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Pubblicata la conversione del decreto dignità, modifiche al TD operative dal 1 Novembre

13 Agosto 2018

Lavoro a tempo determinato

È stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11 agosto 2018, la legge n. 96 del 9 agosto 2018, di conversione, con modificazioni, del decreto legge n. 87 del 12 luglio 2018, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. La norma è divenuta operativa il giorno seguente, tranne per quanto concerne i rinnovi e le proroghe dei contratti a tempo determinato, i nuovi limiti, in questo caso, saranno operativi dal 1° novembre 2018

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Il decreto Dignità è stato convertito in legge: le modifiche ai contratti a termine

12 Agosto 2018 | di La Redazione

Contratto di lavoro

Dopo che il 7 agosto il Senato l’aveva approvata definitivamente, con 155 voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto, la legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’11 agosto (legge 9 agosto 2018, n. 96).

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Approvato il Decreto Dignità

08 Agosto 2018

Lavoro a tempo determinato

Martedì 7 agosto 2018, il Senato con 155 voti favorevoli, 125 contrari e un astenuto, ha approvato definitivamente la legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.

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Il risarcimento del danno civilistico e l’indennizzo erogato dall’Inail

03 Agosto 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Infortuni sul lavoro

In tema di infortunio sul lavoro, l’organo giudicante, ove siano dedotte dal lavoratore circostanze integranti una fattispecie di reato perseguibile d’ufficio, può determinare l’eventuale danno differenziale, valutando il valore monetario del danno civilistico secondo le comuni regole, dal quale detrarre quanto viene indennizzato dall’Inail.

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È ammissibile un successivo licenziamento, dopo il primo, fondato su un diverso motivo, sopravvenuto o comunque non conosciuto in precedenza

01 Agosto 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento in regime di tutela reale, ove il datore di lavoro abbia intimato al lavoratore un licenziamento individuale, è ammissibile una successiva comunicazione di recesso dal rapporto da parte del datore medesimo, purché il nuovo licenziamento si fondi su una ragione o motivo diverso, sopravvenuto o, comunque, non conosciuto in precedenza dal datore, e la sua efficacia resti condizionata all'eventuale declaratoria di illegittimità del primo.

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Astensione degli avvocati nei processi con detenuti: incostituzionale la norma che rimanda al codice di autoregolamentazione

30 Luglio 2018 | di La Redazione

Corte cost.

Sciopero

La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’art. 2-bis, l. 13 giugno 1990, n. 146, là dove consente che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati, nel regolare l’astensione, interferisca con la disciplina della libertà personale. I Giudici costituzionali, dopo aver richiamato la riserva di legge stabilita dall’art. 13, Cost., in materia di libertà personale, ha preso atto che l’art. 2-bis, l. n. 146 del 1990, rimanda a una regola del codice di autoregolamentazione che produce effetti diretti sui termini di custodia cautelare, in violazione della riserva di legge. Di qui l’illegittimità costituzionale dell’art. 2-bis nella parte in cui consente – ossia non preclude - che il codice di autoregolamentazione interferisca con la disciplina legale dei limiti della custodia cautelare.

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Al licenziamento individuale per g.m.o. sono applicabili i criteri di scelta dei licenziamenti collettivi

30 Luglio 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

Anche nei licenziamenti individuali per g.m.o. deve farsi riferimento ai criteri di scelta di cui alla L. n. 223 del 1991. La Corte di Cassazione ha infatti ritenuto che possa farsi riferimento, pur nella diversità dei rispettivi regimi, ai criteri che l'art. 5, ha dettato per i licenziamenti collettivi per l'ipotesi in cui l'accordo sindacale non abbia indicato criteri di scelta diversi e, conseguentemente, prendere in considerazione in via analogica i criteri dei carichi di famiglia e dell'anzianità (non assumendo, invece, rilievo le esigenze tecnico - produttive e organizzative data la situazione di totale fungibilità tra i dipendenti). In analoga prospettiva la Corte ha puntualizzato che il ricorso a detti criteri resta giustificato non tanto sul piano dell'analogia quanto piuttosto per costituire i criteri di scelta previsti dal predetto art. 5, L. n. 223 del 1991, uno standard particolarmente idoneo a consentire al datore di lavoro di esercitare il suo unilaterale potere selettivo coerentemente con gli interessi del lavoratore e con quello aziendale (cfr. Cass. n. 6667 del 2002 e giurisprudenza ivi citata in motivazione).

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La prosecuzione del rapporto a termine in occasione del mutamento del titolo dell’assenza non comporta la trasformazione a tempo indeterminato

26 Luglio 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Lavoro a tempo determinato

Nel caso di assunzione a termine ai fini della sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro, è legittima la fissazione di un termine determinato con riferimento alla non prefissata data di rientro del lavoratore sostituito (termine “incertus quando”), così come la prosecuzione del rapporto in occasione del mutamento del titolo dell’assenza è legittima e non determina la trasformazione del medesimo a tempo indeterminato, sempreché anche per la nuova causale sia consentita la stipulazione del contratto a termine.

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Riders: siglato l'accordo tra le parti del CCNL Logistica e Trasporti che disciplina l'attività dei fattorini della Gig economy

23 Luglio 2018 | di La Redazione

Lavoro dipendente e subordinazione

Lo scorso 18 luglio 2018 le parti stipulanti il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione hanno siglato un accordo che disciplina l’attività dei c.d. riders, ossia la distribuzione di merci con mezzi quali cicli, ciclomotori e motocicli, in ambito urbano, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative (piattaforme, palmari…). L'intesa disciplina inquadramento, retribuzione, orario di lavoro, part time e apprendistato, dei fattorini della Gig economy.

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La riduzione oltre il minimo del trattamento economico dei soci lavoratori può essere solo temporanea

20 Luglio 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Socio lavoratore

In tema di società cooperative, il piano di crisi aziendale può prevedere la riduzione della retribuzione dei soci lavoratori, in deroga al principio generale del divieto di incidenza in pejus sul trattamento economico minimo. Al fine di evitare possibili abusi a danno dei soci lavoratori, la deliberazione del piano di crisi aziendale deve contenere elementi adeguati e sufficienti tali da esplicitare: 1) l’effettività dello stato di crisi aziendale che richiede gli interventi straordinari consentiti dalla legge; 2) la temporaneità dello stato di crisi e dei relativi interventi; 3) uno stretto nesso di causalità tra lo stato di crisi aziendale e l’applicabilità ai soci lavoratori degli interventi in esame.

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