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News su Retribuzione

Retribuzione: divieto di pagamento in contanti dal 1° luglio 2018

02 Luglio 2018 | di La Redazione

Retribuzione

Dal 1° luglio 2018 il datore di lavoro, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato, non può più corrispondere la retribuzione in denaro contante direttamente al lavoratore.

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Assegnazione a mansione superiore: sì all’indennità di posizione anche senza l’incarico

20 Aprile 2018 | di La Redazione

Cass. sez. lav.,

Retribuzione

La mancanza del provvedimento di assegnazione alla mansione superiore non impedisce al lavoratore di percepire l’intero trattamento economico corrispondente ai compiti svolti, ivi compresa l’indennità di posizione organizzativa.

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Medici specializzandi e remunerazione adeguata: il monito della Corte di Giustizia

16 Febbraio 2018 | di La Redazione

CGUE,

Retribuzione

La Direttiva Ue n. 87/1976 ha previsto il diritto ad una remunerazione adeguata per i medici specializzandi, fissando come data ultima per l'adeguamento all'obbligo da parte degli Stati europei il 31 dicembre 1982. L'Italia, non avendo recepito la Direttiva entro i termini stabiliti ma soltanto nel 1991, deve remunerare ed, eventualmente, risarcire tutti coloro che non hanno beneficiato per tempo del suddetto diritto.

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I compensi dell’amministratore di s.p.a. sono interamente pignorabili

25 Gennaio 2017 | di La Redazione

Cass. Civ. – Sez. Unite – 20 gennaio 2017, n. 1545, sent.

Retribuzione

L’amministratore unico o il consigliere d’amministrazione di una s.p.a. è legato alla società per azioni da un rapporto di tipo societario, non qualificabile come rapporto di lavoro parasubordinato o autonomo: di conseguenza, i compensi spettanti a tali soggetti sono pignorabili per intero, oltre il limite del quinto dell’emolumento di cui all’art. 545, comma 4, c.p.c.

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Fondo INPS di previdenza integrativa e contributi sulle differenze retributive

07 Settembre 2016 | di La Redazione

Retribuzione

L'esercizio di fatto di mansioni più elevate rispetto a quelle della qualifica di appartenenza non può comportare l'attribuzione al dipendente di benefici ulteriori oltre quello delle differenze di trattamento economico di cui all’art. 52, co. 5, T.U. n. 165/2001. Così la Cassazione, con sentenza n. 17396/2016.

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Divorzio: l'incentivo all'esodo è voce integrativa della retribuzione e va versato all'ex coniuge

23 Agosto 2016 | di La Redazione

Retribuzione

La Corte di Cassazione ha stabilito che le somme corrisposte dal datore di lavoro, in aggiunta alle spettanze di fine rapporto, come incentivo alle dimissioni anticipate del dipendente (cd. incentivi all'esodo) non hanno natura liberale né eccezionale, ma costituiscono reddito da lavoro dipendente, essendo predeterminate al fine di sollecitare e remunerare, mediante una vera e propria controprestazione, il consenso del lavoratore alla risoluzione anticipata del rapporto.

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Fondo d’integrazione salariale: prime indicazioni dall’INPS

05 Febbraio 2016 | di La Redazione

INPS, Circolare 4 febbraio 2016, n. 22.pdf

Retribuzione

Con la Circolare n. 22/2016, l’INPS diffonde le prime indicazioni sull’operatività del Fondo di integrazione salariale (già Fondo di solidarietà residuale) in attesa della pubblicazione del Decreto interministeriale di adeguamento alla disciplina del D.Lgs. n. 148/2015.

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Edilizia e contrattazione collettiva: no alla “retribuzione virtuale"

24 Aprile 2015 | di La Redazione

Appello L'Aquila

Retribuzione

La contrattazione collettiva non può incidere sul rapporto previdenziale, che è disciplinato unicamente dalla legge.

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Esigere un salario minimo slegato dal costo della vita in altro Stato membro è incompatibile con le norme UE

22 Settembre 2014

Retribuzione

Il salario minimo prescritto fra i requisiti di un appalto pubblico non può essere esteso ai lavoratori di un subappaltatore stabilito in un diverso Stato membro, laddove questi eseguano l'appalto esclusivamente in tale altro Stato: sarebbe una lesione alla libera prestazione di servizi. Così si è espressa la CGUE nella sentenza C-549/13 del 18 settembre.

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Il datore non può essere condannato a remunerare due volte la stessa prestazione

04 Settembre 2014

Retribuzione

La Cassazione, con la sentenza n. 18561/2014 depositata il 3 settembre, torna ad affermare il principio per cui – a prescindere dal giudizio circa la natura autonoma o subordinata del rapporto – il datore non può essere comunque condannato a remunerare due volte la medesima prestazione.

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