapevolezza in ordine all'importanza dell'atto che sta per compiere...

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Rappresentatività sindacale in azienda e diritto di indire assemblee da parte di un singolo componente la r.s.u.

19 Novembre 2018 | di Sabrina Apa

Cass., sez. lav., 17 ottobre 2018, n. 26011

RSA - RSU

In base al principio fissato dalle Sezioni unite della Corte di cassazione l'autonomia collettiva può prevedere organismi di rappresentatività sindacale in azienda diversi rispetto alle rappresentanze sindacali aziendali (r.s.a.), assegnando ad essi prerogative sindacali non necessariamente identiche a quelle delle r.s.a., con l'unico limite, di cui all'art. 17, l. n. 300 del 1970, del divieto di riconoscere ad un sindacato un'ingiustificata posizione differenziata, che lo collochi quale interlocutore privilegiato del datore di lavoro...

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Premio nascita: natura discriminatoria dei requisiti individuati dall’INPS

13 Novembre 2018 | di La Redazione

Tribunale Rovereto, sez. lav.

Assegni familiari

Sul diritto del premio di natalità, il Tribunale di Rovereto richiama espressamente la sentenza della Corte d'appello di Milano secondo la quale l’individuazione da parte dell’INPS, con circ. n. 39 del 2017, dei requisiti necessari ai fini dell’erogazione del premio di natalità di cui all’art. 1, comma 353, l. n. 232 del 2016, oltre che illegittima - in quanto introduce in sede amministrativa requisiti non previsti dal legislatore - va qualificata come discriminatoria, in quanto esclude dal beneficio per ragioni di nazionalità e senza alcuna ragionevole motivazione una parte delle donne residenti in Italia...

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Tentativo di conciliazione e operatività del termine di decadenza

13 Novembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav

Rito Fornero (legge 92/2012)

In ipotesi di impugnazione di licenziamento, ove l'impugnazione stragiudiziale venga seguita dalla richiesta di tentativo di conciliazione, il successivo termine decadenziale di 60 giorni per il deposito del ricorso nella cancelleria del Tribunale, trova applicazione al solo caso di mancata effettuazione della procedura conciliativa per rifiuto della stessa o mancato accordo al suo espletamento. In tal caso non potrà viceversa essere invocato il diverso ulteriore termine sospensivo di 20 giorni previsto dall'art. 410, comma 2, c.p.c., poiché riferito alla diversa fattispecie di tentativo di conciliazione effettivamente espletato, pur con esito negativo

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Depositata la sentenza della Corte Cost. che dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Jobs Act

08 Novembre 2018 | di La Redazione

Corte costituzionale

Jobs act

Depositata la sentenza della Corte costituzionale 8 novembre 2018, n. 194, che dichiara illegittimo il criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento stabilito dal Jobs Act per il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte in cui calcola in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Per la Corte costituzionale non è in discussione il meccanismo di ristoro economico, c.d. a tutele crescenti, al posto della tutela reale; ad essere illegittimo è il sistema rigido di previsione di una indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio...

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