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News su Licenziamento individuale

Licenziato dopo due anni dal fatto: al lavoratore spetta la sola tutela indennitaria

04 Gennaio 2018 | di La Redazione

Cass. sez. un., 27 dicembre 2017, n. 30985.pdf

Licenziamento individuale

Qualora la contestazione dell’addebito del licenziamento, avvenuto per motivi disciplinari, sia affetta da un ritardo «notevole e non giustificato», il lavoratore ha diritto alla sola tutela indennitaria ai sensi dell’art. 18 Stat. Lav..

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Le condotte extralavorative penalmente rilevanti non sempre integrano la giusta causa di licenziamento

28 Novembre 2017 | di La Redazione

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

La Cassazione, chiamata a pronunciarsi sull’individuazione della presenza della giusta causa per il licenziamento di un dipendente, ha ritenuto che il comportamento antigiuridico ma extralavorativo di quest’ultimo non fosse causa di rottura del vincolo fiduciario con la società datrice di lavoro.

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La validità dell’atto di licenziamento può derivare anche solo dalla sua lettura

08 Novembre 2017 | di La Redazione

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

In riferimento alla comunicazione dell’atto di licenziamento, la Corte di Cassazione ha precisato che l’ingiustificato rifiuto da parte del dipendente di ricevere copia dell’atto comunicato solo verbalmente dal datore di lavoro non conferisce illegittimità al provvedimento.

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Il mancato possesso di idoneo titolo lavorativo non può essere, di per sé solo, motivo di licenziamento

03 Novembre 2017 | di La Redazione

Cass. sez. lav.

Licenziamento individuale

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società avverso il licenziamento impugnato da una propria dipendente, rea di non essere in possesso del titolo necessario allo svolgimento del proprio lavoro.

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Tutele crescenti e indennità risarcitoria: dubbi sulla legittimità costituzionale

03 Agosto 2017 | di La Redazione

Licenziamento individuale

Con ordinanza del 26 luglio 2017, il Tribunale di Roma ha sollevato la questione di costituzionalità del regime del licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel caso di contratto di lavoro a tutele crescenti, sotto lo specifico profilo della disciplina concreta dell’indennità risarcitoria.

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La produzione in giudizio della lettera di licenziamento priva di firma equivale a sottoscrizione

19 Maggio 2017 | di La Redazione

Cass. civ., sez. lav.

Licenziamento individuale

La produzione in giudizio di una lettera di licenziamento priva della firma di chi avrebbe dovuto sottoscriverla equivale a sottoscrizione, purché a produrla sia la parte stessa nel giudizio pendente nei confronti del destinatario della lettera di licenziamento.

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Impossibile per la lavoratrice malata ottenere il certificato medico: licenziamento illegittimo

05 Maggio 2017 | di La Redazione

Cass. civ., sez. lav.,

Licenziamento individuale

Il lavoratore non può considerarsi onerato di indicare sin dall’inizio della malattia i possibili sviluppi dello stessa, non potendo richiedersi una prognosi sulla durata dell’assenza. Ciò però non toglie che il lavoratore debba comunicare l’eventuale guarigione anticipata al datore di lavoro, oltre che all’INPS, come recentemente chiarito dalla Circolare n. 79 dell’Istituto.

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Licenziamento nullo per motivi sindacali, i contributi sono dovuti?

20 Marzo 2017 | di La Redazione

Cass. civ., Sez. lav.

Licenziamento individuale

La Cassazione, con sentenza n. 4899/2017, chiarisce se siano da considerarsi dovuti i contributi sulle retribuzioni, che avrebbero dovuto essere corrisposte ai dipendenti licenziati, dalla data del decreto che dichiari l’antisindacalità del comportamento aziendale fino alla data di reintegra dei lavoratori.

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Riorganizzazione aziendale: criteri per scegliere il lavoratore da licenziare

16 Marzo 2017 | di La Redazione

Cass. civ., Sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per GMO, la sentenza n. 25192/2016 della Cassazione afferma che, in presenza di più posizioni fungibili, il datore di lavoro è tenuto ad individuare il lavoratore da licenziare secondo i principi di correttezza e buon fede. I criteri di cui all’art. 5, L. n. 223/1991 possono rappresentare uno standard idoneo, ferma restando la possibilità di utilizzare altri parametri, purché improntati a razionalità e graduazione delle posizioni dei soggetti interessati.

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Repêchage: l’onere della prova è del datore di lavoro

01 Febbraio 2017 | di La Redazione

Cass. civ., sez. lav.

Licenziamento individuale

La Cassazione, con la sentenza n. 618/2017 in tema di repêchage, afferma che grava sulla parte datoriale l’onere di provare la possibilità di una diversa utilizzazione del lavoratore, nell’ambito del contesto organizzativo aziendale, ogniqualvolta non esistano mansioni compatibili con la sua qualifica ed esperienza pregressa.

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