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News su Licenziamento disciplinare

GMS e giusta causa: il giudice deve esaminare le norme disciplinari contenute nel CCNL

15 Giugno 2017 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

Nel valutare le motivazioni poste a base del licenziamento, il giudice tiene conto delle tipizzazioni di giusta causa e di giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi. Così la Cassazione, con sentenza n. 11558/2017.

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La sproporzione tra condotta e sanzione espulsiva

26 Maggio 2017 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

La L. n. 92/2012 ha introdotto una graduazione delle ipotesi di illegittimità della sanzione espulsiva dettata da motivi disciplinari, facendo corrispondere a quelle di maggiore evidenza la sanzione della reintegrazione e limitando la tutela risarcitoria alla ipotesi del difetto di proporzionalità che non risulti dalle previsioni del contratto collettivo.

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Contestazione tardiva: reintegrazione o tutela risarcitoria? La parola alle SS.UU.

03 Maggio 2017 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

Con l’ordinanza interlocutoria n. 10159/17, depositata il 21 aprile, la sezione Lavoro rimette alle Sezioni Unite la questione relativa alla natura del vizio del licenziamento intervenuto in forza di contestazione tardiva ai fini dell’individuazione delle conseguenze sanzionatorie.

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Scarso rendimento e licenziamento disciplinare

02 Marzo 2017 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

La Cassazione, con sentenza n. 3855 depositata il 14 febbraio 2017, afferma che lo scarso rendimento non può essere di per sé dimostrato da plurimi precedenti disciplinari del lavoratore, già sanzionati in passato.

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“Insussistente” un fatto non tempestivamente contestato

10 Febbraio 2017 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

La Cassazione, con la sentenza 31 gennaio 2017, n. 2513, afferma che un fatto non tempestivamente contestato ai sensi dell’art. 7, St. Lav., è “insussistente”, e non è idoneo ad essere provato in giudizio.

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Legittimo il licenziamento se si esce senza timbrare

23 Dicembre 2016 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

La fattispecie disciplinare di cui all’art. 55-quater, co. 1, lett. a), D.Lgs. n. 165/2001 si realizza non solo nel caso di alterazione del sistema, ma in tutti i casi in cui la timbratura, o altro sistema di registrazione della presenza in ufficio, miri a far risultare falsamente che il lavoratore è rimasto in ufficio durante l’intervallo temporale compreso tra le timbrature in entrata ed in uscita.

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Licenziamento per fatto sussistente privo di illiceità e principio di proporzionalità

30 Settembre 2016 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

La Cassazione, con sentenza n. 18418/2016, conferma che l'insussistenza del fatto contestato comprende l'ipotesi del fatto accaduto, ma privo del carattere di illiceità cioè irrilevante sul piano disciplinare. In tale ipotesi, commenta la Fondazione Studi CdL, si applica la tutela reintegratoria, anche in regime di tutele crescenti.

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Potere, non obbligo di controllo continuo del dipendente

08 Luglio 2016 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

Il datore di lavoro ha il potere, ma non l’obbligo, di controllare in modo continuo ed assiduo i propri dipendenti contestando loro immediatamente qualsiasi infrazione al fine di evitarne un possibile aggravamento. Lo ha sottolineato la Cassazione, con sentenza n. 10069/2016.

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Timbrature irregolari: illegittimo il licenziamento se per il CCNL la sanzione è più lieve

27 Giugno 2016 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

La Cassazione, con sentenza n. 11630/2016, dichiara illegittimo il licenziamento disciplinare del dipendente pubblico per irregolarità nelle timbrature di presenza: se il contratto collettivo prevede una sanzione più lieve, il datore di lavoro non può irrogarne una più grave.

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Allontanamento o abbandono del posto di lavoro: il discrimine è la definitività

01 Giugno 2016 | di La Redazione

Licenziamento disciplinare

Assentarsi dal posto di lavoro per 10 minuti per esigenze fisiologiche, senza che ciò incida sul regolare svolgimento del servizio, non rientra nella previsione dell’abbandono del posto di lavoro prevista dal CCNL di riferimento. Così la Corte di Cassazione, con sentenza n. 10015/2016 depositata lo scorso 16 maggio.

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