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News su Licenziamento individuale

Impugnazione del licenziamento intimato durante la maternità da parte di lavoratrice dipendente da azienda cessata, di fatto addetta anche ad altre aziende

14 Febbraio 2019 | di Roberto Dulio

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

Ove il collegamento economico-funzionale tra le imprese sia tale da comportare l'utilizzazione contemporanea e indistinta della prestazione lavorativa da parte delle diverse società si è in presenza di un unico centro di imputazione dei rapporti di lavoro; ne consegue che tutti i fruitori dell'attività devono essere considerati responsabili delle obbligazioni che scaturiscono da quel rapporto, in virtù della presunzione di solidarietà prevista dall'art. 1294, c.c., in caso di obbligazione con pluralità di debitori...

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Licenziamento per g.m.o. e mutamento dell’assetto organizzativo in assenza di crisi

23 Gennaio 2019 | di La Redazione

Cass., sez. lav., 15 gennaio 2019, n. 828

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l'andamento economico negativo dell'azienda non costituisce un presupposto necessario del provvedimento. È invece sufficiente che le ragioni inerenti all'attività produttiva e all'organizzazione del lavoro, le quali devono essere evidentemente esplicitate...

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Lavoratrice assente dal lavoro: licenziata per ritorsione?

21 Gennaio 2019 | di La Redazione

Cass., sez. lav., ord. 17 gennaio 2019, n. 1195.pdf

Cass., sez. lav., ord. 17 gennaio 2019, n. 1195.pdf

Licenziamento individuale

Il licenziamento - per essere considerato ritorsivo - deve costituire l'ingiusta e arbitraria reazione ad un comportamento legittimo del lavoratore e proprio quest’ultimo ha l'onere di indicare e provare i profili specifici da cui desumere l'intento ritorsivo quale motivo unico e determinante del recesso.

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Licenziamento orale, impugnazione e decadenza

15 Gennaio 2019 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

A norma dell'art. 2969, c.c., la decadenza prevista dalla l. n. 604 del 1966, art. 6 - che impone al lavoratore l'onere dell'impugnativa del licenziamento entro il termine di sessanta giorni - non può essere rilevata d'ufficio, attenendo ad un diritto disponibile, ma necessita di un'eccezione (in senso stretto), che, nel rito del lavoro, deve essere proposta, dalla parte convenuta nella memoria di costituzione.

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Obbligo di repêchage e tutela reintegratoria

24 Ottobre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni, il recesso intimato dal datore di lavoro senza aver rispettato l'obbligo di repêchage, consistente nella ricerca di soluzioni alternative - compatibili, in questo caso, con il particolare stato di salute del lavoratore - anche eventualmente dequalificanti, rende insussistente il motivo posto a fondamento del licenziamento con conseguente applicazione della tutela reintegratoria prevista dal comma 7 dell'art. 18, st. lav. La Corte di cassazione si pone - affermano i giudici di legittimità - nel solco del principio già affermato dalla stessa, secondo cui il comma 7 dell'art. 18, st. lav., prevede espressamente la reintegrazione per il caso in cui il giudice accerti il difetto di giustificazione del licenziamento intimato per motivo oggettivo consistente nell'inidoneità fisica o psichica del lavoratore senza attribuire al giudice stesso alcuna discrezionalità.

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Il Tribunale di Bari anticipa il deposito della sentenza della Consulta sulla quantificazione della indennità per il licenziamento illegittimo

16 Ottobre 2018 | di La Redazione

Licenziamento individuale

Il Tribunale di Bari quantifica l'indennità spettante a un lavoratore illegittimamente licenziato interpretando in maniera "costituzionalmente orientata" l'art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2015 (cd. Jobs Act). La Corte costituzionale il 26 settembre scorso ha infatti dichiarato l'illegittimità di detta disposizione nella parte in cui determina in modo rigido, sulla base della sola anzianità di servizio, l'indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. Tale pronuncia della Consulta non risulta ancora depositata...

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Illegittimo il licenziamento basato sulle indagini dell’agente investigativo

07 Settembre 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.,

Licenziamento individuale

Pur potendo il datore di lavoro ricorrere a soggetti terzi, come agenzie di investigazione, per l’accertamento di violazioni da parte dei lavoratori, tale verifica non può estendersi all’adempimento o meno della loro prestazione lavorativa.

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È ammissibile un successivo licenziamento, dopo il primo, fondato su un diverso motivo, sopravvenuto o comunque non conosciuto in precedenza

01 Agosto 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

In tema di licenziamento in regime di tutela reale, ove il datore di lavoro abbia intimato al lavoratore un licenziamento individuale, è ammissibile una successiva comunicazione di recesso dal rapporto da parte del datore medesimo, purché il nuovo licenziamento si fondi su una ragione o motivo diverso, sopravvenuto o, comunque, non conosciuto in precedenza dal datore, e la sua efficacia resti condizionata all'eventuale declaratoria di illegittimità del primo.

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Al licenziamento individuale per g.m.o. sono applicabili i criteri di scelta dei licenziamenti collettivi

30 Luglio 2018 | di La Redazione

Cass., sez. lav.

Licenziamento individuale

Anche nei licenziamenti individuali per g.m.o. deve farsi riferimento ai criteri di scelta di cui alla L. n. 223 del 1991. La Corte di Cassazione ha infatti ritenuto che possa farsi riferimento, pur nella diversità dei rispettivi regimi, ai criteri che l'art. 5, ha dettato per i licenziamenti collettivi per l'ipotesi in cui l'accordo sindacale non abbia indicato criteri di scelta diversi e, conseguentemente, prendere in considerazione in via analogica i criteri dei carichi di famiglia e dell'anzianità (non assumendo, invece, rilievo le esigenze tecnico - produttive e organizzative data la situazione di totale fungibilità tra i dipendenti). In analoga prospettiva la Corte ha puntualizzato che il ricorso a detti criteri resta giustificato non tanto sul piano dell'analogia quanto piuttosto per costituire i criteri di scelta previsti dal predetto art. 5, L. n. 223 del 1991, uno standard particolarmente idoneo a consentire al datore di lavoro di esercitare il suo unilaterale potere selettivo coerentemente con gli interessi del lavoratore e con quello aziendale (cfr. Cass. n. 6667 del 2002 e giurisprudenza ivi citata in motivazione).

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Tutela reintegratoria, possibile anche per mancato repechage

14 Maggio 2018 | di La Redazione

Cass. sez. lav.,

Licenziamento individuale

La manifesta insussistenza del fatto base del licenziamento, che determina per il datore l’obbligo di reintegrazione del dipendente sul posto di lavoro, può trovare origine dal mancato assolvimento dell’obbligo di ricollocazione del lavoratore.

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